Primo Laboratorio Teatrale - Villa Bartolomea

Primo Laboratorio Teatrale - Villa Bartolomea Realizzazione laboratorio teatrale per adulti, scrittura drammaturgica, lettura consapevole del testo. Tenuto da: MARIO PALMIERI a Villa Bartolomea (VR)

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26/08/2025

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Ieri sera abbiamo partecipato alla Fiaccolata per Marah organizzata dal Comune di San Giuliano Terme, un evento voluto da Matteo Cecchelli Sindaco

Esserci era fondamentale perché non è più possibile voltarsi dall'altra parte. La straordinaria partecipazione di persone e di Associazioni e gruppi ci spinge a credere che coltivare la Memoria, checché qualcuno tenti di sminuirne l'importanza, sia ancora oggi determinante e ci da ancora più forza nel continuare a svolgere il nostro ruolo di ideatori e creatori per il Progetto Memoria nelle scuole del Comune di San Giuliano Terme.

Ieri sera il nostro Presidente, Dario Focardi, nel suo intervento ha letto "Noi insegniamo la vita, signore" di Rafeef Ziadah poetessa palestinese in esilio

"Oggi, il mio corpo era un massacro in tv.
Oggi, il mio corpo era un massacro in tv
che doveva stare dentro frasi ad effetto
e limiti di parole.
Oggi, il mio corpo era un massacro in tv
che doveva stare dentro frasi ad effetto
e limiti di parole,
colme a sufficienza di statistiche
per replicare
con risposte non sproporzionate.
E ho perfezionato il mio inglese
e ho imparato le risoluzioni Onu.
Eppure, lui mi ha chiesto:
"Signora Ziadah, non pensa che tutto si aggiusterebbe se solo voi la smetteste di insegnare tanto odio ai vostri figli?".
Pausa.
Cerco dentro di me la forza di essere paziente.
Ma la pazienza non è sulla punta della mia lingua
mentre le bombe cadono su Gaza.
La pazienza mi ha appena abbandonata.
Pausa.
Sorriso.
Noi insegniamo la vita, signore.
Rafeef, ricorda di sorridere.
Pausa.
Noi insegniamo la vita, signore.
Noi palestinesi insegniamo la vita,
dopo che loro ci hanno occupato anche l’ultimo cielo.
Noi insegniamo la vita,
dopo che loro hanno costruito le loro colonie,
i loro muri di separazione, dopo gli ultimi cieli.
Noi insegniamo la vita, signore.
Ma oggi,
il mio corpo era un massacro in tv che doveva stare dentro frasi ad effetto e limiti di parole.
E "Ci dia una storia, una storia umana.
Vede, questa non è politica.
Vogliamo solo raccontare
alla gente di lei e del suo popolo,
ci dia una storia umana.
Non nomini le parole apartheid e occupazione.
Questa non è politica.
Lei deve aiutarmi
come giornalista ad aiutarla a raccontare la sua storia, che non è una storia politica."
Oggi, il mio corpo era un massacro in tv
che doveva stare dentro frasi ad effetto e limiti di parole.
"Che ne dice di raccontarci la storia di una donna di Gaza che ha bisogno di farmaci?
Che mi dice di lei?
Ha abbastanza ossa rotte da coprire il sole?
Mi parli dei vostri morti
e mi dia la lista dei nomi in non più di 1200 parole."
Oggi, il mio corpo era un massacro in tv
che doveva stare dentro frasi ad effetto
e limiti di parole
e commuovere quelli insensibili al sangue del terrorismo.
Però loro erano dispiaciuti.
Erano dispiaciuti per le bestie di Gaza.
Così gli fornisco le risoluzioni Onu e le statistiche
e condanniamo
e deploriamo
e rifiutiamo.
E queste non sono due parti uguali: occupanti e occupati.
E cento morti,
duecento morti,
e mille morti.
E in mezzo crimini di guerra e massacri.
Dò libero sfogo alle parole e a un sorriso "non esotico",
a un sorriso "non terrorista".
E riconto, riconto cento morti, duecento morti, mille morti.
C’è qualcuno là fuori?
Qualcuno ascolterà mai?
Vorrei piangere sui loro corpi.
Vorrei solo correre a piedi nudi in ogni campo profughi
e abbracciare ogni bambino,
coprire loro le orecchie
in modo che non debbano sentire il suono dei bombardamenti
per il resto della vita, come accade a me.
Oggi, il mio corpo era un massacro in tv.
E lasciatemi dire,
non c’è nulla che le risoluzioni ONU abbiano mai fatto per questo.
E nessuna frase ad effetto,
nessuna frase ad effetto mi viene in mente,
non importa quanto sia buono il mio inglese.
Nessuna frase ad effetto,
nessuna frase ad effetto,
nessuna frase ad effetto,
nessuna frase ad effetto li riporterà in vita.
Nessuna frase ad effetto sistemerà le cose.
Noi insegniamo la vita, signore.
Noi insegniamo la vita, signore.
Noi palestinesi
ci svegliamo
ogni mattina
per insegnare la vita
al resto del mondo,
signore."

📷Gruppo Emergency Pisa

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17/08/2025

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«Frequentava l’ultimo anno di liceo quando è scoppiata la guerra. Il suo liceo è stato distrutto. Era una ragazza solare che viveva alla giornata. Sai, la guerra distrugge tutti i sogni».

Sono le parole che oggi mi ha detto Nabila, la madre di Marah Abu Zuhri.
L’ho incontrata per portarle, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di San Giuliano Terme, il nostro più sincero cordoglio.
Nabila è attualmente ospite in una struttura del nostro territorio e continueremo a garantirle tutta la vicinanza e il supporto necessari, sia sul piano umano che istituzionale.

Marah è morta a soli 20 anni, in Italia, dove era arrivata grazie a un aereo umanitario.
Hanno provato a salvarla all’Ospedale Santa Chiara, a Pisa. Ma era troppo tardi.
Troppo gravi i danni causati dalla guerra, dalla fame, dalla malnutrizione. Le sue condizioni erano definite da chi l’ha presa in cura come “severo deperimento organico”.

Marah è una delle migliaia di ragazze e bambini palestinesi che ogni giorno muoiono a Gaza, nel silenzio assordante del mondo.
Solo numeri, spesso senza un nome, senza una storia, senza una voce.
Questa volta, però, un nome c’è. Marah.
Una giovane donna a cui la guerra e il genocidio in atto hanno distrutto tutti i sogni.
Una di quelle vite spezzate che dovrebbero indignarci tutte. Non solo perché è successo qui, ma anche — e soprattutto — per tutto ciò che continua ad accadere solo un po’ più in là dai nostri occhi.

Come Comune di San Giuliano Terme ci siamo attivati affinché Marah possa avere una sepoltura dignitosa, nel rispetto della sua identità, della sua fede, della sua storia e secondo le richieste della madre, nel nostro territorio.
Nei prossimi giorni organizzeremo anche un presidio per la pace, in suo ricordo al Parco della Pace di Pontasserchio.
Sarà un momento di raccoglimento e testimonianza, perché la memoria di Marah non sia solo dolore, ma anche impegno. Per la pace. Per la dignità. Per l’umanità.

E proprio per questo, sentiamo oggi ancora più forte il dovere, anche politico, di prendere posizione: contro ogni guerra, contro ogni occupazione, contro ogni forma di disumanizzazione.
Ci uniamo a tutte le voci che in Italia, in Europa e nel mondo chiedono un cessate il fuoco immediato e lo stop al genocidio in atto a Gaza.
Non possiamo restare in silenzio mentre intere generazioni vengono annientate nella totale impunità.
La pace non è un’utopia. È una responsabilità. Anche nostra.

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Verona

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