16/10/2026
Può un’opera d’arte essere percepita con il corpo?
Al secondo appuntamento del workshop “I am Muvement. Il corpo nello spazio dell’arte”, al Muvec-Casa delle Contemporaneità, abbiamo cercato di rispondere a questa domanda attraverso un'esperienza di profonda connessione con la scultura.
Prendendo ispirazione dall’opera in gesso di Bruno De Toffoli, grande maestro dello Spazialismo, i partecipanti hanno tradotto in movimento le emozioni scaturite dalla contemplazione artistica. Prima singolarmente, immaginando di incarnare una nuvola e le sue qualità – leggerezza, sospensione, libertà nello spazio – e poi a coppie.
In un dialogo tra “vento” e “nuvola”, i corpi hanno vissuto il gesto artistico: così come il vento muove le nuvole, l’artista modella la materia per creare forme in relazione con l’ambiente circostante.
Da queste esercitazioni è nata una danza spontanea e poetica in cui il contatto si è trasformato in impulso creativo.
Vivere fisicamente l’opera ha cambiato il modo di guardarla, donando ai partecipanti nuove percezioni e una profonda forma di benessere condiviso.
Seguiteci per scoprire il racconto del prossimo incontro tra arte e danza!