30/05/2026
Prima di iniziare, ci tenevamo particolarmente a condividere con voi un piccolo pensiero.
Tutto è iniziato il 26 luglio. Apparentemente un giorno qualsiasi d’estate, finché,all’improvviso, i nostri telefoni sono stati sommersi da chiamate, messaggi e notifiche. Tutti contenevano la stessa, identica domanda. All’inizio sembrava un errore, uno scherzo di
cattivo gusto. Poi le notizie hanno iniziato a farsi sempre più precise, i dettagli aumentavano,
fino a quando è comparso quel nome e quel cognome. In quel momento, ci è caduto il mondo addosso. Nella testa di ognuno di noi è rimasta stampata un’unica, fissa domanda: E adesso?
Non sapevamo cosa fare, non sapevamo cosa dire. In un primo momento non siamo stati nemmeno capaci di metabolizzare la realtà; non potevamo accettare che un evento così assurdo e ingiusto ci stesse strappando via un pezzo fondamentale della nostra vita, un
compagno insostituibile.
Il dolore reale è arrivato con il funerale. Ricordiamo benissimo il momento in cui noi compagni ci siamo ritrovati davanti alla chiesa: sembrava quasi che non ci conoscessimo, paralizzati dallo shock. Nessuno riusciva a parlare, sospesi in un silenzio rotto solo dalle
lacrime. lacrime.
Poi è arrivato il momento di tornare a scuola. Entrare in classe, a settembre, è stato difficilissimo. L’aria era diversa, pesante. Mancava l’anima della festa, colui che sapeva far ridere chiunque e che aveva sempre la battuta pronta per alleggerire le giornate più lunghe.
Il suo banco vuoto parlava per lui, ma la sua presenza continuava a farsi sentire nei nostri ricordi quotidiani…