Previsioni meteorologiche per il Piemonte

Previsioni meteorologiche per il Piemonte

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Previsioni meteorologiche per il Piemonte, emesse da gruppo GEOFIT, Dip. di Fisica, Univ. di Torino. Fondatore: Claudio Cassardo.

Previsori (in ordine albabetico): Valentina Andreoli, Claudio Cassardo, Alessio Golzio, Massimiliano Manfrin e Enrico Solazzo. Altri collaboratori che in passato hanno sostenuto l'iniziativa: Naima Vela, Andrea Vuolo.

07/01/2025

Previsioni aggiornate sul solito sito https://www.meteo.dfg.unito.it/previsioni
In sintesi, il tempo di questi giorni sarà dominato da un treno di ondulazioni di Rossby dinamiche alle medie latitudini. Oggi avremo una temporanea rimonta anticiclonica, mentre domani e dopodomani l'asse di una nuova debole saccatura si appoggerà alle Alpi, traslando rapidamente verso est. Poi, al suo seguito la rimonta del promontorio anticiclonico sarà maggiore e curverà il flusso in quota progressivamente da nordovest, mentre la saccatura si protenderà verso sud sull’Adriatico evolvendo in una goccia fredda sul sud Italia nella giornata di sabato.
In queste condizioni, con un flusso in quota oscillante tra OSO e ONO o NO, ci aspettiamo una sequenza di impulsi favonici in quota, intervallati da momenti nuvolosi ma con scarse precipitazioni, limitate ai settori orientali tra mercoledì e giovedì e ai rilievi di confine quasi sempre. In pianura prevarranno le nebbie o le nubi basse, con momenti sereni a tratti. Anche le temperature in quota oscilleranno a seconda delle correnti, rimanendo comunque quasi sempre prossime alle medie o superiori ad esse, per poi innalzarsi verso il weekend per il favonio, mentre in pianura, soprattutto nelle aree nuvolose o interessate dalle nebbie, rimarranno basse.
Per la prossima settimana, l'evoluzione (DA CONFERMARE!) pare mostrare, dopo il temporaneo coinvolgimento dei flussi da parte della goccia fredda sul sud Italia nel giorno di domenica, che non comporterà fenomeni, una sostenuta rimonta anticiclonica in quota e al suolo a nord delle Alpi, che ci isolerà nuovamente dai flussi occidentali. In queste condizioni, il tempo potrebbe essere un deja vu di quanto già visto tra Natale e Capodanno: ovvero sui monti giornate calde e soleggiate, mentre in pianura il sole sarà conteso da nebbie e nubi basse, e a livello termico le minime risentiranno delle inversioni termiche, con brinate estese nei fondovalle ed eventuali nebbie, e le massime dell'eventuale insolazione. La qualità dell'aria, ahimé, rimarrà pessima.
Claudio Cassardo UniToGO
https://www.wetterzentrale.de/de/panels.php?map=1&model=gfs&var=1&run=0&lid=OP

Photos from Previsioni meteorologiche per il Piemonte's post 03/01/2025

A mezzanotte una profonda saccatura in quota si protendeva dalle medie latitudini fin sul Mediterraneo occidentale e sull'Africa, con un cut-off sulla Tunisia, condizionando il tempo sulla nostra pen*sola. L'asse della saccatura si è tuttavia mosso rapidamente verso est, mentre la prima perturbazione dell'anno attraversava le Alpi proseguendo verso sudest. Al suo seguito, i flussi in quota hanno ruotato, sin dalla mattinata, da ONO, con deboli correnti favoniche. A seguire, la formazione sin da domani di un'altra saccatura sull'Atlantico, che poi traslerà verso est farà ruotare nuovamente i flussi in quota prima da ovest e successivamente da sudovest e, per un breve periodo, da sud, a partire dal mezzogiorno della domenica fino alla mattinata di martedì, quando transiterà l'asse della saccatura, a seguito della quale ci sarà un nuovo episodio favonico. Al suolo si avrà un evento ciclogenetico sul mar Ligure tra lunedì sera e martedì mattina.
Questa sequenza di configurazioni porterà due giorni e mezzo di cieli sereni e venti favonici in montagna, mentre sulle pianure prevarranno le nebbie e le nubi basse. Da domenica pomeriggio, per due giorni prevarranno invece le nubi, con precipitazioni di moderata intensità, soprattutto tra lunedì e martedì mattina.
A livello di configurazioni bariche, pur in presenza di situazioni previste in modo similare dai modelli IFS e GFS, permane, da parte di IFS, la minimizzazione dell'influenza del passaggio della saccatura sulle Alpi tra lunedì e martedì, che per GFS persiste maggiormente. Gli effetti si vedono nei quantitativi di precipitazione prevista (vedi mappe delle cumulate), maggiori per GFS (soprattutto sulle Alpi Marittime). A riguardo delle temperature, soprattutto nei bassi strati, rimarranno basse, non molto distanti dagli 0 °C, e sotto le medie del periodo, dapprima a causa delle nebbie e/o nubi basse, e poi per la nuvolosità, e tra domenica e martedì potranno verificarsi fenomeni di isotermia nei primi 1500 m, prima di un rapido riscaldamento favonico nel pomeriggio di martedì, che riporterà le temperature nelle medie del periodo, almeno in quota. Per questo motivo, localmente le precipitazioni potrebbero assumere carattere nevoso anche a quote collinari, mentre laddove al suolo le temperature rimarranno sottozero, potrebbero verificarsi isolati casi di gelicidio.
A seguire, probabilmente avremo ancora il passaggio di un'ulteriore saccatura più avanti nella settimana successiva, ma è decisamente troppo presto per parlarne.
Claudio Cassardo UniToGO

Photos from Previsioni meteorologiche per il Piemonte's post 31/12/2024

BUON ANNO!!!
Il nuovo anno, in Piemonte, meteorologicamente inizierà esattamente come sta terminando il 2024, ovvero con un anticiclone sulla capoccia. Tuttavia, ci sono dei segnali di cambiamento in prospettiva. Il primo è una saccatura che si elongherà dal flusso perturbato sull'Europa centrale e produrrà una prima ventilazione, ponendo termne a questa fase primaverile anticiclonica in montagna (le pianiure ne hanno risentito meno a causa delle inversioni termiche, specialmente nelle zone dove nebbie o nubi basse hanno fatto fatica a dissiparsi anche nelle ore centrali) e facendo rientrare le temperature nelle medie del periodo (-5 °C rispetto a prima). Sulle alture di onfine, inoltre, nevicherà.
Riguardo al secondo, vi illustro quanto in questo momento viene previsto dal modello GFS per il periodo 8-10 gennaio. Ricordo che tale termine si trova ben oltre il limite previsionale odierno, che si attesta intorno al 3 gennaio. Poi, come vedremo, tale evoluzione non viene vista allo stesso modo da tutti i modelli. Quindi, nel presentarvela, innanzitutto userò il condizionale, e poi la presenterò come una semplice possibilità, da confermare successivamente.
Il tutto nascerebbe da una profonda saccatura che, a partire dal giorno 5, dovrebbe andar strutturandosi in aperto Atlantico, per poi traslare lentamente verso il Mediterraneo ed interessarci direttamente a partire dal giorno 8, forse per 2-3 giorni. Tale scenario (meteogramma di 15 giorni in figura) lascierebbe intravvedere la possibilità di copiose precipitazioni sulle nostre regioni e un importante calo termico durante il transito della saccatura, fino a 5 °C sotto le medie del periodo a 850 hPa (quindi sarebbero -10 °C rispetto a ieri 30 dicembre), che potrebbe durare alcuni giorni.
Nelle altre due immagini vi mostro il dettaglio della previsione del modello GFS per il 9 gennaio, e quello della previsione del modello IFS ECMWF per lo stesso giorno. Per GFS saremmo nel pieno della saccatura, menre per IFS saremmo in piena rimonta anticiclonica (per tale modello, infatti, la saccatura non si approfondirebbe sul Mediterraneo). Ovviamente anche l'evoluzione successiva poi risente di queste differenze, e quindi è inutile mostrarla.
Ho qui scelto due modelli frequentemente consultati: l'IFS dell'ECMWF è considerato il modello con le performance migliori, mentre il GFS è molto diffuso. Altri modelli mostrano situazioni intermedie o si "allineano" con uno dei due scenari.
E, quindi, a chi credere? Personalmente direi: a nessuno dei due. Il fatto che le evoluzioni siano così drasticamente diverse significa che il modello (qualunque esso sia) ha perso l'allineamento con la realtà e non riesce a seguirla bene. Bisogna saper aspettare finché le evoluzioni non iniziano ad assomigliarsi.
A dire il vero, un occhio attento vedrebbe già nel meteogramma a 15 giorni su Torino di GFS il fatto che siamo in una zona impredicibile. La temperatura a 850 hPa prevista dalle 30 simulazioni dell'ensemble di GFS infatti, per il giorno 8 gennaio, occupa una "forchetta" di quasi 15 °C, e supera i 5 °C già dal 4 gennaio, rivelando chiaramente l'incapacità, da parte del modello, a seguire l'evoluzione meteorologica.
Per questo motivo non conviene mai mostrare l'evoluzione meteorologica troppo oltre il limite previsionale, e soprattutto non conviene spingersi in previsioni oltre tale limite. E in genere il limite previsionale si colloca tra i 3 e i 5 giorni in avanti, e molto raramente oltre. Queste differenze tra i modelli nascono da piccole variazioni, quasi impercettibili, nei campi di pressione o di altre variabili, che poi si amplificano a dismisura, "grazie" alla non linearità del sistema atmosferico.
Eppure, molti siti preudometeo e acchiappaclic amano mettere in evidenza lo scenario più "drastico", anche a lungo, lunghissimo termine, per sparare un titolone e acchiappare consensi. In questo caso il grafico l'ho messo anche io, ma per far capire perché non ha senso farlo.
Concludo augurando a tutti coloro che ci seguono ancora un buon inizio di 2025.
Claudio Cassardo UniToGO

Photos from Previsioni meteorologiche per il Piemonte's post 25/12/2024

Buon Natale soleggiato!
Le nostre previsioni continuano ad esserci, nonostante il periodo festivo, con aggiornamento al massimo ogni 2-3 giorni.
E così siamo arrivati di nuovo a questo giorno, e come accaduto molto spesso negli ultimi anni, anche stavolta la neve è la grande assente dalle feste natalizie. Come si può vedere dalla mappa delle anomalie termiche (grazie Andrea Corigliano), l'intera Europa sta sperimentando anomalie termiche largamente positive, con l'unica eccezione del centro-sud italiano, alle prese con aria fresca ad opera della goccia fredda (si, proprio la "gota frìa") a sud della Grecia, associata al minimo depressionario Elena, che però da domani dovrebbe indebolirsi e dissiparsi.
Per il resto, ad ovest un promontorio in quota dal Marocco si estende verso nord fino a lambire la Scandinavia, associato ad un anticiclone al suolo tra Svizzera e Polonia. Il nord Italia è sotto l'influenza anticiclonica e risente di deboli correnti nordoccidentali in quota.
Nei prossimi giorni sia il promontorio che - soprattutto - la goccia fredda tenderanno ad indebolirsi lievemente, ma il promontorio nordafricano continuerà ad interessare il nordovest e a nord delle Alpi permarrà una situazione anticiclonica.
In queste condizioni, il cielo continuerà a rimanere prevalentemente sereno, e le temperature superiori alle medie, soprattutto di giorno e alle quote collinari, di bassa e media montagna, mentre nottetempo le inversioni termiche potranno causare gelate e brinate diffuse, soprattutto negli avvallamenti e sulle pianure ad ogni quota. Lo zero termico si porterà a quote prettamente primaverili, anche superiori ai 3000 m di quota. A questo proposito, non fatevi trarre in inganno da questi valori. Lo zero termico si definisce come la quota alla quale, scendendo dalla tropopausa, la temperatura in atmosfera diventa sopra zero (gradi Celsius). Questo non esclude che, più in basso, i valori non possano tornare sottozero e favorire gelate o anche nebbie, per effetto delle inversioni termiche, cosa che accade proprio in questi giorni. Le inversioni termiche si sviluppano sopra il terreno, fino a 200-500 m sopra di esso, per effetto dell'irraggiamento (radiazione infrarossa uscente dal suolo verso lo spazio), molto maggiore con cielo sereno. Se l'umidità è sufficiente, si possono formare sul terreno rugiada, o anche brina con temperature sotto zero. In questi giorni, tuttavia, l'umidità permane molto bassa anche di notte, e soltanto nelle conche e vicino ai fiumi si hanno le condizioni ideali per delle brinate estese.
Nei prossimi giorni non sono previste né nubi (salvo forse qualche stratocumulo nella serata di domenica) né precipitazioni su tutta la regione. In queste giornate luminose e soleggiate, sarà possibile vedere l'effetto del progressivo allungamento delle giornate (poco più di un minuto al giorno) e dell'innalzamento del Sole sull'orizzonte (nel suo tragitto apparente in cielo) dai valori progressivamente in aumento previsti per i massimi della radiazione solare (in allegato, come esempio, due meteogrammi, uno di pianura e uno di montagna).
Nella settimana successiva, il promontorio nordafricano sembrerebbe tendere ad un progressivo ritiro verso sud, con un abbassamento del flusso occidentale sull'Europa centrale, ma senza transiti di saccature significative sulle Alpi. Il tempo dovrebbe mantenersi quindi ancora abbastanza stabile, con cielo sereno o poco nuvoloso in montagna e possibilità di nebbie e stratificazioni basse notturne, inquinamento urbano in aumento, e senza precipitazioni di rilievo. Le temperature dovrebbero riportarsi verso le medie del periodo, o localmente al di sotto delle medie in presenza di nebbie persistenti.
Claudio Cassardo UniToGO

Porta a porta 2024/25 - Puntata del 31/10/2024 - Video - RaiPlay 01/11/2024

Ieri sera sono stato ospite a Porta a porta relativamente al primo dei cinque punti della trasmissione, doverosamente dedicato alle moltissime (troppe) vittime per il maltempo di Valencia. Pur nei ristretti tempi della RAI, il messaggio che ho voluto far passare è che eventi simili, dal punto di vista meteorologico, potrebbero accadere (e difatti sono accaduti) anche da noi, anche se fortunatamente con meno vittime, ma che il cambiamento climatico di origine antropogenica li sta rendendo e renderà sempre più frequenti e sempre più intensi, per cui occorrerà adattarsi sempre di più onde evitare di dover piangere così tante vittime in futuro.

Porta a porta 2024/25 - Puntata del 31/10/2024 - Video - RaiPlay Programma di informazione e approfondimento di Bruno Vespa dedicato all'attualità politica, alla cronaca e al costume.

SEIDISERA - RSI 30/10/2024

Prima parte del notiziario sulla radio 1 Svizzera dedicata interamente al disastroso nubifragio avvenuto nella provincia di Valencia. Dopo la cronaca c’è anche un’intervista al sottoscritto. Qui di seguito qualche particolare in più.
Per la cronaca, “Gota fria” significa “goccia fredda”, mentre DANA è l’acronimo dell’espressione sp****la “Depresión Aislada en Niveles Altos”, alias “depressione isolata alle alte quote”, ovvero un minimo di altezza di geopotenziale nella media troposfera. Quel minimo ha pilotato sulla pianura valenciana un flusso di aria caldo-umida da est al suolo, da SE a 850 hPa e da SSE a 500 hPa (quindi con convergenza a quote diverse), rimasto stazionario per diverse ore. Il flusso orientale al suolo è andato a sb****re contro le modeste alture della provincia incrementando la convezione già presente. L’aria spiraleggiante intorno al minimo (presente anche al suolo ma spostato più verso Gibilterra) proveniva da mari più caldi di 2-3 °C rispetto alle medie del periodo (non solo il Mediterraneo, ma anche l’Atlantico al largo del Portogallo). L’equazione di Clausius-Clapeyron ci ricorda che la pressione di v***r saturo raddoppia quando la temperatura aumenta di 10 °C (crescita esponenziale), e lo stesso fa il contenuto di v***re acqueo alla saturazione. È evidente, quindi, che una nube più calda di 2-3 °C contiene molta più acqua potenzialmente precipitabile. Ed è per questo motivo che questi nubifragi sempre più intensi hanno sì cause meteorologiche, ma la loro accresciuta severità è legata a doppia mandata al clima sempre più surriscaldato. Finché il Mediterraneo non si rinfrescherà un po’, ogni volta che qualche impulso fresco, o gota fria, scenderà dalle latitudini del circolo polare fin sul Mediterraneo, ci sarà il potenziale per eventi estremi da qualche parte.

SEIDISERA - RSI AttualitàSEIDISERAOggi41 minSEIDISERASEIDISERA del 30.10.2024: Oltre 60 morti per il maltempo in SpagnaSEIDISERA del 30.10.2024: 1 persona su 4 è familiare curanteSEIDISERA del 30.10.2024: Le banconote svizzere cambiano lookSEIDISERA del 30.10.2024: La GB aumenta le tasseSEIDISERA del 30.10.2024: ...

TORNADO! Una spiegazione scientifica di Claudio Cassardo 15/10/2024

Siamo ormai in autunno e, soprattutto al Nord Italia, fenomeni come i temporali stanno diventando progressivamente meno frequenti, anche se ce ne sono ancora e possono manifestarsi con notevole intensità, dato il notevole calore ancora presente nei mari prospicienti il territorio italiano (che permette di avere molto v***re acqueo disponibile). Proprio per questo motivo, rimane ancora attuale parlare dei tornado. Ed è proprio l’argomento di questo nuovo podcast. Che cosa sono i tornado? Come possono essere classificati? Perché nascono? Come evolvono? In quali occasioni si formano? Che danni producono? Il discorso è lungo e sicuramente non riuscirò a parlare di tutto, perché servirebbero delle ore, ma quanto meno cercherò di dare una risposta la più semplice possibile alle domande soprastanti. Dico cercherò perché l’argomento è complesso e richiede qualche definizione tecnica, ma ci proverò. Buon ascolto!!!
Come al solito, il podcast è reperibile direttamente sul sito della radio o anche al link nella bio della mia bacheca.

***reacqueo

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09/10/2024

Venerdì prossimo sarò a Cuneo a inaugurare questa bella iniziativa di datameteo "Capire i segnali del tempo", a cui seguiranno poi altri due momenti, sempre in ottobre ma in altre location. In questa occasione parlerò di , di e , con un occhio speciale sulle e sugli , lasciando poi spazio agli interventi dal pubblico che auspico numeroso.
Riporto anche qui il link: https://datameteo.education

Photos from Università degli Studi di Torino's post 24/09/2024

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