02/02/2020
Se ne parla già da qualche tempo: la data odierna, il 02/02/2020, è una data palindroma, cioè una data che, letta al contrario, resta invariata.
Innanzitutto, è interessante osservare l'importanza di come viene scritta la data: oggi, per esempio, la data è palindroma a condizione di anteporre lo 0 sia al numero del giorno, che al numero con cui si indica il mese. La data 8/10/2018 era anch'essa palindroma, ma secondo un criterio diverso: quello di non anteporre la cifra 0 ai numeri costituiti da un'unica cifra.
Secondo il criterio con cui stiamo giudicando la data odierna, l'ultimo giorno palindromo prima di oggi è stato il 21/02/2012 ed il prossimo sarà il 12/02/2021.
Anche nei paesi anglosassoni, in cui si usa anteporre il numero del mese a quello del giorno, la data odierna è palindroma e con lo stesso significato. Con questo tipo di lettura, l'ultima data palindroma è stata l'11/02/2011, intesa come 02 Novembre 2011; la prossima sarà il 12/02/2021, intesa come 02 Dicembre 2021. L'ultima volta che è accaduto l'evento simultaneo in cui la lettura di tipo anglosassone è stata palindroma, così come quella a cui siamo abituati noi, mantenendo il medesimo significato, è stata l'11/11/1111; mentre la prossima volta che accadrà un evento di questo tipo sarà il 12/12/2121.
I palindromi hanno sempre affascinato l'uomo, sia nel mondo linguistico che in quello puramente numerico. Per esempio, esiste una ricerca di grandi numeri primi palindromi in ogni base numerica: in base 10 il più grande numero primo palindromo noto è 10^474500 + 999*10^237249 + 1, che è stato scoperto nel Novembre 2014 e conta ben 474501 cifre. Un problema aperto della teoria dei numeri è sapere se i primi palindromi in base 10 siano infiniti oppure no.
Oppure, sconfinando su aspetti puramente linguistici, il più lungo palindromo in lingua italiana è “Vangelo Palindromo”, ultimato il 21/02/2012 (!) da Gabriele de Simon, che conta ben 6093 caratteri. Fino ad allora, il primato spettava a Giuseppe Varaldo, con la sua composizione intitolata “11 luglio 1982”, che era dedicata alla vittoria italiana ai mondiali di calcio 1982 e che contava ben 4587 lettere.
Ma probabilmente, uno degli esempi più eclatanti, perché è un misto di storia, matematica e linguistica, è il “quadrato magico del Sator”, un'iscrizione latina che vanta numerosi ritrovamenti archeologici in tutta Europa, tra cui i più antichi e famosi sono i due rinvenuti a Pompei e che sono sicuramente precedenti alla famosa eruzione del 79 d.C., che seppellì la città.
A.T.