Luca Lobina

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Luca Lobina mentore nei processi del cambiamento interiore e dello sviluppo aziendale. Ipnologo, insegnante di Comunicazione.

Luca Lobina, Ipnotista, ricercatore e studioso di Comunicazione Verbale e Non Verbale, Simbologia, Filosofie e Civiltà Antiche ed Energie Sottili. La sua una Visione affascinante, profonda, "folle" ed appassionata che lega la Mente e lo Spirito, la Materia e l'Energia, la Comunicazione Verbale e quella Inconscia abbinata al linguaggio del Corpo. Una Visione del Mondo della Comunicazione, delle Energie Sottili, dei Canali Sensoriali e delle interazioni Umane che permette di guardare il Mondo Diversamente. La sua, una Filosofia che permette di scoprire capacità nascoste, migliorare il rapporto con il Mondo che ci circonda e di come percepirlo al meglio affinché dare un senso più profondo, lucido e sereno all'esistenza.
...e con una Nuova Consapevolezza la Realtà non sarà più la stessa!!

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14/10/2026

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UN POPOLO ISTRUITO E PENSANTE È UN POPOLO SCOMODOL’Italia investe nell’istruzione circa il 4% del PIL, una delle percent...
09/10/2026

UN POPOLO ISTRUITO E PENSANTE È UN POPOLO SCOMODO

L’Italia investe nell’istruzione circa il 4% del PIL, una delle percentuali più basse dell’Unione Europea.

E allora mi chiedo: come possiamo costruire generazioni preparate, consapevoli e capaci di pensare con la propria testa, se l’istruzione viene trattata come una voce di spesa e non come il più importante investimento sul futuro di un Paese?

Ma c’è qualcosa che trovo inquietante: non è soltanto quanto investiamo. È quanto pretendiamo.

Da decenni vedo abbassarsi il livello richiesto alla scuola e agli studenti. Si abbassano le aspettative, si tollerano lacune evidenti, si riduce il rigore e, invece di alzare il livello degli studenti e degli insegnanti, si abbassa quello necessario per raggiungerlo.

Ed è qui che nasce la mia convinzione: io credo che questo abbassamento del livello di istruzione sia diventato una scelta politica.

Non di un solo governo, né di una sola parte politica, ma di governi diversi, di destra e di sinistra, che per decenni hanno prodotto lo stesso risultato.

Forse i governi hanno smesso di voler formare cittadini e hanno iniziato a formare semplicemente persone sufficientemente istruite per funzionare dentro il sistema.

Persone capaci di lavorare, consumare, rispettare procedure e seguire regole, ma sempre meno abituate a chiedersi chi le abbia scritte, perché esistano e se sia necessario cambiarle.

Perché una persona realmente formata studia, confronta, verifica, dubita, domanda. E pretende risposte.

Una società composta da cittadini così è più esigente nei confronti di chi la governa.

E forse è proprio questo il punto: una popolazione istruita e capace di pensare con la propria testa è più libera e quindi, più scomoda.

2070 — LA NUOVA ERANel 2070 il mondo di oggi sembrerà preistoria. Le nuove generazioni faticheranno a immaginare la vita...
02/10/2026

2070 — LA NUOVA ERA

Nel 2070 il mondo di oggi sembrerà preistoria. Le nuove generazioni faticheranno a immaginare la vita di allora. Non cambierà soltanto la tecnologia: cambierà l’essere umano.

Le case saranno modulari, assemblabili come Lego o stampate in 3D. Orti, serre e sistemi autonomi produrranno risorse. Tecnologie attingeranno energia anche dall’etere. Architettura e campi energetici favoriranno benessere.

L’IA sarà normale nella vita quotidiana e nella scuola. Ogni casa avrà una propria IA vocale per ambiente, sicurezza ed elettrodomestici. Finestre intelligenti e monitor flessibili sostituiranno gli schermi. L’informazione sarà personalizzata e interattiva. L’IA amplificherà le capacità senza sostituire pensiero, creatività e intuizione.

I robot svolgeranno lavori pesanti e ripetitivi. Le città saranno più verdi, con edifici riconvertiti e comunità interconnesse, con spazi condivisi. Trasporti autonomi e droni passeggeri cambieranno la mobilità. Le batterie saranno prodotte con materiali naturali e sostenibili, senza estrazione mineraria.

L’alimentazione sarà prevalentemente vegetale; gli allevamenti intensivi saranno ridotti, con produzioni sostenibili.

La scuola unirà teoria, pratica, tecnologia ed educazione finanziaria. L’IA gestirà l’insegnamento teorico. Gli insegnanti incapaci di coinvolgere gli studenti perderanno il lavoro. Resteranno quelli capaci di ispirare, emozionare e trasmettere esperienza ed empatia e saranno preziosissimi.

Molti sceglieranno una vita individuale, con relazioni profonde ma non durature. Le famiglie saranno meno numerose, fondate su libertà e autonomia individuale.

Le donne guideranno prevalentemente il nostro pianeta.

Scienza e spiritualità si uniranno, motivandosi nella ricerca della conoscenza e del significato dell’esistenza.

Il 2070 segnerà il passaggio tra due umanità: quella che ha imparato a dominare il mondo e quella che inizierà a comprenderlo.

L. Lobina

LONDRA CHIEDE COOPERAZIONE, BRUXELLES OFFRE UN RIENTRO CHE NESSUNO HA CHIESTOIeri il premier britannico Andy Burnham ha ...
01/10/2026

LONDRA CHIEDE COOPERAZIONE, BRUXELLES OFFRE UN RIENTRO CHE NESSUNO HA CHIESTO

Ieri il premier britannico Andy Burnham ha detto che, in futuro, Londra potrebbe valutare anche l’ipotesi di un ritorno nell’UE, insieme ad altre possibilità nel rapporto con Bruxelles. Non è una richiesta di rientro né una decisione: è un’opzione che il Regno Unito dice di voler considerare.

Eppure a Bruxelles qualcuno sembra già preparare il tappeto rosso. Ma Londra ha sempre dimostrato di ragionare prima di tutto secondo il proprio interesse nazionale: anche oggi il governo mantiene le proprie linee rosse su mercato unico, unione doganale e libera circolazione.

E se un giorno tornasse? (Cosa che, personalmente, dubito accadrà.)
Londra comunque non rinuncerebbe alla propria identità, alla propria moneta e alle proprie prerogative. Quando era membro aveva già un rapporto particolare con Bruxelles e, se davvero decidesse di rientrare, non accetterebbe di rientrare alle condizioni degli altri. A quel punto la domanda sarebbe allora: l’UE sarebbe disposta a concederle nuovamente quelle facilitazioni?

L’integrazione differenziata può essere utile, ma se diventa la regola rischia di trasformare l’Unione Europea in un menù à la carte. Servono invece interessi comuni più forti su economia, sicurezza, migrazione e politica estera, senza cancellare le identità nazionali.

Prima di stendere il tappeto rosso al Regno Unito, Bruxelles dovrebbe forse rafforzare gli interessi comuni degli Stati già membri e chiedersi quanto le proprie scelte rafforzino davvero le economie e l’autonomia dell’UE. Perché ad oggi, troppo spesso le scelte europee sono finite per rafforzare soprattutto grandi poteri finanziari esterni all’Unione, lasciando gli interessi europei in secondo piano.

NUOVE GENERAZIONI: MEGLIO LA SOLITUDINE DI UNA RELAZIONE SBAGLIATAPer generazioni, la solitudine è stata considerata qua...
30/09/2026

NUOVE GENERAZIONI: MEGLIO LA SOLITUDINE DI UNA RELAZIONE SBAGLIATA

Per generazioni, la solitudine è stata considerata quasi una condizione da evitare. Avere un partner, costruire una famiglia, “sistemarsi” sembrava una tappa naturale dell’esistenza. E, se arrivavi a una certa età da solo, prima o poi qualcuno finiva per chiederti: «Ma quando ti sistemi?». La relazione diventava così, talvolta, più un traguardo sociale che una scelta realmente consapevole.

Le nuove generazioni stanno lentamente cambiando questa prospettiva. Non sembrano più disposte a cercare qualcuno a tutti i costi, ma un partner con cui costruire una vita senza trasformare la relazione nel rimedio alle proprie mancanze.

Perché un conto è amare una persona, un altro è avere bisogno di qualcuno che colmi le lacune che abbiamo.

L’amore dovrebbe partire da una condizione diversa: io sto bene con me stesso, tu stai bene con te stessa; poi ci incontriamo e scopriamo che, insieme, possiamo stare ancora meglio. Non due metà alla ricerca disperata della propria metà, ma due persone intere che scelgono di condividere il cammino.

Quando cerchiamo qualcuno perché non sopportiamo la solitudine, rischiamo di trasformare il partner in una funzione: deve rassicurarci, completarci, salvarci, renderci felici. Praticamente, un essere umano con il contratto di assistenza emotiva incluso.

Forse la vera trasformazione è questa: imparare a selezionare, aspettare e, quando necessario, restare soli. Non per rifiutare l’amore, ma per non confonderlo con il bisogno.

E questo non significa non sostenersi nei momenti difficili. Al contrario, aiutarsi e prendersi cura reciprocamente è parte dell’amore. La differenza è scegliere qualcuno con cui attraversare meglio le tempeste, non qualcuno che ci tenga semplicemente in piedi.

Perché stare bene da soli non significa rinunciare all’amore, ma comprendere che amare qualcuno non significa aver bisogno di essere salvati.

L. Lobina

REGGIO CALABRIA: IL 77,66% DI ASTENSIONISMO CHE LA POLITICA PREFERISCE NON GUARDARELe elezioni suppletive nel collegio R...
29/09/2026

REGGIO CALABRIA: IL 77,66% DI ASTENSIONISMO CHE LA POLITICA PREFERISCE NON GUARDARE

Le elezioni suppletive nel collegio Reggio Calabria-Locri hanno consegnato alla Camera Fabio Roscioli, con 38.359 voti, pari al 51,02% dei voti validi. Un risultato netto. Ma mentre politica e giornali a seguito si concentrano sulla conta dei vincitori e degli sconfitti, sulle dichiarazioni del giorno dopo e sugli equilibri che il voto potrebbe modificare, c’è un dato che meriterebbe ben altra attenzione.

Su 345.486 aventi diritto hanno votato 77.165 cittadini: affluenza 22,34%, astensionismo 77,66%. Quasi otto elettori su dieci non hanno partecipato. Questo è il dato politico più difficile da ignorare.

Non è semplicemente disinteresse. È una distanza che si è consolidata nel tempo. Dopo anni di promesse elettorali ridimensionate una volta arrivati al governo, una parte crescente dei cittadini non riconosce più nel voto uno strumento capace di incidere realmente sulla direzione del Paese.

Cambiano governi, leader e maggioranze. Restano debito pubblico, mercati, vincoli europei, accordi internazionali ed equilibri geopolitici. Il risultato è la percezione di scegliere nuovi interpreti all’interno di un perimetro già definito.

Nel frattempo continuiamo a scrutare sondaggi e social per capire cosa pensa il Paese. Questa volta, però, la risposta non era sullo schermo: era nel silenzio di chi non ha votato.

Roscioli ha vinto. Ma quando il 77,66% degli aventi diritto resta fuori dalla scelta, la domanda più scomoda non è chi abbia conquistato il seggio, ma quanto possa dirsi realmente rappresentativo un sistema nel quale la maggioranza dei cittadini sceglie di non partecipare alla consultazione elettorale.

Indirizzo

Villanova D'Asti
14019

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