Psicomotricitatreviso

Psicomotricitatreviso Le sedute di PPA® Pratica Psicomotoria Aucouturier: "dal piacere di agire al piacere di pensare"

Le sedute di pratica psicomotoria costituiscono un percorso dinamico che accompagnano il bambino allo sviluppo armonioso degli aspetti motori, cognitivi e affettivo-relazionali. Attraverso il gioco spontaneo nel creare, costruire, comunicare e pensare, sperimentando in prima persona azioni, emozioni e relazioni. Un insieme di esperienze che vanno "dal piacere di agire al piacere di pensare": senso

-motricità, gioco simbolico, narrazione, costruzione con i cubi psicomotori, rilassamento, rappresentazione grafico-pittorica, attività manipolative con plastilina e creta, costruzione con i legni. Offre al bambino un tempo ed uno spazio dove esprimere i personali bisogni affettivi ed emotivi nel creare e trasformare da sé, predisponendo il bambino all'ascolto e ad una adeguata relazione con i coetanei e con gli adulti, qualità fondamentali per un miglior inserimento scolastico.

30/08/2026
Un articolo che racconta di noi: il nostro essere con e per i bambini nell'accompagnarli nel loro naturale processo di c...
30/07/2026

Un articolo che racconta di noi: il nostro essere con e per i bambini nell'accompagnarli nel loro naturale processo di crescita!

(L'articolo è pubblicato sul libretto estivo "Fede Vita, San Sisto 2026" della parrocchia di Musano di Trevignano Treviso)

Una giornata indimenticabile grazie Bernard Aucouturier per i tuoi insegnamenti la tua umanità e la tua umiltà nello sta...
05/07/2026

Una giornata indimenticabile grazie Bernard Aucouturier per i tuoi insegnamenti la tua umanità e la tua umiltà nello stare con e per i bambini ci accompagni per tutta la nostra vita.

19/06/2026

“Ci sono persone che, attraverso il proprio lavoro e la propria dedizione, lasciano
un’impronta indelebile nel percorso di chi incontrano. Il Professor Bernard Aucouturier
è certamente una di queste, in quanto ha creato una pratica meravigliosa e sempre
attuale, che ha un valore umano di grande potenza evolutiva e trasformativa per tutti i
bambini e le bambine del mondo.”
Emanuela De Rocco
Presidente EIA

Il 4 e il 5 luglio, a Tours, città dove è nata la Pratica Psicomotoria Aucouturier, tutte le persone che nel corso degli anni hanno avuto il privilegio di collaborare con Bernard Aucouturier si riuniranno per due giornate di incontri, approfondimenti e studio dedicate al creatore della PPA.
Sarà un’occasione unica per rendere omaggio alla sua lunga carriera e al contributo
fondamentale che ha dato allo sviluppo della Pratica Psicomotoria, insieme ai suoi familiari e ai rappresentanti istituzionali della città di Tours.
Con grande piacere, l’Ecole Internationale Aucouturier ringrazia tutte le persone che hanno aderito a questo importante evento, e tutti coloro che ogni giorno, tramite il loro lavoro e il loro impegno, diffondono nel mondo le idee e le pratiche di Bernard Aucouturier.

Terminare non è mai facile perché non si vorrebbe mai finire i giochi, ciò che si è iniziato... soprattutto quest'anno p...
27/05/2026

Terminare non è mai facile perché non si vorrebbe mai finire i giochi, ciò che si è iniziato... soprattutto quest'anno pieno di emozioni profondamente vere e forti che ci hanno fatto sentire e capire quanto sia importante:

Lo sguardo di un compagno che ti rassicura,

Il tocco di una mano sulla spalla che ti incoraggia ad andare avanti,

L' aiuto sincero e disinteressato,

Il desiderio comune che può essere realizzato insieme,

Una nuova amicizia che può nascere,

La pace dopo aver litigato,

Il valore del gruppo, della relazione con gli altri che ti rassicura e ti fa sentire accettato, accolto e compreso,

Che ogni difficoltà può essere superata con volontà e determinazione
E che nulla è perso, con la pazienza tutto si può ricostruire.

Siamo sicuri che i semi che abbiamo lasciato in tutti i bambini possano crescere e dare frutto nella loro piccola, grande vita.

Buona estate a tutti!!!☀️
Con affetto
Gli Psicomotricisti

20/05/2026

Nella mia pagina cerco da sempre di affrontare i temi educativi con rispetto, studio e senso di responsabilità. Credo nel dialogo, nel confronto tra professionisti e nella possibilità di avere idee differenti senza per questo screditarsi reciprocamente.

Il confronto mi interessa molto.
Fatico invece con l’arroganza, soprattutto quando arriva da chi svolge una professione di cura, perché lavorare con bambini e famiglie dovrebbe portarci prima di tutto ad esercitare attenzione, misura e rispetto.

Per questo oggi vorrei condividere un mio pensiero, anche spinta da alcuni commenti letti sotto diversi post sulla psicomotricità educativa.

Capisco la preoccupazione di chi difende la figura del TNPEE, perché oggi c’è davvero tanta confusione e spesso vengono usati termini simili in modo improprio. Su questo sono d’accordo: chiarezza professionale e tutela delle famiglie sono fondamentali.

Ma proprio per questo è importante distinguere, chiarire e orientare.

💢La terapia neuropsicomotoria è una professione sanitaria riconosciuta, con una laurea abilitante, competenze cliniche specifiche e obiettivi riabilitativi. Nessuno lo mette in discussione.

💢La psicomotricità educativa, però, appartiene ad un altro ambito: quello pedagogico ed educativo. Non nasce per “curare patologie”, fare diagnosi o sostituire un intervento terapeutico. Lavora invece sullo sviluppo globale del bambino attraverso il corpo, il gioco, il movimento, la relazione, l’espressività e l’esperienza simbolica.

La psicomotricità educativa esiste da molti decenni nei contesti scolastici, pedagogici e preventivi e non può essere confusa automaticamente con un intervento terapeutico.

La scuola, per esempio, non è un contesto clinico. Quando si propone psicomotricità educativa in un contesto scolastico si lavora su:
• consapevolezza corporea
• regolazione emotiva
• relazione con i pari
• capacità simbolica e creativa
• organizzazione spazio-temporale
• ascolto, autonomia e cooperazione

Sono obiettivi educativi e preventivi, non riabilitativi.

✅️La psicomotricità educativa, inoltre, non nasce “dal nulla” o come semplice attività motoria. Esiste un patrimonio teorico, pedagogico e metodologico costruito nel tempo da studiosi e professionisti che hanno approfondito il ruolo del corpo nello sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo del bambino.

Tra questi, solo per esempio, Bernard Aucouturier ha sviluppato la Pratica Psicomotoria, centrata sul gioco spontaneo, sull’espressività motoria e sulla costruzione dell’identità del bambino attraverso il corpo e la relazione.
Andrè Lapierre ha invece approfondito la dimensione relazionale e simbolica del movimento, evidenziando come il corpo sia uno strumento fondamentale di comunicazione e sviluppo.

Questi, e altri, approcci vengono studiati da anni nei percorsi formativi specifici di psicomotricità educativa e trovano applicazione in scuole, servizi educativi, progetti preventivi e percorsi di sostegno alla crescita.

Si possono discutere approcci, qualità della formazione o modalità operative, ma non si può negare l’esistenza e il valore di un intero ambito educativo.

Il vero problema nasce quando:
❌ chi lavora in ambito educativo invade quello clinico;
❌ si promettono risultati terapeutici senza titolo sanitario;
❌ si usano parole ambigue per legittimarsi.

Ma vale anche il contrario.

Sempre più spesso il titolo sanitario viene usato come legittimazione automatica per lavorare in contesti educativi, relazionali e corporei, dando per scontato che basti una laurea sanitaria per avere competenze pedagogiche, gruppali, espressive o di conduzione corporea.

E invece no: sono competenze specifiche, che richiedono formazione, esperienza personale, supervisione e un lavoro profondo sulla relazione.

Conoscere lo sviluppo neuropsicologico non significa automaticamente saper stare in un gruppo educativo, leggere le dinamiche corporee, costruire uno spazio simbolico o utilizzare il corpo come strumento relazionale.

Aggiungo anche che un bambino non è “solo” un paziente o “solo” un alunno.

Un bambino può avere bisogno di un TNPEE per un percorso terapeutico specifico e, contemporaneamente, beneficiare della psicomotricità educativa a scuola o in altri contesti di crescita.

Le due cose non si escludono, perché rispondono a bisogni differenti.

La terapia interviene su aspetti clinici e riabilitativi.
La psicomotricità educativa sostiene lo sviluppo, la relazione, il piacere di agire, il gioco, la costruzione di sé nel gruppo e nel corpo vissuto.

Pensare che una dimensione annulli l’altra significa ridurre la complessità dell’infanzia.

Per questo serve rispetto reciproco.

Il punto non è stabilire “chi vale di più”, ma riconoscere che esistono professionalità differenti, con confini, strumenti e responsabilità diverse.

A ognuno il suo:
• il lavoro terapeutico ai professionisti sanitari formati per farlo;
• il lavoro educativo e psicomotorio ai professionisti competenti in quell’ambito.

Con chiarezza.
Senza invasioni di campo.
E soprattutto senza screditare il lavoro altrui.

S.P

Grazie a tutti i genitori che hanno partecipato attivamente all'incontro dedicato al laboratorio formativo per adulti tr...
18/05/2026

Grazie a tutti i genitori che hanno partecipato attivamente all'incontro dedicato al laboratorio formativo per adulti tramite la via corporea.

Il primo di tanti altri che organizzeremo per scendere dal treno veloce che viaggia tra scuola, casa, lavoro, figli,…
Un momento speciale dedicato ai genitori.
Un momento di riflessione profonda, di consapevolezza e di condivisione.

Le emozioni dei bambini vanno accolte, comprese e accettate partendo dalla consapevolezza delle nostre emozioni.

Grazie a tutti
Patrizia Sartor e Carlo Stramare
Psicomotricisti

12/05/2026

La lezione della madre ci ricorda che l’amore che cura non può mai essere amore per la vita in generale ma solo amore per l’uno per uno, per il figlio in quanto unico, per il suo nome più proprio. La sua cura, dunque, non potrà mai essere procedurale, protocollare, non sarà mai anonima, impersonale, ma sempre particolareggiata. In questo senso la lezione materna dovrebbe risuonare anche nella nostra vita civile e politica, che molto spesso invece dà prova di incuria, ovvero di confondere anziché distinguere il nome dal numero.
Il magistero della madre ci ricorda che nessuno è proprietario della vita del figlio, nemmeno chi l’ha generata o l’ha adottata. Anzi, quello che la maternità mostra è l’esistenza di una ospitalità – accogliere nel proprio corpo la vita del figlio – che rinuncia ad ogni diritto di proprietà. È quello che vediamo in questi bei mesi di primavera nei giardini pubblici quando incontriamo madri che insegnano ai loro bambini a camminare. Gesto apparentemente semplice ma che porta con sé tutta la lezione del materno: a te che sei stato sangue del mio sangue, viscere nelle mie viscere, insegno a camminare, ad allontanarti da me, ad intraprendere la tua vita. È il nucleo più profondo del grande racconto biblico del re Salomone. Il suo noto stratagemma della spada svela che la vera madre non è quella che reclama il figlio come una sua proprietà, ma è quella che è disposta a perderlo, a rinunciare ad ogni proprietà, purché a quel figlio sia salvata la vita.

Al link, "La lezione della madre", il mio articolo di oggi su Repubblica: https://drive.google.com/file/d/1TdaT6aIQqpRVj1WTjSzGOsPtO8ozhNIJ/view?usp=sharing
[Cover: T. Malick, The Tree of Life (2001)]

11/05/2026

Servono una riorganizzazione dei modelli lavorativi e una revisione dei congedi, oltre a una suddivisione dei carichi di cura familiare paritaria

Indirizzo

Viale Lodovico Giuseppe Manin 14
Volpago Del Montello
31040

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:00
Martedì 16:00 - 19:00
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 16:00 - 19:00
Venerdì 16:00 - 19:00

Telefono

+393406004856

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