18/08/2026
🎹 I MUSICISTI CHE MI HANNO FORMATO - #2
RAY CHARLES
Ci sono musicisti che ho ascoltato tanto.
E poi ci sono quelli che mi sono entrati dentro davvero.
Ray Charles per me appartiene alla seconda categoria.
La sua voce è stata una delle prime cose a colpirmi: graffiante, sporca, vera. Non era semplicemente una bella voce. Aveva qualcosa che mi entrava nel cervello e, subito dopo, nelle vene.
Ma quello che mi conquistava ancora di più era il groove.
Lo sentivo nelle sue mani sul pianoforte, nella voce, nel modo in cui spingeva ogni frase. Quando ascoltavo Ray Charles mi veniva voglia di muovermi. Non dovevo pensarci: il piede, le ginocchia e poi il corpo partivano da soli.
E credo che questa cosa mi sia rimasta dentro anche come musicista.
Con lui ho capito sempre di più che il ritmo non è soltanto qualcosa da contare o da eseguire bene. Il ritmo deve passare attraverso il corpo. Deve farti reagire.
E se penso a Ray Charles, penso subito a What’d I Say.
Quel piano, quella pulsazione continua, la voce che entra ed esce dal groove… ancora oggi, appena parte, sento la stessa cosa: “voglia di suonare e voglia di muovermi”
Forse è proprio questo che Ray Charles mi ha lasciato più di tutto.
Non soltanto delle canzoni.
Mi ha lasciato un modo fisico di sentire la musica.
Il doppio disco collection me lo tengo stretto dalla prima volta che l’ho ascoltato.
🎧 E voi? Qual è il brano di Ray Charles che vi fa questo effetto?