04/06/2026
Perché parlando della yoga si dice "praticare" e non "allenarsi"?
Perché la parola «praticare» descrive meglio ciò che tradizionalmente è considerato lo yoga.
Quando si dice «allenarsi», di solito si intende lo sviluppo di qualità fisiche specifiche: forza, resistenza, velocità, flessibilità e così via. L’allenamento è orientato a un risultato misurabile.
La parola «praticare» ha un significato più ampio. Nel contesto dello yoga, implica la pratica regolare non solo delle posizioni fisiche (asana), ma anche del lavoro sul respiro, sull’attenzione, sulla concentrazione, sullo stato mentale e sullo stile di vita. Per questo motivo, una persona non semplicemente «allena il corpo», ma sviluppa una certa abilità o uno stato interiore attraverso una pratica costante.
C’è anche una ragione storica. Nella tradizione classica indiana, lo yoga era considerato una disciplina spirituale e filosofica, non una forma di fitness. Nelle traduzioni e nell’uso delle lingue europee si è quindi affermata l’espressione «praticare .
25/05/2026
Molti problemi di salute nascono da una disconnessione tra i nostri pensieri, il nostro stato interiore e il corpo fisico.
Lo yoga classico aiuta a ristabilire questo equilibrio, liberando energia, chiarezza e benessere profondo.
✨ Cosa ti aspetta durante le nostre lezioni di yoga?
🧘♀️ **Imparerai a rilassarti davvero**
Non solo il corpo, ma anche la mente. Attraverso la pratica svilupperai la capacità di sciogliere tensioni profonde e ritrovare calma interiore.
🌿 **Lavorerai sulle cause, non solo sui sintomi**
Invece di combattere continuamente gli effetti dello stress, inizierai a trasformarne le radici, migliorando il tuo equilibrio emotivo e fisico.
💫 **Scoprirai un nuovo rapporto con il tuo corpo**
Capirai meglio come funziona il corpo e questo cambierà il tuo approccio allo sport, allo yoga e a qualsiasi attività quotidiana.
⚡ **Più energia, più lucidità, più vita**
La pratica regolare aiuta a liberarsi dalla stanchezza cronica, ritrovando vitalità, leggerezza e il piacere di vivere ogni giorno.
Inizia il tuo percorso verso un benessere autentico. Il corpo ascolta ciò che vive la mente.
18/05/2026
Ieri abbiamo vissuto una splendida giornata a Canzo, immersi nella natura lungo il torrente, tra paesaggi incantevoli e i misteri geologici nascosti nel cuore del Triangolo Lariano.
Il ritorno lungo il sentiero “Spirito del Bosco” ci ha accompagnati in un’atmosfera ancora più magica, alla ricerca delle creature fantastiche che, secondo le leggende, proteggono questi luoghi incantati.
Grazie di cuore a tutti i partecipanti per la compagnia allegra, curiosa e coinvolgente che ha reso questa esperienza ancora più speciale! 😊
20/03/2026
Praticando regolarmente yoga, una persona fa qualcosa di speciale per sé stessa, qualcosa che gli altri non fanno. Naturalmente, col tempo, sviluppa qualità che gli altri non possiedono. Una di queste può essere definita "il potere della pace".
Ogni mercoledì sera, dalle 19.15 alle 20.15 vi aspetto in via Gargano, 51, presso EM.SI Dance Studios asd .
18/03/2026
Avete mai notato cosa succede alla maggior parte delle persone quando iniziano a praticare yoga?
Col tempo, nella loro vita diminuiscono la frenesia e il bisogno di fare più cose insieme. Le posizioni mantenute a lungo aiutano a percepirsi in modo diverso: emerge uno stato senza fretta né tensione interiore, accompagnato da una sensazione di calma.
Questo stato crea un forte contrasto con la quotidianità e permette di scoprire quanto diversamente possano sentirsi il corpo e la mente.
Lo vivono in modo particolarmente intenso le persone sempre in movimento, dalla mattina alla sera, senza pause. Per loro è quasi sconosciuto lo stato di recupero naturale dell’organismo, il cosiddetto sistema parasimpatico. Non perché non esista, ma perché spesso viene represso per abitudine o “forzato” con stimolanti, nel convincimento che non sia il momento di fermarsi.
Giorni, mesi o anni così portano facilmente a stanchezza cronica ed esaurimento nervoso. Succede, ad esempio, quando si continua a restare svegli nonostante la stanchezza, o si ricorre a caffè e stimoli per “tenere duro”, ignorando i segnali del corpo.
In realtà, in questi momenti l’organismo cerca di attivare il recupero. Ma se viene continuamente bloccato, entra in gioco una riserva di energia d’emergenza, pensata per situazioni estreme. Il paradosso è che, quando arriva un vero momento difficile, le risorse interne sono già esaurite.
È una semplificazione, ma rende l’idea di ciò che accade.
Ed è qui che lo yoga diventa prezioso: rallentando, aiuta a riconoscere questi meccanismi e a vedere quanto spesso si agisca contro se stessi, seguendo automatismi come il “devo resistere” senza metterli in discussione.
Poco a poco, la pratica riporta a un ascolto più attento e rispettoso del proprio corpo.
Ed è uno dei primi passi verso una vita più equilibrata.
Se queste riflessioni vi risuonano e sentite il bisogno di più calma, equilibrio e recupero, forse è il momento giusto per approfondire la pratica.
Giovedì 13.00-14.00 e 17.00-18.30
Sabato 18.00-19.30 in viale Bacchiglione, 26 (MM Brenta)
Sabato 9.30-11.00 in via Monte Palombino, 16 (MM Rogoredo)
04/03/2026
Le posizioni di equilibrio nella pratica dello yoga
Le posizioni di equilibrio rappresentano uno degli aspetti più intensi e rivelatori della pratica dello yoga. Non sono semplicemente esercizi di stabilità fisica: sono laboratori di consapevolezza.
Quando entriamo in una posizione di equilibrio — che sia su un piede, sulle mani o in una variante più complessa — il corpo è chiamato a un dialogo costante tra radicamento e leggerezza. Ogni micro-movimento diventa evidente. L’attenzione si affina. Il respiro, se trattenuto, tradisce immediatamente la tensione; se fluido, sostiene la postura.
Dal punto di vista fisico, le posizioni di equilibrio sviluppano forza profonda, soprattutto nei muscoli stabilizzatori, migliorano la propriocezione e allenano il sistema nervoso a rispondere con precisione agli stimoli. Lavorano sui piedi, sulle caviglie, sul core e sulla muscolatura posturale, costruendo una stabilità che si riflette nella vita quotidiana.
Ma è sul piano mentale che queste posizioni rivelano il loro valore più profondo. L’equilibrio non si conquista con la rigidità: più ci irrigidiamo, più vacilliamo. È necessario trovare un punto di centratura, un’attenzione vigile ma non forzata. Se la mente si distrae, il corpo lo manifesta subito. Se nasce il giudizio (“non sono capace”), l’assetto si destabilizza.
Le posizioni di equilibrio hanno anche un forte impatto sull’autostima. Restare in piedi su una sola gamba, mantenere una postura che inizialmente sembrava impossibile, cadere e riprovare senza arrendersi: sono esperienze concrete di fiducia in sé. Ogni piccolo progresso diventa una conferma silenziosa delle proprie capacità. Non si tratta di “riuscire perfettamente”, ma di sperimentare che, con presenza e pazienza, si può migliorare. Questo rafforza la percezione di competenza e alimenta un senso di autoefficacia che va oltre il tappetino.
In questo senso, le posizioni di equilibrio diventano una metafora concreta della vita. Non esiste immobilità perfetta: l’equilibrio è un processo dinamico, un continuo adattamento. Si cade, si rientra, si ritenta. E ogni tentativo allena non solo il corpo, ma anche la resilienza e la fiducia.
Praticarle con regolarità significa coltivare presenza. Significa imparare a stare in uno spazio di instabilità senza reagire con paura, ma con ascolto. E forse è proprio questo il loro insegnamento più grande: l’equilibrio non è assenza di movimento, ma armonia nel movimento — dentro e fuori di noi.
Giovedì 13.00-14.00 e 17.00-18.30
Sabato 18.00-19.30 in viale Bacchiglione, 26 (MM Brenta)
Sabato 9.30-11.00 in via Monte Palombino, 16 (MM Rogoredo)
24/02/2026
Se tutti conoscono i benefici di pratiche psico-fisiche come yoga, qi-gong e meditazione, perché restano ai margini della vita quotidiana?
Forse perché il modello medico moderno ci ha abituati a pensare la salute come qualcosa da delegare.
Un triangolo: medico – paziente – malattia.
La malattia è “qualcosa altro” da togliere, da eliminare. E il compito principale spetta al medico, possibilmente con l’aiuto di una pillola. Al paziente resta spesso un ruolo passivo, con il minimo impegno richiesto.
Ma le pratiche come yoga o qi-gong chiedono costanza, partecipazione, responsabilità personale. Non promettono soluzioni immediate: richiedono tempo, disciplina, ascolto.
Anche il sistema della ricerca scientifica, in gran parte sostenuto dall’industria farmaceutica, investe soprattutto in ciò che è brevettabile e commercializzabile. Le pratiche senza “prodotto” faticano a trovare lo stesso spazio e la stessa visibilità.
E così continuiamo a sapere che muoverci, respirare consapevolmente, rallentare ci farebbe bene…
ma aspettiamo che sia qualcun altro a prendersi cura della nostra salute.
Forse la vera rivoluzione non è trovare una nuova cura,
ma tornare ad assumerci la responsabilità quotidiana del nostro equilibrio.
Giovedì 13.00-14.00 e 17.00-18.30
Sabato 18.00-19.30 in viale Bacchiglione, 26 (MM Brenta)
Sabato 9.30-11.00 in via Monte Palombino, 16 (MM Rogoredo)