Mneme Montessori International Project

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Informations de contact, plan et itinéraire, formulaire de contact, heures d'ouverture, services, évaluations, photos, vidéos et annonces de Mneme Montessori International Project, École maternelle, Monaco.

Progetto per la divulgazione della pedagogia Montessori, Progettazione nuovi spazi educativi, consulenze, sostegno personale e familiare, Counseling, corsi educativi.

Photos from Rsa Crocetta's post 11/12/2025

Soddisfazioni.

17/11/2025

MONTESSORI TRA SCUOLA E FAMIGLIA

Nel metodo Montessori, la crescita del bambino passa attraverso l’indipendenza e l’autonomia, elementi che rappresentano il cuore dell’apprendimento. Nella scuola primaria non vengono assegnati compiti nel senso tradizionale, perché si valorizza la naturale curiosità del bambino e il suo desiderio spontaneo di approfondire ciò che lo interessa. Quando un bambino sceglie di portare a casa un lavoro, lo fa perché sente un reale coinvolgimento verso l’argomento trattato a scuola: è questo l’apprendimento più autentico, che nasce dalla volontà interiore.

È importante però comprendere che il metodo non può sostituirsi all’impegno del bambino. Se non lavora a scuola e non mostra interesse nel proseguire a casa, la crescita del suo potenziale risulta limitata. La famiglia che sceglie un percorso Montessori abbraccia un modo di educare che richiede una collaborazione attenta, consapevole e rispettosa dei tempi evolutivi del bambino. I genitori hanno un ruolo fondamentale nel sostenere la sua volontà, nel riconoscere e accompagnare i momenti di curiosità, e nel creare un clima sereno che incoraggi la responsabilità personale.

Nella fascia dai 6 agli 11 anni si sviluppa la volontà consapevole, un processo delicato che richiede esercizio costante. In questo periodo, chiamato da Montessori “secondo piano di sviluppo”, molti periodi sensitivi dell’infanzia sono già conclusi: ciò significa che le finestre naturali per apprendere con immediatezza ed entusiasmo alcune competenze non sono più così spontanee come nella Casa dei Bambini. Se in questa fase non si coltiva la volontà – quel “muscolo interiore” che permette al bambino di scegliere, impegnarsi, terminare ciò che ha iniziato – in seguito sarà più difficile ottenere gli stessi risultati, sia a scuola sia nella vita quotidiana.

Per questo la collaborazione tra scuola e famiglia è essenziale. I genitori, conoscendo il funzionamento del metodo, possono sostenere il bambino senza pressioni, accompagnandolo verso una partecipazione attiva al proprio apprendimento. Quando scuola e casa lavorano insieme, il bambino scopre di essere protagonista del suo percorso, sviluppa fiducia nelle proprie capacità e costruisce basi solide per affrontare con serenità e competenza ogni nuovo passo del suo cammino.

Photos from Mneme Montessori International Project's post 14/11/2025

🌲FORMAZIONE OUTDOOR
ISCRIZIONI APERTE!

L’Associazione culturale Pachamama Outdoor & C. propone ad educatori, insegnanti, educatori ambientali, accompagnatori naturalistici e guide un progetto di Educazione Ambientale volto ad approfondire le conoscenze e le metodologie dell’Outdoor Education.

La Formazione Outdoor è una metodologia di apprendimento esperenziale che si svolge all’aperto utilizzando la natura e le attività fisiche come strumenti didattici.

Il Progetto di Educazione Ambientale permetterà di realizzare concretamente ambienti di approfondimento in cui l’ambiente naturale diventa “la guida” che offre stimoli e opportunità di scoperta per migliorare le competenze socio-emotive, sociali cognitive ( autonomia, la responsabilità, la gestione delle emozioni), sviluppare il problem- solving, affrontare tematiche adolescenziali (come il bullismo, la fiducia verso se stessi).

Le attività proposte seguiranno l’apprendimento esclusivamente esperenziale: giochi, pratiche di sopravvivenza ed esperienze avventurose…

Alcune tematiche del piano didattico:
- la Didattica degli Ambienti
- la Didattica degli elementi naturali
- la Didattica del Rischio, diritti e responsabilità
- Ecodinamica ad uso delle corde…

🌳 Destinatari
- Scuole, Associazioni Parentali, Associazioni culturali, Educatori, Insegnanti, Educatori Ambientali, Accompagnatori naturalisti, Guide

⏳ da Gennaio 2026 a Giugno 2026
📍 presso bosco e prati di Primaria Montessori Rivalta di Torino

🌲Responsabili del progetto
Davide Bologna Educatore ambientale, Istruttore Esperto FISSS- Federazione Italiana Survival, CEO e Presidente Associazione Culturale PachaMama Outdoor & co. formatore

Francesca Imperiale Educatrice Ambientale, Insegnante dell’infanzia e Primaria Montessori Nebula Primaria Montessori Parentale, Guida Escursionistica Ambientale, socio Associazione Outdoor & co.

✏️ Per info ed Iscrizioni: [email protected]

Photos from Mneme Montessori International Project's post 13/11/2025

13 Novembre 2025
Giornata della gentilezza ☺️

🌿 “Sii gentile ogni volta che è possibile. È sempre possibile.” — Dalai Lama

💫 “Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice atto di gentilezza.” — Madre Teresa di Calcutta

💫 “La vera gentilezza è fare del bene agli altri senza aspettarsi nulla in cambio.” — Mahatma Gandhi

🌿 “Essere gentili rende il mondo un posto migliore, perché ogni gesto buono crea pace intorno a noi.” — ispirata a Nelson Mandela

25/10/2025

🌿 OPEN DAY ISCRIZIONI 26/27

Scuola Primaria e Secondaria Montessori
📅 Venerdì 8 novembre | ore 10.00 - 12.30

Un’occasione per scoprire da vicino l’ambiente educativo della nostra scuola, dove natura, libertà e apprendimento si incontrano.

Programma della mattinata
🔹 Ore 10.00 – Visita alla struttura e agli spazi esterni: un percorso tra i saloni e le aree didattiche, materiali Montessori e il nostro parco naturale.
🔹 Ore 10.30 – Outdoor Lab nel bosco, a cura di una guida ambientale riconosciuta: i bambini potranno sperimentare la costruzione di rifugi con rami e foglie e divertirsi con attività di coordinazione e scoperta usando le corde.
🔹 Ore 11.45 - 12.15 – Presentazione del team educativo e dei materiali Montessori: un momento per conoscere i nostri insegnanti e il metodo che guida ogni giorno la vita della scuola.

✨ Durante l’Open Day sarà presente un’insegnante madrelingua inglese per accogliere e accompagnare le famiglie straniere.

📍 Scuola Nebula Montessori – Primaria e Medie a Rivalta di Torino
Via Vittoria Nenni 90- Maneggio La Nuova Cerrina

Ti aspettiamo per condividere con noi la bellezza di imparare nella natura.

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🌿 OPEN DAY – Nebula Montessori School
📅 Friday, November 8 | 10:00 AM – 12:30 PM

Come and discover where nature and learning grow together 🌱

✨ From 10:00 AM – guided tour of our school and outdoor spaces
✨ From 10:30 AM – Outdoor Lab in the forest led by a certified environmental guide: shelters, ropes, and forest adventures!
✨ From 11:45 AM – meet our educational team and explore our Montessori materials

💬 An English mother-tongue teacher will be there to welcome international families.

Experience the joy of learning in nature 🌳
We look forward to meeting you!

09/10/2025

Ricominciare a credere negli insegnanti

Un tempo la figura dell’insegnante rappresentava un punto fermo nella crescita dei bambini: un riferimento educativo, culturale e umano riconosciuto non solo dai piccoli, ma anche dalle famiglie e dalla comunità. Oggi, questo equilibrio sembra essersi incrinato. Viviamo in una società che tende a mettere in discussione tutto — spesso prima di comprendere, prima di ascoltare — e anche la scuola, con le sue figure di riferimento, ne risente profondamente.

Non si tratta di rimpiangere il passato, ma di riflettere sul valore del rispetto e della fiducia reciproca. L’autorità educativa non è autoritarismo: è autorevolezza, ossia la capacità di guidare, di offrire sicurezza, di porsi come esempio. Quando questa autorevolezza viene continuamente messa in dubbio o indebolita da giudizi affrettati, si rischia di togliere ai bambini un pilastro fondamentale per il loro equilibrio affettivo e sociale.

L’insegnante non è un nemico né un semplice esecutore di programmi, ma un professionista che mette cuore, competenza e sensibilità al servizio dei bambini. Ascoltare i loro racconti è importante, ma altrettanto importante è ricordare che ogni esperienza ha più prospettive, e che il dialogo costruttivo tra scuola e famiglia dovrebbe basarsi sulla fiducia, non sul sospetto.

Ritrovare il rispetto per il ruolo educativo significa ridare dignità alla relazione tra adulti che condividono lo stesso obiettivo: accompagnare i bambini nella crescita, insegnando loro — con l’esempio — che la fiducia, la collaborazione e il rispetto sono le basi di ogni comunità sana.

Photos from Mneme Montessori International Project's post 08/10/2025

Nella scuola Montessori la cucina non è solo un’attività piacevole o un momento ricreativo: è una vera e propria esperienza pedagogica. Preparare le sfogliatelle di mela e limone, ad esempio, diventa un’occasione per esercitare la concentrazione, la cura, la precisione e la cooperazione. Ogni gesto, dal tagliare la mela all’impastare, ha un valore educativo profondo perché permette al bambino di sentirsi capace e partecipe della vita reale.

Maria Montessori sosteneva che i bambini imparano facendo, attraverso l’esperienza diretta e concreta. Quando un bambino cucina, non sta semplicemente seguendo una ricetta, ma sta costruendo la propria autonomia. Tocca gli ingredienti, ne percepisce il profumo, osserva le trasformazioni della materia, sviluppa coordinazione, linguaggio, matematica pratica e senso di responsabilità.

In un ambiente preparato con cura, la cucina diventa un laboratorio di vita quotidiana: un luogo dove il bambino può sperimentare la libertà all’interno di regole chiare e naturali, scoprendo il piacere del lavoro ben fatto. Offrire la possibilità di cucinare significa rispettare il bisogno innato dei bambini di agire, di contribuire, di partecipare al mondo degli adulti. Solo così l’educazione diventa davvero un cammino verso l’indipendenza e la fiducia in sé stessi.

Nebula Primaria Montessori Parentale
Elena Corti


05/10/2025

L’idea che il metodo Montessori generi bambini “tiranni” è una delle distorsioni più diffuse e più lontane dal pensiero autentico di Maria Montessori. Spesso nasce dal fraintendimento del concetto di libertà, che viene scambiato per assenza di regole o permissivismo. In realtà, nella visione montessoriana, la libertà del bambino è sempre accompagnata dal limite, dall’ordine e dal rispetto reciproco.

Per Montessori, educare alla libertà significa aiutare il bambino a diventare capace di scegliere, non di comandare. Il genitore o l’educatore non abdicano al proprio ruolo, ma lo esercitano in modo consapevole e autorevole, offrendo un ambiente chiaro, coerente e strutturato. L’adulto guida senza imporre, osserva senza controllare, accompagna senza sostituirsi. È un equilibrio sottile ma fondamentale: la libertà nasce dentro una cornice di regole condivise e di responsabilità reciproca.

Un bambino “tiranno” non è libero, ma prigioniero dei propri impulsi. Quando non trova confini chiari o adulti affidabili, è costretto a cercarli con comportamenti di opposizione e di controllo. L’educazione montessoriana, al contrario, mira a costruire dentro di lui un ordine interiore che nasce dall’esperienza, dal rispetto e dall’autonomia vera — non dal capriccio o dal potere.

Il bambino che cresce in un contesto montessoriano autentico impara che la libertà non è fare ciò che si vuole, ma volere ciò che si fa con responsabilità. Impara che l’adulto è un punto di riferimento saldo, una presenza che sostiene e orienta. Non un servo dei suoi desideri, ma un alleato nella costruzione del suo equilibrio interiore.

Essere genitori o educatori montessoriani non significa cedere il comando, ma assumere un ruolo più profondo: quello di educare alla libertà consapevole, dove il rispetto di sé e dell’altro camminano insieme, e dove l’amore non si confonde mai con l’assenza di guida.

Photos from Mneme Montessori International Project's post 30/09/2025

“La matematica che rinasce: Montessori e Parkinson”

Immaginiamo una docente universitaria di matematica e fisica che, a causa del Parkinson, si trovi improvvisamente privata di quella lucidità logica che era stata la sua vita. La matematica, da sempre territorio di certezze e ragionamento, diventa per lei una terra straniera, un vuoto difficile da colmare. Questo scenario ci ricorda con forza quanto la mente umana sia fragile e al tempo stesso quanto abbia bisogno di strumenti per ritrovare appigli, per ricostruire ponti verso ciò che sembrava perduto.

In questo contesto la Psicoaritmetica Montessori può diventare più di un materiale didattico: può essere una possibilità di rinascita cognitiva. Il “gioco della banca”, con la sua concretezza, i suoi numeri resi oggetti, le quantità che si possono toccare e distribuire, apre una nuova strada di accesso al pensiero matematico. Non si parte più da un astratto da manipolare solo con la mente, ma da un vissuto sensoriale che, attraverso le mani, restituisce ordine alla mente.

Per chi vive il Parkinson, questo approccio può rappresentare una sorta di ponte: il corpo che trema trova nelle mani un compito semplice, ripetitivo, chiaro; la mente che si sente vuota si riempie di nuovo di relazioni tra quantità, di immagini concrete che lentamente ricostruiscono la capacità di calcolo. È un modo per dire che non tutto è perduto, che la logica può rinascere attraverso il gioco, che la dignità del sapere non viene cancellata dalla malattia se gli strumenti sono ripensati e resi accessibili.

Maria Montessori aveva intuito che la matematica non è solo astrazione, ma nasce da esperienze concrete. Ed è proprio in questa concretezza che chi ha perso la via del ragionamento può ritrovare un sentiero: il numero torna ad avere un volto, una forma, una presenza tangibile.

La psicoaritmetica allora non è solo per i bambini, ma diventa anche un dono per gli adulti e gli anziani, un linguaggio che restituisce continuità a chi rischia di sentirsi smarrito.

Rsa Crocetta Via Cassini 14 - Torino

29/09/2025

“Contaminazioni nel Montessori: cosa sono e perché evitarle”

Nel mondo educativo contemporaneo il termine contaminazioni riferito al metodo Montessori indica tutte quelle deviazioni che, spesso in buona fede, rischiano di snaturare l’essenza del pensiero montessoriano. Maria Montessori ci ha lasciato un approccio basato su osservazione scientifica, libertà di scelta, ambiente preparato e materiali strutturati con rigore. Quando in un contesto educativo questi principi vengono mescolati con pratiche estranee, si generano inevitabilmente distorsioni.

Le contaminazioni si possono osservare, ad esempio, quando si introducono materiali che non appartengono alla linea montessoriana, come giochi commerciali o schede prestampate, che spingono il bambino a seguire percorsi rigidi invece di sperimentare liberamente. Allo stesso modo, anche la figura dell’adulto può diventare fonte di contaminazione se assume un ruolo troppo direttivo, anticipando, guidando o correggendo eccessivamente il bambino, impedendo così il libero sviluppo della concentrazione e dell’autonomia.

Un’altra forma frequente di contaminazione è la confusione con altre metodologie educative: mescolare Montessori con approcci differenti non significa arricchire, ma rischia di togliere coerenza e chiarezza al percorso formativo. Infine, non meno importante, è l’uso del nome Montessori in modo improprio per fini commerciali: giochi, arredi o attività che si definiscono montessoriani ma che non rispettano i fondamenti scientifici del metodo.

Prevenire le contaminazioni significa ritornare sempre alle fonti, leggere le opere di Maria Montessori, osservare i bambini con sguardo attento e sospendere il desiderio di “aggiungere” o “correggere”.

L’educatore che rimane fedele al metodo sa che la vera ricchezza sta nella semplicità, nella precisione e nel rispetto dei tempi di sviluppo del bambino. Solo così il metodo Montessori conserva la sua forza trasformativa ed educativa, senza ridursi a una moda.

28/09/2025

LA SCATOLA AZZURRA
La «scatola azzurra di sabbia» ha origini cliniche ben documentate, nate come strumento terapeutico grazie a Margaret Lowenfeld, che negli anni ’20 e ’30 in Inghilterra sviluppò quella che chiamò la World Technique. L’idea le nacque dall’esigenza di superare i limiti del solo dialogo nella psicoterapia infantile: molti bambini non riuscivano a esprimere con le parole emozioni o fantasie, così Lowenfeld propose l’uso di una vasca contenente sabbia, sia asciutta sia umida, affiancata da un armadio pieno di miniature che raffigurassero animali, elementi naturali, edifici, veicoli e oggetti d’uso quotidiano, insieme a utensili (palettine, setacci, imbuto) per manipolare la sabbia. 

Attraverso questa tecnica, il bambino era invitato a “costruire il proprio mondo nella sabbia”, un’espressione simbolica che poteva riflettere pensieri, emozioni, conflitti, desideri. Lowenfeld non imponeva interpretazioni psicologiche immediate, ma incoraggiava l’osservazione del processo da parte del terapeuta e la narrazione del bambino di ciò che aveva fatto. 

Successivamente Dora Kalff, psicoterapeuta junghiana, prese spunto dalla World Technique e la fece evolvere nel modello della Sandplay Therapy. In questo sviluppo ciò che contava era anche il silenzio terapeutico, la sospensione del giudizio, il dare spazio al simbolico affinché emergesse autonomamente. Kalff riconobbe nell’attività simbolica e spontanea nella sabbia un potente strumento per la trasformazione psichica. 

Quando alcuni educatori Montessori hanno adottato la scatola azzurra di sabbia nel contesto 0-3, non l’hanno fatto con finalità terapeutiche, ma come materiale educativo: un ambiente sensoriale, simbolico, libero, dove il bambino piccolo può esplorare con le mani, sperimentare consistenze, manipolare la sabbia, introdurre oggetti, imparare a dare nome, costruire piccole storie. In Montessori l’uso è meno codificato (rispetto al setting clinico), ma rispetta i principi: libertà entro limiti, ordine, materiali curati, rispetto del processo del bambino e osservazione dell’adulto.

La scatola è tipicamente una vasca, meglio se di legno o materiale robusto, con le pareti e il fondo colorati di azzurro (o comunque una tonalità chiara/blu-acqua), per evocare “spazio” neutro, suggerire cielo o acqua se il bambino vuole evocare ambienti naturali. Se costruita in legno, ha bordi arrotondati per la sicurezza, è abbastanza profonda da permettere di modellare la sabbia ma non così profonda da non permettere al bambino di raggiungere il fondo comodamente. In ambito terapeutico, Lowenfeld usava piastre metalliche o vaschette con sabbia asciutta o bagnata. 

Dentro venivano messe miniature di vari tipi: animali, alberi, figure umane, case o edifici, vegetazione, oggetti simbolici vari, oggetti utili per il gioco e l’espressione; in aggiunta agli strumenti per modellare la sabbia e creare forme (paletta, secchiello, setaccio, imbuto, piccole forme). In contesto Montessori 0-3 l’introduzione può essere più semplice: sabbia fine (o altri materiali simili sicuri), piccole forme naturali (pietre levigate, conchiglie), oggetti naturali o utensili infantili, con materiali ben selezionati secondo sicurezza (non piccolissimi se rischio ingestione), facili da pulire, adatti alla mano del bambino. Spesso non si usano troppe miniature simboliche nei primi mesi: la semplicità è importante, perché il bambino esplori prima l’esperienza sensoriale.

Caratteristiche pratiche

La scatola è spesso collocata in un angolo del nido o su un tavolo basso, dove il bambino può avvicinarsi liberamente. Non è chiusa in uno spazio artificiale: fa parte dell’ambiente preparato.
• C’è sempre un’attenzione alla sicurezza: bordi smussati, nessuna vernice tossica, sabbia pulita, oggetti non pericolosi

Gli oggetti introdotti sono variabili: rametti, conchiglie, pietre, legnetti, foglie, elementi naturali. In alcuni casi oggetti in legno a forma semplice (barchette, ciotole, alberelli) vengono messi a disposizione perché il bambino li usi come ama (costruire, disegnare segni nella sabbia, creare piccole scene).

Obiettivi Educativi Principali (0-3 anni)
• Stimolazione sensoriale (tocco, vista, movimento).
• Sviluppo della motricità fine.
• Incoraggiare la concentrazione e il gioco libero.
• Favorire il linguaggio: nominare oggetti, descrivere azioni (“mettere”, “scavare”, “fare montagna”, “mare”, ecc.).
• Introduzione al simbolico: creazione di piccoli “mondi” naturali, prime narrazioni (“qui è la spiaggia”, “qui il bosco”).

Come utilizzarla
1. Preparare l’area attorno alla scatola in modo che il bambino possa muoversi liberamente senza inciampi.
2. Porre la scatola su un tavolo basso o su un supporto che consenta di sedersi o stare in piedi comodamente.
3. Introdurre uno alla volta gli oggetti naturali: osservare come reagisce il bambino, quali preferisce, lasciarlo scegliere.
4. A fine attività, dedicare un momento di riflessione: far vedere al bambino cosa ha creato, chiedere se vuole raccontare, accompagnare con parole.
5. Cambiare/sostituire oggetti per mantenere interesse, ma senza sovraccaricare – semplicità è una chiave nei primi anni.

27/09/2025

27 Settembre 2025

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