SETTE IN condotta

SETTE IN condotta Riflessioni sulla scuola

19/09/2023
È CRISI EDUCATIVAAccogliere, promuovere, formare, includere., questi i verbi più utilizzati nella scuola di oggi da part...
25/06/2023

È CRISI EDUCATIVA
Accogliere, promuovere, formare, includere., questi i verbi più utilizzati nella scuola di oggi da parte degli operatori. Dall'altro lato chiedere , disattendere, procrastinare, minimizzare, trascurare, aggredire, sbeffeggiare, opporre ricorso giudiziario sono le azioni più ricorrenti implementate dagli utenti. Cosa sta accadendo al mondo dell'istruzione italiana ed in particolar modo alla scuola?
Una vera e propria crisi!
Si è voluto far gravare sul Tempio della cultura problematiche assistenziali, lo si è infarcito, prendendo a pretesto l'arricchimento dell'offerta formativa, di mille questioni, lo si è depauperato di risorse, lo si è reso una macchina faragginosa e superimpegnata , oltreché affollata, si pretende che personale sempre più anziano interagisca con soggetti in crescita sempre più esuberanti ed incuranti degli adulti , è già un miracolo che non imploda.
Ma l'Italia non è un Paese come gli altri.
In un paese “normale”, quando a chi è stato assegnato un incarico non è in grado di poterlo portare a termine, si dà il benservito per trasferirlo a chi è più capace. Non così da noi, dove nei posti di maggiore responsabilità non vediamo i migliori, i più capaci, i più idonei.
Occorrerebbe un vera e propria RESTAURAZIONE, recuperare lo spirito di Massimo D'Azeglio, che determinò una scuola per formare gli italiani. Rifondare la scuola per migliorare il Paese e RICOSTRUIRE GLI ITALIANI , come cittadini del mondo, riponendo al centro CRESCITA CULTURALE E CIVILE , riducendo al minimo tolleranza e giustificazioni. Se è vero che i soggetti in crescita possono commettere errori , è altrettanto vero che l'ordine di grandezza dell'errore debba contare e che far finta di niente non è un buon metodo per educare.

10/04/2023

MEMENTO UNDE SITIS

LA SCUOLA DI TUTTIIl '68 ha modificato la scuola italiana da scuola d'elite a scuola di tutti, prevede una formazione fo...
18/03/2023

LA SCUOLA DI TUTTI
Il '68 ha modificato la scuola italiana da scuola d'elite a scuola di tutti, prevede una formazione fortemente umanistica e si pone come obiettivo quello di offrire un ascensore sociale.
Ciò ha determinato l'incremento del corpo docente e l'obbligo scolastico per tutti i cittadini sino ai 16 anni.
Dovremmo essere contenti di avere uno Stato che offre docenti preparati e formazione quasi gratuita ai nostri giovani ed invece ci sono genitori, che trasformatisi in sindacalisti dei propri figli arrivano a contrattare la formazione in termini d'impegno e studio, quando non anche, come è successo negli ultimi mesi inveiscono ed arrivano ad offendere verbalmente e fisicamente i docenti.
C'è qualcosa che non va!
Gli adulti, in una società complessa e difficile, quale quella attuale hanno dimenticato di essere educatori e che, avendo questo dovere prioritario, devono muoversi all'unisono quando si tratta di educare un giovane.
Ma che l'educazione ed il decoro siano oggi secondari è acclarato da cantanti che si lasciano andare a scene di violenza , genitori che sfoggiano tic toc di turpiloqui e chi più ne ha più ne metta.
Studiare è un privilegio e pochi, oggi ne sono consapevoli, tanto che ci si assenta dalle lezioni per fare la settimana bianca, la crociera ecc. ... e siccome la scuola è "un diritto mercificato" si pretende che il docente ripeta le spiegazioni, trascurando che una buona formazione si costruisce a piccoli passi. Insomma molti genitori di oggi non credono che la scuola sia importante per i
propri figli. Si prenda ad esempio Briatore che ridimensiona Pirandello a figura marginale nella cultura internazionale.
Direi che tutto è coerente: un Paese che paga a suon di milioni calciatori e veline e riduce alla fame i docenti, un Paese che non valorizza i giovani laureati creando giusta occupazione e lascia che questi riparino lavorativamente all'estero, un Paese che non persegue l'evasione fiscale di commercianti e finanzieri, certamente può avere i 2/3 di opere d'arte del mondo , ma è destinato ad inbarbarirsi e a perdere quelle conquiste sociali fatte.
Alla mamma che grida contro i docenti per i troppi compiti domando: preferirebbe vedere suo figlio lavorare n**o nelle minieŕe piuttosto che a studiare? Perché sa , in Sicilia, proprio la sua terra, "Rosso Malpelo" non e' solo una novella, ma una realtà esistita meno di cento anni fa. E mi creda c'è più responsabilità nell'educazione che nell'insegnare.
NJ

06/02/2023
02/02/2023

UN VICOLO CIECO PER GLI ITALIANI
Questo rappresenta l'attuale governo per gli italiani e soprattutto per la classe medio bassa.
Ad ascoltare le parole dei responsabili politici le scelte che saranno fatte mirano a garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini e intanto vanno in onda e sui giornali dibattiti che portano in tutt'altra direzione e che reiterato idee e soluzioni da ritorno al passato, buone a distruggere l'attuale stato sociale ed a fare di sanità e scuola veri e propri business.
Basti portare come esempio le dichiarazioni fatte da Flavio Briatore in ordine a scuola e formazione alla trasmissione ZONA BIANCA.
Secondo l'imprenditore l'Italiano dovrebbe essere per gli studenti la terza lingua e Pirandello un personaggio da incontrare se c'è tempo. Direi che queste frasi sono la prova lampante di come nel nostro Paese la crescita economica non sia avvenuta di pari passo con la crescita culturale e che proprio la cultura sia vista non come una ricchezza, ma come un optional. Come può uno degli italiani più in vista a livello internazionale, dichiaratamente di destra con motto base " DIO, PATRIA E FAMIGLIA" non esprimere orgoglio per la propria lingua , per un italiano, importante drammaturgo del '900 e non essere testimone nel mondo di tutta la cultura che ha espresso ed esprime il nostro Paese.
Flat tax, No reddito di cittadinanza, Gabbie salariali sono le altre parole d'ordine di Briatore , che esprimono un'idea di società dalle differenze marcate dove il PADRONE comanda e sfrutta lo sfortunato più DEBOLE.
NJ

VALDITARA "UN RITORNO AL PASSATO""'Umiliazione, tutor per le eccellenze, autorità,..." sono queste alcune parole d'ordin...
14/01/2023

VALDITARA "UN RITORNO AL PASSATO"
"'Umiliazione, tutor per le eccellenze, autorità,..." sono queste alcune parole d'ordine dell'attuale ministro dell'istruzione, sembra di vivere un vero e proprio ritorno al passato quando gli alunni venivano bacchettati dai maestri e messi dietro la lavagna, i discenti divisi in classi differenziate e la scuola si limitava a promuovere le eccellenze.
Ma il mondo della scuola non è più quello dei primi del novecento è passato qualche anno e con esso sono cambiate idee e sistemi di vita.
Le contestazioni del '68 hanno di fatto sostituito l'autorità con l'autorevolezza, la psicologia e la pedagogia hanno messo al centro la persona, politici Illuminati hanno trasformato la scuola statale d'elite in un vero agente di cambiamento per tutti i cittadini.
Non serve una restaurazione per migliorare la scuola italiana, che certamente necessita di attenzione e rinnovamento.
La sfida che oggi la scuola ed i suoi operatori sono chiamati ad affrontare e legata alla multietnicita' dell'utenza, all'uso delle nuove tecnologie, alla crisi dei valori sociali e familiari, alle disparità economiche della società globale. Non si può pensare di affrontare ciò a costo zero , servono investimenti:
per migliorare le strutture , si pensi che i giovani da 3 mesi a 18 anni passano più del 50% delle loro giornate dentro
gli edifici scolastici;
per dotare tutte le scuole di risorse umane e tecnologiche che educhino i giovani all'uso dei nuovi media;
per inserire psicologi , le competenze dei docenti non consentono loro di affrontare efficacemente problematiche evolutive e relazionali, anche in ragione del multiculturalismo;
per aumentare il tempo scuola a favore dei discenti con carenze, non sarà totalmente efficace un tutor che analizza l'allievo ed indica la strada.
Queste sono alcune delle urgenze!
E mi auguro che sia sbagliata l' intuizione secondo la quale in maniera subdola, anche utilizzando media intellettualmente poco onesti, si voglia far passare idee come:
PRIVATO È MEGLIO!
I PEGGIORI VADANO A ZAPPARE!

SERVE UN NUOVO COLLODI"Un’alunna di terza secondaria di I grado afferma che se dà del “lei” al proprio prof non si sente...
06/01/2023

SERVE UN NUOVO COLLODI
"Un’alunna di terza secondaria di I grado afferma che se dà del “lei” al proprio prof non si sente libera e che il vecchio prof che esige il “lei” è considerato uno “sfigato”. Per essere un prof trendy e cool, bisogna essere “social prof”."
Urge definire il ruolo degli adulti in questa società fatta di genitori eterni adolescenti ed insegnanti amici. Da sempre , sin dai tempi più lontani, gli adulti hanno rappresentato la guida nella crescita delle nuove generazioni, partendo dall'emulazione istintiva, passando per l'istruzione sino a perseverare nella ricerca di consigli e suggerimenti. Vi sono state persino società in cui gli anziani erano identificati con i saggi. L'avere raggiunto l'uomo alcune mete ( l' innalzamento dell'età media di vita, la maggiore capacità di sfruttare le risorse del pianeta e , non ultimo , la possibilità di accedere ad una quantità enorme di informazioni in tempo reale) ha ingenerato idee e valori del tutto nuovi, portando alla modifica dei sistemi di vita, che mettono in discussione la figura degli educatori., facendo si che anche tra di loro non si riconoscessero.
Genitori in disaccordo e spesso in competizione, docenti contestati e spesso criticati e persino sgraditi nel loro profilo , una volta istituzionale. A ciò si è giunto anche grazie all'individualismo più esasperato , secondo cui i bisogni e desideri del singoli vengono prima della collettività., per cui se un adulto non piace al giovane difficilmente potrà svolgere il suo ruolo. Ed allora tutti quegli atteggiamenti, che COLLODI, nel suo Pinocchio, descriveva come sbagliati e fuorvianti nella crescita di un individuo, oggi devono invece essere assecondati: al giovane piace lo spettacolo ed il divertimento (teatro dei burattini, paese dei balocchi) , trasferiamo nella scuola il divertimento; al giovane non piace l'impegno ed il sacrificio che lo studio comporta , riduciamo le lezioni e prendiamo per buono qualsiasi pretesto che ne consenta ciò. Le scelte sbagliate di Pinocchio però determinavano, secondo lo scrittore, delle conseguenze negative per il burattino (prigione, trasformazione in animale, morte..).
C'è da chiedersi , allora, quali saranno le conseguenze di simili scelte sui giovani d'oggi e se non sia il caso da parte degli adulti di acquisire consapevolezza del proprio ruolo.
Certamente dovranno scegliere atteggiamenti che diano loro maggiore assertivita' ed autorevolezza , rimettendoli nella giusta posizione e chissà che ciò non avverrà con un nuovo COLLODI.

BUON 2023Auguro a tutti:Uomini capaci di vivere nel rispetto del nostro Pianeta.Un mondo senza guerra, senza discriminaz...
31/12/2022

BUON 2023
Auguro a tutti:
Uomini capaci di vivere nel rispetto del nostro Pianeta.
Un mondo senza guerra, senza discriminazioni, senza violenza.
Un 'Europa più solidale e sempre più attenta ai bisogni delle persone .
Un'Italia che sappia continuare, in democrazia e nel rispetto della propria Costituzione, il percorso di crescita economica e culturale iniziato nel dopoguerra.
Politici capaci di leggere il proprio tempo ed operare scelte responsabili , volte a garantire e tutelare il benessere di ogni cittadino.
Una scuola che sappia garantire la giusta formazione ai giovani nel rispetto della libertà di pensiero.
Un lavoro dignitoso secondo talento.
Una società capace di farsi carico dei più deboli.
Cuori aperti e sereni.

Smartphone a scuola e tempo reale.Fa discutere il telefonino a scuola ed il ministro Valditara promette una circolare ch...
18/12/2022

Smartphone a scuola e tempo reale.
Fa discutere il telefonino a scuola ed il ministro Valditara promette una circolare che ne vieti l'uso. Ma siamo proprio sicuri che serva una circolare e che privarne categoricamente l'uso in classe sia la cosa giusta?
Premettiamo che lo smartphone consente di fare molteplici attività e che nulla ha a che fare col telefono di una volta , proprio per questo adulti e giovani lo tengono in mano per gran parte della giornata. È chiaro che, come per qualsiasi altra cosa, gli adulti hanno la responsabilità di educare all'uso dello strumento e che anche la scuola è chiamata a questo compito. Durante l'attività in classe i giovani devono seguire e partecipare con attenzione affinché l'azione educativa e formativa abbia la massima efficacia e qualsiasi distrazione deve essere evitata, non è l'uso dello smartphone in sé ad essere il problema, quanto piuttosto l'incapacità del discente ad autoconcentrarsi ed ad evitare qualsiasi attività che interferisca negativamente con ciò che sta facendo.Qualsiasi elemento potrebbe costituire distrazione : studiare un'altra disciplina, leggere un libro...ecc
L'interferenza del telefonino con la lezione può essere evitata .È piuttosto l'uso consapevole dello smartphone che deve essere obiettivo della scuola. Educare è urgente, poiché i giovani devono sapere che agire in rete implica responsabilità e al contempo mette a rischio la loro privacy.
La pratica della Didattica a distanza , inoltre, ha aperto la strada all'uso del digitale e della rete in classe ed è evidente che una tale esperienza non potrà, in futuro, essere ignorata e non potranno perdersi i benefici che questa ha portato.
Prima di fare, quindi, un ritorno al passato tutti gli adulti si sforzino di pensare ad una scuola in tempo reale.

Sembra un paradosso, ma sempre di più i dirigenti scolastici fanno precedere il loro nome dal titolo di dottore.  Perché...
14/12/2022

Sembra un paradosso, ma sempre di più i dirigenti scolastici fanno precedere il loro nome dal titolo di dottore. Perché?
Mi sorge il dubbio : possono accedere al concorso i semplicemente laureati?
Guardo gli ultimi bandi, ma è necessario , oltre alla laurea , essere docente di ruolo da almeno cinque anni. Qual è, allora il significato di quello che sta accadendo? E trovo una risposta: È necessario creare una dicotomia tra chi dirige e chi esegue, far crescere l'idea che il docente è solo manodopera, che esegue ordini impartiti
e mentre c'è chi sottolinea la necessità di restituire dignità a chi insegna, c'è chi marca le distanze e finisce per sovvertire la gerarchia dei titoli, instillando l'idea che essere dottore è più che essere professore.

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Vittoria
97019

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