03/10/2026
AZIONE–REAZIONE: IL RISCHIO DI INSEGNARE AL PULEDRO A DIFENDERSI
Durante i primi mesi di doma possono capitare situazioni nelle quali mettiamo una pressione sul cavallo: una gamba sul costato, un tallone, uno sperone, una redine, una richiesta con le mani o con il corpo.
Immaginiamo, per esempio, di mettere una pressione con lo sperone e che il puledro reagisca con una sgroppata o con un calcio.
Fin qui abbiamo semplicemente una reazione.
Ma dobbiamo osservare attentamente che cosa succede dopo.
Se la sgroppata, il calcio o la difesa fanno sì che il cavaliere tolga immediatamente la pressione, il puledro ha appena imparato qualcosa di molto importante:
“Quando l'uomo mette questa pressione, io posso togliermela reagendo in questo modo.”
Ed è qui che può nascere un'azione–reazione completamente negativa.
Magari quella pressione era semplicemente troppa per quel cavallo in quel preciso momento. Il puledro non era ancora pronto a riceverla, reagisce, noi ci spaventiamo o interrompiamo la richiesta e, senza rendercene conto, gli insegniamo che la sua difesa funziona.
Il vero segreto, quindi, è molto semplice:
non bisogna aprire una scatola di vermi se non siamo capaci di richiuderla.
Non dobbiamo creare problemi che non sappiamo come risolvere.
Quando un puledro manifesta anche una minima reattività, dobbiamo prestare ancora più attenzione alle pressioni che utilizziamo. Una pressione eccessiva può insegnargli esattamente l'opposto di quello che vogliamo insegnare.
Pensiamo ai cavalli che oggi calciano contro gli speroni o contro la gamba, ai cavalli che si impennano, a quelli che si difendono violentemente contro le redini o contro il morso.
C'è stata una prima volta.
La prima volta che quel cavallo ha scalciato contro una gamba.
La prima volta che si è impennato.
La prima volta che ha tirato contro il morso.
La prima volta che ha usato il proprio corpo per sottrarsi a una pressione.
E quella prima volta è già un precedente.
Poi può arrivare una seconda, una terza, una quarta, una quinta... fino a quando quella reazione diventa una vera e propria abitudine.
È per questo che una delle frasi che sentiamo più spesso nel mondo dei cavalli è:
“Con me non lo ha mai fatto.”
Ma quella frase, molto spesso, significa semplicemente che sappiamo che il cavallo ha quel comportamento, anche se con quella determinata persona non si è ancora manifestato.
Non è una questione di fortuna e non è necessariamente qualcosa di “personale”.
Il punto è capire perché quel comportamento è comparso e soprattutto come è stato insegnato al cavallo.
Cit.
Valerio Sorricchio