Quartiere Attivo ETS

Quartiere Attivo ETS Educazione civica attraverso la storia e la geografia dei quartieri di Verona

Quartiere Attivo è un'associazione di Promozione Sociale che si impegna a diventare un punto di riferimento socio-culturale per il territorio scaligero, con particolare attenzione alle scuole. Il nostro obiettivo principale è promuovere il territorio attraverso iniziative socio-culturali ed educative, coinvolgendo soprattutto i giovani studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado. D

al 2014, abbiamo avviato progetti didattici incentrati sull'insegnamento dell'educazione civica, utilizzando la storia e la geografia del territorio, includendo i quartieri di Verona e i paesi della provincia. I nostri progetti di storia sono strutturati in tre lezioni, ciascuna della durata di due ore, che si svolgono durante l'orario scolastico. . Da quando abbiamo iniziato nel 2014, abbiamo coinvolto quasi 8.310 studenti (dati aggiornati a febbraio 2024), offrendo loro la possibilità di approfondire la conoscenza del territorio e dell'importanza dell'educazione civica. Nel 2019, siamo stati iscritti nel registro regionale delle associazioni di promozione sociale e nel 2022 nel registro degli Enti del Terzo Settore.

28/08/2026

🏊‍♂️ ESTATE AL LIDO – UNA SERATA TRA STORIA, PRESENTE E FUTURO

📅 Sabato 29 agosto 2026 alle ore 20, ci ritroviamo allo Skatepark di via Colonnello Galliano, nell’area dello storico Lido di Verona, per una serata dedicata a uno dei luoghi più conosciuti e significativi della nostra città.

Un’occasione per riscoprire la storia di quest’area, inserita nello straordinario contesto del vallo delle Mura Magistrali, ma anche per raccontare ciò che sta accadendo oggi e riflettere sulle possibilità per il suo futuro.

Durante la serata parleremo di:
🔹 La storia del Lido con di
🔹 – Progetto “Lungo le Mura”
🔹 “Estate al Lido”: Presentazione delle attività svolte durante l’estate, che hanno riportato iniziative, persone e socialità in questo spazio urbano.
🔹 Michele Braggio – Skatepark Galliano

Da spazio appartenente al sistema difensivo delle Mura Magistrali a luogo dedicato allo sport e al tempo libero: il Lido rappresenta un pezzo importante della storia recente di Verona.

Sabato sera partiremo dal suo passato per arrivare al presente e alle nuove esperienze che stanno contribuendo a far rivivere quest’area.

📅 Sabato 29 agosto 2026 ore 20:00
📍 Skatepark Galliano – via Colonnello Galliano, Verona

Vi aspettiamo!

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🦁 UN PEZZO DI VERONA NEL DUOMO DI ANCONACosa ci fa il marmo rosso di Verona sulla cima del colle Guasco, affacciato sul ...
20/08/2026

🦁 UN PEZZO DI VERONA NEL DUOMO DI ANCONA

Cosa ci fa il marmo rosso di Verona sulla cima del colle Guasco, affacciato sul mare Adriatico?

Lo abbiamo ritrovato ad Ancona, in uno dei monumenti simbolo della città: la Cattedrale di San Ciriaco.

Il Duomo sorge in un luogo dalla storia antichissima. Sulla sommità del colle Guasco, sede dell’acropoli della città greca di Ankón, esisteva già in età antica un luogo di culto; successivamente vi sorse una basilica paleocristiana dedicata a San Lorenzo. Nel corso del Medioevo l’edificio venne profondamente trasformato fino ad assumere la caratteristica pianta a croce greca.

È però avvicinandosi alla facciata che abbiamo trovato un particolare che ci riporta direttamente a casa.

Nel XIII secolo la facciata venne arricchita con il monumentale protiro romanico-gotico, nel quale il bianco della pietra del Conero viene accostato al caratteristico marmo rosso di Verona.

Ed è proprio di materiale veronese che sono scolpiti i due spettacolari leoni stilofori che vedete nelle fotografie e sui quali poggiano le colonne anteriori del protiro. Uno trattiene tra le zampe un animale, mentre l’altro combatte con un essere serpentiforme alato. Anche la grande arcata del protiro presenta l’impiego del marmo rosso veronese.

La presenza ad Ancona è quindi una piccola testimonianza di quanto materiali, maestranze e modelli artistici viaggiassero attraverso l’Italia già nel Medioevo.

E così, a centinaia di chilometri da casa e davanti all’Adriatico, abbiamo ritrovato ancora una volta un pezzo di Verona.

📍 Cattedrale di San Ciriaco, Ancona
📸 Nelle foto: i leoni stilofori, le colonne e il protiro con il marmo rosso di Verona.

19/08/2026

🏘️ PORTO SAN PANCRAZIO NEGLI ANNI SETTANTA: UN QUARTIERE CHE CAMBIA VOLTO

Negli anni Settanta Porto San Pancrazio continuò quella trasformazione urbanistica iniziata con grande intensità nel secondo dopoguerra.
Il vecchio borgo cresciuto lungo l’Adige era ormai diventato a tutti gli effetti un quartiere della città.
La sua geografia, tuttavia, ne aveva sempre condizionato lo sviluppo: Porto San Pancrazio era racchiuso tra il fiume Adige e la linea ferroviaria, che costituivano due vere e proprie barriere fisiche. L’espansione edilizia poteva quindi svilupparsi soprattutto verso sud-est, andando progressivamente a occupare gli spazi ancora liberi tra il nucleo storico e la campagna.
Dopo le pesanti distruzioni provocate dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale arrivò poi una nuova fase: nel 1949-1950 venne progettato uno dei primi interventi INA-Casa di Verona, nell’area delle attuali vie Luciano Ligabò, Giovanni e Vittorio Duca e Danilo Preto.
Gli anni Cinquanta e Sessanta furono quindi quelli della ricostruzione e della crescita.
Negli anni Settanta questa espansione proseguì e contribuì a saldare progressivamente le diverse parti del quartiere. Alle abitazioni più antiche si affiancarono nuovi edifici residenziali e condomini, mentre strade un tempo affacciate su spazi ancora scarsamente edificati entrarono sempre più nel tessuto urbano.

Fonte: Arcover

17 agosto 1916: a Verona muore Umberto Boccioni110 anni fa, Verona diventava involontariamente l’ultima tappa della vita...
17/08/2026

17 agosto 1916: a Verona muore Umberto Boccioni

110 anni fa, Verona diventava involontariamente l’ultima tappa della vita di uno dei più importanti artisti italiani del Novecento.

Il 17 agosto 1916 moriva a Verona Umberto Boccioni, protagonista assoluto del Futurismo, autore di opere destinate a cambiare profondamente la pittura e la scultura italiana.

Boccioni aveva soltanto 33 anni.

La sua morte non avvenne in combattimento, nonostante l’Italia fosse nel pieno della Prima guerra mondiale. Boccioni si trovava nel Veronese con il suo reparto di artiglieria.

Il 16 agosto 1916, durante un giro a cavallo nei pressi di Sorte di Chievo, alla periferia occidentale di Verona, il cavallo che montava si imbizzarrì. Boccioni cadde violentemente a terra e rimase gravemente ferito.

Trasportato all’Ospedale Militare di Verona, morì il giorno successivo, 17 agosto 1916.

Una fine tragicamente paradossale per l’artista che aveva fatto del movimento, della velocità, della forza e della modernità alcuni degli elementi fondamentali della propria arte.

Solo tre anni prima aveva realizzato la sua scultura più celebre, “Forme uniche della continuità nello spazio”, oggi diventata uno dei simboli dell’arte italiana del Novecento: la sua immagine compare anche sulle monete italiane da 20 centesimi di euro.

Boccioni venne sepolto nel Cimitero Monumentale di Verona, dove ancora oggi si trova la sua tomba.

🎈 QUANDO A VERONA VOLAVANO I “CANI ANTIBLASFEMI”Sull'Arena del 16 agosto 1924 viene pubblicato l'articolo sul Ferragosto...
16/08/2026

🎈 QUANDO A VERONA VOLAVANO I “CANI ANTIBLASFEMI”

Sull'Arena del 16 agosto 1924 viene pubblicato l'articolo sul Ferragosto del 1924.

A Verona si svolgeva un evento decisamente particolare: la prima gara nazionale di “caccia alla volpe” per palloni liberi, automobili e motociclette, inserita nella Coppa “Città di Verona”.

La manifestazione partiva dal vecchio Bentegodi, e aveva assunto una rilevanza nazionale: era organizzata dal Comune di Verona con gli auspici dell’Aero Club d’Italia e del Ministero della Guerra. La gara del 15 agosto 1924 compare persino nell’Enciclopedia Italiana tra le competizioni aerostatiche dell’epoca.

Ma sfogliando L’Arena emerge un particolare ancora più curioso.

In occasione della manifestazione sarebbero stati liberati dallo Stadium 150 palloncini, destinati a fare da simbolici “cani” durante il divertimento sportivo.

E perché il giornale li chiamava “cani antiblasfemi”?

Perché ogni palloncino portava una coda con un messaggio del Comitato contro la bestemmia, che invitava gli italiani, «in nome della civiltà», ad abbandonare il «grossolano vizio blasfemo»..

La manifestazione non rimase un episodio isolato: il successo dell’esperienza veronese contribuì alla costituzione, nel 1925, della sezione scaligera dell’Aero Club d’Italia, e negli anni successivi Verona ospitò nuove edizioni della “caccia alla volpe” aerostatica.

📖 Fonte: L’Arena, 15 agosto 1924.

🚒 I pompieri in Borgo Trento - L'Arena, 15 agosto 1924Una piccola notizia di cronaca ci riporta nella Borgo Trento di ol...
15/08/2026

🚒 I pompieri in Borgo Trento - L'Arena, 15 agosto 1924

Una piccola notizia di cronaca ci riporta nella Borgo Trento di oltre un secolo fa.

La mattina precedente, dopo aver sfornato quasi un quintale di panettini bollenti e croccanti e pagnottelle, il forno della ditta De Rossi, situato in Casa Zerpelloni, fu interessato da un principio d’incendio.

Dal comignolo cominciò infatti a levarsi una densissima nube di fumo nero, accompagnata da scintille, tanto da allarmare gli abitanti della zona.

Sul posto arrivarono prontamente i pompieri, che si misero al lavoro sotto la guida dell’ingegner Zorzan e del sottocapo Rossignoli.

L’intervento fu particolarmente rapido: secondo quanto raccontato dal giornale, il fuoco venne spento in appena cinque minuti.

Il cronista raccontò l’episodio con una certa ironia, scrivendo che il forno «s’è permesso il lusso di pretendere la presenza dei pompieri».

13/08/2026

VIA TORBIDO ALL'INIZIO DEGLI ANNI SETTANTA 🎞️

Un viaggio indietro nel tempo lungo via Torbido attraverso questo filmato, generato con l’intelligenza artificiale a partire da una fotografia d’epoca.

Se avete fotografie, ricordi o informazioni sulla via negli anni Sessanta e Settanta, scriveteceli nei commenti: anche le testimonianze personali contribuiscono a ricostruire la storia dei nostri quartieri.

Fonte 📸: Archivio fotografico Famiglia Maccacaro

08/08/2026

Se vi foste trovati davanti a Porta Nuova intorno al 1855, non avreste visto automobili, palazzi o la stazione ferroviaria. Davanti a voi si sarebbe aperta un’immensa distesa erbosa, percorsa ogni giorno da migliaia di soldati dell’esercito austriaco in addestramento.

Davanti alle mura si estendeva, dai tempi dei veneziani, una spianata mantenuta rigorosamente libera da edifici. Non era un terreno abbandonato, bensì un elemento fondamentale della difesa della fortezza: consentiva all’artiglieria di avere un ampio campo di tiro, impediva a un eventuale nemico di avvicinarsi senza essere visto e permetteva alle truppe di uscire rapidamente dalla città in caso di guerra.

Su questa vasta area si trovava la Piazza d’Armi, si svolgevano le esercitazioni del presidio militare austriaco.

Qui si addestravano:
• la fanteria, con marce, schieramenti ed esercizi di combattimento;
• la cavalleria, impegnata in cariche e manovre al galoppo;
• l’artiglieria, con il traino dei cannoni, il posizionamento delle batterie e le simulazioni di tiro.

Dopo i moti del 1848 Verona divenne una delle principali piazzeforti dell’Impero austriaco e uno dei quattro capisaldi del celebre Quadrilatero. In città erano di stanza fino a 20.000 soldati.

Solo dopo il 1866, con il passaggio di Verona al Regno d’Italia, e soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, questa immensa spianata iniziò a trasformarsi.

📚 Fonti

* Comune di Verona, Verona Fortificata (progetto dedicato al sistema difensivo e al glacis di Porta Nuova).
* Comune di Verona, Porta Nuova (scheda storico-monumentale).
* V. Galliazzo, Le mura e le fortificazioni di Verona.
* P. Marzari, Verona austriaca. Organizzazione militare e trasformazioni urbane.
* A. Sandrini (a cura di), studi sul sistema fortificato di Verona e sul Quadrilatero.

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Verona
37138

Telefono

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