29/10/2020
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Non è la semplice chiusura a fare male, ma la mancanza di cultura, conoscenza, che spinge ad "etichettare" cose di cui non se ne conosce, di cui non si ha comprensione...
Ogni giorno c'è chi svolge il mio lavoro con passione e dedizione ferrea. Il mio lavoro non è "animare", non è "divertire", non è "impegnare".
Il mio lavoro è di CULTURA verso una riscoperta del proprio corpo, quindi dei legami con la propria mente e con il proprio sentire, con le emozioni...
Ogni giorno con chi mi conosce per la prima volta è una lotta agli stereotipi dietro il mondo del movimento. Faccio riscoprire il respiro, il sentire del proprio corpo, i movimenti visti sotto nuovi occhi più "attenti". È un lavoro CULTURALE che in un società addormentata al sentire del proprio SÉ, quindi al sentire dell'altro trovo FONDAMENTALE.
Il mio lavoro e quello di tanti altri colleghi è stato pugnalato in pochi giorni con uscite di poco spessore culturale, titoli sensazionalistici e campagne campanilistiche...
NON È LA CHIUSURA A FAR MALE....
P.s.
Un abbraccio grande all'altro ramo culturale pesantemente colpito dal nuovo DPCM e anch'esso definito non essenziale... IN ITALIA? La stessa Italia di Archimede, Leonardo Da Vinci, Giordano Bruno, Enrico Fermi(per citarne alcuni a caso)?