20/02/2021
La moda, nella sua espressione più alta quando diventa costume, descrive la cultura di un popolo. Per questo abbiamo scelto per raccontare una delle tradizioni più antiche come il carnevale, un linguaggio che è legato ai dettagli dell'abbigliamento.
Si inizia con il parlare delle maniche, che si staccavano dalla gamora (gamurra) con gli agugelli. Ciascuna manica era, nell'abbigliamento dei nobili, un elemento decorativo arricchito di perle, pietre più o meno preziose, ricami con fili pregiati. Una sorta di grande bracciale fuori scala, tant'è che venivano elencate a parte nelle doti nuziali e capita che fossero in numero dispari, per cui potevano essere mischiate fra loro, in funzione dell'importanza della serata. Era una manica il premio dei tornei più importanti, che veniva donata direttamente dalla Signora cui il torneo era dedicato, e per sfidare un rivale a duello ci si lanciava la manica dopo averla staccata dal farsetto (mettendola così al sicuro). Ancora oggi diciamo "tutt'altro paio di maniche" quando una cosa cambia completamente!
Dopo le maniche si fa un piccolo accenno ai calcagnetti, moda particolarmente diffusa a Venezia. Questi alti zoccoli richiedevano l'aiuto di almeno una fantesca perché le proprietarie non cadessero, per cui, oltre a diventare particolarmente alte e quindi visibili da tutta la Piazza, chi le indossava poteva permettersi della servitù solo per camminare in pubblico, ostentando dunque ricchezza oltre alla bellezza. Questo uso lo troviamo sino alla seconda metà del 1500, e solo l'affermarsi di una moda più comoda lo portò lentamente a scemare...
In pochi passaggi abbiamo raccontato le caratteristiche più note della moda muliebre veneziana... peccato non aver avuto il tempo di introdurre le calzabrache e i pantaloni... la prossima volta! :-)
Incontriamo per primi i Loredan, la famiglia che fece la ristrutturazione che ha trasformato il palazzo regalandogli l’aspetto che conosciamo oggi. Un proget...