03/05/2026
Indicazioni Nazionali secondo ciclo, ci siamo: il 22 aprile è stato pubblicato il testo della bozza del nuovo documento volto a riformare i programmi della scuola secondaria di secondo grado.
Lo sfogo
Il celebre docente Christian Raimo, che insegna in un liceo, ha criticato il nuovo assetto con un post su Facebook: “Le ore di educazione civica sono obbligatorie, non possono essere un’ora di meno. Le ore di orientamento sono obbligatorie, non possono essere un’ora di meno. Le ore di formazione scuola lavoro sono obbligatorie, non possono essere un’ora di meno. Le ore per fare le prove Invalsi sono obbligatorie, non possono essere un’ora di meno. Le ore del corso della sicurezza sono obbligatorie, non possono essere un’ora di meno. Le ore dei progetti Pon sono obbligatorie, non possono essere un’ora di meno. I due, tre, quattro, sei voti a quadrimestre sono obbligatori, non possono essere uno di meno. Metteteci le giornate della memoria, del ricordo, della terra, dell’Europa, delle forze armate, e così”.
“Le uniche ore di fatto facoltative sono quelle di storia, italiano, filosofia, scienze, latino, educazione motoria, arte, eccetera. Infatti, quest’anno, pur’essendo presente, grazie a Dio, praticamente sempre, di ore di filosofia e storia fino a aprile ne ho fatte una sessantina in tutto. I professori che magari si ammalano, quelli con la 104, quelli che hanno un incidente, quelli che hanno delle visite mediche, quelli che hanno dei permessi per la formazione professionale, quante sono riusciti a farne, sul serio?"
“È chiaro che quello che succede dopo la seconda guerra mondiale non è stato, a parte qualche incursione capricciosa, argomento di lezione. Ma ieri sono uscite le nuove Indicazioni nazionali e ci dicono che dobbiamo arrivare alle Torri Gemelle e al miracolo cinese. Anche io sarei d’accordo. E invece delle sperimentazioni in quattro anni al posto di cinque inserirei quelle di sei, il 5+1, un anno in più di scuola così com’è, filosofia, storia, italiano, inglese, biologia, chimica… in cui si fa scuola con un metodo semplice: la calma”, ha concluso.