Origami nel cuore

Origami nel cuore Consigli utili per crescere ed educare i nostri figli

Emozionante ❤️
14/11/2023

Emozionante ❤️

05/10/2023
Auguri a tutti i nonni! ❤️
02/10/2023

Auguri a tutti i nonni! ❤️

20/09/2023

BELLISSIMA ❤️

Un papà non è quello che ti dà la vita.
Ma è quello che c’è.
Quando non riesci a fare la p**ì.
Quando ti svegli la notte perché hai la febbre.
Quando fai i capricci ed lui ti dice di no.
Quando vuoi giocare e, anche se è distrutto, ti dice di sì.
Quando scoppi a ridere senza motivo e lui muore dalle risate più di te.
Quando la strada si fa lunga e in salita e ti prende sulle spalle.
Quando gli racconti il gioco che hai inventato a scuola con il tuo amico, e ti guarda con gli occhi pieni di stupore.
Quando lo aspetti la sera, perché dovevate fare un disegno insieme, ma lui esce dal lavoro tardissimo e quando arriva ti guarda mentre dormi, e rimane fermo così, perché sei la cosa più bella dell’universo.
Quando andate in vacanza, e al ritorno ti addormenti in macchina e lui all’una di notte ti porta su per le scale in braccio, facendo piano, fino a metterti nel letto, fino a rimboccarti le coperte, fino a baciarti sulla fronte senza sfiorarti, perché non ti vuole svegliare.
Quando gli dirai per la prima volta che non vuoi più giocare con lui, e ti sorriderà lo stesso.
Quando tornerai a casa tardi, senza avvertirlo, e lui rimarrà in piedi ad aspettarti ogni volta.
Quando prenderai il volo e fuggirai lontano, e lui aspetterà con ansia una tua telefonata.
Perché un papà non è quello che ti dà la vita, ma è quello che c’è anche quando non c’è, perché le sue carezze te le ha lasciate sul volto come una seconda pelle, un sottile velo invisibile con cui potrai affrontare qualsiasi tempesta.
(web)

20/09/2023

SEPARARSI non è un evento ma un processo.

Un bambino, prima di andare via, va sempre salutato. Ingannarlo con una sparizione improvvisa passa un messaggio di inaffidabilità. E' importante, mostrarsi sempre onesti e veri perché si stabilisca una relazione di fiducia, che a lungo tempo ci ripagherà facendo in modo che il bambino si rassicuri sempre più in fretta.
I bambini hanno bisogno di apprendere (nell' interazione ripetuta) che i propri adulti sono sinceri, che torneranno sul serio, che lo faranno in quei tempi. Se un bambino piangerà, è la reazione naturale di protesta al distacco che va accolta e compresa, non elusa o "tappata".
Ma dobbiamo chiederci: Ingannare un bambino per non farlo piangere serve al bambino o a noi? Perché lo facciamo? Forse perché per noi adulti è tanto faticoso lasciare il nostro bambino che piange certo, ma dobbiamo cercare di lavorare sempre nel bene dei bambini anche se è scomodo e faticoso per noi.
I bambini hanno bisogno di adulti che sappiano tollerare le loro reazioni dentro di loro, e che sappiano aiutarli ad autoregolarsi. Dopo esserci salutati è giusto che il genitore vada via. “Prolungare il saluto" all'infinito crea un tira e molla che non aiuta, anzi trasmette al bambino un atteggiamento di esitazione e anche di insicurezza da parte della mamma, che, ai suoi occhi, indugia proprio perché non si sente tranquilla. E a quel punto anche lui insisterà perché non vada via. Finite le coccole e gli abbracci, invece, si saluta e si va via con serenità. In questo modo il piccolo si rappresenta nella mente che la mamma ha fiducia in lui e negli adulti a cui viene affidato.

Buon inizio col ❤️
12/09/2023

Buon inizio col ❤️

🥰❤
08/06/2023

🥰❤

QUELLO STRANO FILO

❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

I bambini e le loro maestre sono destinati a rimanere uniti per sempre.
Quando i bambini arrivano a scuola, a volte capita che qualcuno non voglia saperne di restarci.
Hanno solo tre anni, ma sono dotati di corde vocali da far invidia a tenori e soprani.
Scalciano, si dimenano, si buttano a terra e, con visi colmi di lacrimoni, in mezzo a urla e parole incomprensibili celati dal pianto, si ode soltanto la parola più bella del mondo: "Mamma".
"Voglio mamma, voglio mamma, voglio mamma..."

"Adesso arriva mamma, è andata a fare la spesa... torna subito... È andata a lavoro... È passata dalla nonna, ma viene presto presto a prenderti..."

Dopo qualche giorno iniziano ad abituarsi al nuovo ambiente, a capire che la scuola non è un luogo di tortura e che le maestre non sono streghe in jeans e gonnella.
Lo capiscono a tal punto che, ogni tanto si sbagliano e invece di dire "maestra" dicono "mamma".
Quando le maestre si sentono chiamare così, si sciolgono tutte... è inevitabile!
Ogni tanto la nostalgia riaffiora,
in quel caso basta un abbraccio e ritorna il sorriso...

Più i giorni passano,
più i bambini, anche quelli inizialmente restii, entrano a scuola gioiosi e sereni. Arrivano al mattino allegri e pimpanti; amano stare insieme ai compagni, giocare, scoprire, meravigliarsi, imparare cose nuove.
Le maestre osservano, insegnano, valutano, calibrano, aggiustano, amano, ma soprattutto sognano...
Sognano un futuro meraviglioso per ciascun bambino che hanno davanti. A volte azzardano pronostici: "questa bambina diventerà una vera artista, già si vede da come dipinge e da come impugna il pennello... Questo bambino diventerà un parrucchiere, guarda com'è bravo a pettinare e a fare le treccine alle bambole..."
Ma le maestre, soprattutto, sognano che i loro bambini siano felici...

Gli anni passano in fretta e arriva il momento di salutarsi.
I bambini crescono e hanno necessità di cambiare scuola; vorrebbero non andare via, le maestre vorrebbero non lasciarli pure mai,
ma questo purtroppo non si può...
E allora li vedi andar via con i volti tristi e affranti, mentre le maestre si soffiano il naso, si asciugano gli occhi e si scusano per quel forte raffreddore e per quella insolita allergia improvvisa.

Che strani esseri sono i bambini e le loro maestre.
Anche se si separano non si lasciano mai:
C'è un filo invisibile che li lega per sempre.
Si cercano di giorno, di notte, nei sogni, nei ricordi, nelle emozioni, tra le note di una canzone, in una dolce filastrocca, in un fiore raccolto in giardino, nei profumi di una scuola racchiusa per sempre dentro il cuore di entrambi.

Quando una vecchia maestra incontra per strada un bambino ormai adulto e saluta dicendo:
"ciao piccolo mio..."
quel bambino ormai adulto risponderà sempre:
"Ciao maestra..."
Perché, per un alunno, la sua maestra sarà sempre la sua maestra, e per una maestra, anche a cent'anni, il suo alunno sarà sempre un bambino...

(Angela Rosa Nigro)

02/04/2023

Il letto dei genitori.
Il letto dei genitori ha una calamita e per me (nessuno mi convince del contrario) ha una magia, qualche sonnifero, una polvere misteriosa d'amore impregnata sui cuscini, che fa addormentare immediatamente i bambini e da dove anche il peggiore degli incubi o il più terrificante Terrore Notturno scappa a gambe levate.
Nel letto dei genitori, l'ultimo rifugio dalle paure, la pace è assoluta e totale.
I bimbi arrivano lì, portati da genitori esausti e rassegnati o con i loro stessi piedi, spesso sudati e spaventati, come degli uccellini che svolazzano di notte o camminano per i corridoi di casa, fino ad arrivare al luogo dei luoghi. Due cuscini con lenzuola morbide e l'odore dei genitori. Cadono come le mosche a dormire sogni tranquilli.
I genitori fanno finta di arrabbiarsi, la mattina dopo: "sei venuto di nuovo nel nostro letto! Quando imparerai a superare le paure e a dormire da solo? Devi crescere". Ma non guardano nemmeno negli occhi dei figli quando dicono queste cose, temendo di fargli scoprire che in quel breve ritorno al nido, alla culla iniziale, anche loro, i genitori, si ricaricano di amore e tenerezza e fanno sparire le loro preoccupazioni.
Un collo caldo. Una manina paffuta tra i nostri capelli. Un piede che fa ritorno nella costola della madre. Respiro tranquillo sotto la coperta condivisa.
Il desiderio segreto che il nido rimanga così per sempre e che la mattina tardi molto ad arrivare.
Possa la misteriosa polvere d'amore dei cuscini preservare per sempre queste escursioni notturne di Bimbo che non sono altro che un intelligente presagio, di una nostalgia immensa, dei giorni migliori di questa vita.

- Rita Hierro Rodriguez

31/03/2023
31/03/2023

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