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La salvezza non è adeguare la nostra vita ai precetti della legge, ovvero trascorrere una vita senza peccato, al riparo ...
15/10/2025

La salvezza non è adeguare la nostra vita ai precetti della legge, ovvero trascorrere una vita senza peccato, al riparo dalle tentazioni e dalle pulsioni. Se pensiamo davvero questo nessuno si salva. L’essere umano non è fatto per la legge. Più cerchiamo di adeguare la nostra vita alla legge più siamo nella colpa.
La salvezza è nel desiderio, non nel suo contrasto. Recalcati regala sempre emozioni ✨

Ognuno ha le proprie zone d’ombra 🌒
07/09/2025

Ognuno ha le proprie zone d’ombra 🌒

Come in una realtà sospesa, una pausa dalla vita, dove la sofferenza incistata è rimasta silente dilaga in ogni sua form...
19/06/2025

Come in una realtà sospesa, una pausa dalla vita, dove la sofferenza incistata è rimasta silente dilaga in ogni sua forma cercando un contenitore abbastanza forte da contenerla. La fragilità prende spazio, come una macchia d’olio che si espande lasciando un senso di sollievo e di disperazione, di chi vorrebbe fermarne il flusso per timore che sia troppo violento per arginarlo. Storie di vita contenute in queste pareti, dolori, angosce..diversità, ma allo stesso tempo un filo rosso collega ogni vita: la speranza di tornare a vivere con dignità. Ti porto nel cuore Villa Margherita, ci vediamo l’anno prossimo 💜

Formazione e nuovi inizi ✨ come ha detto il mio terapeuta di gruppo “I desideri sono come le stelle, servono per stabili...
31/03/2025

Formazione e nuovi inizi ✨ come ha detto il mio terapeuta di gruppo “I desideri sono come le stelle, servono per stabilire la rotta, non per raggiungere la meta”

Dopo aver sentito diversi pareri discordanti non potevo non avere il mio in merito al nuovo film di Sorrentino, Partenop...
16/11/2024

Dopo aver sentito diversi pareri discordanti non potevo non avere il mio in merito al nuovo film di Sorrentino, Partenope.
Partivo un po’ con l’idea che sarei rimasta delusa o comunque che lo avrei apprezzato solo dopo una seconda visione, o una volta sedimentato, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa. Sono uscita dalla sala con una sensazione di commozione e di malinconia. Penso a Partenope, protagonista del film, portatrice di una bellezza ammaliante, inafferrabile, evocatrice di desideri, come una sirena che incanta, ma fugge. È colei che rimane incastrata nel suo di desiderio, che diventa ricerca, fuoco, fonte di vita, ma allo stesso tempo condanna. Fotografia di un’esistenza in punta di piedi tra la foga del desiderio e la paura di realizzarlo, di lasciarsi andare, con la sensazione che quest’eterna bellezza e giovinezza siano senza tempo. È quando il tempo incombe prepotente che la malinconia, il rimpianto fanno breccia, come un’onda che sovrasta e porta via, proprio quell’onda che ha fatto nascere.

Ascese e disceseVengo da un weekend in montagna organizzato dalla mia scuola di psicoterapia. Un seminario che ha avuto ...
06/07/2024

Ascese e discese
Vengo da un weekend in montagna organizzato dalla mia scuola di psicoterapia. Un seminario che ha avuto come focus la narrazione di casi clinici.
Lo stesso titolo e lo stesso trekking, fatto per arrivare in rifugio (8km in salita), mi fanno pensare al percorso con il paziente: un percorso difficile, in salita, che non sai effettivamente quanta strada ti porterà a fare (ammetto di non aver visto il percorso di trekking prima di farlo). A volte la fatica sarà troppa, altre sembrerà che la salita più ripida sia finalmente finita. Altre volte l’acqua non basterà e ci sarà bisogno di fermarsi, ma il rifugio nel caso della stanza delle parole è sempre di fronte. Una persona che non ha poteri magici, ma ha il potere della relazione. Una mente che “aiuti pensare certi pensieri, che hanno bisogno di un’altra mente per essere pensati, che accolga e trasformi”. Quello che mi è rimasto nel cuore è proprio il fatto che non c’è tecnica che tenga se non c’è la relazione, dove “se con l’ecografo delle parole si riesce a trovare il cuore”, la salita è già a metà.

10h di terapia di gruppo non possono che portarmi alla necessità di un foglio bianco da riempire, così come oggi il nost...
27/01/2024

10h di terapia di gruppo non possono che portarmi alla necessità di un foglio bianco da riempire, così come oggi il nostro cerchio di sedie è stato contenitore di tutti i vissuti e i macigni che ognuno porta con sé. Mi rimane il concetto dei legami, delle relazioni, che sono nutrimento, ma a volte anche “condanna”. Intrisi di aspettative, di bisogni, di paure, di ruoli da rispettare. Il bisogno di cambiamento, ma allo stesso tempo di ritorno al passato per la paura di una frattura irreversibile. Mi è rimasta impressa l’idea del cambio pelle, come i serpenti, che ad un certo punto devono indossare una nuova pelle. Quello che succede un po’ nella stanza delle parole dove si cerca di ritrovarsi, ma in realtà ci si trova e ci si conosce forse per la prima volta, dentro una pelle che prima non si pensava propria.

Mi è stato chiesto: come descriveresti questo weekend di scuola? Difficile riassumere in una parola tutto ciò che genera...
03/12/2023

Mi è stato chiesto: come descriveresti questo weekend di scuola?

Difficile riassumere in una parola tutto ciò che genera questo percorso, sopratutto dopo due incontri consecutivi di terapia di gruppo. A volte le parole escono come un fiume e sento la necessità di imprimerle e condividerle, altre volte sento la necessità di lasciar sedimentare, come la sabbia che viene scossa dalle onde del mare creando un’acqua torbida, che non permette una visione chiara del fondale. Ho definito questo weekend, ma includerei anche lo scorso, come “rivelatore”. Mi sorge quindi la domanda: “che cos’è la terapia? Che significato ha?”. Mi viene in mente l’immagine di un palcoscenico, con tanto di sipario e il così detto dietro le quinte. Credo che la terapia permetta di aprire il sipario dell’anima, delle nostre emozioni, dei nostri vissuti più profondi, andando al di là della messa in scena, arrivando fin dietro le quinte. Spesso il dietro le quinte appare buio, quasi dispersivo, penso ai saggi di danza dove ci si destreggiava veloci prima di entrare in scena, sotto i riflettori, senza capire un granché di quello che succedeva. Ecco credo che un percorso terapeutico sia un po’ come un saggio di danza, cambia la musica, cambiano i passi, cambiano le coreografie, così come le fasi della vita. C’è sempre la stessa persona sul palco, ma che assume vesti diverse.

Al termine di ogni weekend di scuola di psicoterapia sento la necessità di mettere nero su bianco le mie sensazioni, un ...
05/11/2023

Al termine di ogni weekend di scuola di psicoterapia sento la necessità di mettere nero su bianco le mie sensazioni, un po’ come una sorta di resoconto di quanto mi è rimasto e di come mi sono sentita. Attualmente mi sento come al termine della centrifuga della lavatrice, quando i vestiti sono ancora in una matassa da sbrogliare. È stata una lezione di psico traumatologia dove è stata affrontata l’ampia tematica dei traumi. Mi fermo a pensare e credo che ognuno, chi più chi meno abbia i propri traumi, consapevoli o inconsapevoli, ma anche in questo caso ne troviamo i segni. Ci sono traumi invisibili alla memoria, ma visibili al corpo che come un radar ci segnala che qualcosa è rimasto bloccato e come un faro ci indica una strada. Le strade dei traumi sono strade faticose, tortuose, spesso buie, fatte di convinzioni, di paure, di sensi di colpa, di vergogna, di rabbia e di tristezza. Sono ferite spesso profonde, a volte apparentemente superficiali, ma che hanno radici in un substrato più antico. È difficile e doloroso guardare all’interno di queste ferite, ma a volte il mettere una toppa o dei punti di sutura senza aver disinfettato la ferita la fa bruciare ancora di più. Mi porto a casa tanto da questa lezione, il tema della sofferenza, il tema dei legami, il tema della resilienza, ma anche dell’inno alla vita. Mi porto a casa anche l’umanità, non solo dei pazienti, ma anche di noi psicologi/psicoterapeuti: esseri umani che semplicemente hanno fatto un pezzo di strada in più, e che accompagnano per mano i proprio pazienti, per far sì che la traversata della vita sia un po’ più luminosa ✨

Ufficialmente nelle mie mani 🥇Operatrice di training autogeno di base .i.s.s.p.a.t
01/10/2023

Ufficialmente nelle mie mani 🥇Operatrice di training autogeno di base .i.s.s.p.a.t

Sono al termine di un weekend di scuola di psicoterapia che come sempre mi lascia in un tempo sospeso di riflessione. Mi...
24/09/2023

Sono al termine di un weekend di scuola di psicoterapia che come sempre mi lascia in un tempo sospeso di riflessione. Mi è rimasta impressa la considerazione sul fatto che il tempo ha perso il sapore e siamo in un momento dove tutto è attimo. Il vissuto del tempo non ha durata, non c’è il tempo della crescita e dell’attesa. La sfiducia nasce proprio dal fatto che il tempo corre troppo per poter crescere e siamo in una continua rincorsa. Penso allora alla stanza delle parole, un pit stop dalla maratona della vita, dove spesso c’è la fretta di tornare a vivere, tornare a essere felici, tornare ad avere un senso.
Affinché possano nascere giardini fioriti nell’anima dei pazienti, il concime migliore è il potere della relazione e dell’attesa, della cocostruzione di un terreno che affronterà diverse stagioni per arrivare alla fioritura 🌷

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