04/04/2022
Cari europei di animo pietoso,
immagino, abbiate visto le foto della mia cara regione di Kyiv liberata dai fascisti.. se osate ancora a rimproverare il vostro governo per gli aiuti militari, se vi dispiace ancora per il “patrimonio culturale russo”, se ancora cercate di giustificare pubblicamente il consumo di gas russo con la finta intenzione di salvare la terra dalla catastrofe ecologica, sappiate che state finanziando la distruzione della stessa terra con i missili russi e le atrocità dell’esercito russo sul territorio Ucraino... mentre l’Ucraina vi sta coprendo le spalle con le proprie vite, salvando l’Europa stessa da un pezzo di m putler, approvato e sostenuto dall’80% dei propri concittadini.
Ogni volta che mi parlerete del “grande” balletto russo, vi racconterò la storia di una giovane insegnante di Brovary che è stata ripetutamente stuprata davanti ai suoi genitori e poi rapita dai mostri russi. Vi parlerò di decine, forse centinaia di donne ucraine violentate. Spesso sotto gli occhi dei loro figli. Delle ragazze di 15-16 anni di Borodyanka che hanno subito terribili violenze da parte di scagnozzi di Kadyrov. Dei corpi di cinque ragazze violentate, uccise e abbandonate per strada. Vi racconterò dell’abominio trapelato nelle intercettazioni dei soldari russi "ci scoperemo le khohlushki" (un’espressione spregiativa russa riferita alle ucraine). Ecco cosa vi dirò come risposta al “grande balletto russo” opresso.
Ogni volta che mi parlerete di “grandi” compositori russi, vi racconterò la storia di una ragazzina e del suo fratellino nel seminterrato di Mariupol, la cui madre è stata in agonia per diversi giorni prima di morire davanti ai loro occhi. E dopo i bambini sono stati costretti a continuare a nascondersi nel seminterrato a causa dei bombardamenti con il ca****re della madre accanto. Vi parlerò di un bambino di Hostomel, davanti al quale i soldati russi hanno sparato suo padre. E poi volevano uccidere anche il figlio, ma è sopravvissuto. Vi racconterò di una ragazza che è stata sparata direttamente in faccia. Nonché di un bambino che è scappato con la nonna su una barca. Sua nonna è annegata. E il ragazzino lo stanno cercando da quasi un mese. Ecco cosa vi dirò in risposta all’opressione dei “grandi compositori russi”.
Ogni volta che mi parlerete della “grande” pittura russa, vi parlerò dei civili ucraini sparati alla schiena nel distretto di Makariv. Prima di ucciderli, gli orchi russi gli legavano le mani. Centinaia di cadaveri nelle strade di Bucha, Irpen, Gostomel. Vi racconterò di fosse comuni nei cortili delle aree residenziali. Fino a poco tempo fa quelle erano città comode e sicure. Fosse comuni, ossari.. Nel 21mo secolo. Ecco cosa vi dirò in risposta alla “grande e oppressa pittura russa”.
Ogni volta che mi parlerete del “grande” teatro russo, vi racconterò la storia di una donna di Brovary, alla cui casa i predoni russi, ritirandosi, hanno rimosso le piastrelle di metallo per portarsele come trofei. Vi parlerò di carri armati e mezzi corazzati della "seconda armata del mondo", carichi fino all'orlo di oggetti rubati dalle case ucraine. Telefoni, tablet, televisori, lavatrici, tappeti, gioielli, bottiglie di liquori, pentole, vestiti, giocattoli, scarpe: questi bastardi hanno saccheggiato tutto ciò che incontravano sul loro cammino. All’arrivo in Bielorussia, sono corsi agli uffici postali per spedire il loro bottino in Russia alle loro famiglie. Vi svelerò anche che vendevano merce rubata ai mercati bielorussi. Ecco cosa vi risponderò sul “grande teatro russo” perseguitato.
Ogni volta che mi parlerete del “grande” cinema russo, vi parlerò dei cavalli brutalmente massacrati nelle scuderie della regione di Kiev. E a proposito di animali nello zoo di Yasnogorodka, morti in sofferenza, di fame, sete e congelamento. E delle gravi ustioni di un cerbiatto a causa dell'esplosione. E adesso ci aggiungerò il colmo atrocità... Vi confiderò di un cane alabai ucciso e mangiato dagli occupanti russi. Sì, un alabai. Sì, un cane... mangiato. Ecco cosa vi racconterò in cambio al “grande cinema russo”.
Ogni volta che mi parlerete della “grande” letteratura russa, vi racconterò di decine di intercettazioni telefoniche dei soldati russi che parlano con le loro madri e mogli. Delle conversazioni in cui non c’è altro che parolacce e bestemmie. Delle conversazioni in cui le mogli gli commissionano i trofei da rubare dalle case ucraine. Conversazioni in cui le madri ridono quando i loro stessi figli raccontano come i loro connazionali violentano le khohlushki. E se togliamo tutte le parolacce da queste conversazioni, ci rimarrebbero solo "ciao" e "arrivederci", questo è ciò che vi dirò in risposta alla “grande letteratura russa” oppressa.
Non c'è più nessuna cultura, letteratura, cinema, pittura, teatro e balletto russi. C'è solo un paese di mostri, predoni, stupratori e assassini. Di infami che non faranno mai parte del mondo civile!
E i nuovi dissidenti russi che stanno soffrendo nei loro confortevoli appartamenti a Berlino, Londra, Larnaca, Milano, Tbilisi, Astana, Vienna e altri rifugi temporanei, che seguano la rotta della nave russa direttamente a quel paese, portando con orgoglio tra le mani la “grande cultura russa”!