TARAN DEVAK - Valerio Zadra

TARAN DEVAK - Valerio Zadra Cellulare +39 345 7302307 Direttore Tecnico Nazionale ENDAS Muay Boran/Muay Kombat.

Docente Scuola Primaria
Insegnante di Krabi Krabong, Mae Mai Muay Thai, Brigghar (Lotta Celtica), Massaggio Nuat Paen Boran. Tiene conferenze su: Miti, Archetipi e Simboli, Storia, Filosofia, Strategie Metacognitive, Meditazione Vipassanà.

A casa del maestro Ajarn Phong (92 anni) insieme a sua moglie e al maestro Ajarn Pongsak Kongyeam . Bangkok, luglio 2026...
07/08/2026

A casa del maestro Ajarn Phong (92 anni) insieme a sua moglie e al maestro Ajarn Pongsak Kongyeam . Bangkok, luglio 2026.

IO E PHAYA KRUT ( Dialogo immaginario)Il Volo oltre il CieloLa notte era immobile.Non vi era luna.Non vi era alcun rumor...
22/06/2026

IO E PHAYA KRUT ( Dialogo immaginario)

Il Volo oltre il Cielo
La notte era immobile.
Non vi era luna.
Non vi era alcun rumore.
Persino il vento sembrava trattenere il respiro.
Seduto davanti al larario di casa mia, riflettendo sulle immagini di Hanuman e Phaya Krut, entrai lentamente nella meditazione.
Inspirai.
Espirai.
Ancora.
E ancora.
Fino a quando non rimase più alcuna differenza tra il mio respiro e il silenzio.
Fu allora che accadde.
La fiamma di una candela si allungò verso l'alto.
L'incenso smise di salire in linea retta e cominciò a ruotare come una spirale.
Le pareti di casa, la mia libreria, svanirono.
La terra, il pavimento sotto di me scomparve.
Il cielo si dissolse.
E mi ritrovai sospeso nello spazio infinito.
Davanti a me si apriva l'Oceano Cosmico descritto dagli antichi poemi.
Montagne di smeraldo emergevano dalle acque.
I continenti brillavano come gioielli.
Milioni di stelle ruotavano lentamente attorno al Monte Meru.
Poi udii un grido.
Non era il verso di un animale.
Non era il suono di una tempesta.
Era qualcosa di più antico.
Più potente.
Più primordiale.
L'urlo della Libertà.
Il firmamento si squarciò.
Una figura immensa emerse dalle costellazioni.
Le sue ali coprivano l'orizzonte.
Le sue piume brillavano come oro fuso.
I suoi occhi contenevano il fuoco della creazione.
Ogni battito delle sue ali faceva tremare i mondi.
Phaya Krut era giunto.
Il Re degli Uccelli Celesti.
Il Distruttore dei Serpenti Cosmici.
Il Portatore del Dharma.
Il Signore del Vento.

Mi inginocchiai.
"Maestro..."
Phaya Krut mi fissò.
Per lunghi istanti non parlò.
Poi la sua voce risuonò come un tuono che attraversa i tre mondi.
"Valerio...
perché desideri conoscere il cuore segreto delle arti marziali?"

Risposi:
"Perché ho studiato tecniche.
Ho studiato strategie.
Ho studiato le armi.
Ma sento che oltre tutto questo esiste qualcosa, un orizzonte che ancora non conosco."

Le immense ali si dispiegarono.
"Allora ascolta.
Io non ti parlerò come un dio.
Ti parlerò come un guerriero."

Immediatamente lo spazio attorno a noi cambiò.
Mi trovai sopra un campo di battaglia.
L'aria odorava di tempesta.
Il cielo era nero.
Sotto di noi si agitavano migliaia di Naga.
Le loro scaglie scintillavano come armature.
I loro occhi erano colmi di veleno e superbia.

"Li riconosci?"
chiese Phaya Krut.
"I Naga."
"E sai perché li combattei?"
"Per liberare tua madre."
Phaya Krut annuì.

"Molti ricordano soltanto la guerra.
Pochi comprendono il suo significato.
I Naga avevano reso schiava mia madre Vinata.
Ma ascolta bene ciò che sto per dirti.
Ogni uomo porta dentro di sé gli stessi Naga."

Le sue parole riecheggiarono nel cielo.
"I Naga sono la paura che ti paralizza.
Sono l'orgoglio che ti acceca.
Sono l'avidità che non conosce sazietà.
Sono l'ira che divora il cuore.
Quando affrontai i Naga non stavo soltanto combattendo creature esterne.
Stavo affrontando le forze che cercano di rendere schiava ogni anima."
Mentre parlava vidi Phaya Krut lanciarsi nella battaglia.
Le sue ali squarciavano le tempeste.
I suoi artigli spezzavano le montagne.
I Naga si avvolgevano attorno al suo corpo cercando di trascinarlo negli abissi.
Eppure continuava ad avanzare, Signore supremo della distruzione.
Sempre. Inesorabilmente.

"Vedi, Valerio...
il coraggio non è assenza di paura.
Il coraggio è avanzare anche quando la paura ti stringe la gola."

La visione svanì.
Ne apparve un'altra.
Questa volta vidi Phaya Krut ascendere verso le sfere divine.
Attraversò i cieli.
Superò le dimore degli dèi.
Raggiunse regioni dove il fuoco stesso sembrava inchinarsi.

"Ero giovane.
Ero potente.
Ero fiero.
Pensavo che nulla potesse fermarmi."

La sua voce divenne più lenta.
"Fu allora che osai sfidare potenze davanti alle quali gli stessi dèi abbassavano lo sguardo.
Compresi qualcosa che nessuna battaglia mi aveva insegnato."
"Cosa?" domandai.
"L'umiltà."
Per un istante tutto tacque.
"La montagna più alta può essere spezzata.
L'oceano più vasto può prosciugarsi.
Perfino gli dèi sono soggetti alla legge dell'impermanenza.
Come potrebbe dunque l'uomo aggrapparsi al proprio ego?"

Sentii quelle parole colpirmi più profondamente di qualunque spada.
Phaya Krut continuò.
"Molti praticano le arti marziali per sentirsi superiori.
Costoro non hanno compreso nulla.
L'arte marziale autentica distrugge la superbia. Non la alimenta."

Abbassai lo sguardo.
Egli proseguì.
"Vuoi conoscere il segreto del Muay Thai Boran?"
"Sì."
"Ogni colpo rappresenta una verità."
Sollevò un artiglio.
"Il pugno insegna la determinazione."
Un altro.
"Il gomito insegna il coraggio."
Un altro ancora.
"Il ginocchio insegna la volontà."
Infine aprì le ali.
"E il calcio insegna la libertà."

"Ma allora perché combattere?"
domandai.
Phaya Krut sorrise.
"Per imparare a non combattere."
Rimasi senza parole.
"Quando l'uomo è dominato dalla paura combatte.
Quando è dominato dall'odio combatte.
Quando è dominato dall'orgoglio combatte.
Ma quando comprende la propria natura...
non ha più bisogno di dimostrare nulla."

Poi la sua figura iniziò a splendere.
Sempre di più.
Sempre di più.
Finché sembrò diventare un sole.

"Il Buddha insegnò che ogni sofferenza nasce dall'attaccamento.
Anche nel combattimento è così.
Ti attacchi alla vittoria.
Soffri.
Ti attacchi alla sconfitta.
Soffri.
Ti attacchi all'immagine che hai di te stesso.
Soffri.
Lascia andare.
E diventerai invincibile."

"In che modo?"
chiesi.
"Perché nessuno può sconfiggere chi non ha nulla da perdere."
Quelle parole penetrarono nel mio cuore come una lama di luce.

Poi Phaya Krut si avvicinò.
Posò una delle sue immense ali sulle mie spalle.
Immediatamente vidi tutte le mie battaglie.
Le vittorie.
Le sconfitte.
I sacrifici.
I viaggi.
Gli allenamenti.
I dolori.
Gli allievi.
Le persone incontrate lungo il cammino.

Compresi che tutto era stato necessario.
Nulla era stato inutile.
Nulla era stato un errore.
Tutto aveva contribuito a forgiare quello che ero diventato.
Le lacrime mi riempirono gli occhi.
"Grazie, Maestro."

Phaya Krut mi osservò con infinita benevolenza.
"No, Valerio.
Non ringraziare me.
Ringrazia il cammino, la Via."

In quel momento un'altra presenza apparve accanto a lui.
Una figura agile.
Possente.
Colma di gioia.
Hanuman!
Il grande eroe del Ramakien.
Le due entità si affiancarono.
L'Aquila e la Scimmia.
Il Cielo e la Terra.
La Potenza e la Devozione.
La Libertà e il Servizio.

Compresi allora perché da sempre essi erano i custodi spirituali della Scuola Taran Devak.

Hanuman insegna come combattere.
Phaya Krut insegna perché combattere.
Hanuman insegna la forza.
Phaya Krut insegna la saggezza.
Hanuman insegna il movimento.
Phaya Krut insegna la visione.

Mi inginocchiai profondamente.
Portando le mani in Wai dissi:
"Finché esisterà la Scuola Taran Devak, il vostro ricordo sarà custodito.

Le vostre immagini veglieranno sui miei allievi. Le vostre storie illumineranno il nostro cammino.
E il vostro spirito vivrà in ogni colpo sferrato con coraggio, in ogni gesto compiuto con compassione e in ogni battaglia affrontata con onore."

Phaya Krut e Hanuman sorrisero.
Poi svanirono nella luce.
Quando riaprii gli occhi ero nuovamente davanti all'altare in casa mia.
Le candele ardevano ancora.
L'incenso saliva lentamente verso il cielo.
Ma nel profondo del cuore sapevo che nulla sarebbe stato più come prima.
Perché avevo finalmente compreso il più grande segreto delle arti marziali.
La vera vittoria non consiste nel dominare gli altri.
Consiste nel liberare se stessi.
(Kru Yai Valerio Zadra)
N.B.
testo tailandese presente nell'immagine è il seguente:
พญาครุฑ
ผู้ทรงธรรม
ผู้ทำลายอุปสรรค
ผู้ปกป้องผู้ปฏิบัติธรรม
Traduzione:
Phaya Krut (Garuda)
Colui che custodisce il Dharma
Colui che distrugge gli ostacoli
Colui che protegge coloro che praticano il Dharma
ผู้ชนะผู้อื่น
คือผู้มีชัยชนะชั่วคราว
Traduzione:
Chi vince gli altri
ottiene una vittoria temporanea.
ผู้ชนะตนเอง
คือผู้มีชัยชนะนิรันดร์
Traduzione:
Chi vince se stesso
ottiene una vittoria eterna.
ศิลปะการต่อสู้
คือหนทางแห่งการตื่นรู้
Traduzione:
L'arte del combattimento
è il sentiero del risveglio.
หมัด คือ ความแน่วแน่
Traduzione:
Il pugno è determinazione.
ศอก คือ ความกล้าหาญ
Traduzione:
Il gomito è coraggio.
เข่า คือ ความมุ่งมั่น
Traduzione:
Il ginocchio è volontà e perseveranza.
เท้า คือ อิสรภาพ
Traduzione:
Il piede è libertà.
อย่าต่อสู้เพราะชนะ
จงต่อสู้เพื่อเข้าใจ
Traduzione:
Non combattere per vincere.
Combatti per comprendere.
อย่ายึดติดในผล
จงยึดมั่นในธรรม
Traduzione:
Non attaccarti ai risultati.
Mantieniti saldo nel Dharma.
วางอัตตา
สละความกลัว
Traduzione:
Abbandona l'ego.
Lascia andare la paura.
และเจ้าจะโบยบิน
ดุจพญาครุฑเหนือพันธนาการทั้งปวง
Traduzione:
E allora volerai
come Phaya Krut al di sopra di ogni catena e di ogni schiavitù.
Il tema centrale è che la vera arte marziale non consiste nel vincere gli altri, ma nel liberarsi dall'ego, dalla paura e dagli attaccamenti, proprio come Garuda si libera dai Naga e vola oltre ogni vincolo.

IO E HANUMAN (Dialogo immaginario):Dialogo avvenuto durante una meditazione notturna in cui mi sono magicamente ritrovat...
21/06/2026

IO E HANUMAN (Dialogo immaginario):

Dialogo avvenuto durante una meditazione notturna in cui mi sono magicamente ritrovato davanti a un altare antico, tra il rumore del vento e il crepitio delle torce.

Io:
Hanuman, Maestro delle scimmie divine, campione degli dèi e simbolo di fedeltà, dimmi: qual è il segreto più profondo del Muay Thai Boran e del Krabi Krabong?

Hanuman:
Molti credono che il segreto sia imparare a colpire. Altri credono che sia imparare a vincere. Entrambi si sbagliano.

Il vero segreto è imparare a governare se stessi.

Una spada senza controllo è pericolosa.
Un pugno senza saggezza è una disgrazia.
Un uomo che non domina la propria mente sarà sempre schiavo delle sue emozioni.

Io:
Eppure il combattimento sembra una lotta contro un avversario.

Hanuman:
L'avversario esterno è soltanto uno specchio.

Ogni volta che impugni una spada, affronti la tua paura.
Ogni volta che ricevi un colpo, affronti il tuo orgoglio.
Ogni volta che cadi, affronti il tuo attaccamento alla vittoria.

La vera battaglia non avviene nell'arena.

Avviene dentro di te.

Io:
Allora perché gli antichi maestri allenavano il corpo con tanta durezza?

Hanuman:
Perché il corpo è il tempio attraverso cui si manifesta lo spirito.

Quando il corpo è stanco, la mente rivela la sua vera natura.
Quando il dolore aumenta, emergono le illusioni che nascondi a te stesso.

L'allenamento non serve a creare forza.

Serve a rivelare quella che possiedi già.

Io:
Nei racconti sacri ti vedo compiere imprese impossibili. Da dove proveniva il tuo potere?

Hanuman:
Dal vuoto.

Io:
Dal vuoto?

Hanuman:
Sì.

L'uomo comune pensa che il potere nasca dall'ego.

Il saggio comprende che il vero potere nasce quando l'ego tace.

Quando non combatti per vanità...
Quando non cerchi approvazione...
Quando non hai bisogno di dimostrare nulla...

Allora l'energia dell'universo può fluire attraverso di te.

Diventi uno strumento.

E lo strumento non conosce paura.

Io:
È questo il significato esoterico della pratica?

Hanuman:
Solo una parte.

Ogni tecnica del Muay Boran e del Krabi Krabong è un simbolo.

La spada rappresenta il discernimento.

Taglia ciò che è falso.

L'asta rappresenta la stabilità.

Ti insegna a rimanere saldo nel cambiamento.

Lo scudo rappresenta la consapevolezza.

Non blocca il nemico.

Blocca l'ignoranza.

Io:
E la meditazione? Qual è il suo ruolo nel cammino del guerriero?

Hanuman:
La meditazione è il filo invisibile che unisce ogni cosa.

Senza meditazione il guerriero diventa soltanto un combattente.

Con la meditazione il combattente diventa un cercatore.

E il cercatore, un giorno, scopre che non c'è nulla da conquistare.

Io:
Nulla da conquistare?

Hanuman:
Quando eri giovane volevi vincere sugli altri.

Poi hai desiderato vincere sulle difficoltà.

Poi hai cercato di vincere su te stesso.

Infine comprenderai che non esiste alcun nemico.

Esiste soltanto la vita che cerca di insegnarti qualcosa.

Io:
Qual è allora la più grande vittoria?

Hanuman:
Guardare dentro il proprio cuore senza paura.

Accettare le proprie ombre senza esserne schiavo.

Camminare nella tempesta mantenendo la pace interiore.

Questa è la vittoria dei veri guerrieri.

Io:
E quale ultimo insegnamento vuoi lasciarmi?

Hanuman:
Ricorda questo.

La spada più affilata è la mente lucida.

L'armatura più resistente è la compassione.

La tecnica più potente è la presenza.

E il più grande maestro che incontrerai lungo il cammino...

sarà sempre il silenzio.

Dopo queste parole, Hanuman sorrise.

Le fiamme si spensero.

Il vento cessò.

E nel silenzio compresi che il sentiero del guerriero non conduce alla conquista del mondo.

Conduce alla conquista di se stessi.

(Kru Yai Valerio Zadra)

Siete tutti invitati  naturalmente!!!🙏☯️🙏☺️🙏
08/06/2026

Siete tutti invitati naturalmente!!!🙏☯️🙏☺️🙏

🔥 TARAN DEVAK 2026 🔥CORSO INTENSIVO ESTIVOMUAY THAI BORAN • KRABI KRABONG • RAM AWUT📍 Zovencedo – Monti Berici (Vicenza)...
20/05/2026

🔥 TARAN DEVAK 2026 🔥
CORSO INTENSIVO ESTIVO
MUAY THAI BORAN • KRABI KRABONG • RAM AWUT

📍 Zovencedo – Monti Berici (Vicenza)
📅 DAL 10 AL 16 AGOSTO 2026

Ci sono esperienze che si dimenticano dopo pochi giorni.
E poi ce ne sono altre che cambiano il modo di pensare, di combattere, di vivere.

TARAN DEVAK non è un semplice stage.
Non è fitness.
Non è turismo marziale.
Non è uno spettacolo costruito per impressionare.

È una settimana di immersione totale nella disciplina, nella fatica, nella concentrazione e nello spirito autentico delle antiche Arti Marziali Tradizionali Tailandesi.

Per sette giorni vivrete e vi allenerete come antichi guerrieri.

Tra i boschi e le colline dei Monti Berici, a 400 metri di altezza, lontani dal rumore, dalla superficialità e dalle distrazioni moderne, il corpo e la mente verranno messi alla prova in un’esperienza intensa, reale e profondamente trasformativa.

⚔️ COSA IMPARERETE • Muay Thai Boran tradizionale
• Krabi Krabong (arte delle armi da guerra thailandesi)
• Danze Meditative Marziali Ram Awut
• Tecniche antiche, ritualità, coordinazione, combattimento e strategia
• Controllo mentale, presenza e disciplina interiore

Ma soprattutto imparerete qualcosa che oggi quasi nessuno insegna più:

🔥 Resistenza mentale
🔥 Spirito di adattamento
🔥 Capacità di superare i propri limiti
🔥 Coraggio
🔥 Disciplina autentica

Ogni giornata sarà un viaggio dentro sé stessi.

⏰ PROGRAMMA GIORNALIERO Sveglia ore 6

⚔️ 7:00 – 12:00
Allenamento intensivo all’aperto

⚔️ 14:00 – 19:00
Tecniche avanzate, combattimento, studio delle armi, condizionamento fisico e mentale

🌙 Dopo cena
Lezioni facoltative di: • Meditazione marziale
• Filosofia delle arti guerriere thailandesi
• Simbolismo e spiritualità del Guerriero
• Storia del Muay Thai Boran e del Krabi Krabong

Le lezioni si terranno SEMPRE all’aperto e con qualsiasi condizione climatica.

Sole, pioggia, vento o freddo non saranno ostacoli…diventeranno parte dell’addestramento.

Perché il vero combattente non aspetta condizioni perfette.
Impara a diventare forte in ogni situazione.

🏕️ SISTEMAZIONE Il corso include: ✔️ Posto letto e pernottamento
✔️ Letto, divano letto o camper
✔️ Cucina comune disponibile
✔️ Servizi condivisi

🍲 Il cibo è escluso.
Ogni partecipante potrà prepararsi ciò che preferisce e spesso si organizzeranno pasti comuni in spirito di fratellanza.

🎒 COSA SERVE • Guantoni
• Paratibie per Muay Thai tradizionale
• Quaderno per appunti
• Abbigliamento di ricambio
• Piccolo kit personale di pronto soccorso
(bende, ghiaccio, cerotti, analgesici ecc.)

⚔️ L’attrezzatura per il Krabi Krabong verrà fornita direttamente da noi.

📹 Potrete fare fotografie e filmati senza problemi.

👑 IL CORSO SARÀ TENUTO DA:

Kru Yai Valerio Zadra

Campione Mondiale di Krabi Krabong a Bangkok nel 1994 e nel 1999 sotto l’egida della Thai Sports Association under Royal Patronage, insegna ogni anno questa disciplina nelle scuole pubbliche della Thailandia.

Oltre 23 anni di studio del Kung Fu cinese e dal 1992 una vita interamente dedicata alle Arti Marziali Tradizionali Tailandesi.

Non troverete imitazioni commerciali.
Non troverete coreografie vuote.
Non troverete “arti marziali da palestra”.

Qui troverete esperienza reale, tradizione autentica e conoscenze tramandate attraverso anni di pratica, studio, sacrificio e combattimento.

🔥 POSTI LIMITATI 🔥

Ogni anno molte persone aspettano troppo… e restano escluse.

Se senti il richiamo della disciplina, della conoscenza e dello spirito guerriero, questo è il momento di agire.

Prenotazione tramite caparra via PostePay.
Saldo direttamente all’arrivo, ma per info in dettaglio scrivete in privato.

Non sarà una settimana comoda.
Sarà molto di più.
Sarà un’esperienza che ricorderete per tutta la vita.

⚔️ TARAN DEVAK 2026 ⚔️
Non venite solo per allenarvi.
Venite per trasformarvi.

DIALOGO IMMAGINARIO TRA ZORRO ED UN MAESTRO ANZIANO DI ARTI MARZIALI TAILANDESI. La notte cadeva lenta sulla polvere dor...
06/05/2026

DIALOGO IMMAGINARIO TRA ZORRO ED UN MAESTRO ANZIANO DI ARTI MARZIALI TAILANDESI.

La notte cadeva lenta sulla polvere dorata di una piazza dimenticata. Una lanterna oscillava nel vento, tracciando cerchi di luce come fendenti nell’ombra.
Dal buio emerse una figura con mantello nero e sguardo tagliente: Zorro.
Di fronte a lui, immobile come un tempio antico, un maestro di Arti Marziali tailandese: doppie lame incrociate sulla schiena, occhi quieti ma pronti a incendiare il mondo.
Due stili.
Due filosofie.
Un solo linguaggio: la lama.

Zorro (con tono leggero ma affilato):
-Io combatto per disarmare, non per distruggere.
Un colpo preciso… e il nemico è già sconfitto prima di capire.

Maestro di Krabi Krabong:
-Salve Don Diego della Vega!

Zorro, stupito:
-come fai a sapere chi si nasconde sotto questa maschera? Nessuno conosce la mia identità.

Maestro:
-Ci siamo già incontrati, solo poche ore fa, alla locanda della Signorina Mercedes ...

Zorro:
-ma come puoi avermi riconosciuto ?

Maestro:
-mi è stato insegnato a vedere oltre le apparenze...comunque, per tornare alla tua frase, concordo:
Precisione… sì.
Ma ti ricordo che la precisione nasce dal ritmo, non dall’intenzione.
Chi pensa troppo… è già lento.

Zorro (sorridendo sotto la maschera ma ancora esterrefatto):
-E chi non pensa… cade nelle trappole.
Io vinco con l’inganno, con l’angolo inatteso, con il tempo rubato.

Maestro:
-Il tuo è un gioco di mente.
Il mio è un gioco di equilibrio.
Nel Krabi Krabong, due lame parlano insieme.
Se una inganna… l’altra conclude.

Un passo. La sabbia scricchiola. La tensione cresce.

Zorro:
-Io uso una sola spada… ma mille possibilità.
Linea, deviazione, finta… e poi il segno.
(traccia nell’aria una Z invisibile)
È così che marchio la vittoria.

Maestro:
-Tu scrivi.
Io recito.
Ogni sequenza è una danza di guerra.
Attacco, difesa, rottura del ritmo…
Il corpo intero diventa arma.

Zorro:
-Interessante…
Ma dimmi: dove colpisci davvero?

Maestro (senza esitare):
-Nel momento in cui l’altro crede di essere al sicuro.

Zorro (ride piano):
-Allora siamo più simili di quanto sembri.

Le lame restano nei foderi. Ma il duello è già iniziato.

Zorro:
-Io cerco l’apertura.
Un errore, una distrazione… e tutto finisce.

Maestro:
-Io creo l’apertura.
Non aspetto l’errore… lo faccio nascere.

Zorro:
-Provocazione?

Maestro:
-Pressione.
Cambio di ritmo.
Presenza che schiaccia.
L’altro si rompe… e si apre.

Il vento si alza, portando sabbia tra i due.

Zorro:
-Tu domini il corpo dell’avversario.
Io domino la sua attenzione.

Maestro:
-Corpo e mente sono la stessa porta.
Se entri da una… sei già dentro entrambe.

Silenzio. Poi un lieve cenno di rispetto.

Zorro:
-E la filosofia?
Perché combatti?

Maestro:
-Per non essere dominato da ciò che è dentro di me.
La paura, l’ira, l’orgoglio.
La vera lama è quella che le taglia.

Zorro:
-Io combatto per giustizia.
Per difendere chi non può farlo.
Ma so che… ogni volta che estraggo la spada… combatto anche me stesso.

Maestro:
-Allora sei già un vero guerriero.

Un passo avanti. Finalmente, le mani si avvicinano alle armi… ma non per attaccare.

Zorro:
-Se dovessimo incrociare le lame…
tu cercheresti di spezzarmi il ritmo.

Maestro:
-E tu cercheresti di rubarmi il tempo.

Zorro:
-Velocità contro fluidità.

Maestro:
-Inganno contro presenza.

Un ultimo sguardo. Non sfida. Riconoscimento.

Zorro:
-Dimmi, maestro… chi vincerebbe?

Maestro (calmo, come acqua immobile):
-Chi smette per primo di voler vincere.

La lanterna si spegne.
Nel buio resta solo una verità, incisa come un colpo perfetto:
La scherma non è l’arte di colpire…
ma l’arte di vedere prima che il colpo abbia luogo.

Kru Yai Valerio Zadra

Per approfondire la cultura marziale tailandese: CORSO INTENSIVO ESTIVO TARAN DEVAK A ZOVENCEDO (VICENZA) DAL 10 AL 16 AGOSTO. Posti limitati!

In tailandese:
ค่ำคืนค่อย ๆ แผ่ตัวลงเหนือผืนฝุ่นสีทองของลานกว้างที่ผู้คนลืมเลือน
โคมไฟดวงหนึ่งแกว่งไกวไปตามสายลม วาดวงแสงราวกับคมดาบที่ฟันผ่านเงามืด
จากความมืด ปรากฏร่างในผ้าคลุมสีดำและสายตาเฉียบคม — ซอร์โร
ตรงหน้าเขา ยืนนิ่งดุจวิหารโบราณ คือปรมาจารย์ศิลปะการต่อสู้แห่งสยาม
ดาบคู่ไขว้บนแผ่นหลัง ดวงตาสงบนิ่ง…แต่พร้อมลุกเป็นเพลิงเผาโลกทั้งใบ
สองวิถี
สองปรัชญา
แต่มีภาษาเดียวกัน — คมดาบ
ซอร์โร (ด้วยน้ำเสียงเบาแต่เฉือนลึก):
“ข้าต่อสู้เพื่อปลดอาวุธ มิใช่เพื่อทำลาย
เพียงหนึ่งจังหวะที่แม่นยำ… ศัตรูก็พ่ายแพ้ก่อนจะทันเข้าใจ”
ปรมาจารย์กระบี่กระบอง:
“สวัสดี ดอน ดิเอโก เด ลา เวกา”
ซอร์โร (ตกตะลึง):
“เจ้ารู้ได้อย่างไรว่าใครอยู่ใต้หน้ากากนี้?
ไม่มีผู้ใดล่วงรู้ตัวตนของข้า”
ปรมาจารย์:
“เราเคยพบกันแล้ว…เมื่อไม่กี่ชั่วโมงก่อน ที่โรงเตี๊ยมของคุณเมอร์เซเดส…”
ซอร์โร:
“แล้วเจ้าจำข้าได้อย่างไร?”
ปรมาจารย์:
“ข้าถูกสอนให้มองทะลุสิ่งลวงตา…
และหากย้อนกลับไปยังคำพูดของเจ้า — ข้าเห็นด้วย
ความแม่นยำ…ใช่
แต่ความแม่นยำถือกำเนิดจากจังหวะ มิใช่จากความตั้งใจ
ผู้ที่คิดมากเกินไป… ย่อมช้าไปแล้ว”
ซอร์โร (ยิ้มใต้หน้ากาก แม้ยังประหลาดใจ):
“และผู้ที่ไม่คิด… ก็ย่อมตกหลุมพราง
ข้าชนะด้วยกลอุบาย ด้วยมุมที่คาดไม่ถึง ด้วยเวลาที่ถูกช่วงชิง”
ปรมาจารย์:
“ของเจ้าคือเกมแห่งจิตใจ
ของข้าคือเกมแห่งสมดุล
ในกระบี่กระบอง ดาบสองเล่มพูดพร้อมกัน
หากเล่มหนึ่งลวง… อีกเล่มย่อมปิดฉาก”
หนึ่งก้าว
เม็ดทรายลั่นกรอบเบา ๆ
ความตึงเครียดค่อย ๆ เพิ่มขึ้น
ซอร์โร:
“ข้าใช้ดาบเพียงเล่มเดียว…แต่มีความเป็นไปได้พันรูปแบบ
เส้นตรง การเบี่ยง การลวง… แล้วจึงทิ้งร่องรอย”
(เขาวาดตัว Z ที่มองไม่เห็นกลางอากาศ)
“นั่นคือวิธีที่ข้าสลักชัยชนะ”
ปรมาจารย์:
“เจ้ากำลังเขียน
แต่ข้ากำลังร่ายรำ
ทุกกระบวนท่า คือระบำแห่งสงคราม
โจมตี ป้องกัน ทำลายจังหวะ…
ทั้งร่างกายกลายเป็นอาวุธ”
ซอร์โร:
“น่าสนใจ…
แต่บอกข้าที เจ้าฟันไปที่ใดกันแน่?”
ปรมาจารย์ (ตอบทันที):
“ในวินาทีที่อีกฝ่ายเชื่อว่าตนปลอดภัย”
ซอร์โร (หัวเราะแผ่วเบา):
“เช่นนั้น… เราคล้ายกันมากกว่าที่เห็น”
ดาบยังคงอยู่ในฝัก
แต่การประลองได้เริ่มต้นไปแล้ว
ซอร์โร:
“ข้ามองหาช่องเปิด
ความผิดพลาดเพียงครั้งเดียว ความเผลอเพียงเสี้ยววินาที… ทุกอย่างก็จบ”
ปรมาจารย์:
“ข้าสร้างช่องเปิด
ข้าไม่รอความผิดพลาด… ข้าทำให้มันถือกำเนิด”
ซอร์โร:
“การยั่วยุ?”
ปรมาจารย์:
“แรงกดดัน
การเปลี่ยนจังหวะ
การมีอยู่ที่บดขยี้อีกฝ่าย
เมื่อจิตแตก… ช่องว่างก็เปิดออก”
สายลมพัดแรงขึ้น พาเม็ดทรายปลิวผ่านกลางระหว่างทั้งสอง
ซอร์โร:
“เจ้าควบคุมร่างกายของคู่ต่อสู้
ส่วนข้าควบคุมความสนใจของเขา”
ปรมาจารย์:
“กายและใจคือประตูเดียวกัน
หากเจ้าเข้าสู่ด้านหนึ่ง… อีกด้านก็ถูกเปิดแล้ว”
ความเงียบเข้าปกคลุม
ก่อนจะมีการคำนับเล็กน้อยแห่งความเคารพ
ซอร์โร:
“แล้วปรัชญาเล่า?
เหตุใดเจ้าจึงต่อสู้?”
ปรมาจารย์:
“เพื่อไม่ให้สิ่งที่อยู่ภายในครอบงำข้า
ความกลัว ความโกรธ ความหยิ่งทะนง
คมดาบที่แท้จริง… คือดาบที่ตัดสิ่งเหล่านั้นได้”
ซอร์โร:
“ข้าต่อสู้เพื่อความยุติธรรม
เพื่อปกป้องผู้ที่ไม่อาจปกป้องตนเอง
แต่ข้าก็รู้ว่า…
ทุกครั้งที่ข้าชักดาบออกมา
ข้าก็กำลังต่อสู้กับตัวเองเช่นกัน”
ปรมาจารย์:
“เช่นนั้น เจ้าย่อมเป็นนักรบที่แท้จริงแล้ว”
ทั้งสองก้าวเข้าหากัน
มือแตะอาวุธ… แต่ไม่ใช่เพื่อโจมตี
ซอร์โร:
“หากเราต้องไขว้ดาบกันจริง ๆ…
เจ้าคงพยายามทำลายจังหวะของข้า”
ปรมาจารย์:
“และเจ้าคงพยายามขโมยเวลาของข้า”
ซอร์โร:
“ความเร็ว ปะทะ ความลื่นไหล”
ปรมาจารย์:
“กลลวง ปะทะ การมีอยู่”
สายตาสุดท้ายถูกแลกเปลี่ยน
ไม่ใช่ความท้าทาย… แต่คือการยอมรับ
ซอร์โร:
“บอกข้าที ท่านอาจารย์… ใครจะเป็นผู้ชนะ?”
ปรมาจารย์ (สงบนิ่งดุจผืนน้ำไร้คลื่น):
“ผู้ที่เลิกอยากเอาชนะก่อน”
โคมไฟดับลง
ในความมืด เหลือเพียงสัจธรรมหนึ่ง
สลักไว้ดุจคมดาบที่สมบูรณ์แบบ:
“วิชาดาบ มิใช่ศิลปะแห่งการฟัน
แต่คือศิลปะแห่งการมองเห็น… ก่อนที่คมดาบจะถือกำเนิด”

DISCORSO IMMAGINARIO TRA LO SCIENZIATO HEISENBERG ED UN MAESTRO ANZIANO DI ARTI MARZIALI TAILANDESI. (Sotto la traduzion...
05/05/2026

DISCORSO IMMAGINARIO TRA LO SCIENZIATO HEISENBERG ED UN MAESTRO ANZIANO DI ARTI MARZIALI TAILANDESI.
(Sotto la traduzione in lingua tailandese.)

In una radura sospesa tra silenzio e respiro, dove la luce filtra come una rivelazione, Werner Heisenberg osserva con occhi attenti un anziano maestro di Arti Marziali Tailandesi.
Due mondi. Una sola domanda.

Heisenberg:
«Nel mio lavoro ho scoperto che non possiamo conoscere con precisione assoluta posizione e movimento.
Più osservi, più alteri.
La realtà… sfugge.»

Maestro:
«Allora hai visto ciò che molti temono:
che il controllo è un’illusione.»

Heisenberg (accennando un sorriso):
«Lo chiamiamo principio di indeterminazione.
La materia non è solida… è possibilità.»

Maestro:
«Nel combattimento è lo stesso.
Se cerchi di fissare l’avversario, sei già lento.
Devi diventare possibilità.»

Heisenberg:
«Possibilità… sì.
Una particella è ovunque, finché non la osservi.
Poi… collassa.»

Maestro:
«Come la mente.
Finché è aperta, è infinita.
Quando si aggrappa… si restringe.»

Il vento muove le foglie.
Un suono appena percettibile.
Entrambi ascoltano.

Heisenberg:
«Nella fisica quantistica, l’osservatore non è separato dal fenomeno.
Partecipiamo a ciò che vediamo.»

Maestro:
«Nel buddhismo, non esiste un sé separato.
Chi colpisce e chi viene colpito…
sono lo stesso movimento.»

Heisenberg (più intenso):
«Allora la dualità è un errore percettivo?»

Maestro:
«È una comodità della mente.
Utile… ma non reale.»

Il maestro prende una spada di legno.
La solleva lentamente.
Non c’è tensione.

Maestro:
«Guarda.»

Si muove.
Un gesto fluido, inevitabile.
Non rapido… ma impossibile da prevedere.

Heisenberg (sorpreso):
«Non ho potuto anticiparlo…
era già accaduto prima che potessi pensarlo.»

Maestro:
«Perché tu osservavi.
Io ero.»

Silenzio.

Heisenberg:
«Nel nostro mondo, diciamo che la realtà emerge dall’atto di osservazione.
Ma tu mi stai mostrando qualcosa di diverso…
una realtà senza osservatore.»

Maestro:
«Non senza osservatore.
Senza divisione.»

Heisenberg:
«Come il vuoto quantistico…
che non è vuoto, ma pieno di energia, di potenziale.»

Maestro:
«Il vuoto di cui parlano i saggi
non è assenza —
è pienezza senza forma.»

Il respiro di entrambi si sincronizza, senza volerlo.

Heisenberg (quasi sussurrando):
«Allora la verità non è qualcosa da misurare…
ma da vivere.»

Maestro:
«E quando la vivi,
non c’è più chi misura.»

Heisenberg:
«Ho passato la vita a cercare leggi…
formule… certezze.»

Maestro:
«E cosa hai trovato?»

Heisenberg (dopo una pausa):
«Che alla base di tutto…
c’è mistero.»

Il maestro sorride.

Maestro:
«Allora sei vicino.
Perché il mistero non va risolto…
va incarnato.»

Un ultimo scambio di sguardi.
Non più scienziato e guerriero.
Solo presenza.

Heisenberg:
«Forse la realtà non è fatta di cose…
ma di relazioni.»

Maestro:
«E quando smetti di separarle…
diventi ciò che osservi.»

E nella radura,
tra equazioni non scritte e colpi mai dati,
la scienza e la via
cessano di essere due strade.
Diventano un unico respiro.

RICORDO PER CHI VUOLE APPROFONDIRE, IL CORSO INTENSIVO ESTIVO DI KRABI KRABONG TARAN DEVAK DAL 10 AL 16 AGOSTO 2026 a Zovencedo (Vicenza), Posti limitati!!!
ในลานโล่งที่ลอยอยู่ระหว่างความเงียบและลมหายใจ
ที่ซึ่งแสงส่องผ่านราวกับการเปิดเผยความจริง
แวร์เนอร์ ไฮเซนเบิร์ก มองด้วยสายตาอันเฉียบคมไปยังปรมาจารย์ชราผู้หนึ่งแห่งมวยไทยและกระบี่กระบอง
สองโลก
หนึ่งคำถามเดียว
ไฮเซนเบิร์ก:
“ในงานของข้า ข้าค้นพบว่าเราไม่สามารถรู้ตำแหน่งและการเคลื่อนไหวได้อย่างแม่นยำพร้อมกัน
ยิ่งสังเกต… ยิ่งเปลี่ยนแปลงมัน
ความจริง… หลุดลอยไป”
ปรมาจารย์:
“เช่นนั้น เจ้าได้เห็นสิ่งที่หลายคนหวาดกลัว
ว่าการควบคุมเป็นเพียงภาพลวงตา”
ไฮเซนเบิร์ก (ยิ้มบาง):
“เราเรียกมันว่าหลักความไม่แน่นอน
สสารไม่ใช่สิ่งแข็ง… แต่คือความเป็นไปได้”
ปรมาจารย์:
“ในการต่อสู้ก็เช่นกัน
หากเจ้าพยายามตรึงคู่ต่อสู้ เจ้าได้ช้าไปแล้ว
เจ้าต้องกลายเป็นความเป็นไปได้”
ไฮเซนเบิร์ก:
“ความเป็นไปได้… ใช่
อนุภาคอยู่ทุกหนแห่ง จนกว่าจะถูกสังเกต
แล้ว… มันก็ยุบตัวลง”
ปรมาจารย์:
“เหมือนจิตใจ
ตราบใดที่มันเปิดกว้าง มันไร้ขอบเขต
เมื่อมันยึดติด… มันก็แคบลง”
สายลมพัดใบไม้ไหว
เสียงแผ่วเบาแทบไม่ได้ยิน
ทั้งสองรับฟัง
ไฮเซนเบิร์ก:
“ในฟิสิกส์ควอนตัม ผู้สังเกตไม่ได้แยกจากปรากฏการณ์
เรามีส่วนร่วมในสิ่งที่เราเห็น”
ปรมาจารย์:
“ในพุทธศาสนา ไม่มีตัวตนที่แยกจากกัน
ผู้ที่โจมตีและผู้ที่ถูกโจมตี…
คือการเคลื่อนไหวเดียวกัน”
ไฮเซนเบิร์ก (เข้มข้นขึ้น):
“เช่นนั้น ความเป็นคู่เป็นเพียงความผิดพลาดของการรับรู้หรือ?”
ปรมาจารย์:
“มันเป็นเพียงความสะดวกของจิตใจ
มีประโยชน์… แต่ไม่ใช่ความจริง”
ปรมาจารย์หยิบดาบไม้ขึ้น
ยกขึ้นอย่างช้าๆ
ไร้ความตึงเครียด
ปรมาจารย์:
“ดู”
เขาเคลื่อนไหว
ท่าทางลื่นไหล หลีกเลี่ยงไม่ได้
ไม่เร็ว… แต่ไม่อาจคาดเดา
ไฮเซนเบิร์ก (ประหลาดใจ):
“ข้าไม่อาจคาดการณ์ได้…
มันเกิดขึ้นก่อนที่ข้าจะคิดทัน”
ปรมาจารย์:
“เพราะเจ้ากำลังสังเกต
ส่วนข้า… เป็นอยู่”
ความเงียบ
ไฮเซนเบิร์ก:
“ในโลกของเรา เรากล่าวว่าความจริงเกิดขึ้นจากการสังเกต
แต่ท่านกำลังแสดงสิ่งที่ต่างออกไป…
ความจริงที่ไม่มีผู้สังเกต”
ปรมาจารย์:
“ไม่ใช่ไร้ผู้สังเกต
แต่ไร้การแบ่งแยก”
ไฮเซนเบิร์ก:
“เหมือนสุญญากาศควอนตัม…
ที่ไม่ว่างเปล่า แต่เต็มไปด้วยพลังและศักยภาพ”
ปรมาจารย์:
“ความว่างที่บัณฑิตกล่าวถึง
ไม่ใช่ความไม่มี —
แต่คือความเต็มที่ไร้รูป”
ลมหายใจของทั้งสองประสานกัน โดยไม่ตั้งใจ
ไฮเซนเบิร์ก (กระซิบเบา):
“เช่นนั้น ความจริงไม่ใช่สิ่งที่จะวัด…
แต่เป็นสิ่งที่จะมีชีวิตอยู่กับมัน”
ปรมาจารย์:
“และเมื่อเจ้าใช้ชีวิตกับมัน
ก็จะไม่มีผู้ใดเหลืออยู่ที่จะวัด”
ไฮเซนเบิร์ก:
“ข้าใช้ทั้งชีวิตค้นหากฎ…
สูตร… ความแน่นอน”
ปรมาจารย์:
“แล้วเจ้าพบอะไร?”
ไฮเซนเบิร์ก (หลังจากเงียบไปครู่หนึ่ง):
“ที่แก่นแท้ของทุกสิ่ง…
คือความลึกลับ”
ปรมาจารย์ยิ้ม
ปรมาจารย์:
“เช่นนั้น เจ้าเข้าใกล้แล้ว
เพราะความลึกลับไม่ใช่สิ่งที่ต้องแก้ไข…
แต่ต้องกลายเป็นมัน”
สายตาสุดท้ายที่แลกเปลี่ยน
ไม่ใช่นักวิทยาศาสตร์และนักรบอีกต่อไป
มีเพียงการดำรงอยู่
ไฮเซนเบิร์ก:
“บางที ความจริงไม่ได้สร้างจากสิ่งต่างๆ…
แต่จากความสัมพันธ์”
ปรมาจารย์:
“และเมื่อเจ้าหยุดแยกมันออกจากกัน…
เจ้าก็กลายเป็นสิ่งที่เจ้าสังเกต”
และในลานโล่งนั้น
ท่ามกลางสมการที่ไม่เคยถูกเขียน และท่วงท่าที่ไม่เคยถูกใช้
วิทยาศาสตร์และวิถี
หยุดเป็นสองเส้นทาง
กลายเป็นลมหายใจเดียว

Dialogo immaginario tra Dante ed un maestro di Arti Marziali Tailandesi:Segue sotto versione anche in lingua Thai.Sul li...
01/05/2026

Dialogo immaginario tra Dante ed un maestro di Arti Marziali Tailandesi:
Segue sotto versione anche in lingua Thai.

Sul limitare di una radura, dove l’aria profuma di terra umida e resina, Dante Alighieri si ritrova di fronte a un uomo scalzo, il corpo segnato dall’allenamento, lo sguardo quieto come acqua ferma. È un maestro di Muay Thai e di Krabi Krabong.

Dante:
«O straniero, il tuo silenzio pesa più di molte parole. Dimmi: qual è la via dell’uomo tra dolore e redenzione?»

Maestro:
«La via non è una linea. È un respiro. Se lo perdi, perdi te stesso.»

Dante:
«Io ho attraversato inferni e visioni. Ho visto l’uomo smarrirsi nei suoi desideri. Come si doma il fuoco interiore?»

Maestro:
«Non si doma. Si ascolta.
Nel Muay Thai impari a non fuggire dal colpo, ma a sentirlo arrivare.
Il dolore non è nemico: è un messaggero.»

Dante:
«Nel mio cammino, l’anima sale purificandosi. Qui, invece, il corpo sembra essere la via.»

Maestro:
«Non c’è separazione.
Il corpo è la porta che l’uomo moderno ignora.
Ogni gesto, ogni impatto, ogni respiro… è conoscenza.»

Dante:
«E l’arma?»

Maestro:
«Nel Krabi Krabong, la lama non serve a ferire.
Serve a ricordarti che ogni movimento deve essere essenziale.
Se esiti, sei già diviso.»

Dante:
«Divisione… sì. È il peccato dell’uomo: essere lontano da sé.»

Maestro:
«Esatto.
Quando mente, corpo e respiro non sono uno, l’uomo cade — anche senza inferno.»

Dante (abbassando lo sguardo):
«E come si ritorna? Qual è il tuo Paradiso?»

Maestro:
«Quando colpisci senza rabbia,
quando respiri senza sforzo,
quando sei presente senza paura —
sei già lì.»

Dante:
«Allora non è un luogo… ma uno stato.»

Maestro:
«Non uno stato.
Un istante.»

Dante (sorridendo appena):
«Forse, maestro, le nostre vie non sono così lontane.
Io scrissi di un viaggio tra mondi.
Tu insegni a non uscire mai da questo.»

Maestro:
«E tu hai insegnato a vedere.
Io insegno a sentire.
Chi unisce le due cose…
non combatte più.»

E nella quiete della radura,
tra il poeta e il guerriero,
non restava più differenza ma
solo presenza.

Kru Yai Valerio Zadra

ณ ชายขอบของลานโล่งกลางป่า ที่ซึ่งอากาศอบอวลด้วยกลิ่นดินชื้นและยางไม้
ดันเต อาลีกีเอรี พบว่าตนยืนอยู่ต่อหน้าชายผู้หนึ่งเท้าเปล่า
ร่างกายเต็มไปด้วยร่องรอยแห่งการฝึกฝน
สายตาสงบนิ่งดุจผิวน้ำที่ไร้คลื่น
เขาคือครูแห่งมวยไทยและกระบี่กระบอง
ดันเต้:
“โอ้ ท่านผู้แปลกหน้า ความเงียบของท่านหนักแน่นยิ่งกว่าถ้อยคำมากมาย
จงบอกข้าเถิด หนทางของมนุษย์ระหว่างความเจ็บปวดและการไถ่บาปคือสิ่งใด?”
ครู:
“หนทางมิใช่เส้นตรง
มันคือลมหายใจ
หากเจ้าสูญเสียมัน เจ้าก็สูญเสียตนเอง”
ดันเต้:
“ข้าได้ผ่านนรกและนิมิตมาแล้ว
เห็นมนุษย์หลงทางในความปรารถนา
จะควบคุมไฟภายในได้อย่างไร?”
ครู:
“ไม่ต้องควบคุม จงฟังมัน
ในมวยไทย เจ้าจะเรียนรู้ว่า
ไม่ใช่การหนีหมัด
แต่คือการรับรู้มันก่อนจะมาถึง
ความเจ็บปวดไม่ใช่ศัตรู
มันคือผู้ส่งสาร”
ดันเต้:
“ในการเดินทางของข้า
วิญญาณต้องชำระตนเพื่อไต่สูงขึ้น
แต่ที่นี่ ร่างกายกลับเป็นหนทาง”
ครู:
“ไม่มีการแยกจากกัน
ร่างกายคือประตูที่มนุษย์ยุคใหม่หลงลืม
ทุกการเคลื่อนไหว ทุกแรงปะทะ ทุกลมหายใจ…
ล้วนคือความรู้”
ดันเต้:
“แล้วอาวุธเล่า?”
ครู:
“ในกระบี่กระบอง
คมดาบมิได้มีไว้เพื่อทำร้าย
แต่มันเตือนว่า
ทุกการเคลื่อนไหวต้องจำเป็นและแท้จริง
หากเจ้าลังเล เจ้าก็แตกแยกแล้ว”
ดันเต้:
“ความแตกแยก… ใช่
นั่นคือบาปของมนุษย์
การห่างไกลจากตัวเอง”
ครู:
“ถูกต้อง
เมื่อจิต ร่างกาย และลมหายใจไม่เป็นหนึ่งเดียว
มนุษย์ก็ล้มลง — แม้ไร้นรก”
ดันเต้ (ก้มศีรษะเล็กน้อย):
“แล้วจะกลับคืนได้อย่างไร?
สวรรค์ของท่านคือสิ่งใด?”
ครู:
“เมื่อเจ้าชกโดยไร้ความโกรธ
เมื่อเจ้าหายใจโดยไร้ความฝืน
เมื่อเจ้าอยู่กับปัจจุบันโดยไร้ความกลัว —
เจ้าก็อยู่ ณ ที่นั้นแล้ว”
ดันเต้:
“เช่นนั้น มันมิใช่สถานที่…
แต่เป็นสภาวะ”
ครู:
“ไม่ใช่สภาวะ
แต่คือชั่วขณะ”
ดันเต้ (ยิ้มบางๆ):
“บางที ท่านอาจารย์
หนทางของเราคงมิได้ห่างไกลกัน
ข้าเขียนถึงการเดินทางผ่านโลกต่างๆ
ส่วนท่านสอนให้ไม่ต้องออกจากโลกนี้เลย”
ครู:
“และท่านสอนให้มองเห็น
ข้าสอนให้รู้สึก
ผู้ที่รวมสองสิ่งนี้เป็นหนึ่ง…
ย่อมไม่ต้องต่อสู้อีกต่อไป”
และในความเงียบของลานป่า
ระหว่างกวีและนักรบ
ไม่หลงเหลือความแตกต่างใดอีก
คงอยู่เพียง “การดำรงอยู่” เท่านั้น
Kru Yai Valerio Zadra

Indirizzo

Vicenza
36020

Telefono

+393457302307

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando TARAN DEVAK - Valerio Zadra pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta La Scuola/università

Invia un messaggio a TARAN DEVAK - Valerio Zadra:

Scelte rapide

Condividi