01/11/2025
“Dopo la morte resta l’amore” – una poesia di Eliah Moreau
Ci sono partenze
che non hanno biglietto di ritorno.
Resti alla finestra,
aspettando di vedere
quel volto riapparire tra la folla,
ma la strada resta vuota
e il tempo scivola lento,
come un orologio che ha perso il ritmo.
All’inizio il vuoto pesa,
è un pozzo che inghiotte la voce,
un respiro che non arriva fino in fondo.
Ti svegli nel cuore della notte
per dire qualcosa
e ti ricordi che non puoi più.
Poi impari a parlare da solo
nella stanza silenziosa,
sapendo che, in qualche modo,
le parole troveranno la via.
Ci sono giorni
in cui l’assenza è un’onda che travolge,
e giorni in cui è una brezza leggera
che ti sfiora la pelle.
Non è mai uguale,
ma non smette di esserci.
Eppure,
tra una mancanza e l’altra,
si infilano piccole luci:
una canzone che torna all’improvviso,
un profumo che ti arresta i passi,
un sogno in cui le mani si sfiorano ancora.
Scopri che chi non c’è più
rimane nei gesti che fai senza pensarci,
nelle frasi che ti scappano identiche alle sue,
nel modo in cui guardi il cielo
quando cambia colore.
Non si dimentica,
si trasforma.
Il dolore si piega,
diventa memoria,
diventa carezza sulle spalle
nei giorni in cui credi di crollare.
E un giorno ti sorprendi a sorridere
pensando a lui, a lei,
e capisci che non è tradire,
è custodire.
Perché la presenza non finisce:
cambia forma,
diventa radice.
E vivi così,
con una parte di cuore
che abita altrove,
ma che ogni tanto
ritorna a bussare dolcemente
per ricordarti
che l’amore,
quando è vero,
non se ne va mai davvero.