Una splendida serata all’Arena Comunale di Rivignano per il gran finale della rassegna USMÂ.
Con “Il rimedio che ti cambia”, spettacolo scritto e diretto da Claudio de Maglio, il pubblico ha potuto immergersi nell’energia irresistibile della Commedia dell’Arte, tra maschere, equivoci, intrighi politici, combattimenti scenici e colpi di scena.
Un viaggio teatrale nella Sicilia del primo Cinquecento che ha visto protagonisti gli allievi del terzo anno dell’Accademia Nico Pepe, capaci di portare in scena con talento, ritmo e passione una delle tradizioni più affascinanti del teatro italiano.
In scena:
Elia Bonzani, Francesca Cozzini, Leonardo Maria Filoni, Davide Gavini, Gianluca Madaschi, Edoardo Maria Mattina, Gaia Mencarini, Michela Serra, Nello Tammaro e Giacomo Zampini.
Un ringraziamento speciale a Marco Toller per i canti, a Stefano Perocco di Meduna per le maschere e a Simone Belli per i combattimenti scenici.
Grazie al per la calorosa accoglienza e al pubblico che ha condiviso con noi questa bellissima serata di teatro.
Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe", Udine
scuola di recitazione triennale In particolare, i temi guida dei tre anni di corso:
Il primo anno di corso
Destrutturazione. Nutrire l’immaginario.
I tre anni di corso propongono una formazione professionale volta a fornire una completa preparazione per una carriera di attività legate alla recitazione. Desideriamo che i nostri studenti siano curiosi, creativi, pronti ad ascoltare, ad esplorare: forti e raffinati, alla scoperta delle loro intelligenze fisica ed emotiva, colti flessibili e ricettivi; generosi verso il processo di apprendimento
Il respiro nelle cose
Presentato nell’ambito del festival Vicino/Lontano Premio Terzani 2026 e accolto con grande partecipazione anche nella replica all’Arena Nico Pepe, “Il respiro nelle cose” ha visto protagonisti gli allievi dell’Accademia Nico Pepe di Udine in uno spettacolo con regia e drammaturgia di Claudio de Maglio, la collaborazione alla messinscena di Alessandro Maione e gli interventi coreografici di Marta Bevilacqua.
Attraverso il gesto e la parola, i giovani attori hanno esplorato le molteplici sfumature del respiro: l’apnea e il sollievo, il peso dell’esistenza e il desiderio di libertà, dando corpo e voce a emozioni che appartengono a tutti noi.
Guidati da Claudio de Maglio con sensibilità e maestria, hanno concluso il loro anno accademico con uno spettacolo intenso, poetico e necessario, accolto con calore dal pubblico.
«Respirare è una sfida quotidiana. Il respiro è l’anello di congiunzione tra la nostra dimensione corporea e la percezione profonda dell’esistere davvero nella vita. Attraverso il gesto e la parola, un gruppo di giovani aspiranti attori ha esplorato alcune delle tante sfaccettature di una condizione che accomuna l’intera umanità.
E hanno scoperto una cosa: tutti noi, da troppo tempo, viviamo in una condizione di apnea. È ora di riprendersela. Riprendiamoci il respiro!»
Claudio de Maglio
In scena:
Matteo Cola, Matteo Conti, Sara Gilone, Antonio Raul Iannunziata, Stefano Lionetti, Martina Marini, Gaia Mazzolin, Edoardo Pahor, Tommaso Pecorari, Annaclara Pietrogrande, Martina Pugliese, Antonio Quercia, Guglielmo Scialpi, Edoardo Tocchetto, Maddalena Vinco e Timoteo Volpi.
E ora, per i prossimi esami di passaggio: merdamerdamerda!
È sogno? O realtà…
Il mondo della follia attraverso il canto
Dalle vertiginose follie di Orlando nel Rinaldo di Händel alla tormentata umanità di Peter Grimes di Britten, gli allievi del secondo e terzo anno dell’Accademia Nico Pepe di Udine hanno accompagnato il pubblico in un viaggio musicale intenso e coinvolgente alla scoperta delle molteplici forme della follia.
Un tema che attraversa la storia della musica vocale e continua a interrogare artisti e spettatori: dove finisce la realtà e dove comincia il sogno? E chi può dirsi davvero immune dalla follia?
Questo concerto è stato il punto di arrivo di un importante percorso di formazione vocale svolto insieme al Maestro Marco Toller nell’ambito di “Esercitazioni e pratiche vocali”, disciplina basata sul Metodo Funzionale della Voce.
Attraverso il lavoro su respirazione, risonanze, vibrazione e libertà espressiva, gli allievi hanno approfondito la conoscenza della propria voce come strumento artistico, sviluppando maggiore consapevolezza, autenticità e capacità comunicativa.
Affrontando alcune delle pagine più complesse del repertorio, si sono messi in gioco con coraggio e sensibilità, regalando al pubblico un concerto di grande intensità emotiva, accolto con entusiasmo e partecipazione.
Complimenti a tutti gli allievi e un grazie a Marco Toller per aver guidato questo percorso di ricerca, canto e crescita artistica.
Qual follia nel canto? Uomo e alienazione nella storia della musica
Che cosa racconta la musica quando incontra la follia?
A partire dalle suggestioni dell’Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam, gli allievi del primo corso dell’Accademia Nico Pepe hanno dato vita alla lezione concertante conclusiva del percorso di Esercitazioni e pratiche vocali, guidato da Marco Toller.
Un viaggio attraverso secoli di storia della musica e del canto, alla scoperta delle molte forme della follia: errore e colpa, passione travolgente, forza che sovverte l’ordine e le certezze, ma anche possibilità di trasformazione e rinascita.
Dal canto gregoriano alla musica rinascimentale, ogni brano ha contribuito a comporre un mosaico di voci, epoche e visioni, mettendo in dialogo la dimensione musicale con quella umana e teatrale.
L’esecuzione degli allievi è stata il risultato di un percorso costruito con sensibilità, ascolto e attenzione alla consapevolezza vocale, attraverso lo studio del Metodo funzionale della voce. Un lavoro che ha permesso di esplorare la voce non solo come strumento tecnico, ma come autentico mezzo di espressione artistica.
Grazie a Marco Toller per aver accompagnato gli allievi in questo percorso e per aver condiviso con loro una ricerca che intreccia musica, voce e formazione teatrale.
All’Accademia Nico Pepe di Udine, gli allievi del terzo corso hanno portato in scena la lezione aperta finale diretta da Marco Sgrosso, ispirata a Le intellettuali di Molière, uno dei capolavori più brillanti e attuali del teatro classico.
Un percorso di formazione attoriale e ricerca sulla recitazione che ha permesso agli allievi di confrontarsi con una commedia capace di interrogare ancora oggi il rapporto tra essere e apparire, tra prestigio intellettuale e vita concreta, tra desiderio di potere e desiderio amoroso.
Un terreno fertile per gli allievi del terzo corso. Le intellettuali è una delle commedie più mature e taglienti di Molière: una satira feroce sul pedantismo culturale, sul conflitto tra essere e apparire, tra prestigio intellettuale e vita concreta, tra desiderio di potere e desiderio amoroso. Un conflitto, soprattutto, legato alla percezione della propria identità. Il titolo “Donne saccenti e amori travolgenti” illumina perfettamente i due grandi motori drammaturgici dell’opera: la presunzione delle donne (e degli uomini che le corteggiano o le ingannano) e la forza irresistibile degli amori che, nonostante tutto, fanno girare a pieno regime la macchina comica.
È stata una grande emozione vedere il talento dei nostri allievi dare vita a questi personaggi con intelligenza, sensibilità e straordinaria vitalità scenica. Una prova di recitazione ricca di sfumature, colori espressivi e freschezza interpretativa che ha saputo conquistare il pubblico.
Grazie a Marco Sgrosso per la sensibilità, la cura e la generosità con cui ha accompagnato questo percorso artistico e la sua messinscena.
“Rivoluzioni”. All’Accademia Nico Pepe di Udine, la lezione finale aperta condotta da Elena Bucci ha restituito al pubblico il risultato del percorso di formazione degli allievi del secondo corso.
Un lavoro di teatro, ricerca e recitazione costruito sull’ascolto, sulla partecipazione reciproca e sulla scoperta della propria voce artistica. Un cammino che rappresenta pienamente il valore della formazione attoriale: sviluppare immaginazione, consapevolezza, presenza scenica e capacità di interpretare il mondo attraverso l’arte.
Dalle note di regia di Elena Bucci:
«Mi sembra sempre più importante che attrici e attori non diventino marionette in mano a chi li guida, ma artiste e artisti in grado di riscrivere e reinterpretare qualsiasi ruolo in modo unico e originale, attraverso un continuo allenamento di immaginazione, voce, corpo e scrittura.
Credo sia necessario domandarsi cosa significhi essere autrici e autori del proprio destino. Per questo li invito a scrivere in scena per poi correggere a tavolino e viceversa, aprendo una ad una le infinite porte che ognuno di noi custodisce dentro di sé.
In questo cammino l’ascolto e la partecipazione reciproci fanno miracoli: una magia che si vive e non si lascia raccontare a parole.
Teniamo accanto, come maestro fantasma ma più vivo che mai, Anton Čechov con il suo “Il Gabbiano” e le domande che la sua opera continua a porre sul senso dell’arte, della vita e sul loro continuo intrecciarsi.»
Grazie a Elena Bucci per la sensibilità e la generosità con cui ha accompagnato questo percorso e grazie agli allievi del secondo corso per aver reso visibile qualcosa di prezioso, autentico e profondamente umano.
«Come riuscire a diventare quello che si è, fallendo ogni tentativo di essere chiunque altro» è il titolo di un ritorno speciale, quello di , frontman degli Stato Sociale e attore diplomato alla Nico Pepe...che siamo lieti di abbracciare forte in un incontro autentico e carico di emozioni...
Lodo parla di maschere, del pericolo di recitare un ruolo per compiacere il mercato o il pubblico, e della liberazione che arriva quando si smette di fingere...una “filosofia” umanissima che accetta la contraddizione, diffida delle narrazioni semplificate e dei ruoli prefabbricati, valorizza il fallimento come strada per l’autenticità.
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Ubicazione
Indirizzo
Largo Ospedale Vecchio 10/2
Udine
33100