Semo Veneti

Semo Veneti Storia, cultura, territorio, lingua
I pilastri identitari del Popolo Veneto Independensa Veneta o Morte itajana

👀 “Ocio!” Se sei veneto, non hai bisogno di traduzione. Vuol dire: attento, stai all’occhio, guarda che c’è pericolo.È u...
24/08/2026

👀 “Ocio!” Se sei veneto, non hai bisogno di traduzione. Vuol dire: attento, stai all’occhio, guarda che c’è pericolo.

È una di quelle parole piccole ma insostituibili, che un italiano capisce a metà e un veneto coglie al volo, con tutte le sue sfumature.

Deriva semplicemente da “occhio”, ma in lingua veneta è diventata un allarme, un consiglio, un avvertimento affettuoso: “ocio che te caschi”, “ocio a ła machina”.

Sono queste micro-parole a fare una lingua: intraducibili, immediate, nostre.

Ce ne sono centinaia così. E ognuna è un piccolo segno di appartenenza.

tratto da I Veneti


Grasie a Bergamo Veneziana  par el post------------------------------------------«Bergamo non è Lombardia: io appartengo...
24/08/2026

Grasie a Bergamo Veneziana par el post
------------------------------------------
«Bergamo non è Lombardia: io appartengo alla Serenissima». 📜🎬
A dirlo non è stato un appassionato di storia locale o un nostalgico della Repubblica, ma uno dei più grandi geni del cinema internazionale: Ermanno Olmi.
Il regista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare l'anima, la dignità e la poesia della nostra terra contadina con il capolavoro “L'Albero degli Zoccoli” (Palma d'Oro a Cannes) e “La Leggenda del Santo Bevitore”, rivendicava con orgoglio un'identità precisa.
In un'intervista del 2011 firmata dal giornalista Alessio Corazza, Olmi ribaltò ogni definizione geografica e politica con la sua consueta lucidità:
🗣️ «Molti credono che io sia nato a Milano, ma in realtà sono di Bergamo. E per me Bergamo non è Lombardia: sono rimasto fermo al Manzoni, quando chi stava al di qua dell’Adda era nel territorio della Serenissima. Non a caso sulla porta della mia Bergamo c’è il Leone di San Marco.»
E alla domanda se si sentisse un veneto nel DNA, Olmi rispose senza esitazioni:
🦁 «Mi porta a ritenermi un veneto saldo nella mia convinzione di appartenere alla Serenissima. Sono un grande ammiratore della Venezia del 1500, una capitale universale di un mondo che già viveva una sorta di globalizzazione, con i mercanti veneti che nobilitavano la loro professione...»
Come tanti di noi, Olmi aveva capito che il confine del fiume Adda non è mai stato una semplice linea sulla mappa, ma una frontiera culturale e spirituale che dura da quattro secoli.
Sentirsi legati a Venezia non significa negare la propria bergamaschità, ma riconoscere la matrice di quell'apertura al mondo, di quell'indipendenza e di quel profondo rispetto per il lavoro che la Serenissima ha cucito nel nostro DNA.
💬 Quanto vi sentite vicini alle parole del maestro Olmi? Ditecelo nei commenti! 👇

Grasie a Brixia Catholica par el post🙏🏼----------------------------------------Prima di iniziare la lettura, si consigli...
23/08/2026

Grasie a Brixia Catholica par el post🙏🏼
----------------------------------------
Prima di iniziare la lettura, si consiglia di osservare attentamente le due mappe.

Le due carte mostrano la Regio X Venetia et Histria (poi Provincia romana Venetia et Histria) e l’estensione della Serenissima: il medesimo cuore territoriale che per 4 millenni ha unito l’intero territorio veneto. Un continuum culturale che lega Bergamo, Brescia, Crema, Verona, Padova, Vicenza, Belluno, l'Istria e le numerose città vicine.
Basterebbero queste immagini a raccontare tutto; il testo che segue serve unicamente a dare corpo, fonti e memoria a ciò che le mappe già rivelano.

Il nome “Veneti” compare nelle fonti greche e latine (Erodoto, Strabone, Polibio, Plinio, Tito Livio, Virgilio) per indicare un popolo adriatico dotato di una propria lingua, istituzioni e reti commerciali. In età romana, la Venetia comprendeva un’area vastissima, estesa dal fiume Adda fino all’Istria.
La Regio X, divenuta poi Provincia romana della Venetia et Histria, ha garantito amministrazione, identità, unità e uniformità culturale a questa regione geografica per ben sette secoli. Solo in seguito la denominazione "Venetia" si concentrerà sulla capitale lagunare, mentre il plurale “le Venetie” sopravviverà per indicare i diversi distretti (da cui il termine moderno “Triveneto”).

Questa continuità non è solo toponomastica: l’archeologia, l’epigrafia e gli studi linguistici dimostrano l’esistenza di un substrato venetico che plasma la civiltà di queste terre da circa 4.000 anni, attraverso la romanizzazione, i contatti con il mondo germanico e gli influssi padani. La romanizzazione di questa area si fondò sulla progressiva estensione della cittadinanza romana agli antichi Veneti che, nella parte occidentale della Venetia et Histria, nei territori di Brescia e Verona, riuscirono ad assimilare persino le tribù dei Galli Cenomani.
È singolare e profondamente significativo notare come questi ultimi, che abitarono queste 2 belle città per circa un secolo e mezzo, furono gli unici tra tutti i Galli del mondo antico ad allearsi stabilmente con i Veneti e con i Romani contro le altre coalizioni celtiche.
Questo dimostra che anche quelle (presumibilmente poche) tribù galliche, seppur stanziate nell'area per un tempo storicamente limitato, subirono una profonda attrazione culturale, "venetizzandosi" e assimilandosi al tessuto locale veneto poco prima di ricevere il pieno diritto e diventare a tutti gli effetti cittadini romani della X Regio Venetia et Histria.

Prima dei Veneti storici si distinguono i Protoveneti e, ancor prima, la cultura di Polada. Questa civiltà dell'antica età del bronzo (sviluppatasi tra il 2200 e il 1600 a.C.) aveva uno dei suoi centri nevralgici sul Lago di Garda, nell’area di Lonato — territorio della provincia di Brescia che oggi, coerentemente, è legato alla diocesi di Verona e al Patriarcato di Venezia — con un’ampia irradiazione nel Bresciano, nel Veronese, nel Basso Garda, nell’Alto Mantovano, fino al Trentino, al Vicentino e ai Colli Euganei di Padova.
Sebbene non ancora protovenetica, la cultura di Polada può essere considerata a pieno titolo una civiltà pre-venetica. Insieme alla cultura Euganea, essa costituisce il substrato culturale, tecnologico e sociale da cui derivano le successive evoluzioni della regione.

Istanze storiche e archeologiche delineano gli Euganei come una popolazione dell’età del bronzo e del ferro, classificata come pre-veneta in quanto autoctona e antecedente all'arrivo dei Veneti antichi (o Paleoveneti).
Oggi la storiografia ritiene che questi ultimi fossero piccoli gruppi di esponenti delle classi dirigenti in fuga da T***a che, fondendosi con le popolazioni preesistenti (a conferma degli storici romani), diedero origine alla civiltà veneta propriamente detta.

Gli Euganei occupavano gran parte del Nord-Est italiano. Le fonti classiche, tra cui Plinio il Vecchio, includevano nel gruppo anche stirpi del bresciano come i Triumplini (Val Trompia) e i Camuni (Val Camonica), estendendone la presenza ad est fino alla pianura veneta, alla laguna e all'Adriatico.
Il legame degli Euganei con la cultura di Polada è strettissimo, rappresentandone la radice archeologica. La cultura di Polada copriva lo stesso asse bresciano-veneto, come testimoniano sia le incisioni rupestri dei Camuni, sia il villaggio palafitticolo del Laghetto della Costa ad Arquà Petrarca nel padovano.

All'inizio del I millennio a.C., l'arrivo dei Veneti spinse gli Euganei verso le valli alpine, soprattutto le bresciane Val Trompia, Val Camonica e Valsabbia (dove si fusero parzialmente con i Reti) o ne determinò l'assimilazione culturale nella pianura. Il loro nome sopravvive oggi nei Colli Euganei, gli 81 rilievi vulcanici divenuti Riserva della Biosfera UNESCO.

È evidente come questa eredità sia stata assimilata dalle popolazioni protovenete che, attraverso i secoli e la successiva romanizzazione, contribuirono alla nascita della Regio X Venetia et Histria.
Qualche secolo più tardi, dopo ben 7 secoli di Provincia Venetia et Histria, nel medesimo spazio geografico, si sarebbe consolidata la civiltà della Serenissima, da Bergamo e Brescia fino all’Istria.

Si può quindi leggere una continuità territoriale e culturale lunga quattro millenni: dalle culture dell’età del Bronzo alla romanizzazione, fino alla straordinaria esperienza della Repubblica di Venezia, che ha coronato e consolidato istituzioni, pratiche amministrative e una cultura civile di cui l'intero territorio dall’Adda all’Istria conserva profonde tracce materiali.

L’Italia è uno Stato unico al mondo: una nazione composta da diversi Stati cattolici preunitari, poi trasformatisi in regioni, il cui cuore e la cui anima risiedono a Roma, lo Stato Pontificio. L'Italia incarna l'unione, unica al mondo, tra la Chiesa e l’Impero, ponendosi come centro della civiltà mondiale.
Proprio per questa sua natura di sede della Chiesa Cattolica e fulcro dell'Occidente, è da sempre storicamente bersaglio di attacchi, contestazioni e tentativi di svilimento: é la ragione per cui é da sempre lo stato più attaccato, aggredito, insultato, disprezzato al mondo.
Gli stati italici e i popoli italici preunitari erano in equilibrio tra loro, con le loro specifiche identità, storia e cultura.
La scelta di un’unificazione centralizzata ha purtroppo soffocato queste specificità e negato il primato della Chiesa Cattolica come guida storica dei popoli italici — una svolta le cui conseguenze politiche e culturali sono oggi sotto gli occhi di tutti: solo gli stolti non capiscono, non vedono, non sentono, non comprendono.

Per questo motivo è fondamentale recuperare la vera territorialità e la storia integra delle nostre regioni. Il Veneto deve necessariamente ritornare ai suoi confini naturali dall’Adda all’Istria, includendo Brescia, Bergamo e Crema, nel segno di una continuità geopolitica che dura da quattromila anni. E deve necessariamente recuperare le sue radici della Tradizione Cattolica: tornare sotto la protezione del Patriarcato di Venezia, la città del Leone di San Marco, marciana e mariana, fondata nel giorno della Annunciazione.

Questo ritorno non significa "separazione" o isolamento: la continuità venetica e veneziana e patriarcale non nega affatto l'integrazione nelle strutture romane, medievali e moderne che hanno edificato l'identità italiana. Al contrario, la specificità veneta si configura, prima di tutto, come una forma di persistenza storica, culturale e religiosa.

BASTA PARLARE. QUESTA VOLTA SI FA. 💪Da troppi anni il cippo di confine della Serenissima aspetta qualcuno che venga a ra...
23/08/2026

BASTA PARLARE. QUESTA VOLTA SI FA. 💪

Da troppi anni il cippo di confine della Serenissima aspetta qualcuno che venga a raddrizzarlo e a restituirgli dignità. Invece di aspettare il Messia, ci pensiamo noi. Insieme.

📅 Sabato 5 settembre, dalle ore 10
📍 Località Stoppacine, tra Pettorazza e San Martino di Venezze (RO)

Invitiamo Sindaci, cittadini e associazioni: portate guanti, attrezzi da giardinaggio e tanta voglia di fare. E anche qualcosa da condividere: pane & salame, Vino e prodotti di casa.

Raddrizzeremo il cippo, riordineremo l’area e faremo soprattutto una grande festa di comunità!

La storia è di tutti. Prendiamocene cura insieme.

Paolo Caratossidis


Oggi non vi parliamo di Bergamo. O meglio, non solo. 🦁🇲🇪Oggi lo sguardo della nostra città va oltre il mare, dritto vers...
23/08/2026

Oggi non vi parliamo di Bergamo. O meglio, non solo. 🦁🇲🇪
Oggi lo sguardo della nostra città va oltre il mare, dritto verso Cattaro, nelle sue meravigliose Bocche, dove sorgono le mura nostre "gemelle", parte dello stesso sito UNESCO delle Opere di difesa veneziane.
Il 23 agosto 1797 accadde un fatto storico straordinario.
Mentre il mondo cambiava e le truppe napoleoniche avanzavano cancellando la Serenissima Repubblica di Venezia, nei territori delle Bocche di Cattaro i cittadini si rifiutarono di arrendersi all'evidenza. Fu proprio qui che venne ammainata l'ultimissima bandiera di San Marco.
Ma invece di consegnarla ai francesi, la popolazione si strinse in un pianto collettivo e la seppellì sotto l'altar maggiore, pronunciando la celebre promessa: «Ti con nu, nu con ti». Quando gli occupanti arrivarono, la bandiera semplicemente non si trovò.
Anni dopo, durante il regime fascista, ci fu un nuovo tentativo di scovare e requisire quella storica reliquia di fedeltà. Ma ancora una volta, la comunità locale la custodì e la nascose con tale fierezza che nemmeno allora si riuscì a trovarla.
Ci sono legami e simboli che nessuna dominazione o passaggio di secolo può cancellare.
Oggi, 23 agosto, in ricordo di quel gesto di straordinario coraggio e devozione, facciamo sventolare con orgoglio le nostre bandiere con il Leone sulle Mura di Bergamo: un saluto ideale e un abbraccio tra pietre gemelle che condividono la stessa storia e lo stesso spirito libero. 🔴🟡
👇 Conoscevi la storia dell'ultima bandiera della Serenissima e il legame tra le mura di Bergamo e Cattaro? Scrivendolo nei commenti!

Pa' fortuna noaltri Semo Veneti, ghe ze na bea difarensa😉L "italiano" non é un Popolo, l'unica cosa che accomuna i citta...
22/08/2026

Pa' fortuna noaltri Semo Veneti, ghe ze na bea difarensa😉

L "italiano" non é un Popolo, l'unica cosa che accomuna i cittadini italiani é la lingua, il toscano medievale é stato la lingua franca per poi diventare lingua ufficiale di uno stato artificiale, voluto dalla massoneria inglese per contrastare il dominio francese sul mediterraneo.
I restanti parametri che definiscono un Popolo, come cultura, storia, valori, tradizioni e radici identitarie sono estremamente variegati nello stato italiano.
I Popoli padani e alpini hanno caratteristiche più comuni con quelli centro europei, mentre il meridione le condivide prevalentemente con altre popolazioni mediterranee, più in generale "italiano" si potrebbe definire l'abitante della fascia centrale dello stato italiano.
Fortunatamente questo lo hanno capito anche al di fuori dello stato italiano.

22/08/2026
Bezonja esar pareciai se se vol inbarcar😂❤️
22/08/2026

Bezonja esar pareciai se se vol inbarcar😂

❤️

Indirizzo

San Marco
Venice
30122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Semo Veneti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi