15/08/2026
RIFLESSIONE SULLA VITA
Propongo qualcosa di diverso oggi, una riflessione che riguarda la vita e solo indirettamente (ma neanche tanto) la morte.
⛔️ I NO, conosciuti anche come DIVIETI
▶️ Si nota da tempo che è sempre più difficile riuscire a introiettare un no. Il no, “non si può fare”, “è vietato”, o anche, nelle relazioni interpersonali, il “non voglio”, “smettila”, “non mi va” sta paradossalmente assumendo l’identità di una sfida.
▶️ Nelle diverse fasi della crescita, l’opposizione ai no e ai divieti è spesso funzionale: aiuta a comprendere fino a che punto ci si può spingere, prima di incontrare una conseguenza, in violazione del divieto, che non piace. Così, si impara a valutare se sia il caso di violare il divieto, assumendosene rischi e conseguenze, oppure se sia il caso di rispettarlo.
▶️ Nell’età adulta, invece, ci si aspetta che il divieto e i no in generale vengano rispettati, per una civile convivenza (sia se istituzionali, sia se relazionali). Questa aspettativa viene sempre più spesso disattesa: anche per l’adulto, il no è un invito alla violazione del divieto che esprime.
✅ Ma tanto, cosa vuoi che succeda…? Nessuno controlla, nessuno punisce, come se ogni divieto andasse rispettato esclusivamente per paura delle conseguenze e non perché si condividono i valori che quel divieto protegge.
Ecco, si faccia caso alle parole, perché le parole esprimono idee e postulano comportamenti.
❗️”Ma tanto…”? Seriamente si sta parlando di tanto? Esattamente, tanto cosa…? Piuttosto, va focalizzata l’attenzione sul poco: poca etica, poco rispetto (della natura, dell’altro, delle istituzioni, delle generazioni diverse dalla propria, dei precetti normativi, …l’elenco è lungo), poco uso del cervello e delle sue potenzialità, poca empatia (anche se va tanto, ma proprio taaaaanto di moda), poca intelligenza emotiva. Quindi, non “ma tanto”, piuttosto “che poco!”
🆘 E’ allarmante come questa continua sfida ai no e ai divieti venga interpretata come indice di grandiosità, quota di figaggine, simboleggiando il coraggio di chi si pone contro, senza se, senza ma e senza neuroni con sinapsi attive. “Esci dal gregge”, “svegliati!”, “pecoroni!”: ebbene, sarebbe interessante sapere di che gregge di stia parlando, cosa lo identifichi, in che modo il rispetto integri il sonno e soprattutto perché, adeguando i propri comportamenti ai divieti che si incontrano, si debba per forza diventare ovini.
⚠️ Un invito, dunque, alla riflessione: divieto di balneazione (violato da innumerevoli persone in questi giorni che deturpano laghi di montagna); divieto di deposito immondizie (violato ovunque ormai, in natura, in città…); divieto di gettare rifiuti non conformi nei cassonetti adibiti a raccolta differenziata (idem come sopra); “non voglio, fermati”(donne/ragazze stuprate o comunque abusate); “ho deciso di lasciarti” (donne/ragazze deturpate, picchiate, uccise); divieto di attraversare i binari (si stendano pietosi veli); divieto di fotografare opere d’arte nei musei (idem come sopra…). L’elenco potrebbe continuare anche qui all’infinito…
🔥 … e la montagna brucia.