31/03/2025
Associazione Culturale "Veneteka"
..THE FIRST VENETIAN ETHNIC EMPORIUM: Murano Glasses of the '50s,'60s,&'70s; Books; Venetian Flags; T-shirts; Drawings&Prints of the Venetian Fauna & more!
We are a group of Venetian guys dedicated to the cult of the Most Serene Venetian Republic, which we consider the best prototype for a good government. We decided to found a cultural association in order to celebrate the glorious deeds of our ancient Venetian Fathers. The Venetian government lasted for more than 1,300 years: this does sound unthinkable to the modern cranky States the world is forg
31/03/2025
18/04/2023
Il 17 aprile del 1797, Verona, occupata dalle truppe rivoluzionarie francesi, insorse contro l'occupante che, nel frattempo, aveva iniziato a cannoneggiare la città. La resistenza marchesca condotta dagli eroici Veronesi si protrasse per 9 giorni, fino al 25 aprile, festa dell'Evangelista Marco - santo Patrono della Venezia e di tutti i Popoli marcheschi dello "Stato da Tera" e dello "Stato da Mar" - mettendo momentaneamente fine alla supremazia dei giacobini nella città scaligera.
Come ogni anno a partire dalla prima edizione del 1997, il Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi organizza una rievocazione storica degli eventi che fecero di Verona la capitale della lotta anti-giacobina nelle zone settentrionali della Pen*sola italica.
L'edizione di quest'anno, fissata a sabato 22 aprile, è arricchita dalla proiezione di un film sull'eroica insurrezione veronese.
Vi aspettiamo numerosi!
Gloria a San Marco!
Onore agli insorti Veronesi!
"COMITATO PER LA CELEBRAZIONE DELLE PASQUE VERONESI.
La manifestazione rievoca l’insurrezione generale della città di Verona e del contado, scoppiata il 17 aprile 1797, lunedì dell’Angelo, e per questo passata alla storia come Pasque Veronesi, cui parteciparono anche milizie vicentine, oltre che veronesi.
Tra le innumerevoli insorgenze popolari che, dal 1796 al 1814, costellarono l’Italia e l’Europa occupate da Bonaparte, la sollevazione di Verona è certamente la più importante in Italia, dopo la Crociata della Santa Fede guidata dal Cardinale Ruffo del 1799, nell’allora Regno di Napoli.
Quando, dopo quasi 11 mesi di occupazione, le batterie dei castelli sovrastanti la città, in mano nemica, iniziarono a cannoneggiarla, i veronesi esasperati insorsero al grido di Viva San Marco! mentre le campane a martello avvisarono l’inizio della sollevazione generale.
Per nove giorni i combattimenti furono estenuanti e il popolo, ottenuta la capitolazione della guarnigione francese in città, avanzò palmo a palmo verso i forti, infliggendo pesanti perdite al nemico: 500 soldati francesi uccisi (contro 350 veronesi); 2.400 transalpini fatti prigionieri; altri 1.000 soldati francesi feriti e piantonati negli ospedali dagli stessi veronesi. Respinto ogni tentativo di sortita dei nemici, si chiese invano aiuto a Venezia, nel cui nome e nel cui interesse si stava battagliando. E all’Impero, che però, proprio in quei giorni siglò con Bonaparte i preliminari di pace, per cui le sorti della città, privata di ogni soccorso esterno, furono inesorabilmente compromesse: Verona capitolò il 25 aprile 1797, giorno di San Marco, accerchiata da 15mila soldati francesi. Seguì la fucilazione dei capi della rivolta, la deportazione in Francia dei 2.600 uomini della guarnigione veneta (da cui un terzo soltanto tornarono), vendette e ruberie infinite. Cosa che fa ascendere a 2.105 il numero dei morti veronesi.
Oggi l’evento, che raccoglie numeroso pubblico da tutta Italia, mette in scena la rievocazione della battaglia tra i reparti veneziani, veronesi e austriaci da una parte e i rivoluzionari francesi dall’altra, con fucili e cannoni ad avancarica.
Manifestazione iscritta al n. 35 del Registro regionale
I edizione: 1997
Ultima edizione: 2019
Periodo di svolgimento della manifestazione: da aprile a giugno.
Contatti:
Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi - Verona (VR)
E-mail: [email protected]
Sito internet: www.traditio.it".
17/08/2022
L'atroce MARTIRIO di .
L'Atroce M4RTIRIO di Marcantonio Bragadin Articolo di Matteo Rubboli: "https://www.vanillamagazine.it/latroce-martirio-di-marcantonio-bragadin/", disponibile su Vanilla Magazine: https://www.vanillam...
25/03/2022
Domani 26 marzo 2022 in Piazza Maggiore a Este, alle ore 15.00: i in marcia per l' .
18/09/2021
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«Della , città nobilissima descritta da M. Francesco ; ottavo: .»
03/06/2021
Nel giorno delle esequie del Patriota veneto Luciano , invochiamo la Misericordia divina affinché accolga in Cielo la sua grande e generosa anima dedita fino all'ultimo istante alla restaurazione e alla difesa della Legalità marciana in terra di san Marco.
Il testamento spirituale del Patriota veneto Franceschi è riassunto nell'ultimo capitolo del suo libro "Dalle foreste galere nella mia Patria" riportato nelle immagini qui sotto allegate (Edizioni della Lanterna, febbraio 2015).
W la Repubblica Veneta!
W san Marco!
W i Serenissimi Patrioti veneti!
25/04/2021
"Chi è , il « di » che chiede al la restituzione di un ."
Chi è Albert Gardin, il «Doge di Venezia» che chiede al Louvre la restituzione di un dipinto L’uomo, 72 anni, e i suoi seguaci con la fissazione per la rinascita della Repubblica Veneta. A Padova il 25 aprile è annunciata la Festa della Serenissima
06/04/2021
«L'hanno chiamata il più grande capolavoro dell'Uomo, un miracolo di acqua e di pietra e per una volta tanto la retorica non è retorica e non paga pedaggio alla menzogna»: Indro parla di (1969)
Indro Montanelli parla di Venezia Indro Montanelli parla di Venezia in un servizio speciale del TG1 che merita di essere visto.Era il 1969, ma si erano già capite tante cose su cosa sarebbe s...
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Buon anno nuovo, ! Auguri per un 2021 pieno di Salute, di Serenità e di Indipendenza dall'occupante: auguri al Popolo di San Marco!
In allegato postiamo un mini-video di un volantino che l'Ambasciatore Veneto aveva creato per le celebrazioni del nuovo anno in stile veneto del primo di marzo, dove - come ci ha insegnato il nostro ambasciatore col suo splendido calendario veneto - i mesi riacquistano un senso filologico: settembre torna a essere il 7° mese, ottobre, l'8°, novembre, il 9° e dicembre, il 10°.
Siete mai stati al Palazzo della Ragione di Padova? Là vi è affrescato il più gran calendario del mondo che parte dal mese di marzo, rappresentato dal segno zodiacale dell' , testimonianza a livello mondiale anche oggi che il Capodanno in Stile Veneto del 1° di marzo è coerente con i cicli della Natura.
Oggi e per altri 3 giorni, si brinda con vino rosso alla salute della Gente di san Marco, al nostro evangelista Marco, alla Repubblica Veneta e al Patriota Veneto Giuseppe "Bepìn" Segato, morto di crepacuore per amore della Veneta Patria dopo tre carcerazioni nelle galere italiane dell'occupante italiano.
Grazie, Bepìn, per tutto ciò che ci hai dato e insegnato sulla gloriosa Storia dei nostri Veneti antichi e sulla Storia dell'impero veneziano, la più alta espressione del Popolo Veneto, come dicevi sempre, da buon padovano di Borgoricco.
Siamo fieri di esserti stati a fianco per tanti anni e di aver preso parte a tutte le celebrazioni delle tradizioni venete che tu avevi riscoperto: dalla prima festa del bócolo a san Marco, al primo veneto, sempre in Piazza, fino all'ultimo Capodanno a Motta di Livenza.
Prossimamente, ci recheremo in pellegrinaggio a Motta di Livenza, famosa per l'apparizione e gli auguri di buon anno in lingua veneta della Madonna al vecchio contadino Giovanni Cigana: «Bondì e bon ano!» Era il 9 marzo del 1510.
Ancora auguri, Gens marchesca!
Onore a Giuseppe "Bepìn" Segato, Ambasciatore Veneto!
Onore agli immortali Veneti eroi!
Viva la Repubblica Veneta!
Gloria a san Marco!
28/02/2021
: ladro e gentiluomo a .
KOCISS, UN LADRO CHE RUBAVA SOLO AI RICCHI.
STORIA DI SILVANO MAISTRELLO IL ROBIN HOOD VENEZIANO
All’anagrafe Silvano Maistrello, ma per tutti lui era Kociss.
Un soprannome che doveva ai suoi tratti somatici. A molti infatti ricordava il celebre capo indiano. Un soprannome che però a Silvano non piaceva affatto.
Probabilmente nemmeno “Robin Hood veneziano” come molti lo chiameranno dopo la sua morte è un appellativo adeguato a inquadrare la vicenda singolare di quest’uomo.
Ma alla fine è sempre così, un nome difficilmente riesce a contenere una storia.
E quella di Kociss è una storia particolarmente difficile da raccontare.
Nacque vicino al ponte di Sant’Anna, nella zona Castello, uno dei quartieri più polari di Venezia.
Fu la fame a spingerlo verso i primi furti e a destinarlo per sempre alla vita di ladro.
Ma un ladro sui generis, di quelli che oggi non ci sono più e che anche negli anni della nostra storia, gli anni settanta, si contavano sulle dita di due mani.
Si perché Silvano per tutta la vita si mantenne fedele ad un codice d’onore unico per il mondo di cui faceva parte. Lui rubava soltanto ai ricchi, agli istituti di credito, ai banchi di pegno. Correndo sui tetti di Venezia si intrufolava ovunque e dopo distribuiva una parte del bottino ai bisognosi e ai poveri. Questo comportamento gli garantì a lungo l’appoggio e il sostegno di molti abitanti del quartiere che lo avvertivano puntualmente al minimo segnale di retata.
E poi Kociss non sparava. La pi***la addosso ce l’aveva ma non faceva mai fuoco.
Decine di furti, fughe rocambolesche, qualche cattura, e numerosissime evasioni, ben diciassette, tutto senza ferire nessuno.
Un ladro sui generis lo abbiamo detto, iscritto da giovanissimo al partito comunista e arrestato perché partecipò ad una manifestazione contro la guerra del Vietnam. Un bandito sì, un criminale certo, ma nulla a che vedere con la malavita che avrebbe infestato la laguna negli anni a ve**re, quelli di Felice Maniero, della Mala del Brenta, del traffico di droga.
Una deriva che Kociss non fece in tempo a vedere nei suoi aspetti peggiori perché morì il 12 maggio 1978.
Insieme ad un complice aveva appena rapinato un banca e fuggiva a bordo di un barchino quando un motoscafo della polizia gli intimò l’alt. Nel racconto degli agenti Kociss estrasse la sua P38 ma come sempre non sparò, cercando di aumentare la velocità del suo natante per sfuggire all’arresto. Dalle mitraglie dei due poliziotti invece partirono quattordici colpi che teoricamente dovevano essere a scopo intimidatorio, ma invece lo colpirono alle spalle.
Raggiunto quando ormai era gravemente ferito venne portato all’Ospedale Civile, ormai però non c’era più nulla da fare.
Kociss era morto.
E con lui scompariva l’ultimo Robin Hood di Venezia.
Cronache Ribelli
Per approfondire consigliamo "Kociss", edito da Milieu ed entrato da poco a far parte della nostra selezione di libri. Lo trovate seguendo il link nel primo commento!
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