31/12/2024
BUON ANNO!!!
Il nuovo anno, in Piemonte, meteorologicamente inizierà esattamente come sta terminando il 2024, ovvero con un anticiclone sulla capoccia. Tuttavia, ci sono dei segnali di cambiamento in prospettiva. Il primo è una saccatura che si elongherà dal flusso perturbato sull'Europa centrale e produrrà una prima ventilazione, ponendo termne a questa fase primaverile anticiclonica in montagna (le pianiure ne hanno risentito meno a causa delle inversioni termiche, specialmente nelle zone dove nebbie o nubi basse hanno fatto fatica a dissiparsi anche nelle ore centrali) e facendo rientrare le temperature nelle medie del periodo (-5 °C rispetto a prima). Sulle alture di onfine, inoltre, nevicherà.
Riguardo al secondo, vi illustro quanto in questo momento viene previsto dal modello GFS per il periodo 8-10 gennaio. Ricordo che tale termine si trova ben oltre il limite previsionale odierno, che si attesta intorno al 3 gennaio. Poi, come vedremo, tale evoluzione non viene vista allo stesso modo da tutti i modelli. Quindi, nel presentarvela, innanzitutto userò il condizionale, e poi la presenterò come una semplice possibilità, da confermare successivamente.
Il tutto nascerebbe da una profonda saccatura che, a partire dal giorno 5, dovrebbe andar strutturandosi in aperto Atlantico, per poi traslare lentamente verso il Mediterraneo ed interessarci direttamente a partire dal giorno 8, forse per 2-3 giorni. Tale scenario (meteogramma di 15 giorni in figura) lascierebbe intravvedere la possibilità di copiose precipitazioni sulle nostre regioni e un importante calo termico durante il transito della saccatura, fino a 5 °C sotto le medie del periodo a 850 hPa (quindi sarebbero -10 °C rispetto a ieri 30 dicembre), che potrebbe durare alcuni giorni.
Nelle altre due immagini vi mostro il dettaglio della previsione del modello GFS per il 9 gennaio, e quello della previsione del modello IFS ECMWF per lo stesso giorno. Per GFS saremmo nel pieno della saccatura, menre per IFS saremmo in piena rimonta anticiclonica (per tale modello, infatti, la saccatura non si approfondirebbe sul Mediterraneo). Ovviamente anche l'evoluzione successiva poi risente di queste differenze, e quindi è inutile mostrarla.
Ho qui scelto due modelli frequentemente consultati: l'IFS dell'ECMWF è considerato il modello con le performance migliori, mentre il GFS è molto diffuso. Altri modelli mostrano situazioni intermedie o si "allineano" con uno dei due scenari.
E, quindi, a chi credere? Personalmente direi: a nessuno dei due. Il fatto che le evoluzioni siano così drasticamente diverse significa che il modello (qualunque esso sia) ha perso l'allineamento con la realtà e non riesce a seguirla bene. Bisogna saper aspettare finché le evoluzioni non iniziano ad assomigliarsi.
A dire il vero, un occhio attento vedrebbe già nel meteogramma a 15 giorni su Torino di GFS il fatto che siamo in una zona impredicibile. La temperatura a 850 hPa prevista dalle 30 simulazioni dell'ensemble di GFS infatti, per il giorno 8 gennaio, occupa una "forchetta" di quasi 15 °C, e supera i 5 °C già dal 4 gennaio, rivelando chiaramente l'incapacità, da parte del modello, a seguire l'evoluzione meteorologica.
Per questo motivo non conviene mai mostrare l'evoluzione meteorologica troppo oltre il limite previsionale, e soprattutto non conviene spingersi in previsioni oltre tale limite. E in genere il limite previsionale si colloca tra i 3 e i 5 giorni in avanti, e molto raramente oltre. Queste differenze tra i modelli nascono da piccole variazioni, quasi impercettibili, nei campi di pressione o di altre variabili, che poi si amplificano a dismisura, "grazie" alla non linearità del sistema atmosferico.
Eppure, molti siti preudometeo e acchiappaclic amano mettere in evidenza lo scenario più "drastico", anche a lungo, lunghissimo termine, per sparare un titolone e acchiappare consensi. In questo caso il grafico l'ho messo anche io, ma per far capire perché non ha senso farlo.
Concludo augurando a tutti coloro che ci seguono ancora un buon inizio di 2025.
Claudio Cassardo UniToGO