01/04/2026
Siamo rientrati dalla missione in Puglia per il progetto Interreg TESTEAT, dedicato alla valorizzazione dell’enogastronomia locale in ottica sostenibile.
Sono stati giorni utili per osservare da vicino come il valore di prodotti identitari come vino e olio venga costruito, raccontato e portato sul mercato.
La prima giornata è stata dedicata al confronto tra partner — Civiform, Scuola Centrale Formazione, Juraj Dobrila University of P**a, AZRRI d.o.o, Municipalità di Ston e DURA — per allineare lo stato di avanzamento e definire i prossimi passi del progetto, ospiti di Calasanzio cultura e formazione.
Abbiamo poi visitato Leone de Castris, storica realtà vitivinicola attiva dal 1665, dove il percorso aziendale mette in luce un elemento interessante: il ruolo di Donna Lisa e della famiglia come leva determinante nella costruzione e nella continuità dell’impresa. Un esempio significativo arriva dal periodo della Seconda guerra mondiale, quando il vino veniva imbottigliato utilizzando bottiglie di birra recuperate nei campi. A questo si è affiancato il confronto con il Gal Terra d'Arneo, dove abbiamo discusso strumenti e strategie di valorizzazione del territorio e del turismo ad esso associato, in un’ottica di sostenibilità sociale.
Il secondo giorno si è concentrato sulla filiera dell’olio, letta in una prospettiva che tiene insieme passato e presente. Nel Salento l’ulivo non è solo una coltura, ma parte del paesaggio e della storia economica: per lungo tempo l’olio lampante è stato una risorsa strategica per il territorio, esportato in tutta l’Europa.
Oggi il settore si confronta con le conseguenze della Xylella fastidiosa. Accanto alle difficoltà, emergono però segnali di adattamento: pratiche agricole diverse e l’introduzione di cultivar resistenti stanno aprendo nuove possibilità.
In questo contesto, l’incontro con Francesco e Grazia fondatori e attuale cuore di Donna Olearia, ha offerto uno sguardo concreto su cosa significhi fare impresa in questo ambito, tra lavoro in campo e scelte aziendali.