02/02/2024
Sono orgoglioso di annunciare che Giovanni Volpe, General Counsel e mio braccio destro a Still I Rise, nonché mio migliore amico dai tempi del liceo, dopo essersi recato sul campo per fare l’impossibile e aver aperto Scuole tra Kenya, Congo, Colombia e Yemen, è stato promosso alla direzione di tutte le nostre Scuole nel mondo!
In molti pensano che sia io - fisicamente - ad aprire le Scuole. Non è così. Io faccio la mia parte: definisco la linea strategica, scelgo location ed edificio, lavoro con gli architetti alla progettazione e mi assicuro di trovare i fondi per la realizzazione. Ma la burocrazia, i permessi, la logistica, le assunzioni, le ristrutturazioni e l’implementazione tutta, nell’accezione più universale del termine - tutto questo è Giovanni.
Lo è da quattro lunghi anni. Quattro anni in cui Giovanni accetta di recarsi nei luoghi più inospitali del Pianeta per fare l’impossibile: portare Still I Rise dove c’è più bisogno. Non so come faccia. O meglio, lo so, ma non me ne capacito. Ogni anno supera sfide sempre più grandi, raggiungendo successi sempre più sfolgoranti. Non so in quanti al mondo abbiano il talento, la perseveranza, l’ingegno e la professionalità che ha lui. In Italia, sono certo, nessuno. Sono team composti da venti persone, di solito, a fare il suo lavoro. Giovanni ci riesce con il supporto di tre persone. A 27 anni.
La Colombia è il più recente - e forse il più notevole - dei suoi tanti successi. Ha impiegato anni a concretizzarlo. Tanti avrebbero fallito. Lui no. Non fallisce mai. Cade, magari. Manca il bersaglio dapprima, ma poi si rialza. Ci riprova. Inventa soluzioni dove altri vedrebbero solo muri. E ce la fa. Immancabilmente, alla fine, ce la fa.
Questa, per me, è la definizione di “genio”: vedere la realtà non come monodimensionale ma nella sua infinitezza, e dunque riuscire a plasmarla a piacere. Giovanni riesce a vedere ciò che non c’è ancora, e dunque a crearlo.
E poi, Giovanni è la mia spalla. Ma ti rendi conto della fortuna di avere al fianco, nella Missione della tua vita, in ogni sfida, ogni difficoltà, ogni delusione, ogni successo, ogni sogno diventato realtà, un amico che conosci - e che ti conosce - quasi da sempre? Sì, perché Giovanni ed io siamo cresciuti insieme, dai tempi del liceo all’università, perdendoci e ritrovandoci ai quattro angoli del globo, per poi confluire come le forze propulsive di un movimento che sta cambiando il mondo. Non so se riuscirei a sognare così in grande, lavorare sempre così alacremente e scalare vette tanto ambiziose, se non avessi lui accanto. Avere un pezzo di casa sempre con me mi permette di osare laddove chiunque altro si fermerebbe, di continuare a lottare laddove altri si arrenderebbero, e di riuscire laddove i più crollerebbero, soli.
Giovanni è una persona straordinaria.
Un giorno, anni fa, un amico mi disse che in un’organizzazione efficiente il lavoro va sistematizzato. Che ogni processo dovrebbe essere reso automatico. Che le persone straordinarie non dovrebbero neanche servire, se il sistema è, esso stesso, straordinario. Ci ho pensato su per anni. Ora so che si sbagliava.
Un’organizzazione degna di esistere è sempre un apparato profondamente umano, non dissimile dal corpo biologico. E anche in un organismo ben collaudato avrai sempre degli organi vitali che, con la loro semplice presenza, danno vita al tutto. Giovanni è un organo vitale.
Lo è per Still I Rise. E lo è per me. Spero continui a esserlo per tanti altri anni a ve**re.
Unisciti a me nel ringraziare Giovanni e fargli gli auguri per questa nuova, importantissima sfida. Merita tutto l’affetto del mondo. Ce la farà!