19/07/2022
L’ADHD consiste in un disordine dello sviluppo neuro psichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi che si manifesta generalmente prima dei 7 anni d’età.
Le tre tipologie di sintomi di questo disturbo sono:
- Deficit attentivo
- Iperattività
- Impulsività
Questi sintomi finiscono con il causare uno stato di disagio e di incapacità superiore a quello tipico di bambini della stessa età e livello di sviluppo.
I bambini con ADHD:
- hanno difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione
- sembrano non ascoltare nulla di quanto gli viene detto
- sono eccessivamente vivaci, corrono o si arrampicano, saltano sulle sedie
- si distraggono molto facilmente
- parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di ascoltare tutta la domanda
- non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro
- possono manifestare serie difficoltà di apprendimento che rischiano di farli restare indietro rispetto ai compagni di classe, con danni emotivi.
La diagnosi di ADHD può essere formulata secondo il DSM in presenza di:
- 6 o più dei 9 sintomi di disattenzione
oppure di
-6 o più dei 9 sintomi di iperattività\impulsività.
26/05/2022
Gli strumenti compensativi possono essere a bassa o alta tecnologia e vanno valutati sulla base delle esigenze personali di ogni studente:
- La lettura può essere agevolata da un carattere più grande e ad alta leggibilità, da una spaziatura del testo diversa, da una guida fisica che isola la riga e permette di leggere senza perdere il segno, da schemi creati da Educatori e pedagogisti fino ad arrivare a strumenti tecnologici come la sintesi vocale e i software per la creazione e l’uso delle mappe concettuali
- La scrittura può essere compensata con l’uso del registratore che evita allo studente di prendere appunti, oppure con il computer e i programmi di videoscrittura dotati di correttore ortografico e programmi che riconoscono la voce e la trasformano in testo scritto
- Il calcolo e lo studio della matematica possono essere agevolati da strumenti a bassa tecnologia come le linee dei numeri, le tavole pitagoriche, le tabelle e i formulari, griglie-guida per i calcoli in colonna fino a strumenti a più alta tecnologia come la calcolatrice, i fogli di calcolo e software per la scrittura delle operazioni.
In generale, tra gli strumenti più evoluti dal punto di vista tecnologico troviamo:
- la sintesi vocale e gli strumenti per trasformare i testi dei libri cartacei in testi leggibili dalla sintesi vocale
- i programmi di videoscrittura con il correttore ortografico, stampante e scanner
- i testi in digitale al posto o come integrazione del libro cartaceo
- la calcolatrice e i programmi (editor) di matematica
- le mappe concettuali, immagini, video e altre risorse digitali per comprendere e memorizzare i testi
- il computer o un altro strumento come il tablet per costruire mappe o schemi dei concetti ascoltati in aula
Le misure dispensative possono essere:
- evitare la lettura ad alta voce
- evitare l’uso del corsivo o dello stampato minuscolo o la scrittura della lingua o delle lingue straniere
- non prendere appunti scritti a mano, copiare dalla lavagna o scrivere a mano sotto dettatura
- non eseguire prove a tempo
- sostenere solo interrogazioni programmate, in forma orale oppure le verifiche in formato digitale
16/05/2022
È chiamato PDP il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari, ma non riconducibili alla disabilità (in caso di disabilità, come è noto, il documento di programmazione si chiama PEI, Piano Didattico Individualizzato, ben diverso per contenuti e modalità di definizione).
Per gli alunni con DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento, un documento di programmazione personalizzato (il PDP, appunto) è di fatto obbligatorio; contenuti minimi sono indicati nelle Linee Guida del 2011, come pure i tempi massimi di definizione (entro il primo trimestre scolastico).
La scuola può elaborare un documento di programmazione di questo tipo per tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali qualora lo ritenga necessario. Per gli alunni con DSA, il consiglio di classe predispone il Piano Didattico Personalizzato, nelle forme ritenute più idonee e nei tempi che non superino il primo trimestre scolastico, articolato per le discipline coinvolte nel disturbo, che dovrà contenere:
- Dati anagrafici
- Tipologia del disturbo
- Attività didattiche individualizzate
- Attività didattiche personalizzate
- Strumenti compensativi
- Misure dispensative
- Forme di verifica e valutazione personalizzata
Il piano didattico personalizzato va redatto entro i primi tre mesi dell’anno scolastico (dunque entro dicembre). Il piano è obbligatorio. La stesura del PDP può richiedere anche il contributo esterno di esperti, mentre fondamentale è la partecipazione della famiglia dell’alunno (che consegna alla scuola i certificati, le diagnosi e le relazioni cliniche, di cui il PDP deve tenere conto); dell’alunno (solo nei casi che lo richiedono e di solito si tratta di studenti della scuola secondaria di secondo grado); del Dirigente Scolastico (che firmerà il documento del PDP finale).
14/05/2022
Per un bambino o ragazzo con DSA, il successo scolastico significa raggiungere gli stessi obiettivi dei suoi compagni di classe ma con un percorso personalizzato che tenga conto delle sue difficoltà specifiche e identifichi con precisione come superarle.
La Legge 170/10 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” è la legge di riferimento per tutti gli studenti con una diagnosi di DSA, dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia.
L’articolo 5 della Legge 170 si occupa delle misure educative e didattiche di supporto all’apprendimento e indica che “gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari” nell’ambito di una didattica individualizzata e personalizzata, che tenga conto delle caratteristiche e dei punti di forza dello studente.
Le linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento che il Ministero dell’Istruzione ha definito nel 2011 distinguono con precisione i due concetti di apprendimento individualizzato e personalizzato:
La didattica individualizzata comprende tutte le attività di recupero individuale, in classe o in momenti definiti, che servono allo studente per potenziare delle abilità e per acquisire o migliorare le sue competenze
La didattica personalizzata si concentra sui metodi e le strategie didattiche che servono allo studente per esprimere le sue potenzialità
06/05/2022
I bambini e ragazzi con DSA, per non percepire il proprio disagio emotivo, mettono in atto meccanismi di difesa che non fanno che aumentare il senso di colpa, come il forte disimpegno (es., “Non leggo perché non ne ho voglia!”) o l’attacco attraverso atteggiamenti disturbanti, oppositori e aggressivi.
Talvolta, il disagio emotivo è talmente elevato da annientare il soggetto ponendolo in una condizione emotiva di forte inibizione e chiusura.
I disturbi specifici di apprendimento possono generare ansia sociale e alterazioni rispetto al concetto di sé e all’autoefficacia percepita.
In famiglia non si respira un’aria migliore: per molti genitori la scuola è molto importante e le aspettative sono alte.
Spesso i genitori non riescono a comprendere le motivazioni che stanno dietro alle difficoltà dei bambini con DSA e intraprendono delle azioni che si rivelano più dannose e frustranti che positive e di aiuto. Ad esempio, sottopongono i propri figli a lezioni di recupero pomeridiani estenuanti o vengono elargite punizioni.
Dunque, cosa può e deve fare il genitore per aiutare effettivamente il proprio figlio con DSA e prevenire un eventuale disagio emotivo? Consultare un pedagogista, specialista nel sostegno educativo ed emotivo del bambino.
Infine, è estremamente importante che i genitori:
- imparino ad accettare i limiti dei loro figli e che lo insegnino anche a loro.
- Lavorarino sui punti di forza dei figli
- Evitini di fare i confronti con gli altri figli e con i compagni di classe
- Incoraggino e rinforzino i comportamenti dei propri figli, sostenendoli nei momenti più critici
- Dimostrino di avere stima e fiducia nelle loro capacità di crescita
Accettare i fallimenti, ma non impedire ai propri figli attività o situazioni che possono facilitare l’insorgere di emozioni disfunzionali.
l’insuccesso prolungato genera scarsa autostima e mancanza di fiducia nelle proprie possibilità che può sfociare in un disagio emotivo, il quale, nel tempo, può aggravarsi. Importante è la diagnosi.
21/04/2022
I disturbi specifici dell’apprendimento compaiono in maniera inaspettata generando sconcerto negli adulti e frustrazione e disorientamento nei bambini (Stella, 2004). Il disagio emotivo che si accompagna ai DSA spesso è causato da:
elevate richieste scolastiche cui prima il bambino non era abituato a ricevere;
dal confronto con i coetanei che presentano abilità migliori delle loro;
dalle aspettative dei genitori che, essendo inaspettata la manifestazione di un DSA, hanno delle aspettative un po’ più elevate rispetto alle performance del bambino.
Il disagio psicologico associato, la scarsa autostima e le strategie di adattamento messe in atto vengono scambiate e attribuite a scarso impegno, pigrizia e svogliatezza. In realtà, questa stanchezza è reale, ma è una stanchezza mentale dovuta a un sovraccarico cognitivo a cui è soggetto un bambino con disturbo specifico dell’apprendimento.
Inoltre, bambini e ragazzi con DSA si percepiscono inferiori e incapaci rispetto ai coetanei, iniziano a maturare un senso di colpa molto forte in quanto si sentono responsabili delle proprie difficoltà.
In seguito alle continue sollecitazioni da parte degli adulti, ritengono che nessuno sia soddisfatto di loro, né i genitori né gli insegnanti.
Spesso non trovano soddisfazione neanche nelle attività extrascolastiche poiché le lacune percettivo-motorie possono non farli eccellere nello sport e non renderli pienamente autonomi nella quotidianità.
Infine, i bambini e ragazzi con DSA, per non percepire il proprio disagio emotivo, mettono in atto meccanismi di difesa che non fanno che aumentare il senso di colpa, come il forte disimpegno o l’attacco attraverso atteggiamenti disturbanti, oppositori e aggressivi. Talvolta, il disagio emotivo è talmente elevato da annientare il soggetto ponendolo in una condizione emotiva di forte inibizione e chiusura.
15/04/2022
La mediazione familiare è un intervento professionale rivolto alle coppie con la finalità di riorganizzare le relazioni familiari in presenza di una volontà di separazione e/o di divorzio. Obiettivo centrale della mediazione familiare è il raggiungimento della co-genitorialità (o bigenitorialità) ovvero la salvaguardia della responsabilità genitoriale individuale nei confronti dei figli, in special modo se minori.
La mediazione familiare è contemporaneamente uno dei quattro tipi fondamentali di ADR, ovvero "alternative despute resolution" (risoluzioni alternative delle dispute), cioè dei modi di risolvere una disputa senza passare per il tribunale.
La mediazione familiare è una disciplina trasversale che utilizza conoscenze proprie alla sociologia, psicologia e giurisprudenza finalizzate all'utilizzo di tecniche specifiche quali quelle di mediazione e di negoziazione del conflitto.
09/04/2022
Vediamo insieme la nota Miur del 2013 che distingue:
- ordinarie difficoltà di apprendimento: difficoltà temporanee
- gravi difficoltà di apprendimento: difficoltà stabili
- disturbo dell'apprendimento: difficoltà permanenti
Vediamo insieme le tipologie di disturbi dell'apprendimento:
- dislessia: problemi di lettura
- disgrafia e disortografia: problemi di scrittura
- discalculia: problemi di calcolo
01/04/2022
Vediamo insieme le tipologie di svantaggio scolastico:
- disabilità psicofisica, sensoriale, motoria e disturbo dello spettro autistico;
- disturbi evolutivi specifici ossia i DSA, ADHD, DOP, disturbo dello spettro autistico, disturbo del linguaggio, disturbo di coordinazione motoria;
- situazioni di svantaggio, ossia economico, linguistico, culturale e comportamentale;
25/03/2022
I bisogni educativi speciali (BES) sono definiti dalla classificazione internazionale del funzionamento (ICF-International Classification of Functioning) come “qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento permanente o transitoria in ambito educativo o di apprendimento, dovuta all’interazione tra vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata”.
I Bes sono di diverso tipo, e si possono suddividere in varie categorie, tra cui:
- Disabilità motorie e disabilità cognitive certificate dal Servizio Sanitario Nazionale, che indicano che serve un insegnante di sostegno e un Piano Educativo Individualizzato (PEI)
- Disturbi evolutivi specifici tra i quali i DSA (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) e l’ADHD, deficit di attenzione e iperattività, certificati dal Servizio Sanitario Nazionale o da specialisti privati. La scuola che riceve la diagnosi scrive per ogni studente un Piano Didattico Personalizzato e non c’è l’insegnante di sostegno
- Disturbi legati a fattori socio-economici, linguistici, culturali come la non conoscenza della lingua e della cultura italiana e alcune difficoltà di tipo comportamentale e relazionale. Non è previsto l’insegnante di sostegno e la scuola si occupa della redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
18/03/2022
Vediamo insieme/
- Chi è il pedagogista?
- Quali sono le sue funzioni da professionista e i suoi ambiti di intervento?
- Quando è necessario rivolgersi al pedagogista?
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12/03/2022
Con questa foto rappresentativa del mio studio, vorrei presentarmi a livello professionale.
Sono Emanuela Vanìa, Educatrice Professionale e progettista educativa, laureata in Educazione Professionale e gestione degli interventi socio educativi come pedagogista.
Nella mia esperienza lavorativa ho avuto modo di relazionarmi con utenze diverse, specializzandomi successivamente nella relazione educativa e accompagnamento educativo di minori con DSA e ADHD, con annesso supporto e orientamento educativo alle famiglie.
Ho conseguito inoltre il master in Mediazione Familiare, focalizzandomi sulla consulenza educativa di coppia, da orientare alla mediazione comunicativa.
Da libero professionista come consulente psicologico, pedagogista e mediatrice familiare, offro i seguenti servizi:
- sostegno e accompagnamento educativo a minori con DSA e ADHD nel supporto compiti, gestione dello spazio per favorire attenzione e concentrazione
- formulazione e scrittura di progetti educativi per il raggiungimento di obiettivi specifici per minori con DSA e ADHD
- orientamento alla formazione e al lavoro per adolescenti
- consulenza educativa alla coppia, con orientamento all'ascolto e alla mediazione comunicativa
- consulenza educativa a genitori di minori con DSA e ADHD
Ti ringrazio dell'attenzione alla lettura della mia presentazione!
Se vuoi chiedermi maggiori informazioni sui servizi offerti o prendere appuntamento per un intervento educativo o consulenza puoi contattarmi su messanger, instagram, via sms, via WhatsApp o via mail!
Grazie,
Resto a disposizione!
Emanuela Vanìa