04/03/2025
Comunicato della RETE NAZIONALE SCUOLA IN PRESENZA inviato tramite PEC alle seguenti cariche dello stato
Presidente del Consiglio
Ministro dell’Istruzione
Ministro della Difesa
Presidente Conferenza Stato-Regioni
Garante per l’infanzia e l’adolescenza
e per conoscenza
Presidente della Repubblica Italiana
Commissione Europea DG Istruzione, Cultura e Gioventù
COMUNICATO: La Scuola come Spazio di Pace: Rifiutare la Guerra come Strumento di Risoluzione dei Conflitti
La scuola è il cuore pulsante della società, un luogo in cui si formano le coscienze, si coltivano i valori e si costruisce il futuro. È inaccettabile che questo spazio venga trasformato in terreno fertile per la diffusione di ideologie militariste e per l'addestramento dei giovani alla guerra. La guerra è morte, distruzione, sofferenza indicibile, e non può mai essere presentata come una soluzione ai conflitti. Ogni guerra è una sconfitta per l'umanità.
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Fatti Recenti: Un Clima Preoccupante
1. Episodi nelle scuole e simboli militaristi
Un caso emblematico è quello denunciato recentemente in Toscana, dove studenti di una scuola sono stati coinvolti in un’esercitazione con manganelli, giustificata come un'attività educativa con uno strumento di gommapiuma. Questo episodio non può essere derubricato a semplice polemica: cosa si intende insegnare attraverso la simulazione di tecniche repressive?
2. Collaborazioni con aziende belliche: il caso Leonardo
Leonardo, colosso italiano della produzione di armamenti, ha stretto collaborazioni con le scuole attraverso progetti come il primo liceo digitale d'Italia. Dietro la maschera della formazione tecnologica si nasconde un legame diretto con un'industria che produce strumenti di guerra.
Non solo: Leonardo ha recentemente firmato un accordo con Rheinmetall per la produzione di carri armati Panther e Lynx, rafforzando ulteriormente il suo ruolo nell'industria bellica internazionale.
3. Dichiarazioni istituzionali e l'educazione alla guerra
Il generale Masiello ha recentemente affermato che "l’esercito è fatto per prepararsi alla guerra", parole che risuonano come un monito inquietante. Se questa è la prospettiva delle istituzioni militari, quale messaggio viene trasmesso ai giovani attraverso progetti educativi legati a queste strutture?
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Il Ruolo della Scuola: Educare alla Pace e al Dialogo
La scuola ha il compito di insegnare ai giovani l'arte del confronto, del dialogo e della comprensione reciproca. Deve essere un ambiente in cui si promuove la cultura della pace, della diplomazia e del rispetto delle differenze. Ogni tentativo di introdurre attività dal sapore militarista rischia di minare questi obiettivi fondamentali.
Le attività nelle caserme, l'esposizione degli studenti ad armamenti e simboli bellici, l'enfasi sui "valori etici" delle Forze Armate rischiano di normalizzare un contesto che nulla ha a che fare con l'educazione civile e democratica. L'obiettivo della scuola deve essere educare cittadini consapevoli, non futuri soldati.
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La Scuola e l'Industria Bellica: Una Frattura Inaccettabile
Progetti come quelli avviati da Leonardo con le scuole sollevano una questione fondamentale: l'istruzione può mai essere neutrale se intrecciata con gli interessi di un'industria che produce armi?
L’educazione non deve mai essere subordinata a logiche di profitto bellico. Non si può permettere che scuole e studenti diventino un bacino di reclutamento o un veicolo di consenso per attività militari.
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Una Richiesta Chiara: Fuori la Guerra dalla Scuola
Chiediamo con forza che:
• Ogni iniziativa che coinvolga direttamente o indirettamente le Forze Armate nelle scuole venga interrotta immediatamente.
• Progetti educativi in collaborazione con aziende belliche vengano annullati e riesaminati alla luce dei principi costituzionali.
• La scuola torni a essere un luogo di pace, dialogo e costruzione di una società giusta e solidale.
La Costituzione Italiana, all'articolo 11, afferma chiaramente che "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali." Questa non è una frase vuota, ma un principio fondamentale che deve guidare ogni scelta educativa.
La guerra non può essere insegnata, normalizzata o glorificata. La guerra deve essere evitata, condannata e superata attraverso la cultura della pace.
Ogni studente ha diritto a un'educazione che lo formi come cittadino consapevole, critico e capace di contribuire a un mondo migliore, non come futuro soldato di conflitti che arricchiscono pochi e distruggono le vite di molti.
Fuori la guerra dalle scuole. Dentro la pace, il dialogo e la giustizia sociale.
Roma, 27 gennaio 2025
Firmato
Rete Nazionale Scuola in Presenza.