16/02/2026
In questi giorni, guardando in TV con i miei figli i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, ci siamo immersi in immagini di impegno, sacrificio, collaborazione e rispetto.
Questo mi ha fatto riflettere, emozionare e pensare a loro ed al loro percorso di crescita, al mio ruolo come padre, educatore e guida.
Ho riguardato su YouTube delle vecchie gare e telecronache (vi invito ad andarli a vedere) e devo ammettere che qualche lacrima è scesa perché mi sono immedesimato in quei genitori oltre le transenne, sugli spalti abbracciati ed uniti che seguono i propri figli nei successi e nei traguardi raggiunti.
Dietro ogni gara non c’è solo la ricerca della medaglia, ma valori profondi come la perseveranza, la lealtà, lo spirito di squadra, il rispetto delle regole e degli altri e la capacità di rialzarsi dopo una caduta.
Ed è proprio qui che nasce il parallelismo con la crescita dei nostri bambini.
Come psicomotricista, credo che lo “sport più importante” inizi molto prima della competizione: parte dal corpo, dal gioco, dalla relazione.
È attraverso l’esperienza motoria che i bambini imparano a conoscersi, a gestire le emozioni, ad affrontare le difficoltà e a stare con gli altri.
Non servono podi o medaglie per diventare piccoli grandi campioni.
Servono adulti che accompagnino con gentilezza, esempi autentici e spazi sicuri dove poter sbagliare, riprovare e crescere.
Perché i veri valori olimpici vivono ogni giorno nei gesti semplici:
una mano tesa, un “ce la puoi fare”, un sorriso dopo una caduta.
Ed è questo il patrimonio più grande che possiamo donare ai nostri figli.
Impegniamoci ogni giorno a crescere i nostri figli con dei valori olimpici, poi se arriverà una medaglia sarà una gioia immensa, ma comunque vada avranno e avremo vinto lo stesso.