13/04/2026
Le chārī sono pratiche di centratura e radicamento, straordinarie porte che ci vengono incontro dalla tradizione indiana per mostrarci quello che non sapevamo di non sapere sul nostro modo di organizzare il movimento.
Troviamo queste pratiche nel Nāṭyaśāstra, riconosciuto come il più antico trattato sulle arti sceniche al mondo. Ogni chārī ha un termine che la descrive e arriva a noi avendo attraversato un tempo di forse duemila anni o più.
Viene da chiedersi come si muovessero i corpi allora e come venissero trasmesse queste pratiche. La mancanza di una risposta diventa uno stimolo per chiederci:
"Cosa possono dire queste pratiche, oggi, ai nostri corpi?".
A chi si rivolge?
A persone curiose di approfondire il funzionamento del corpo in dinamica e interessate al corpo come porta d’accesso al proprio Sé.
Persone senza esperienza nella ricerca del corpo si troverebbero in difficoltà. Si richiede la familiarità con una pratica (yoga, taichi, danza, teatro fisico ecc.).
Il seminario è in forma residenziale dal 5 al 7 giugno e si tiene nelle bellissime Case Rondò a Cumiana (TO).
Per i dettagli sulla pratica, organizzazione e costi si può visitare la pagina:
https://www.multikulti.it/evento-mk/seminario-residenziale-chari/
o scrivere a [email protected]
09/04/2026
Siamo felici di poter ospitare Manuela La Iacona per un nuovo incontro sull'Āyurveda. Un'occasione per approfondire aspetti del nostro essere umani accompagnati da una voce capace e appassionata.
Quest'anno l'incontro è dedicato alla digestione secondo la tradizionale medicina indiana: digestione fisica, digestione delle impressioni.
Celebre è l'aforisma "Siamo ciò che mangiamo" di Ludwig Feuerbach con cui si sostiene una corrispondenza tra ciò che siamo e ciò che mangiamo.
L'Āyurveda ci dice però che non siamo ciò che mangiamo, ma siamo ciò che digeriamo. Possiamo anche portare in tavola il cibo più sano e attuare le migliori intenzioni per mangiare bene, ma se la nostra digestione non funziona, i nutrienti non saranno assimilati. In Āyurveda, Agni è il principio del fuoco che rende possibile ogni trasformazione. Non è solo la digestione del cibo: è la forza che ci permette di assimilare la vita in tutte le sue forme.
Manuela La Iacona, terapista in Āyurveda, ci accompagnerà per offrire una visione completa e pratica su come mantenere Agni sano, esplorando il suo ruolo non solo a livello corporeo, ma anche nella trasformazione della coscienza.
Sabato 30 maggio ore 15
Multikulti, Via della Basilica, 3 - Torino
Per partecipare chiediamo per cortesia di prenotare scrivendo a:
[email protected]
Contributo: € 10
24/02/2026
Incontro con la Dea
a cura di Dafne Carli
sabato 28 febbraio 9 - 13 e 15 - 17
In questo seminario incontreremo la Dea imparando ad appoggiare passi e gesti sulla tela di fondo che tutto sostiene: il ritmo.
La questione del ritmo nella danza indiana è fondante. Non c’è danza senza ritmo. Mi sono ritrovata per moltissimi anni a rincorrere i ritmi della danza odissi senza riuscire veramente a comprenderli. Mi ponevo delle domande, che ritenevo sballate e quindi rimanevano tra me e me. Una fra tutte era: “Perché questa bramosia di velocità? Perché la percussione dei piedi deve sempre essere così dominante sul resto del corpo, a sottolineare il ritmo del pakhawaj (lo strumento a percussione nell’odissi) ?”.
Le mie domande hanno trovato delle possibili risposte negli anni. Risposte arrivate da vie e fonti inaspettate, come spesso accade. Ora che non le ritengo più sballate e dunque permetto loro di fiorire, ho imparato ad amare le complessità dei ritmi della danza perché non li sento più come incalzanti. Ho imparato che il ritmo sostiene e non incalza, se compreso e vissuto su un piano meditativo.
sabato 28 febbraio ore 9 - 13 e 15 - 17
per partecipare occorre avere nozioni di base di danza indiana
informazioni scrivendo a [email protected]
foto: alvise crovato
21/01/2026
Laboratorio coreografico 60+
a cura di Valenti
ciclo di 8 incontri dal 4 febbraio al 25 marzo
il mercoledì dalle 15.30 alle 17
uno spazio che accoglie la natura di questa fase della vita, quando la
persona è chiamata a setacciare il proprio vissuto per mantenere o per
lasciar andare, in modo che resti l’essenza e il sapore di un’esistenza
è uno spazio fisico in cui trasformarsi attraverso i percorsi del movimento
danzato che danno valore al radicamento, all’estensione del corpo nello
spazio e alla forza del gesto che nasce quando questi percorsi vengono
attivati
è uno spazio in cui si danza per affermare un desiderio, per osare la propria
bellezza, per superare una paura o per donare ciò che non abbiamo mai
trovato le parole per raccontare
è uno spazio in cui la narrazione prende forma attraverso i desideri e la
creatività di ognuna, componendo un lavoro comune che si costruisce un
petalo alla volta
è uno spazio in cui danzare ciò che smuove il cuore, che ci dà gioia, che ci
sembra impossibile, che ci fa sentire forti, che ci fa arrabbiare, ciò che ci
rende strane agli occhi degli altri e molto altro ancora
è uno spazio che si estende oltre la sala, con dei piccoli studi e compiti di
osservazione, di raccolta di immagini e di scrittura.
C’è un tempo per raccogliere e un tempo per lasciar andare.
È la traccia che guiderà la nostra pratica coreografica, in cui si potrà anche
parlare, cantare o scrivere, sempre per osare, danzare e scoprirsi diversi.
Questa proposta è aperta anche a chi non ha mai danzato.
Lezione prova mercoledì 4 febbraio.
È necessario prenotarsi scrivendo a: [email protected]
06/01/2026
Un augurio di apertura, dubbio e incertezza
Un augurio perché ogni giorno di questo 2026 sia alla luce della serendipità: rimanere aperti per permettere all'inaspettato di rivelarsi.
Guardare con attenzione il mondo così che le cose cessino di essere scontate e si possa presentare la meraviglia.
Scoprire improvvisamente qualcosa, mentre si stava cercando altro.
Suona arduo augurare "Un felice anno nuovo", perché mentre lo diciamo, già sappiamo che non sarà così.
E però suona possibile augurare alle persone di rimanere presenti e aperte alla vita che viene incontro. Ancor di più se si è avvezzi ad una pratica del corpo che richiama all'ascolto.
E dunque, che sia un anno di scoperte, ogni giorno.
"Si può, sai, stando qui
stando molto fermi
sostenere una stella":
Mariangela Gualtieri
Foto: Alex Tattoli
10/12/2025
La danza comincia nei movimenti della vita quotidiana
Un corpo che danza non è solo un corpo che sa muoversi con abilità sulla scena. È, prima di tutto, un corpo che percepisce la continuità tra sé e le cose intorno, lasciandosi permeare dallo spazio. È un corpo che intuisce l'invisibile e si prepara per renderlo visibile.
I maestri ci parlano tutti di questa evidenza, da una parte della terra all'altra.
È quasi più semplice far finta che non sia così. Perché pensare che per "imparare a danzare" basti andare a lezione ed eseguire i movimenti proposti, ci solleva dalla responsabilità di interrogare senza sosta il nostro modo di stare nel quotidiano.
07/12/2025
Danza odissi. Incontro con la Dea
a cura di Dafne Carli
In questo seminario ripercorreremo i passi che segnano l'incipit del lavoro coreografico, per poi dedicarci al lavoro sulle mani. Ad ognuna sarà affidato il compito di trovare una personale via per far sì che i simboli di vita e di morte che la Dea regge nelle sue molteplici mani, trovino un intimo collegamento con il proprio sentire.
Per partecipare è necessario avere delle basi tecniche di danza indiana
sabato 13 dicembre
ore 9 - 13 e 15 - 17
prenotazione:
[email protected] | 338 3608145
foto: Gianfranco Rota
04/12/2025
Yoga del Kashmir
sabato 13 dicembre
ore 9 - 11
Abituati come siamo a guardare sempre un pò più in là, rimaniamo sorpresi nello scoprire che tutto quello di cui abbiamo bisogno è già qui: così vicino da non esser visto. Attraverso un'esplorazione del corpo senza sforzo né conflitto, scopriamo tattilmente la possibilità di abitare un corpo vibrante di spazio e silenzio.
Per partecipare serve solo avere un corpo da ascoltare.
prenotazione:
[email protected] | 338 3608145
foto: Alvise Crovato
07/11/2025
Come stanno nel corpo le nostre figlie e i nostri figli?
“Il nostro tempo è il tempo dei corpi e dei pensieri costantemente in gara. Viviamo nella competizione permanente, è un tempo in cui il principio di prestazione è diventato un vero e proprio imperativo. Siamo obbligati a performare, ad essere macchine efficienti, non guaste, a correre veloci”.
Così racconta Massimo Recalcati in un suo intervento del 2022 al Festival della Filosofia.
Come sente una ragazza o un ragazzo il proprio corpo a forza di paragonarlo a quei corpi rapidi e ingannevoli che scorrono ogni giorno davanti agli occhi, a decine e centinaia? E cosa succede se non si riesce più a sentirlo il corpo e se quell’assenza di confine non è generata dall'espansione che a volte la pratica yogica può regalare, ma da un malessere profondo?
Possiamo noi fare qualcosa?
Abbiamo pensato che dopo gli anni in cui i nostri figli sono stati confinati in casa fosse importante offrire loro uno spazio protetto in cui imparare a sentire il corpo e riconoscere le sensazioni. Senza agonismo. Senza essere spinti a dover essere in un modo piuttosto che in un altro. Sentendosi accolti per come si è.
Per questo abbiamo creato il corso di pilates dedicato alle ragazze e ai ragazzi.
L' idea è quella di offrire ad un piccolo gruppo uno spazio sensibile in cui viaggiare per scoprire l'energia virtuosa che viene dal dialogo tra la mente e il corpo.
Per favorire la scoperta di un nuovo sguardo su di sé.
Non volevamo "fare pubblicità" (però ve lo diciamo che il corso si tiene il martedì dalle 16.45 alle 17.45 e abbiamo anche delle borse di studio per chi è in difficoltà economica).
Volevamo piuttosto condividere dei pensieri su qualcosa di prezioso che succede sul nostro palchetto e di cui parliamo troppo poco.
https://www.multikulti.it/pilates-ragazze-ragazzi/
21/10/2025
Seminari 2025 /2026
Dietro il movimento.
Mi ha sempre incuriosito di più conoscere quello che stava dietro alla scena piuttosto che guardare alla messa in scena.
Così è con la mia ricerca nel corpo: scoprire cosa c’è dietro al movimento mi interessa di più che il movimento in sé. È un viaggio che non finisce mai e regala sorprendenti scoperte ogni giorno. Scoprire cosa c’è dietro al movimento mi porta ad intuire cosa c’è dietro l’apparenza delle cose e mi offre questo presentimento: così nel corpo come nel mondo, tutto sta in relazione.
Per conoscere i contenuti dei seminari puoi scrivere per mail a [email protected]
e visitare questo link:
https://www.multikulti.it/seminari/
16/10/2025
Cos'è successo?
Come scrivere l'ennesima comunicazione di promozione delle nostre attività mentre i nostri cuori stavano in Palestina e nelle piazze insieme alle studentesse e agli studenti? Forse era più giusto parlare di quello, invece che dei nostri corsi? Più giusto preoccuparsi della sofferenza del popolo palestinese piuttosto che di come far quadrare le attività dell'associazione?
E così siamo a metà ottobre e ancora non abbiamo comunicato a chi ci legge che si può ancora provare nei corsi di yoga e pilates. Che c'è una bellissima nuova proposta di Laboratorio coreografico 60+. Che sabato 18 ottobre dalle 9 alle 11 c'è il seminario di yoga e cominciamo, con grande emozione, il ciclo di seminari di danza odissi sulla Dea.
Detto questo, torniamo a cosa è successo. È stato importante vedere le nostre figlie e i nostri figli scendere in piazza, così importante che non potevamo non aderire mentre loro erano lì. Perché quando tornavano a casa portavano tra le mura domestiche l'odore delle creature che improvvisamente si lanciano nel mondo e ti spiegano come funziona, sentendosi parte della storia che accade.
Non più appendici nostre, ma tutto d'un tratto protagonisti consapevoli.
Capiamo che pubblicamente siamo rimaste in silenzio anche se individualmente siamo scese in piazza, perché non volevamo riempirci la bocca con uno slogan e ci premeva fare dei distinguo (vicino a chi soffre sì, vicino a chi causa sofferenza ivi compresa Hamas, no).
Quello che ci sembra importante e imprescindibile per la costruzione di un mondo meno conflittuale è continuare la nostra ricerca dentro al corpo perché impari a conoscersi/riconoscersi nella sua fragilità. Trovare gli strumenti per smascherare i condizionamenti che i nostri corpi reiterano ogni giorno causando fatiche, tensioni e conflitti innanzitutto a noi stesse.
Non possiamo parlare di pace in piazza se poi continuiamo a fare la guerra con un corpo che vorremmo più bello, più magro e più s**o.
Partiamo da qui: come stiamo nel nostro corpo, ogni giorno?