08/06/2023
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QUELLO STRANO FILO
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I bambini e le loro maestre sono destinati a rimanere uniti per sempre.
Quando i bambini arrivano a scuola, a volte capita che qualcuno non voglia saperne di restarci.
Hanno solo tre anni, ma sono dotati di corde vocali da far invidia a tenori e soprani.
Scalciano, si dimenano, si buttano a terra e, con visi colmi di lacrimoni, in mezzo a urla e parole incomprensibili celati dal pianto, si ode soltanto la parola più bella del mondo: "Mamma".
"Voglio mamma, voglio mamma, voglio mamma..."
"Adesso arriva mamma, è andata a fare la spesa... torna subito... È andata a lavoro... È passata dalla nonna, ma viene presto presto a prenderti..."
Dopo qualche giorno iniziano ad abituarsi al nuovo ambiente, a capire che la scuola non è un luogo di tortura e che le maestre non sono streghe in jeans e gonnella.
Lo capiscono a tal punto che, ogni tanto si sbagliano e invece di dire "maestra" dicono "mamma".
Quando le maestre si sentono chiamare così, si sciolgono tutte... è inevitabile!
Ogni tanto la nostalgia riaffiora,
in quel caso basta un abbraccio e ritorna il sorriso...
Più i giorni passano,
più i bambini, anche quelli inizialmente restii, entrano a scuola gioiosi e sereni. Arrivano al mattino allegri e pimpanti; amano stare insieme ai compagni, giocare, scoprire, meravigliarsi, imparare cose nuove.
Le maestre osservano, insegnano, valutano, calibrano, aggiustano, amano, ma soprattutto sognano...
Sognano un futuro meraviglioso per ciascun bambino che hanno davanti. A volte azzardano pronostici: "questa bambina diventerà una vera artista, già si vede da come dipinge e da come impugna il pennello... Questo bambino diventerà un parrucchiere, guarda com'è bravo a pettinare e a fare le treccine alle bambole..."
Ma le maestre, soprattutto, sognano che i loro bambini siano felici...
Gli anni passano in fretta e arriva il momento di salutarsi.
I bambini crescono e hanno necessità di cambiare scuola; vorrebbero non andare via, le maestre vorrebbero non lasciarli pure mai,
ma questo purtroppo non si può...
E allora li vedi andar via con i volti tristi e affranti, mentre le maestre si soffiano il naso, si asciugano gli occhi e si scusano per quel forte raffreddore e per quella insolita allergia improvvisa.
Che strani esseri sono i bambini e le loro maestre.
Anche se si separano non si lasciano mai:
C'è un filo invisibile che li lega per sempre.
Si cercano di giorno, di notte, nei sogni, nei ricordi, nelle emozioni, tra le note di una canzone, in una dolce filastrocca, in un fiore raccolto in giardino, nei profumi di una scuola racchiusa per sempre dentro il cuore di entrambi.
Quando una vecchia maestra incontra per strada un bambino ormai adulto e saluta dicendo:
"ciao piccolo mio..."
quel bambino ormai adulto risponderà sempre:
"Ciao maestra..."
Perché, per un alunno, la sua maestra sarà sempre la sua maestra, e per una maestra, anche a cent'anni, il suo alunno sarà sempre un bambino...
(Angela Rosa Nigro)