Vera Stasi

Vera Stasi Vera Stasi è nata a Roma nel 1985 come compagnia di danza contemporanea attiva nell'area della ricerca. Dal 2016 è partner del Network Anticorpi XL

Dal 1997 ha base a Tuscania e svolge prevalentemente attività di promozione della danza. L'Associazione VERA STASI diffonde la conoscenza della danza contemporanea e sostiene la ricerca in ambito pedagogico e creativo.

Sono aperte le iscrizioni ai seminari estivi organizzati a Tuscania da Associazione Vera Stasi.Per informazioni e iscriz...
28/03/2026

Sono aperte le iscrizioni ai seminari estivi organizzati a Tuscania da Associazione Vera Stasi.
Per informazioni e iscrizioni contattateci via mail all'indirizzo: [email protected]

Anche quest'anno organizziamo i nostri seminari estivi, che avranno luogo nel periodo 28 luglio-8 agosto.Le proposte 202...
28/03/2026

Anche quest'anno organizziamo i nostri seminari estivi, che avranno luogo nel periodo 28 luglio-8 agosto.
Le proposte 2026 sono tre:
Benessere in equilibrio/Kinomichi e Munz Floor a cura di Enrico Tedde, Danza Sensibile in natura/Campo di Ulivi a cura di Claude Coldy, PMD-Presenza, Mobilità Danza a cura di Hervé Diasnas.
Tutte le informazioni alla pagina Costruire un Corpo che Danza del nostro sito:

COSTRUIRE UN CORPO CHE DANZA affronta il tema della ricerca in ambito pedagogico. Offre un ricco ventaglio di proposte formative rivolte alla persona che danza, capaci di ampliare la coscienza corporea e le capacità tecniche e percettive.

28/08/2025

Dear Cosmonauts friends!
We want to inform you that the launch of the 20th edition of Cosmonauti has been postponed to 2026. Unfortunately, we haven’t obtained the support needed to create the kind of special edition worthy of this anniversary.
We are exploring other funding opportunities and alternative ways of organizing it, with the goal of encouraging the greatest possible participation, especially from the new generations.
So, engines on! We’ll update you as soon as we have news.
Thank you sincerely for your patience!
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Cari amici Cosmonauti!
Vogliamo informarvi che il decollo della 20ª edizione di Cosmonauti è rinviato al 2026. Purtroppo non abbiamo ottenuto il sostegno necessario a realizzare l’edizione speciale degna di questo nostro anniversario. Stiamo esplorando altre possibilità di finanziamento e modalità alternative di organizzazione, che favoriscano la maggiore partecipazione possibile anche da parte delle nuove generazioni.
Dunque, motori accesi! Vi aggiorneremo non appena avremo novità.
Grazie di cuore per la vostra pazienza!

Foto Valeria Tomasulo

28/08/2025

Cari amici Cosmonauti!
Vogliamo informarvi che il decollo per la 20ª edizione di Cosmonauti sarà rinviato al 2026.
Purtroppo non siamo riusciti a ottenere il supporto necessario per realizzare l’edizione speciale che riteniamo degna di un anniversario.
Stiamo esplorando nuove possibilità di finanziamento e modi alternativi di organizzazione.
Motori accesi! Vi terremo aggiornati non appena avremo novità.
Grazie di cuore per la vostra pazienza!
Alicja Ziolko

Si è conclusa da poco la nona edizione del Festival DIREZIONI ALTRE. Grazie a tutti gli artisti per la qualità dei lavor...
24/08/2025

Si è conclusa da poco la nona edizione del Festival DIREZIONI ALTRE. Grazie a tutti gli artisti per la qualità dei lavori presentati.
"Coraggio. La sfortuna non esiste" di Vidave' è il progetto vincitore del Premio 2025. Moltissime le intenzioni di sostegno a tutti e cinque i progetti finalisti da parte degli operatori presenti.

Da questa sera a domenica a Tuscania

🔸 𝖽𝗂𝙧𝗲𝘻𝗂𝗼𝗇𝗂𝖠𝗹t𝙧𝗲 𝗙𝗲𝙨t𝗂𝘃𝖺𝗹 🔸

Spettacoli per tutte le età di danza, teatro e circo 😍
Programma completo ℹ https://t.ly/tTct7

📞 (+39) 380 146 2962
📧 [email protected]
👉🏼 cietwain.com


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Ricevo e pubblicoNel silenzio d’agosto, il paesaggio sparisceFER industriali, speculazione e fondi esteri all’assalto de...
08/08/2025

Ricevo e pubblico

Nel silenzio d’agosto, il paesaggio sparisce
FER industriali, speculazione e fondi esteri all’assalto della Tuscia

Mentre il pensiero collettivo vola verso spiagge, sagre e aperitivi al tramonto, c’è un altro tramonto che avanza in silenzio: quello del paesaggio. Ma non per cause naturali. Quello che si consuma nelle aree interne del nostro Paese — e nella Tuscia in particolare — è uno stravolgimento lento, sistemico e silenzioso, spinto da una retorica green che ha perso contatto con il buon senso, con la partecipazione democratica e con la tutela del bene comune.

Se alcuni mesi fa avevamo già lanciato l’allarme su questo tema (Assotuscania, aprile 2024 https://www.assotuscania.it/?p=3739), oggi lo scenario si è aggravato. E il silenzio di agosto lo rende ancora più inquietante.

Benvenuti nelle aree… da sacrificare
Le cosiddette aree interne – quelle più ricche di biodiversità, bellezza e potenziale umano – sembrano diventate nei nostri territori il terreno perfetto non per lo sviluppo, ma per l’abbandono istituzionale e la speculazione industriale.

Lo denuncia chiaramente UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), che rappresenta i comuni montani e i territori meno serviti: “Dove mancano servizi e attenzione pubblica, arrivano gli interessi forti”[1].

Il problema è che pochi investono per restituire vita a questi luoghi, se non per installare impianti FER industriali — fotovoltaici o eolici — che ne modificano radicalmente l’identità, sottraendo suolo agricolo e disegnando nuove servitù senza compensazioni per chi quei luoghi li abita.

Il World Economic Forum ci ricorda invece che in tutto il mondo crescono le politiche che incentivano a tornare a vivere nei borghi e nelle aree rurali per ridurre l’impatto delle città sovraffollate, promuovere salute, sostenibilità e qualità della vita[2].

E in Europa, secondo un’analisi del Financial Times, tra il 2014 e il 2024 le aree rurali hanno perso 8 milioni di abitanti, mentre aumentano i progetti che cercano di invertire la rotta con smart working, digitalizzazione e rigenerazione abitativa[3].

Bisognerebbe quindi invertire proprio radicalmente la rotta, mettendo in priorità un nuovo modello di sviluppo, una nuova economia, stili di vita più sostenibili, grazie anche all’aiuto che ci arriva dalle nuove tecnologie digitali.

La Tuscia fotovoltaica: un primato amaro
Il 23 luglio Viterbo News 24 titolava con enfasi: “Viterbo è la più fotovoltaica d’Italia”.

Il dato: quasi il 90% degli impianti fotovoltaici del Lazio è concentrato nel viterbese. Non un orgoglio, ma l’evidenza di uno squilibrio profondo.

Già nel 2022 la Regione Lazio con la delibera di Giunta regionale metteva nero su bianco che le FER nella provincia di Viterbo “sono al di sopra della media nazionale per i livelli raggiunti nella produzione di energia elettrica anche attraverso gli impianti fotovoltaici. Tali livelli hanno superato non solo i traguardi previsti per il 2030, ma anche quelli per il 2050.”

Ma senza strumenti concreti, decisioni politiche adeguate e una mobilitazione consapevole dei cittadini — spesso ignari, rassegnati o illusi di avere una fetta della grande torta — la macchina non si è fermata.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
- Campi agricoli trasformati in distese recintate da pannelli industriali;
- una campagna irriconoscibile;
- un paesaggio reso ostile per il turismo di qualità e lo sviluppo agricolo sostenibile.

Il modello energetico dominante, lungi dall’essere “green”, è spesso diseguale, opaco, e dannoso per il territorio che lo ospita.

Fondi esteri, opacità e zero partecipazione
Il 19 luglio, Il Messaggero – Economia ha pubblicato una notizia che completa il quadro: il territorio della Tuscia è diventato terreno di conquista per fondi esteri — in particolare dell’Est Europa e persino dell’Azerbaigian — che operano in cordata con grandi multinazionali dell’energia.

Le modalità?
- Acquisto di suolo agricolo o diritti di superficie;
- operazioni giuridicamente ineccepibili, ma socialmente non trasparenti;
- assenza di comunicazione preventiva o coinvolgimento delle comunità, nonostante la normativa sulla partecipazione lo richieda esplicitamente.

Chi decide il futuro del nostro paesaggio?
Chi ne trae vantaggio?
Chi paga i costi ambientali, identitari, economici e sociali?

Conclusione: serve una sveglia civica, anche ad agosto
Il paesaggio non è un vuoto da riempire. È un’identità viva, condivisa, stratificata, che ci appartiene e che va custodita.

Assotuscania continuerà a dare voce a chi voce non ce l’ha: la terra, la bellezza, le comunità silenziose.
Non si può parlare di transizione ecologica se i territori vengono usati come discariche energetiche.

Chiediamo trasparenza, equità, pianificazione partecipata, visione di futuro.

Anche ad agosto.



Ufficio Stampa Assotuscania

www.assotuscania.it

[email protected]



Fonti e note
[1] UNCEM – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani. https://uncem.it/benvenuti-nelle-aree-interne

[2] World Economic Forum: 'Why are countries paying people to leave cities and move to rural areas?'. https://www.weforum.org/stories/2023/05/countries-encouraging-people-to-move-to-smaller-towns

[3] Financial Times: 'Europe’s rural areas lose 8 million people in 10 years'. https://www.ft.com/content/f77b258f-1084-4bd1-bd99-cb07c721e3ee

Across the continent, remote villages are fading amid declining births and residents departing for greater opportunity in urban centres

04/07/2025

COSTRUIRE UN CORPO CHE DANZA affronta il tema della ricerca in ambito pedagogico. Offre un ricco ventaglio di proposte formative rivolte alla persona che danza, capaci di ampliare la coscienza corporea e le capacità tecniche e percettive.

Indirizzo

Via Della Lupa 6
Tuscania
01017

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