30/01/2026
📚 QUANDO LA SCUOLA SMETTE DI OBBEDIRE ALLA PAURA
Dopo la Riforma Gentile del 1923, la scuola italiana venne progressivamente assorbita dal regime fascista.
Per un maestro o un professore, negli anni successivi, non avere la tessera del Partito Nazionale Fascista significava, di fatto, non poter insegnare.
Non sempre era scritto in una legge.
Ma era scritto nella realtà:
👉 senza tessera non si entrava in ruolo
👉 senza tessera non si faceva carriera
👉 senza tessera si veniva isolati, trasferiti, sospesi
Nel 1931 arrivò il giuramento di fedeltà al regime per i professori universitari.
Su oltre mille docenti universitari, solo dodici rifiutarono.
Dodici.
Nel Sud, e anche in Puglia, furono pochissimi i maestri che ebbero il coraggio di dire no.
Pochissimi.
E quasi tutti pagarono con la carriera, lo stipendio, la marginalizzazione.
📖 Non sono nei manuali.
Ma sono parte della storia vera della scuola.
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🗓️ Nel 2021, quando l’obbligo vaccinale è entrato nelle scuole, io non mi sono vaccinato.
Sono stato uno dei pochi insegnanti in Italia a farlo.
Non per moda.
Non per ideologia.
Ma per coscienza.
Ho pagato un prezzo.
E sono andato nelle piazze della Puglia a dirlo a voce alta: quando lo Stato smette di dialogare e comincia a imporre, non sta educando. Sta comandando.
Don Lorenzo Milani lo aveva scritto già nel 1965, nella Lettera ai giudici:
✒️ “L’obbedienza non è più una virtù.”
E qui va chiarita una cosa che oggi viene ripetuta in modo sbagliato:
❌ A scuola non si può fare propaganda di partito. Vero.
❌ Ma dire che a scuola non si può parlare di politica è falso.
Perché ogni scelta educativa è anche politica.
Parlare di diritti è politica.
Parlare di Costituzione è politica.
Parlare di guerra e pace è politica.
Parlare di giustizia sociale è politica.
🎓 La scuola non deve produrre elettori obbedienti.
Deve formare cittadini pensanti.
I partiti restano fuori dall’aula.
La coscienza civile deve entrarci.
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Per questo, quando leggo il testo che sta circolando in rete, attribuito a una “professoressa di Palermo” (autore non verificato), sento che parla la stessa lingua civile:
🗣️ “Schedatemi. Fatelo pure.
Insegno che il fascismo non è un’opinione: è un crimine. Punto.
Insegno che Gaza non è una notizia da talk show, ma una ferita aperta.
Per chi guarda e finge di non vedere.
Insegno che quello che sta accadendo in America non è ‘ordine’: è violenza.
Insegno che un bambino di cinque anni non si arresta.
Che le persone non si deportano.
Se questo lo chiamate propaganda, segnalatemi.
Scrivete pure: ‘attenzione, questa prof pensa’.
Io continuo a insegnare.
A ricordare.
A non obbedire alla paura.”
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⚖️ Ecco il punto.
Non è destra o sinistra.
Non è tifo.
È educazione civica.
È rispetto della vita umana.
È responsabilità morale.
📣 La voce non la abbasso.
🏫 La scuola non la tradisco.
🚫 La paura non la servo.
— Michele Amato