Il buono, il lutto, il cattivo - Death & Life Coach

Il buono, il lutto, il cattivo - Death & Life Coach Raccontami della vita e della morte - Dott.ssa Alessandra Rossi LIFE & DEATH COACH

22/08/2026

➡️ il problema non è morire da vivi

❗️è piuttosto vivere da morti

15/08/2026

RIFLESSIONE SULLA VITA

Propongo qualcosa di diverso oggi, una riflessione che riguarda la vita e solo indirettamente (ma neanche tanto) la morte.

⛔️ I NO, conosciuti anche come DIVIETI

▶️ Si nota da tempo che è sempre più difficile riuscire a introiettare un no. Il no, “non si può fare”, “è vietato”, o anche, nelle relazioni interpersonali, il “non voglio”, “smettila”, “non mi va” sta paradossalmente assumendo l’identità di una sfida.

▶️ Nelle diverse fasi della crescita, l’opposizione ai no e ai divieti è spesso funzionale: aiuta a comprendere fino a che punto ci si può spingere, prima di incontrare una conseguenza, in violazione del divieto, che non piace. Così, si impara a valutare se sia il caso di violare il divieto, assumendosene rischi e conseguenze, oppure se sia il caso di rispettarlo.

▶️ Nell’età adulta, invece, ci si aspetta che il divieto e i no in generale vengano rispettati, per una civile convivenza (sia se istituzionali, sia se relazionali). Questa aspettativa viene sempre più spesso disattesa: anche per l’adulto, il no è un invito alla violazione del divieto che esprime.

✅ Ma tanto, cosa vuoi che succeda…? Nessuno controlla, nessuno punisce, come se ogni divieto andasse rispettato esclusivamente per paura delle conseguenze e non perché si condividono i valori che quel divieto protegge.

Ecco, si faccia caso alle parole, perché le parole esprimono idee e postulano comportamenti.

❗️”Ma tanto…”? Seriamente si sta parlando di tanto? Esattamente, tanto cosa…? Piuttosto, va focalizzata l’attenzione sul poco: poca etica, poco rispetto (della natura, dell’altro, delle istituzioni, delle generazioni diverse dalla propria, dei precetti normativi, …l’elenco è lungo), poco uso del cervello e delle sue potenzialità, poca empatia (anche se va tanto, ma proprio taaaaanto di moda), poca intelligenza emotiva. Quindi, non “ma tanto”, piuttosto “che poco!”

🆘 E’ allarmante come questa continua sfida ai no e ai divieti venga interpretata come indice di grandiosità, quota di figaggine, simboleggiando il coraggio di chi si pone contro, senza se, senza ma e senza neuroni con sinapsi attive. “Esci dal gregge”, “svegliati!”, “pecoroni!”: ebbene, sarebbe interessante sapere di che gregge di stia parlando, cosa lo identifichi, in che modo il rispetto integri il sonno e soprattutto perché, adeguando i propri comportamenti ai divieti che si incontrano, si debba per forza diventare ovini.

⚠️ Un invito, dunque, alla riflessione: divieto di balneazione (violato da innumerevoli persone in questi giorni che deturpano laghi di montagna); divieto di deposito immondizie (violato ovunque ormai, in natura, in città…); divieto di gettare rifiuti non conformi nei cassonetti adibiti a raccolta differenziata (idem come sopra); “non voglio, fermati”(donne/ragazze stuprate o comunque abusate); “ho deciso di lasciarti” (donne/ragazze deturpate, picchiate, uccise); divieto di attraversare i binari (si stendano pietosi veli); divieto di fotografare opere d’arte nei musei (idem come sopra…). L’elenco potrebbe continuare anche qui all’infinito…

🔥 … e la montagna brucia.

28/07/2026

Esortare a compiere azioni e a provare emozioni di odio verso l’altro NON risolve i problemi che dall’altro NON dipendono.

✅ È possibile pensare alla morte come a qualcosa di diverso da un momento, un punto inscritto nel tempo di ciascun esser...
25/07/2026

✅ È possibile pensare alla morte come a qualcosa di diverso da un momento, un punto inscritto nel tempo di ciascun essere vivente?

➡️ In vita, la morte può avere forza proattiva di speranza e di ricerca: speranza nella costruzione del proprio futuro, ricerca di senso (inteso quale direzione) e significato.

➡️ Nel dopo, la morte potrebbe essere dotata di proprietà che fanno emergere qualcosa: se in vita emerge la coscienza, in morte perché no…?

➡️ CONSIGLI DI LETTURASi tratta di una storia vera, accaduta a Simon Boas. Alla diagnosi infausta segue una serie di rif...
22/07/2026

➡️ CONSIGLI DI LETTURA

Si tratta di una storia vera, accaduta a Simon Boas.
Alla diagnosi infausta segue una serie di riflessioni lucide, coraggiose e piene di speranza.

Quando si sa che la propria vita finirà presto, ha senso sperare? In cosa?

La lettura di questo libro apre e illumina.

Apre alla possibilità di individuare chiaramente la differenza fra speranza e illusione.
Illumina su che cosa sia opportuno e cosa no fare, dire, agire nei confronti di un morente.

È una prima infarinatura sull’argomento “morte”, eppure fra gli innumerevoli libri che ho letto a riguardo, questo è una sintesi che mi sento di consigliare 🤗

19/05/2026

⚫️ Si muore da tanto di quel tempo che il vivente deve pure aver acquisito l’abitudine a morire (E. Cioran)

➡️ No. Questa acquisizione è prerogativa delle specie animali diverse dall’uomo. L’uomo ha relegato la morte a un fallimento della performance della vita, rifiutando il suo profondo legame con l’essere un evento naturale e normalissimo.

➡️ La morte è universale e qualsiasi essere vivente prima o poi muore.

➡️ Se la nascita è creatrice, può esserlo anche la morte?

La propria morte è pressoché impossibile da immaginare o rappresentare, perché (per citare Yalom) è come “fissare il sol...
18/02/2026

La propria morte è pressoché impossibile da immaginare o rappresentare, perché (per citare Yalom) è come “fissare il sole”: non ci si riesce, dopo frazioni di attimo si distoglie lo sguardo.

Pur sapendo che siamo mortali, non siamo in grado di riferire nemmeno quale sia il momento preciso in cui abbiamo compreso che, prima o poi, moriremo.

La morte c’è, ma viviamo come se non ci fosse

12/11/2025

💡È significativo che non si usino più, per (falso senso di) pudore o per (molto più probabile) paura, il sostantivo morte e il verbo morire, nelle sue declinazioni, riferiti a qualcuno di vivo

❗️MA❗️

➡️ che si usino sempre più spesso tali termini riferiti a oggetti non biologicamente attivi (mi è morto il pc, il telefono, mi sta morendo la macchina, è morto il motore)

🤗

Wittgenstein era un filosofo e un logico piuttosto rigoroso.Gli vengono riconosciuti diversi meriti, fra i quali l’aver ...
17/10/2025

Wittgenstein era un filosofo e un logico piuttosto rigoroso.
Gli vengono riconosciuti diversi meriti, fra i quali l’aver elaborato la teoria delle somiglianze di famiglia.

Eppure, trovo questo pensiero decisamente più incisivo di qualsiasi altro suo che ho letto 🤗

14/10/2025

🔹 “Ignoro totalmente perché bisogna fare qualcosa su questa terra, perché bisogna avere amici e aspirazioni, speranze e sogni” E. Cioran

Bisogna, si deve, è necessario… ma esattamente, chi e a chi o a cosa? Chi deve, a chi è necessario, cosa è necessario?

Si è perso il pudore della misura, la dignità dell’adeguatezza: si mangia troppo, si lavora troppo, si abusa di dispostivi, di sostanze, di affetti, si va troppo veloci e si ragiona troppo lenti, si parla troppo e si ascolta troppo poco, si è troppo interessati a se stessi e si ignora colpevolmente l’altro.

Può dunque stupire se, con tali premesse, la morte spaventa tanto? In assenza di umiltà nei confronti della vita, come si può anche solo contemplare l’idea della morte?

🔹 “La morte più profonda, la vera morte è la morte per solitudine […] è paradossalmente ci si chiede se non esista altro che il niente del mondo - e il proprio”. E. Cioran

Il proprio niente. Bella roba una roba (vita o morte che sia) vissuta così ☹️

🤗

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