Centro Pastorale Università degli Studi dell'Insubria Varese

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Centro Pastorale Università degli Studi dell'Insubria Varese La Pastorale Universitaria è una proposta, un servizio, una mano tesa. Le relazioni umane sono al c

Viviamo insieme in amicizia un'esperienza che arricchisce la nostra vita da universitari piena di momenti di riflessione, di preghiera e di studio insieme.

RITO AMBROSIANO – Domenica, 9 agostoXI Domenica dopo Pentecoste“E’lo Spirito a suggerire ai fedeli le parole per la loro...
08/08/2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 9 agosto
XI Domenica dopo Pentecoste
“E’lo Spirito a suggerire ai fedeli le parole per la loro testimonianza”.
+ Lettura del Vangelo secondo Matteo (10, 16-20)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».

15/07/2026
11/07/2026

🎓✨ Il 14 luglio l’Università dell’Insubria celebra la 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘂𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗮𝘂𝗿𝗲𝗮𝘁𝗲, in occasione del 28° anniversario dalla fondazione dell’Ateneo.

Una ricorrenza speciale per festeggiare circa 350 dottori e dottoresse che hanno conseguito il titolo tra luglio 2022 e marzo 2026: una rappresentanza della grande comunità degli oltre 41.500 laureati e laureate proclamati dall’Insubria dal 1998 a oggi.

🎓 La giornata si aprirà con il corteo accademico, che attraverserà il centro di Varese insieme a una delegazione di docenti in toga, alla Rettrice 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗼 e al Prorettore vicario 𝗨𝗺𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗣𝗶𝗮𝗿𝘂𝗹𝗹𝗶.

📍 Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici del legame tra Ateneo e città, da piazza della Repubblica, sede storica del Rettorato, a piazza Monte Grappa, dove da settembre il Palazzo della Camera di Commercio accoglierà il corso di laurea in Giurisprudenza, fino ai Giardini Estensi.

🎤 La cerimonia, davanti alla fontana dei Giardini Estensi, sarà condotta dal giornalista Matteo Inzaghi e si aprirà con il saluto della Magnifica Rettrice Maria Pierro.

🌍 Ospite della serata sarà 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗕𝘂𝗰𝗰𝗲𝗿𝗶, laureato Insubria in Economia e Commercio con lode nel 2003 e oggi deputy chief dell’Unità «Politica e gestione delle entrate» della Direzione generale del Bilancio della Commissione Europea.

👏 Dopo la consegna degli attestati di partecipazione da parte delle direttrici e dei direttori di dipartimento, la festa si concluderà con il lancio del tocco: il gesto simbolico che segna il passaggio a una nuova fase della vita.

💚 Una festa per celebrare i traguardi raggiunti, il senso di appartenenza e il legame tra l’Università dell’Insubria, i suoi laureati e il territorio.

👉 www.uninsubria.it/festa-laureato-2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 12 luglioVII Domenica dopo Pentecoste“Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mens...
11/07/2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 12 luglio
VII Domenica dopo Pentecoste
“Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio”.
+ Lettura del Vangelo secondo Luca (13, 22-30)

In quel tempo. Il Signore Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

RITO AMBROSIANO – Domenica, 5 luglioVI Domenica dopo Pentecoste“Le beatitudini, nuova legge proclamata da Cristo”.+ Lett...
04/07/2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 5 luglio
VI Domenica dopo Pentecoste
“Le beatitudini, nuova legge proclamata da Cristo”.
+ Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 20-31)

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti. Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».

RITO AMBROSIANO – Domenica, 28 giugnoV Domenica dopo Pentecoste“Tu va’ e annuncia il regno di Dio”+ Lettura del Vangelo ...
27/06/2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 28 giugno
V Domenica dopo Pentecoste
“Tu va’ e annuncia il regno di Dio”
+ Lettura del Vangelo secondo Luca (9, 57-62)

In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

RITO AMBROSIANO – Domenica, 14 giugnoIII Domenica dopo Pentecoste“Dio ha dato il suo Figlio, perché chiunque crede in lu...
13/06/2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 14 giugno
III Domenica dopo Pentecoste
“Dio ha dato il suo Figlio, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”.
+ Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 16-21)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

RITO AMBROSIANO – Domenica, 7 giugnoII Domenica dopo Pentecoste“Amate i vostri nemici: Dio fa sorgere il suo sole sui ca...
06/06/2026

RITO AMBROSIANO – Domenica, 7 giugno
II Domenica dopo Pentecoste
“Amate i vostri nemici: Dio fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni”.
+ Lettura del Vangelo secondo Matteo (5, 2. 43-48)

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava alle f***e dicendo: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

04/06/2026
Il forte monito educativo che sorge dalla "Magnifica Humanitas", prima enciclica di papa Leone XIV26 Maggio 2026“L’intel...
02/06/2026

Il forte monito educativo che sorge dalla "Magnifica Humanitas", prima enciclica di papa Leone XIV
26 Maggio 2026
“L’intelligenza artificiale deve essere disarmata”. È questa la “convinzione inquietante” espressa nell’enciclica Magnifica Humanitas presentata ieri da papa Leone XIV. “La parola è forte, lo so”, ha chiarito il Santo Padre, “ma è stata scelta deliberatamente perché questo momento ha bisogno di parole capaci di attirare l’attenzione, risvegliare le coscienze e indicare percorsi di progresso per l’umanità”.
“Ogni grande potenza tecnica può influenzare la vita delle persone e quindi deve essere accompagnata da un adeguato discernimento morale e controllo pubblico”, ha ricordato Leone, secondo il quale “il disarmo nucleare resta un servizio alla pace e alla dignità della famiglia umana”. “In senso analogo, ora l’intelligenza artificiale richiede di essere ‘disarmata’, liberata da logiche che la trasformano in uno strumento di dominio, esclusione o morte”, ha osservato: “Come l’energia nucleare, deve essere al servizio di tutti e del bene comune”.
Un monito che nasce dalla convinzione che quando la tecnologia indebolisce il nostro senso critico, la pace stessa è a rischio. Per questo Leone ha inteso sottolineare come pur non temendo l’intelligenza artificiale, occorre “mantenere costantemente in gioco la questione dell’umano. Non possiamo essere imprudenti con i nostri strumenti tecnici più potenti”.
Certamente nessuna persona può essere lasciata ai margini dello sviluppo digitale ma, ha affermato il Pontefice citando Paolo VI: “Il vero sviluppo riguarda sempre ogni uomo e l’uomo nella sua totalità”, e “totalità significa che nessuno può essere ridotto alla produttività, alla performance cognitiva o a semplici dati. La persona porta in sé una libertà, un’interiorità e una vocazione all’amore e all’adorazione che nessuna macchina può sostituire o bloccare”.
Di qui uno dei consigli offerti dal Papa, nel quarto capitolo della Magnifica Humanitas, a Educare i giovani a “digiunare” dall’intelligenza artificiale, a favore di una “alleanza educativa” nell’era digitale, per “proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta, da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando è più necessario”. Un pensiero umano che si alimentare, piuttosto, dall’integrazioni dei saperi a cui la scuola e l’università in particolare e è sempre più chiamata.
Per Leone XIV, inoltre, serve un’ecologia della comunicazione che diventi un argine alla disinformazione, a partire dalla priorità della “ricerca della verità”, raccomandata non solo ai comunicatori di professione. “Occorre opporsi, con scelte pubbliche lungimiranti, all’interesse immediato delle piattaforme – concentrate in poche mani – quando esso contrasta con il bene dei minori”, la raccomandazione del Papa rivolta alle famiglie, alla scuola e al mondo dell’educazione.
Il testo di indirizzo vergato da Leone, infine, s’intreccia profondamente con le riflessioni della Chiesa italiana riunita in Assemblea generale proprio in questi giorni. E si lega anzitutto nella necessità di sporcarsi le mani con le fatiche e le speranze del tempo dato: con apostolica franchezza, come sottolineato dal card. Zuppi in apertura dei lavori assembleari: «L’enciclica afferma che l’annuncio del Vangelo non può dimenticare la vita concreta dei popoli». La prima fatica è costruire la pace. Per la quale l’Assemblea Cei, seguendo gli appelli di papa Leone, ha approvato già nel novembre scorso ad Assisi la Nota pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante”. E ognuno di noi, rammenta costantemente il Papa, ha il suo posto nel mosaico della pace.

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