13/09/2026
VERGOGNA IN VANCHIGLIA: il diritto alla casa non è all'asta
Un uomo di 70 anni non esce di casa da 3 anni. Ha perso una gamba e il lavoro a causa di una malattia grave. Vive con la sorella di 64 anni che si occupa di lui in quanto non autosufficiente.
Non è per scelta che non esce di casa da tre anni: il suo palazzo in via Napione 27 non ha una rampa e l'amministratore si è rifiutato di renderlo accessibile, sebbene loro vivano in quella casa da 35 anni.
Nel frattempo, l'avvocato del condominio spinge per pignorargli casa per delle spese condominiali che ovviamente non riesce a pagare a causa della malattia e della conseguente perdita di lavoro.
I servizi sociali? Silenzio.
L'avvocato del condominio? "Non siamo ai vostri comodi e non vi daremo nessuna possibilità per rientrare nel debito".
L'avvocato del tribunale? Minacce di sgombero in 24 ore — illegali, ma dette senza vergogna, a due persone terrorizzate.
Intanto la casa viene aperta, più volte, a sconosciuti che vengono a valutarla per comprarsela all'asta.
Sappiamo già come va a finire: B&B a 90€ a notte, o affitti per studenti a 600€ al mese per stanza. Il 27 luglio l'asta è andata deserta. Un rinvio, non una vittoria.
Il 14, 15 e 16 settembre ci sarà la seconda asta.
Questa non è "morosità condominiale". È speculazione sulla pelle di chi si ammala, perde il lavoro, resta abbandonato dalle istituzioni.
Il diritto alla casa non è un favore. È un diritto. Sempre. Anche per chi non può pagare.