13/07/2026
LA SEDE DEL NOSTRO ISTITUTO: UNA STORIA LUNGA QUASI UN SECOLO
Ci sono edifici che, oltre a custodire aule e corridoi, conservano la memoria di una città. La sede del nostro Istituto, affacciata su Piazza Cesare Battisti, è uno di questi luoghi. Da quasi cent'anni accompagna la crescita di migliaia di bambini e ragazzi, attraversando i grandi cambiamenti della storia italiana senza mai perdere la propria vocazione educativa.
La sua storia inizia il 20 ottobre 1929, quando viene inaugurato il nuovo edificio delle scuole elementari comunali, intitolato al Principe Umberto di Savoia. È una giornata di festa per tutta Vercelli. Alla presenza delle autorità cittadine, il Podestà, Conte Ingegnere A. Tournon, porge il saluto ufficiale al Principe, mentre l'Arcivescovo Monsignor Montanelli benedice il nuovo edificio.
L'ingresso principale è chiuso da un grande tricolore, che il Principe taglia con una preziosa forbice d'argento. Non è una forbice qualunque: era già stata utilizzata dal Re per inaugurare la Prima Mostra delle Attività Municipali Vercellesi nel 1924 e dal Prefetto per l'apertura del Viale della Rimembranza nel 1928. Un piccolo oggetto che racconta grandi pagine della storia cittadina.
L'edificio, progettato dall'ingegner Dondona, rappresenta un esempio significativo dell'architettura scolastica dell'epoca. Nel grande salone delle conferenze viene firmato il verbale di consegna con un altro cimelio d'eccezione: il celebre calamaio appartenuto a Napoleone Bonaparte durante l'esilio all'Isola d'Elba, allora custodito dal Museo Borgogna.
Quando il Principe esce dall'edificio, centinaia di bambini delle scuole elementari di Vercelli lo accolgono con entusiasmo. È un'immagine che racconta meglio di ogni altra il significato di quella giornata: una scuola che nasce sotto lo sguardo e l'entusiasmo dei suoi primi protagonisti, gli alunni.
Appena un anno dopo, nel 1930, la scuola diventa il cuore di un importante evento cittadino. Collegata temporaneamente all'edificio delle Scuole Borgogna, ospita la grande Esposizione Agricola Industriale, inaugurata il 7 settembre dal Principe Umberto insieme alla consorte Maria José del Belgio. Dopo aver reso omaggio ai Caduti con la deposizione di una corona d'alloro, la coppia reale visita la mostra, trasformando ancora una volta Piazza Cesare Battisti nel centro della vita pubblica vercellese.
La storia dell'edificio segue poi quella del Paese. Con la nascita della Repubblica Italiana cambia anche il nome della scuola. Il 24 settembre 1948, il Ministero della Pubblica Istruzione autorizza la sostituzione della denominazione "Principe del Piemonte Umberto" con quella di Galileo Ferraris, uno dei più grandi scienziati italiani.
Nato nel 1847 a Livorno Piemonte, oggi Livorno Ferraris, Galileo Ferraris fu un ingegnere, fisico e docente di fama internazionale. La sua scoperta del campo magnetico rotante, principio su cui si basa il motore elettrico asincrono, rivoluzionò il mondo dell'elettrotecnica. Nel 1893 fu invitato da Thomas Edison al Congresso Internazionale di Elettrotecnica di Chicago e, nel 1896, fondò la Società Elettrotecnica Italiana, lasciando un'eredità scientifica che ancora oggi porta il suo nome.
L'ultima grande trasformazione arriva il 1° settembre 2000, quando nasce l'Istituto Comprensivo "Ferraris". Alla scuola primaria di Piazza Cesare Battisti, che ancora oggi ospita la Presidenza e gli uffici di Segreteria, si uniscono la scuola dell'infanzia Collodi, la scuola primaria Rodari e la scuola secondaria di primo grado V***a, dando vita a una nuova realtà educativa capace di accompagnare gli alunni dai tre ai quattordici anni.
Oggi, entrando in questo edificio, è difficile immaginare quante storie abbiano attraversato queste aule: generazioni di bambini, insegnanti, dirigenti e famiglie; momenti di festa, cambiamenti, difficoltà e successi. Ogni corridoio racconta un pezzo di passato, mentre ogni nuova classe aggiunge una pagina alla storia.
A quasi un secolo dalla sua inaugurazione, la sede del nostro Istituto continua a essere molto più di un edificio scolastico: è un luogo di memoria, di cultura e di crescita, dove il passato dialoga ogni giorno con il futuro.
Anna Ricciardiello