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E' in partenza il nuovo corso GOL Tecnico dell'amministrazione economico-finanziaria 👩‍💻📊Passa a trovarci in Via Salvo D...
27/08/2026

E' in partenza il nuovo corso GOL Tecnico dell'amministrazione economico-finanziaria 👩‍💻📊

Passa a trovarci in Via Salvo D'Acquisto 1 - Vasto (Ch) per presentare la tua manifestazione di interesse 🪪

Continua l'attività di ricerca e disseminazione nell'ambito del progetto Erasmus+ KA220 ReStart; oggi analizziamo l’𝐈𝐀 𝐜...
14/08/2026

Continua l'attività di ricerca e disseminazione nell'ambito del progetto Erasmus+ KA220 ReStart; oggi analizziamo l’𝐈𝐀 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨: 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.

L’intelligenza artificiale viene spesso descritta soprattutto come una minaccia per l’occupazione. Per l’Italia, però, la questione è più complessa: l’IA può eliminare alcune mansioni ripetitive, ma può anche rendere accessibili attività che prima richiedevano competenze tecniche più elevate. Per gli adulti disoccupati con basse competenze di base e informatiche la sfida consiste quindi non nel diventare specialisti di intelligenza artificiale, ma nell’imparare a **lavorare con l’IA**, utilizzandola come strumento di supporto.

Il punto di partenza resta problematico. 𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐈𝐒𝐓𝐀𝐓, 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 **𝟓𝟒,𝟑% 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝟏𝟔 𝐞 𝟕𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐞**, ancora lontano dall’obiettivo europeo dell’80% entro il 2030. ([Istat][1]

Il problema non riguarda soltanto l’informatica. I dati OCSE-PIAAC mostrano che in Italia il **37% degli adulti tra 25 e 64 anni presenta competenze di literacy pari o inferiori al livello 1**, contro una media OCSE del 27%. ([OECD][2]) INAPP rileva inoltre che le persone in cerca di occupazione ottengono risultati medi inferiori agli occupati nelle prove di literacy, numeracy e problem solving adattivo.

Proprio per questo l’IA potrebbe rappresentare, se accompagnata dalla formazione, una sorta di **“moltiplicatore di competenze”**. Un assistente digitale può aiutare una persona a scrivere una e-mail, sintetizzare un documento, comprendere istruzioni complesse, preparare un preventivo, tradurre un testo o organizzare informazioni. Non significa che le competenze di base diventino inutili: al contrario, devono essere rafforzate per permettere al lavoratore di verificare gli errori dell’IA e utilizzarla in modo consapevole.

La trasformazione è già in corso nelle imprese italiane. Secondo ISTAT, nel 2025 il **16,4% delle imprese con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di IA**, contro l’8,2% nel 2024 e il 5% nel 2023. Tra le grandi imprese la percentuale ha raggiunto il 53,1%. ([Istat][3])
È quindi probabile che aumentino non soltanto gli specialisti informatici, ma soprattutto lavoratori capaci di integrare strumenti intelligenti nelle attività quotidiane.

𝐏𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚 **𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐛𝐫𝐢𝐝𝐞**, 𝐞𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐔𝐧 𝐚𝐝𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐛𝐚𝐜𝐤 𝐨𝐟𝐟𝐢𝐜𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨, 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐈𝐀 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐝𝐞; 𝐮𝐧 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐦𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚 𝐜𝐡𝐚𝐭𝐛𝐨𝐭 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐧𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚; 𝐮𝐧 𝐚𝐝𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐞-𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢, 𝐜𝐚𝐭𝐚𝐥𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 **𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐢𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐀**, nelle quali il compito umano consiste nel verificare correttezza, pertinenza e qualità delle risposte.

Non si tratta necessariamente di professioni completamente nuove, ma di mestieri tradizionali trasformati dalla tecnologia. Una ricerca della Banca d’Italia stima infatti che, tra circa **9 milioni di lavoratori italiani altamente esposti all’IA, 5 milioni svolgano professioni nelle quali la tecnologia può essere prevalentemente complementare al lavoro umano**, anziché sostituirlo. ([Banca d'Italia][4]) L’OCSE sottolinea analogamente che la maggioranza dei lavoratori esposti all’IA non avrà bisogno di competenze specialistiche in machine learning o programmazione: cambieranno soprattutto i compiti e le competenze richieste. ([OECD][5])

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢, 𝐩𝐞𝐫𝐨̀, 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞. 𝐂𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐡𝐢, 𝐭𝐞𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 **𝐛𝐫𝐞𝐯𝐢, 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢**, 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢: 𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐦𝐚𝐫𝐭𝐩𝐡𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐮𝐭𝐞𝐫, 𝐞-𝐦𝐚𝐢𝐥, 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐢, 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐚𝐭𝐢. Solo successivamente dovrebbe essere introdotta l’IA attraverso situazioni concrete di lavoro.

L’OCSE, nel rapporto *Skills in the AI Age* del 2026, sostiene proprio la necessità di combinare competenze fondamentali, digitali e trasversali e di offrire agli adulti programmi brevi e mirati di riqualificazione. Le competenze avanzate di IA riguardano infatti ancora una quota molto ridotta della forza lavoro, circa l’1%, mentre una **alfabetizzazione all’IA di base può essere utile a tutti i lavoratori**. ([OECD][6])

L’obiettivo, quindi, non dovrebbe essere formare migliaia di nuovi “esperti di IA”, ma creare **operatori amministrativi, commerciali, logistici, assistenziali e di servizio capaci di utilizzare strumenti intelligenti in sicurezza e autonomia**. Per molti adulti disoccupati l’intelligenza artificiale può diventare così non una barriera aggiuntiva, ma un ponte verso il reinserimento lavorativo, a condizione che innovazione tecnologica, alfabetizzazione di base e politiche attive del lavoro procedano insieme.

[1]: https://www.istat.it/comunicato-stampa/cittadini-e-ict-anno-2025/?utm_source=chatgpt.com "Cittadini e ICT – Anno 2025"
[2]: https://www.oecd.org/en/publications/education-at-a-glance-2025_1a3543e2-en/italy_5cc616ce-en.html "Education at a Glance 2025: Italy"
[3]: https://www.istat.it/comunicato-stampa/imprese-e-ict-anno-2025/ "Imprese e Ict – Anno 2025 – Istat"
[4]: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2024-0878/index.html?com.dotmarketing.htmlpage.language=1 "Banca d’Italia - No. 878 - An assessment of occupational exposure to artificial intelligence in Italy"
[5]: https://www.oecd.org/en/publications/artificial-intelligence-and-the-changing-demand-for-skills-in-the-labour-market_88684e36-en.html "Artificial intelligence and the changing demand for skills in the labour market | OECD"
[6]: https://www.oecd.org/en/publications/skills-in-the-ai-age_972bd15e-en/full-report/component-4.html "Executive summary: Skills in the AI age | OECD"

Nell'ambito del progetto Erasmus+ KA220 ReStart, prosegue l'attività di ricerca e di disseminazione su "IA e opportunità...
12/08/2026

Nell'ambito del progetto Erasmus+ KA220 ReStart, prosegue l'attività di ricerca e di disseminazione su "IA e opportunità di lavoro per disoccupati e discenti adulti".

Lo staff della Polaris ha attuato una ricerca sullo s𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐈𝐀 𝐜.𝐝. 𝐈𝐀 𝐥𝐢𝐭𝐞𝐫𝐚𝐜𝐲 𝐭𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞; di seguito il riassunto di tale ricerca.

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"Misurare le competenze di intelligenza artificiale degli adulti in cerca di occupazione è oggi più difficile di quanto sembri. In Italia non esiste ancora un indicatore nazionale consolidato di “AI literacy” riferito specificamente ai disoccupati: il quadro va ricostruito mettendo insieme dati su competenze digitali, uso dell’IA, capacità cognitive e partecipazione alla formazione. Il risultato è netto: la diffusione dell’IA accelera nel sistema produttivo, ma una parte rilevante delle persone che cercano lavoro parte da una base digitale ancora fragile.

Il dato più diretto arriva dal Rapporto annuale Istat 2026. 𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝟒𝟕,𝟓% 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐞𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐢 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐃𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐜𝐞 𝐅𝐫𝐚𝐦𝐞𝐰𝐨𝐫𝐤 — 𝐚𝐥𝐟𝐚𝐛𝐞𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢, 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦 𝐬𝐨𝐥𝐯𝐢𝐧𝐠. 𝐋𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐔𝐄𝟐𝟕, 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐚𝐥 𝟓𝟒,𝟒%, 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐞 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚. 𝐓𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐚𝐥 𝟔𝟓,𝟓%.

Il divario non riguarda quindi soltanto l’accesso a strumenti avanzati come l’IA: per oltre metà delle persone senza lavoro è ancora incompleta la dotazione digitale necessaria per usarli in modo autonomo e consapevole.

La distanza emerge anche nell’uso concreto dell’intelligenza artificiale generativa. Nel 2025 solo il 19,9% degli italiani tra 16 e 74 anni ha utilizzato strumenti di IA, contro il 32,7% della media UE27: l’Italia risulta penultima nell’Unione.

L’uso cresce fortemente con il livello d’istruzione, dal 3,6% tra chi possiede al massimo la licenza media al 32% tra chi ha un titolo terziario, ed è leggermente più diffuso tra gli occupati, al 21,9%. Istat non pubblica nello stesso rapporto una quota equivalente per i soli disoccupati, ma il legame tra istruzione, condizione occupazionale e uso dell’IA suggerisce che il segmento più fragile del mercato del lavoro rischia di essere anche quello meno esposto alle opportunità di apprendimento informale offerte da questi strumenti."

Il problema è più ampio della familiarità con ChatGPT o Copilot. L’indagine OCSE-PIAAC 2023 mostra che il 46% degli adulti italiani tra 16 e 65 anni si colloca al livello 1 o inferiore nel problem solving adattivo, contro il 29% medio OCSE; solo l’1% raggiunge il livello più alto, contro il 5% OCSE. Inoltre il 26% degli adulti italiani è ai due livelli più bassi contemporaneamente nelle tre aree di literacy, numeracy e problem solving. Sono competenze “fondazionali” decisive anche per l’IA: formulare una richiesta efficace, valutare una risposta, riconoscere errori o “allucinazioni”, confrontare fonti e integrare un output in una decisione di lavoro richiede capacità di comprensione e verifica, non soltanto accesso tecnologico.

Nel frattempo, la domanda del mercato si muove rapidamente. Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel 2025 le imprese richiedono competenze digitali legate a Internet e alla comunicazione multimediale al 61,2% dei profili in ingresso; competenze matematico-informatiche al 48,8% e capacità di gestire soluzioni innovative al 36%. Parallelamente, Istat rileva che nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di IA, il doppio rispetto all’8,2% del 2024 e più del triplo rispetto al 2023. Tra le imprese che avevano valutato l’adozione senza realizzarla, quasi il 60% indica proprio la mancanza di competenze adeguate come ostacolo.

Sul versante delle politiche attive, il Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori ha prodotto una risposta quantitativamente rilevante. Al 30 giugno 2026 erano state prese in carico oltre 4,3 milioni di persone e 1.056.403 avevano completato percorsi formativi; 721.661 risultavano formate sulle competenze digitali, più del doppio del target iniziale di 300 mila. Dal 2025 è inoltre attivo EDO – Educazione Digitale per l’Occupazione, percorso gratuito rivolto a disoccupati e persone in transizione, con 56 moduli, 16 ore di formazione e attestazione finale.

Il punto critico, tuttavia, è qualitativo. “Competenze digitali” e “competenze di IA” non sono sinonimi.

𝐏𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢: 𝐛𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐞; 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐫𝐫𝐢𝐜𝐮𝐥𝐮𝐦, 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢; 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚, 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐜𝐲 𝐞 𝐮𝐬𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞; 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞. 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨, 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐞.

Lo stato dell’arte è dunque quello di una transizione incompleta. Le politiche pubbliche hanno raggiunto una scala significativa e l’adozione dell’IA nelle imprese cresce rapidamente, ma quel 47,5% di disoccupati con competenze digitali almeno di base segnala che il bacino potenziale di esclusione resta ampio.

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 “𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐈𝐀”, 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐢, 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐨𝐢 𝐬𝐞 𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨.

Senza questo passaggio, l’IA rischia di aumentare il vantaggio di chi possiede già istruzione, esperienza e competenze digitali, invece di diventare uno strumento di inclusione e ricollocazione."

✈️🇬🇧 Sono rientrati da Londra i 12 partecipanti della mobilità internazionale del progetto Erasmus+ KA121 MoVET 2025, fi...
07/08/2026

✈️🇬🇧 Sono rientrati da Londra i 12 partecipanti della mobilità internazionale del progetto Erasmus+ KA121 MoVET 2025, finanziato da Inapp

Si conclude un’esperienza intensa, stimolante e ricca di nuove opportunità di crescita, vissuta tra formazione, confronto, scoperta e condivisione, realizzata in collaborazione con TRAINING.

Durante il soggiorno londinese, i partecipanti hanno preso parte a visite aziendali, workshop dedicati alle soft skills e attività formative sulla lingua, mettendosi alla prova in un contesto internazionale e potenziando competenze fondamentali come comunicazione, collaborazione, problem solving, adattabilità e lavoro di squadra. 💡

Non sono mancati, naturalmente, i momenti dedicati alla scoperta della città e della sua straordinaria realtà storica, culturale e sociale, che hanno reso questa mobilità ancora più completa e coinvolgente. 🌍✨

Le foto raccontano un’esperienza che va ben oltre il viaggio: un’occasione per aprirsi a nuove prospettive, confrontarsi con realtà diverse e tornare a casa con un bagaglio ancora più ricco di competenze, ma anche e soprattutto di relazioni, ricordi ed emozioni.

This is Erasmus, this is Erasmus+!!

SIAMO CHIUSI PER FERIE DA LUNEDì 3 AGOSTO A VENERDì 21 AGOSTO. GLI UFFICI RIAPRIRANNO LUNEDì 24 AGOSTO ALLE ORE 9:00.PER...
31/07/2026

SIAMO CHIUSI PER FERIE DA LUNEDì 3 AGOSTO A VENERDì 21 AGOSTO. GLI UFFICI RIAPRIRANNO LUNEDì 24 AGOSTO ALLE ORE 9:00.

PER URGENZE CHIAMARE IL 345-3915828 (SCRIVERE A QUESTO NUMERO ANCHE SU WHATSAPP) OPPURE SCRIVERE A [email protected]

Oggi salutiamo i ragazzi ungheresi della scuola Gyulai SzC Kossuth Lajos Technikum, Szakképző Iskola és Kollégium Oroshá...
31/07/2026

Oggi salutiamo i ragazzi ungheresi della scuola Gyulai SzC Kossuth Lajos Technikum, Szakképző Iskola és Kollégium Orosháza arrivati anche quest’anno a grazie al programma Erasmus+

Sono stati giorni ricchi di esperienze, scoperte, incontri e nuovi legami. Ci auguriamo che porterete con voi un bellissimo ricordo della nostra città e del tempo trascorso qui.

Buon rientro a casa e arrivederci, ragazzi! 👋
Speriamo di rivedervi presto a Vasto! 💙

Ultimo giorno a Vasto per gli studenti ungheresi, al lavoro con entusiasmo e professionalità fino all’ultimo 🏆🏆
30/07/2026

Ultimo giorno a Vasto per gli studenti ungheresi, al lavoro con entusiasmo e professionalità fino all’ultimo 🏆🏆

To be continued…!!
28/07/2026

To be continued…!!

Giovedì scorso abbiamo salutato 12 ragazzi partiti alla volta di Londra per vivere un’esperienza Erasmus+ nell’ambito de...
28/07/2026

Giovedì scorso abbiamo salutato 12 ragazzi partiti alla volta di Londra per vivere un’esperienza Erasmus+ nell’ambito della formazione professionale, grazie al Progetto MoVet. 🇬🇧✈️

Un’importante opportunità di crescita, formazione e scoperta. Buon viaggio e… enjoy the City! 💂‍♂️

To be continued …!!
26/07/2026

To be continued …!!

Indirizzo

Via Salvo D'Acquisto, 1 B-C-D
Vasto
66054

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+39 0873/368826

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