L’autismo non è una malattia da curare.
È un modo diverso di vedere, sentire e vivere il mondo.
Alcune persone autistiche:
✨ Pensano in immagini
✨ Hanno una memoria incredibile
✨ Sono super oneste
✨ Amano le routine e i dettagli
Il problema non è l’autismo.
Il problema è una società che non è pronta ad accoglierci.
L’autismo è neurodiversità.
Non un difetto.
Accettiamolo. Capiamolo. Includiamolo.
Tu come sostieni le persone autistiche? Scrivi nei commenti! 👇
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Children of the rain
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La mia preghiera ogni sera… per te, piccolo mio.
Queste parole sono tutto ciò che desidero per la tua vita. ❤️
Se anche tu sei mamma e sussurri le stesse cose al buio… abbraccia lo schermo 🤗
Scrivi nei commenti il tuo desiderio più grande per il tuo bambino 💌
Salva questo reel… che si avveri tutto quanto 🙏✨
Quel momento in cui il mondo crolla… Cinque secondi per morire dentro. 💔 Ma da lì è iniziato il nostro vero viaggio.
Leggi la storia vera di una mamma e del suo Piccolo Principe → https://bookabook.it/libro/il-mio-piccolo-principe-una-storia-damore/
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"Cosa direi a me stessa 5 anni fa"
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01/03/2026
Cari amici, familiari, mamme, papà, insegnanti e tutti voi che avete un cuore sensibile… 💛
Il mio libro “Il Mio Piccolo Principe: Una Storia d’Amore” è ora in crowdfunding su Bookabook!
È la mia storia vera: di una mamma ucraina in Italia, che ha ricevuto la diagnosi di autismo livello 3 per il suo bambino. Di giorni in cui lui si fa male da solo fino ai lividi, di notti insonni, di paura e di lacrime… ma soprattutto di come l’accettazione e l’amore incondizionato hanno cambiato tutto.
Non è un manuale medico.
Non spiego “perché” è nato l’autismo (nessuno lo sa con certezza, nemmeno gli scienziati).
Non propongo terapie miracolose, perché non sono una terapista e ogni bambino è unico.
È una confessione di mamma: parlo di come lavorare su me stessa mi permette di rimanere calma, di cercare la causa invece di incolpare l’autismo, di amare mio figlio esattamente com’è. E quando i genitori accettano davvero, il bambino lo sente… e inizia a cercare contatto. Questo è il vero inizio di ogni cambiamento. ❤️
Ora il libro ha bisogno di VOI per nascere.
Obiettivo: solo 200 pre-ordini!
Attualmente siamo a circa 170–180 copie… manca pochissimo! Ogni pre-ordine conta tantissimo: è un voto di fiducia, un modo per far arrivare questa storia a più cuori possibili, per far sentire meno sole altre mamme e papà.
Pre-ordinatelo qui (bastano pochi clic):
👉 https://bookabook.it/libro/il-mio-piccolo-principe-una-storia-damore/
Consegna prevista: dicembre 2026.
Ma il vostro “sì” oggi può farcela decollare già ora.
Se lo avete già pre-ordinato — GRAZIE dal profondo del cuore!
Se potete condividere questo post — ancora di più grazie. Ogni condivisione può essere quella decisiva.
Perché questa non è solo la mia storia. È la storia di tanti “Piccoli Principi” che meritano di essere visti, amati e accettati. 🌟
Con tutto l’affetto,
Tania (mamma del mio Piccolo Principe) 💙
07/02/2026
Dietro ogni bambino con autismo c'è un genitore che non si arrende mai
Dietro quel sorriso timido, dietro quel silenzio che parla mille lingue, dietro ogni passo incerto o ogni esplosione di gioia improvvisa... c'è un genitore.
C'è una mamma che si sveglia alle 5 del mattino per preparare la giornata perfetta: la colazione senza glutine, la borsa con i giochi sensoriali, la lista delle parole nuove da provare oggi. C'è un papà che dopo 10 ore di lavoro torna a casa e si trasforma in terapista, insegnante, clown, scudo umano contro il mondo che giudica.
Non è solo amore. È lavoro instancabile, invisibile, spesso non riconosciuto.
È imparare a memoria le strategie ABA, RDI, PECS mentre gli altri genitori parlano di calcio o di vacanze.
È tradurre i bisogni del proprio figlio quando il mondo non capisce il suo linguaggio.
È combattere con le unghie e con i denti per un'ora in più di logopedia, per un insegnante di sostegno che capisca davvero, per un posto in una scuola che non chiuda la porta.
E quando arriva la stanchezza che pesa come piombo, quando le lacrime scendono in silenzio in macchina tornando da un appuntamento andato male... quel genitore si asciuga gli occhi, respira profondo e torna dentro casa con un sorriso. Perché il bambino ha bisogno di vedere forza, non fragilità.
Questi genitori non sono supereroi nati con un mantello. Sono persone normali che hanno scelto di non mollare. Che hanno trasformato la paura in azione, la solitudine in comunità, il "perché proprio a noi?" in "insieme possiamo farcela".
A voi, che state leggendo e riconoscete ogni parola: grazie.
Grazie per non smettere mai di credere.
Grazie per essere la rete di sicurezza invisibile che tiene in piedi il mondo di vostro figlio.
Grazie per dimostrare ogni giorno che l'amore vero non è fatto solo di baci e abbracci, ma di ore infinite di pazienza, studio, lotte e piccole vittorie celebrate come medaglie olimpiche.
Voi non siete "solo" genitori. Siete la forza che sta cambiando il mondo, un bambino alla volta.
Se vi riconoscete in queste parole, lasciate un 💙 nei commenti o scrivete una frase che vi rappresenta.
Non siete soli. Siamo qui, insieme.
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Mentalità che esclude: non tutti sono pronti ad accogliere i bambini con autismo
Avete presente quel momento in cui portate vostro figlio al parco giochi, e lui, con il suo mondo interiore così ricco e diverso, inizia a girare su se stesso per la gioia di una foglia che vola? Ecco, proprio lì, tra le risate degli altri bimbi, capita di incrociare quello sguardo. Lo sguardo di un genitore che sussurra al suo: "Stai lontano da quel bambino strano". O peggio, l'adulto che ti fissa con pietà mista a disagio, come se l'autismo fosse contagioso.
È questa la mentalità che ferisce di più: quella che non è pronta a vedere oltre l'apparenza. In Italia, in una città vivace come Napoli, dove la gente si abbraccia per strada e il calore umano dovrebbe essere la norma, capita ancora troppo spesso che i nostri bambini vengano esclusi. Pensate a quella festa di compleanno dove vostro figlio non è stato invitato perché "potrebbe fare storie" – come se un meltdown fosse una scelta, e non una reazione a un sovraccarico sensoriale. O al supermercato, quando un urlo improvviso attira occhiatacce e commenti sussurrati: "Ma educalo, no?". Come se non avessimo passato notti in bianco a imparare strategie, a cercare terapie, a combattere per un po' di comprensione.
E poi c'è il vicino di casa che si lamenta per i rumori "strani" dalla vostra finestra, senza sapere che quel battito ritmico è il modo in cui vostro figlio si calma dopo una giornata piena di stimoli eccessivi. O l'amico di famiglia che sparisce, perché "non sa come comportarsi" con un bambino che non guarda negli occhi o che ripete frasi da un cartone animato. Questa mentalità radicata, fatta di ignoranza e paura, ci isola tutti: noi genitori, che ci sentiamo giudicati, e i nostri figli, che meritano di essere visti per le loro forze uniche – quella creatività infinita, quella onestà disarmante, quel modo di amare senza filtri.
Ma sapete cosa? È proprio questa mentalità che possiamo cambiare, un passo alla volta. Parlando apertamente, condividendo storie come queste, educando chi ci circonda. Perché l'autismo non è un "problema da risolvere", è una diversità da celebrare. E voi, mamme e papà, che affrontate tutto questo con un sorriso coraggioso, siete i veri pionieri: state insegnando al mondo che l'accoglienza non è un optional, ma un dovere umano.
Se vi è capitato qualcosa di simile, raccontatelo nei commenti. Insieme, rompiamo questi muri invisibili. Il cambiamento inizia da noi! 💙🤝
07/02/2026
Scuola dei sogni: genitori contro l'esclusione
Immaginate di accompagnare vostro figlio alla porta della scuola, con il cuore che batte forte per l'emozione del primo giorno... ma non è gioia pura. È un misto di speranza e paura, perché sapete che, dietro quelle mura, potrebbe non esserci posto per il suo modo unico di essere.
Siete voi, mamme e papà, che ogni mattina combattete una battaglia silenziosa: contro i moduli burocratici che non bastano mai, contro gli sguardi che giudicano invece di accogliere, contro le porte che si chiudono perché «è troppo complicato», «non ce la facciamo», «meglio una classe a parte».
Voi scrivete lettere, fate riunioni infinite, presentate ricorsi, parlate con insegnanti esausti, con dirigenti che citano la legge 104 ma poi dimenticano il cuore. Lo fate con le lacrime agli occhi, nascoste dietro un sorriso forzato, perché vostro figlio merita di stare lì, tra i compagni, a imparare, a ridere, a crescere – non in un angolo isolato, come se la sua diversità fosse un peso da nascondere.
Ogni volta che vostro figlio viene escluso da una gita, da un'attività di gruppo, da un semplice gioco in cortile... sentite una pugnalata al petto. Eppure non vi arrendete. Trasformate il dolore in petizioni, in alleanze con altre famiglie, in notti insonni passate a studiare normative e strategie di inclusione. Diventate avvocati, pedagogisti, mediatori, tutto pur di aprire quelle porte.
E sapete una cosa? Siete voi i veri rivoluzionari. In un'Italia che si vanta di essere «la più inclusiva del mondo», siete voi a ricordarle che l'inclusione non è un'etichetta da attaccare sui documenti: è un diritto vivo, è un abbraccio, è un compagno che tende la mano, è un insegnante che impara il linguaggio del vostro bambino invece di pretendere che parli lui il loro.
A voi, che avete pianto in macchina tornando a casa dopo l'ennesimo «no», che avete festeggiato un piccolo «sì» come una vittoria epica, che continuate a credere che la scuola dei sogni esiste... e che la costruirete mattone dopo mattone con le vostre mani tremanti ma determinate.
Non siete soli. Il vostro coraggio sta cambiando il mondo, un passo alla volta.
Per ogni mamma che si sente stanca, per ogni papà che nasconde la rabbia: continuate. Il vostro amore è la forza più potente contro ogni esclusione.
Vostro figlio merita di appartenere. E voi state facendo in modo che accada.
Un abbraccio immenso a tutti voi, guerrieri silenziosi dell'inclusione. 💙📚✊
06/02/2026
Sapete che la Giornata dei Calzini Spaiati è nata proprio qui, in Italia, in una piccola scuola primaria di Terzo di Aquileia, in Friuli Venezia Giulia? 🧦🇮🇹
Tutto è iniziato grazie all’idea luminosa della maestra Sabrina Flapp, che più di 13 anni fa ha voluto insegnare ai suoi alunni che essere diversi non è un difetto, ma una ricchezza. Ha chiesto a bambini, genitori e colleghi di indossare calzini spaiati per parlare di autismo, inclusione e accettazione… e da quel piccolo gesto è nato un simbolo nazionale!
Oggi, alla sua 13ª edizione, migliaia di persone in tutta Italia (e non solo!) indossano calzini diversi per dire: “Siamo tutti unici, tutti importanti, tutti uguali nel valore!” 💙
Indossiamoli con orgoglio oggi… e ogni giorno dell’anno!
Chi aderisce con me? Mettete un LIKE se oggi avete i calzini spaiati ai piedi, condividete una foto nei commenti o in Stories e taggatemi! 🔥🧦
Insieme possiamo colorare il mondo di diversità e bellezza. ✨
06/02/2026
Oggi, nella Giornata dei Calzini Spaiati, voglio condividere con voi 5 lezioni preziose che questi semplici calzini “sbagliati” mi hanno insegnato sull’autismo e sulla neurodiversità. 🧦💙
Perché un calzino rosso con uno blu non è un errore… è una bellissima possibilità!
Ecco le mie 5 cose imparate:
1. Diversi non significa incompleti.�Ogni persona sullo spettro ha il suo modo unico di essere completa. 🧩
2. Non serve essere uguali per funzionare insieme.�Come due calzini diversi che stanno benissimo ai piedi, possiamo camminare fianco a fianco senza doverci omologare.
3. La diversità colora il mondo (e le calze!).�Immaginate un mondo con tutti calzini identici… noioso, vero? La neurodiversità rende la vita più viva e ricca! 🌈
4. Anche se sembri “sbagliato” agli occhi di qualcuno, hai un posto importante.�Non c’è cassetto che possa dirti “non appartieni qui”. Il tuo posto c’è, e è prezioso. ❤️
5. Insieme siamo più forti.�Un calzino solo è carino… ma due spaiati insieme sono una squadra invincibile! 💪
Qual è la lezione che ti risuona di più oggi?
Scrivila nei commenti, condividi la tua foto con calzini spaiati o tagga qualcuno a cui vuoi dire: “Sei perfetto così come sei!”
Celebriamo insieme l’unicità di ognuno di noi. Perché diverso non è sbagliato… è magia! ✨🧦
Per tutti i cuori spaiati… siete magia! 💙
Fai lo stesso e tagga me!
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