Luca Lobina

Luca Lobina mentore nei processi del cambiamento interiore e dello sviluppo aziendale. Ipnologo, insegnante di Comunicazione.

Luca Lobina, Ipnotista, ricercatore e studioso di Comunicazione Verbale e Non Verbale, Simbologia, Filosofie e Civiltà Antiche ed Energie Sottili. La sua una Visione affascinante, profonda, "folle" ed appassionata che lega la Mente e lo Spirito, la Materia e l'Energia, la Comunicazione Verbale e quella Inconscia abbinata al linguaggio del Corpo. Una Visione del Mondo della Comunicazione, delle Ene

rgie Sottili, dei Canali Sensoriali e delle interazioni Umane che permette di guardare il Mondo Diversamente. La sua, una Filosofia che permette di scoprire capacità nascoste, migliorare il rapporto con il Mondo che ci circonda e di come percepirlo al meglio affinché dare un senso più profondo, lucido e sereno all'esistenza.
...e con una Nuova Consapevolezza la Realtà non sarà più la stessa!!

L’ETÀ DELL’ORO È SEMPRE QUELLA PRIMA«Il mondo sta andando male.»È una frase che sento spesso. Viviamo nel caos, i valori...
27/08/2026

L’ETÀ DELL’ORO È SEMPRE QUELLA PRIMA

«Il mondo sta andando male.»

È una frase che sento spesso. Viviamo nel caos, i valori si perdono, i giovani non hanno rispetto e il futuro sembra oscuro.

Eppure se consultiamo la storia gli antichi ci mostrano che tutto questo non appartiene solo al nostro tempo.

Esiodo, nel 700 a.C., scriveva:

«Oh, se non fossi tra gli uomini della quinta generazione, ma fossi morto prima o fossi nato dopo!»

Platone, nel 380 a.C., osservava:

«Il padre si abitua a essere simile al figlio e a temere i figli, e il figlio non ha né vergogna né timore dei genitori.»

Cicerone, nel I secolo a.C., scriveva:

«Gli stolti attribuiscono alla vecchiaia i propri vizi e i propri difetti.»

Seneca, nel I secolo d.C., osservava:

«Nessuno si appropria del proprio tempo, ciascuno lo spreca.»

E Schopenhauer, nel XIX secolo:

«La vita oscilla, come un pendolo, fra il dolore e la noia.»

Epoche diverse, problemi diversi. Eppure la stessa sensazione ritorna.

Forse è nella natura dell’essere umano guardare ciò che cambia e chiamarlo decadenza, rimpiangere un passato che non ha vissuto e temere un futuro che ancora non conosce.

Criticare il proprio tempo è comprensibile, e necessario. Ma non trasformiamo la critica in nostalgia e la prudenza in pessimismo.

Forse il futuro non è così nero come lo immaginiamo. È una tela che ha sicuramente delle ombre, ma che è anche capace di accogliere nuovi colori.

Ognuno di noi può scegliere come colorare la propria tela, la propria esistenza, abbandonarla alle ombre, oppure inserire dei colori affinché possa essere più piacevole per la nostra quotidianità e diventare magari anche fonte di ispirazione e bellezza per le persone che abbiamo intorno; per quelle che non hanno ancora scoperto di poter aggiungere colori alla propria.

L. Lobina

L’ESSERE UMANO SI È EVOLUTO? NE SIAMO PROPRIO SICURI?Spesso sento sostenere il fatto che l’essere umano ORMAI si è evolu...
26/08/2026

L’ESSERE UMANO SI È EVOLUTO? NE SIAMO PROPRIO SICURI?

Spesso sento sostenere il fatto che l’essere umano ORMAI si è evoluto! Ma ne siamo proprio sicuri?

Facciamo un esempio.

Immaginiamo che collassino le reti elettriche del pianeta e internet (un blackout disastroso non è impossibile ed è già parzialmente capitato).

Immaginiamo di dover vivere senza tecnologia ne intelligenza artificiale.

Niente smartphone, GPS, internet, bancomat o supermercati.

A quel punto, dimostreremmo di essere davvero evoluti?

Immaginiamo di doverci procurare l’acqua. Quanti saprebbero trovare una fonte e renderla sicura?

E il cibo? Quanti saprebbero coltivarlo, riconoscere una pianta commestibile o conservarlo senza frigorifero?

Quanti saprebbero accendere un fuoco senza accendino?
Quanti saprebbero orientarsi senza GPS?

E se qualcuno si facesse male? Quanti saprebbero medicare una ferita senza cercare una risposta online, senza alcun aiuto?

Fermiamoci!

Per migliaia di anni, queste erano competenze quotidiane. Le civiltà del passato trovavano acqua, cibo, accendevano fuochi, costruivano ripari, si orientavano osservando il cielo e affrontavano le difficoltà senza delegarle a uno strumento.

Non erano meno intelligenti. Erano costrette a utilizzare le proprie capacità. Eppure noi spesso sosteniamo che erano meno evolute! Guardando il mondo di oggi a me non sembra!

E poi immaginiamo di dover vivere insieme.

Saremmo capaci di collaborare e condividere le risorse?
Oppure la paura trasformerebbe il bisogno in conflitto?

In tutto questo, il concetto di evoluzione comincia a vacillare.

La tecnologia ci permette di ricordare, orientarci, calcolare, comunicare, scegliere e oggi, persino pensare insieme a noi.

Ma la verità è che l’essere umano non si è evoluto: ha fatto evolvere gli strumenti che gli permettono di fare a meno delle proprie capacità.

Abbiamo reso le macchine sempre più capaci di facilitarci la vita quotidiana, ma non abbiamo reso l’essere umano più capace di utilizzare se stesso, le proprie risorse e le proprie capacità per vivere al meglio su questo pianeta.

E questa, non la definirei evoluzione umana.

ANNO 2052 — IL PATENTINO IDRICO DIGITALE12 agosto. Fuori ci sono quarantadue gradi.Sono appena le tre del pomeriggio ed ...
26/08/2026

ANNO 2052 — IL PATENTINO IDRICO DIGITALE

12 agosto. Fuori ci sono quarantadue gradi.

Sono appena le tre del pomeriggio ed il display accanto al rubinetto lampeggia: 0,5 litri disponibili.

Mezzo litro per arrivare a mezzanotte!!!

Mia figlia ha sete, mia moglie ha la febbre. Guardo quel numero e penso a come siamo arrivati qui.

Mentre si susseguivano pandemie, guerre e crisi mondiali, le grandi società d’investimento iniziarono, silenziosamente, ad acquistare terreni, sorgenti, falde, dighe, acquedotti, impianti di desalinizzazione e diritti di estrazione.

Erano operazioni legali e nessun telegiornale, nessun giornalista, nessun politico spiegò cosa stesse accadendo.

Poi iniziò la propaganda. I notiziari mostrarono fiumi prosciugati, dighe vuote, terreni spaccati dalla siccità: immagini costruite per alimentare una convinzione: l’acqua stava finendo.

I governi parlarono di emergenza e chiesero sacrifici. Le risorse idriche erano ormai nelle mani di pochi.

L’acqua divenne un asset finanziario. Nacque una quotazione ed il prezzo iniziò a salire, alimentato dalla speculazione sulla scarsità dichiarata.

Mentre noi risparmiavamo ogni goccia, alcune multinazionali consumavano milioni di litri per agricoltura, industria ed energia.

A loro erano concesse quantità enormi, a noi vennero imposti limiti.

Nacque così la Water Preservation License, il Patentino Idrico.

La propaganda la presentò come necessaria.

Prima quindici litri, poi dieci.

Oggi abbiamo diritto a sei litri al giorno per persona: sei litri per bere, cucinare, lavarsi, vivere. Avere piante o ortaggi a casa è ormai un sogno lontano.

Ogni consumo viene registrato e ogni litro oltre la quota ha un prezzo.

Oggi un litro costa 18,50 euro.

Guardo mia figlia, guardo mia moglie.

Osservo rassegnato quel display e mi rendo conto del fatto che pochi sconosciuti, si sono comprati la possibilità di vivere di un’umanità intera.

L’AUTENTICITÀ NELL’EPOCA DELLE COPIE.La parola autenticità viene dal greco authentikós, da authéntēs: chi agisce da sé, ...
24/08/2026

L’AUTENTICITÀ NELL’EPOCA DELLE COPIE.

La parola autenticità viene dal greco authentikós, da authéntēs: chi agisce da sé, chi è autore.

Essere autentici significa essere autori di ciò che si pensa, si sente e si fa. Ma quanto è possibile in un’epoca attraversata da contenuti prodotti in serie?

Le persone ogni giorno incontrano opinioni, immagini, mode e riflessioni, ricevute a una velocità che non lascia tempo per analizzarle e comprenderle.

Prendono ciò che vedono, lo ricompongono e lo ripropongono, convinte che sia diventato proprio. Ma lo è davvero?

Un pensiero autentico nasce quando qualcosa coinvolge una persona e la porta a fermarsi, lasciando spazio a emozioni e domande. Poi arrivano analisi, dubbi e riflessioni. Solo dopo nasce qualcosa che può essere proprio.

Fermarsi oggi sembra un allarme, perché significa pensare ed ascoltare se stessi, e questo è diventato un timore diffuso.

L’autenticità richiede tempo. La nostra epoca ha trasformato la velocità in ossessione. Bisogna esserci: dire, pubblicare, produrre.

Le persone hanno confuso la presenza con la visibilità e la visibilità con l’esistenza. Possono conoscere mille opinioni senza averne elaborata una propria, vedere numerosi luoghi senza averne mai vissuto uno.

Anche il nuovo nasce da frammenti esistenti. Ma il nuovo non è necessariamente autentico.

Un pensiero autentico ha una storia: ha attraversato una persona, esperienze, emozioni e contraddizioni. Forse le persone stanno perdendo la capacità di distinguere ciò che è loro da ciò che hanno imparato a replicare.

L’autenticità comincia quando una persona si ferma e si chiede: “Che cosa sta generando tutto questo dentro di me?” Da quella domanda può nascere un pensiero, poi una riflessione, qualcosa che porta la propria impronta.

Forse possiamo lasciare al futuro non una verità definitiva, ma una testimonianza significativa di come ognuno di noi ha osservato e vissuto il proprio tempo.

Fermati. Staccati dal rumore e dalle informazioni esterne. Pensa, dubita e sperimenta il tuo tempo.

22/08/2026




21/08/2026

EREMITO: IL LUOGO DOVE CI SI DISCONNETTE DALLA SOCIETÀ E SI VIVE DA EREMITI.L’eremito è una struttura del 1200, un antic...
20/08/2026

EREMITO: IL LUOGO DOVE CI SI DISCONNETTE DALLA SOCIETÀ E SI VIVE DA EREMITI.

L’eremito è una struttura del 1200, un antico edificio monastico che è stato ristrutturato mantenendone la stessa identità. Marcello Murzilli, il lungimirante creatore del marchio “El Charro”, marchio che chi ha avuto un’adolescenza negli anni ‘70 o ‘80 consocerà perfettamente, è il titolare di questa straordinaria struttura.
Una struttura collocata a Parrano, completamente circondata a 360 gradi da boschi. Marcello Murzilli da grande appassionato e praticante della filosofia eremitica, dopo un’ascesa imprenditoriale straordinaria e dopo 12 anni di vita immerso nella giungla messicana, decise di acquistare questo monastero per stabilircisi e ridare ad esso la sua funzione originaria ovvero accogliere tutti quei pensatori e quegli individui che volevano dedicare il proprio tempo o parte dei propri giorni alla contemplazione, alla riflessione ed alla connessione con se stessi e con la natura.
In questa struttura la vita è esattamente quella monastica.
Totale assenza di connessione Internet, nessuno strumento digitale, cucina vegetariana a base di ricette monastiche. Le stanze chiamate “celluzze” sono proprio come le celle nei monasteri: 9 metri quadri, un letto, un bagno, una seduta ed uno scrittoio in pietra accanto ad una finestra dove poter contemplare la valle con i suoi boschi.
Una particolarità la si trova alla cena: essa viene servita in un refettorio illuminato solo da candele e servita in piatti e bicchieri di terracotta smaltati. Durante la cena gli ospiti devono rimanere in silenzio, concentrarsi sul sapore del cibo e sulla propria cena mentre in sottofondo vengono messi dei canti gregoriani. In questa situazione il pasto acquista un fascino ed un’unicità che difficilmente può essere capita.
Dopo la cena ci si può sedere fuori sulla terrazza che dà sulla valle dove viene acceso un falò.

In questo luogo non si può far altro che pensare, leggere, scrivere, passeggiare per i boschi, meditare, rilassarsi e concedersi il vero lusso della vita ovvero concentrarsi su sé e sul proprio tempo: nessuna distrazione esterna. Un luogo meraviglioso.

Eremito Hotel • Contemporary Hermitage

Indirizzo

Villanova D'Asti
14019

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