Il mestiere di raccontare

Il mestiere di raccontare Scrittura creativa e narratologia. Corsi online in diretta. Niente scorciatoie: tecnica, metodo, lavoro sulla pagina. Il mestiere di raccontare.

Scrivere narrativa: webinar gratuiti, corsi a Torino e on line, news e approfondimenti.

Scrivere bene i dialoghi è difficile. Ma buoni dialoghi possono dare un contributo insostituibile a un racconto o un rom...
26/09/2026

Scrivere bene i dialoghi è difficile. Ma buoni dialoghi possono dare un contributo insostituibile a un racconto o un romanzo. Per questo, i nostri seminari di scrittura creativa 2026-27 cominciano proprio con questo argomento.

SCRIVI I DIALOGHI COME PARLI. E invece no.  È un consiglio che si sente spesso, ma preso alla lettera funziona male. Il ...
25/09/2026

SCRIVI I DIALOGHI COME PARLI. E invece no. È un consiglio che si sente spesso, ma preso alla lettera funziona male. Il parlato reale è pieno di esitazioni, ripetizioni, piccole deviazioni e frasi lasciate a metà, mentre sulla pagina tutto questo, se non è dosato bene, rischia di appesantire il dialogo invece di renderlo naturale.

Un buon dialogo non copia la conversazione quotidiana: la seleziona. Tiene ciò che serve davvero, cioè ritmo, carattere, tensione, sottintesi, e lascia fuori molto del resto.

Per questo la naturalezza di un dialogo scritto non coincide con il parlato reale. È piuttosto un effetto costruito con attenzione, in modo che il lettore abbia l’impressione di ascoltare una voce viva, senza doversi trascinare dietro tutto ciò che nella realtà è superfluo.

Seminario intensivo · 3 lezioni · da giovedì 15 ottobre · 19:00–20:30

Il mestiere di raccontare

Niente da aggiungere, appunto.
22/09/2026

Niente da aggiungere, appunto.

“Comincia il più vicino possibile alla fine”. È una delle otto regole che Kurt Vonnegut raccolse in Bagombo S***f Box ne...
21/09/2026

“Comincia il più vicino possibile alla fine”. È una delle otto regole che Kurt Vonnegut raccolse in Bagombo S***f Box nel 1999.
Naturalmente non significa che ogni romanzo debba iniziare a pochi minuti dal climax. È invece un ottimo criterio da usare quando si revisionano le prime pagine, perché molti inizi contengono una specie di anticamera narrativa: presentiamo il personaggio, raccontiamo qualcosa della sua vita, descriviamo l’ambiente e prepariamo con cura l’avvenimento che, finalmente, mette in moto la storia.

Proviamo allora un esperimento abbastanza brutale: togliamo le prime cinque pagine e cominciamo dalla sesta. Il lettore perde davvero qualcosa di indispensabile oppure capisce comunque chi è il personaggio, dove si trova e che cosa sta accadendo?

Se la risposta è la seconda, forse quelle cinque pagine servivano soprattutto a noi per entrare nella storia. Non è detto che debbano entrarci anche i lettori.

Un buon inizio non è necessariamente quello che spiega bene da dove veniamo. Molto spesso è quello che individua il primo momento dal quale vale davvero la pena cominciare a guardare.

Il mestiere di raccontare

Da lunedì. Per capire e andare oltre le mille regole che qualche volta, invece di aiutare, ingabbiano la nostra scrittur...
19/09/2026

Da lunedì. Per capire e andare oltre le mille regole che qualche volta, invece di aiutare, ingabbiano la nostra scrittura.

Un errore di metodo piuttosto comune consiste nel pretendere che la prima stesura abbia già la qualità della versione de...
18/09/2026

Un errore di metodo piuttosto comune consiste nel pretendere che la prima stesura abbia già la qualità della versione definitiva. Così si passa mezz’ora su un periodo, si cercano sinonimi, si spostano virgole e si rifinisce una scena senza sapere ancora se quella scena sopravvivrà alla revisione.

La prima stesura ha soprattutto un altro compito: far esistere la storia abbastanza da poterla giudicare. Solo quando abbiamo davanti qualcosa di completo possiamo capire davvero se un personaggio entra troppo tardi, se una svolta è preparata male o se cinquanta pagine perfettamente cesellate appartengono, in realtà, a un romanzo che non funziona.

Scrivere bene è importante. Ma non tutto deve essere scritto bene subito.

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LE PAROLE SONO IL MATERIALE. Lo scrive Ursula K. Le Guin in A Few Words to a Young Writer: uno scrittore è qualcuno a cu...
17/09/2026

LE PAROLE SONO IL MATERIALE. Lo scrive Ursula K. Le Guin in A Few Words to a Young Writer: uno scrittore è qualcuno a cui importa che cosa significano le parole, che cosa dicono e come lo dicono.
È un’osservazione che vale la pena ricordare, soprattutto quando si parla di tecnica narrativa quasi esclusivamente in termini di trama, personaggi, conflitto, punto di vista. Tutto necessario, naturalmente. Ma una storia non arriva al lettore sotto forma di struttura: arriva sotto forma di parole.

Le Guin insisteva molto sulla materialità della lingua. In Steering the Craft parte proprio dal suono e dalla costruzione della frase, perché ritmo, sintassi e scelta lessicale non sono l’involucro dentro cui sistemiamo una buona storia una volta che l’abbiamo inventata. Sono parte della storia stessa.

Prima della trama, sulla pagina, c’è la lingua.

Il mestiere di raccontare

In Italia si legge poco, lo sappiamo tutti, e le nuove statistiche indicano che si legge sempre meno. Ma non è così ovun...
14/09/2026

In Italia si legge poco, lo sappiamo tutti, e le nuove statistiche indicano che si legge sempre meno. Ma non è così ovunque: all’estero la lettura è molto più praticata.
Pensare di proporre i propri lavori in Francia, Spagna, Germania o Stati Uniti non è follia, ma una sana abitudine.

DAL CAOS ALLA TRAMA. Molti progetti narrativi non nascono da un’idea, ma da un piccolo deposito di idee: un personaggio ...
13/09/2026

DAL CAOS ALLA TRAMA. Molti progetti narrativi non nascono da un’idea, ma da un piccolo deposito di idee: un personaggio che ci interessa, un ambiente che vorremmo utilizzare, una scena già quasi visibile, magari un finale che ci piace. Il problema comincia quando proviamo a trasformare tutto questo in una storia e scopriamo che i pezzi, per quanto promettenti, non stanno insieme.
A quel punto è facile credere che servano altre idee. Spesso serve esattamente il contrario.

Una trama comincia a prendere forma quando gli elementi smettono di essere semplicemente accostati e diventano necessari l’uno all’altro. Se ho un uomo che torna nel paese in cui è cresciuto, una casa che nessuno apre da trent’anni e una sorella che rifiuta di parlargli, possiedo tre elementi. Ma se l’uomo torna perché deve vendere quella casa, mentre la sorella si oppone alla vendita perché sa che aprendola verrebbe scoperto qualcosa che riguarda entrambi, allora comincio ad avere una storia.

La differenza è nel rapporto causale: una cosa provoca, impedisce, modifica o rende inevitabile l’altra.
La progettazione narrativa non consiste necessariamente nel mettere ordine in tutto fin dall’inizio. Ma nel trovare, dentro il disordine delle idee, la catena di conseguenze che può trasformarle in una storia.

Il mestiere di raccontare

E in effetti oggi tutti interrompono, gridano, sbraitano e soprattutto non ascoltano. Che la soluzione sia scrivere? 🙂
11/09/2026

E in effetti oggi tutti interrompono, gridano, sbraitano e soprattutto non ascoltano. Che la soluzione sia scrivere? 🙂

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