07/08/2026
La più grande paura che riscontro nei miei corsisti e quella di non saper scrivere nulla di originale. È una paura inutile e che potrebbe anche portare a decidere di smettere di scrivere: l’articolo qui sotto parla proprio di questo.
Non esistono idee originali (e questa è un'ottima notizia per chi scrive)
Una delle paure più diffuse tra chi scrive — che si tratti di un romanzo, di un racconto o di una sceneggiatura — è quella di produrre qualcosa di "già visto". Il timore che la propria idea sia banale, o che qualcun altro l'abbia già espressa meglio, finisce spesso per paralizzare la creatività prima ancora di aver messo la prima parola sulla pagina.
Tuttavia, la narrazione umana dimostra costantemente che non esistono idee del tutto vergini. Tutte le storie, se ridotte ai loro elementi essenziali, si rifanno a una manciata di archetipi universali: il viaggio di trasformazione, l'amore contro ogni ostacolo, la lotta contro un nemico insuperabile o il segreto che distrugge un nucleo familiare.
La vera originalità non risiede mai nella premessa astratta, ma nella voce, nella sensibilità e nelle scelte di mestiere dell'autore.
La differenza tra struttura grezza ed esperienza artistica
Se ci si ferma alla semplice trama di fondo, un capolavoro del teatro classico come Amleto di Shakespeare e un classico dell'animazione come Il Re Leone condividono esattamente la stessa impalcatura narrativa: un giovane principe che deve vendicare il padre ucciso da uno zio usurpatore. Eppure, le due opere offrono un'esperienza concettuale e formale del tutto differente.
Ciò che trasforma una premessa comune in un'opera d'arte unica è l'intersezione di tre fattori fondamentali:
* La lente personale e culturale: Le esperienze, la sensibilità e la specifica visione del mondo dell'autore influenzano il modo in cui viene osservato e descritto anche il più piccolo dettaglio.
* Le scelte di forma e di mestiere: Il ritmo della prosa, la selezione del punto di vista, la gestione dei tempi narrativi e l'uso del linguaggio sensoriale ridefiniscono completamente il materiale di partenza.
* Le ossessioni tematiche: Due autori che affrontano il medesimo tema, come il lutto o il tradimento, produrranno opere radicalmente diverse in base alle sfumature psicologiche ed esistenziali su cui sceglieranno di concentrarsi.
Quattro strategie pratiche per rielaborare il "già visto"
Per superare il blocco dell'originalità e dare nuova linfa a temi e generi ampiamente trattati, è possibile applicare alcune precise tecniche di progettazione narrativa:
* Cambiare l'angolazione di approccio: Provare a raccontare una vicenda tradizionale spostando il punto di vista su un personaggio marginale o sull'antagonista.
* Incrociare le influenze: Unire due riferimenti apparentemente inconciliabili, come una struttura da tragedia greca calata in un contesto quotidiano o contemporaneo.
* Aumentare la specificità: I cliché prosperano nella generalizzazione. Più i dettagli sui personaggi, sui loro desideri e sull'ambientazione diventano concreti e specifici, più il testo si affranca dai modelli del passato.
* Entrare in dialogo con la tradizione: Riconoscere le opere che ci hanno preceduto invece di temerle, utilizzandole come punto di partenza per sovvertire le aspettative del lettore con consapevolezza formale.
In conclusione
Il mercato e i lettori non necessitano di premesse mai concepite prima nella storia dell'umanità. Il valore di un'opera risiede nella profondità dell'analisi, nella qualità della progettazione narrativa e nella precisione della voce con cui si sceglie di interpretare le grandi storie dell'uomo.
04/08/2026
Chi di voi utilizza questa ubriachezza per salvare se stesso?
30/07/2026
Sembra una cosa banale, ovvia, scontata. Invece richiede conoscenza di se stessi e, una volta capito, la tecnica adeguata per affrontare l’impresa.
26/07/2026
Scrittura Creativa: la Polifonia
In origine, il termine polifonia fa riferimento alla musica composta da due o più linee melodiche indipendenti che risuonano contemporaneamente. In letteratura, la polifonia descrive una scrittura che accoglie molteplici voci, prospettive o coscienze senza forzarle all'interno di un unico punto di vista dominante.
Un'opera polifonica può includere diversi narratori, punti di vista intrecciati, conversazioni sovrapposte, lettere, frammenti, documenti o voci provenienti da differenti generazioni, comunità o versioni del sé. Ciò che conta non è semplicemente la presenza di molte voci, ma il fatto che a ciascuna sia concesso di rimanere distinta. Parlando l'una accanto all'altra, l'una contro l'altra e l'una attraverso l'altra, queste voci creano una comprensione più ricca e stratificata di quanto potrebbe mai offrire una voce singola.
Per chi scrive, la polifonia si rivela uno strumento prezioso quando si esplorano dinamiche familiari, comunità, vicende storiche, conflitti o interrogativi che non possono trovare risposta da un solo angolo di osservazione. Ci ricorda che una storia non deve necessariamente procedere attraverso un'unica voce per risultare unitaria. A volte, il senso profondo emerge dal coro.
24/07/2026
Video decisamente interessante di cui condivido ogni parola. I ROMANZI CONTEMPORANEI (ITALIANI) SEMBRANO ROBA DA BAMBINI.
Link nel primo commento.
17/07/2026
Sempre valido.
"Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto".
[Luigi Pirandello - "Uno, nessuno e centomila"]
16/07/2026
Scrittura Creativa. Più di un espediente, più di un vezzo. Uno dei modi di rendere vivi e significativi gli oggetti.
14/07/2026
Scrittura Creativa. La personificazione è una figura retorica attraverso la quale si attribuiscono qualità e caratteristiche umane a ciò che umano non è: un oggetto, un animale, un luogo, un'idea, una forza della natura o un'emozione.
Per esempio, una casa potrebbe ricordare, una tempesta potrebbe minacciare, o una frase potrebbe opporre resistenza allo scrittore che tenta di concluderla. La personificazione permette agli elementi non umani di un’opera di fare qualcosa in più rispetto al semplice restare sullo sfondo o fare letteralmente da cornice. Al contrario, può rendere l'ambientazione, un oggetto o un'idea parte attiva della vita emotiva del testo.
Per chi scrive, la personificazione si rivela particolarmente utile quando si desidera caricare di ulteriore significato un'ambientazione o un oggetto. Ovviamente, una stanza non sa letteralmente cosa sia accaduto al suo interno, a meno che non stiamo scrivendo una storia fantastica o di realismo magico. Ma in un testo di scrittura creativa quella stessa stanza può sembrare custode di segreti, capace di assorbire il dolore, di offrire conforto o di rifiutarsi di lasciar svanire il passato. In questo modo, la personificazione permette al mondo esterno di riflettere la vita interiore di un personaggio, senza che l'autore debba spiegare tutto in modo diretto. A volte, il mondo che circonda un personaggio può esprimere ciò che il personaggio stesso non riesce ancora a dire.
Mentre sperimenti con la personificazione, presta attenzione a quale specifica qualità stai attribuendo all'elemento non umano. Cerca di reinterpretare i cliché più comuni in modo nuovo. L'oceano può essere "inquieto", ma in quali altri modi potresti descriverlo? L'obiettivo non è semplicemente rendere umano un oggetto, ma rivelare l'atmosfera emotiva del testo in un modo unico, originale e capace di risuonare intimamente nel lettore
IL MESTIERE DI RACCONTARE
06/07/2026
L'estate, il tempo per scrivere e la prova strutturale dei concorsi letterari.
Durante i mesi estivi la gestione del tempo cambia. Spesso si ha finalmente l'occasione di dedicarsi alla scrittura con maggiore continuità.
Tuttavia, senza un obiettivo preciso e una struttura esterna, questa ritrovata libertà rischia di trasformarsi in dispersione o in un ciclo infinito e inconcludente di revisioni. Come incanalare allora queste energie in modo professionale? La soluzione più pragmatica è prepararsi per un concorso letterario.
Ne parlo su YouTube canale Il Mestiere di Raccontare. Link nel primo commento. .
Mettersi in gioco in competizioni serie offre vantaggi indispensabili per chi vuole trasformare la scrittura da attività episodica a pratica rigorosa.
Nel video di oggi esploriamo quattro ragioni strutturali per cui partecipare ai concorsi letterari è utile e necessario:
Fissare scadenze concrete. L'iscrizione a un concorso inserisce la scrittura nella lista delle reali urgenze quotidiane. Impone un limite temporale che obbliga l'autore a portare a compimento il testo.
Normalizzare il rifiuto. L'invio costante desensibilizza rispetto al fallimento. Il rifiuto è una parte fisiologica del mestiere: autori come Andrea Camilleri o Joe R. Lansdale hanno affrontato anni di porte chiuse prima di affermarsi.
Imporre la pratica. La padronanza della teoria narratologica rimane sterile senza l'esecuzione. Partecipare costringe a fare pratica, affilando continuamente i propri strumenti.
Apprendere le prassi editoriali di base. Un concorso insegna competenze spesso trascurate ma fondamentali: formattare correttamente un testo, scrivere una lettera di presentazione essenziale che vada dritta al punto e, soprattutto, misurare la propria idea narrativa.
Saper sviluppare un intreccio e un arco di trasformazione calcolando con esattezza il numero di caratteri richiesti, e attenendosi rigidamente a un tema, è il vero banco di prova di ogni professionista.
Se in queste settimane estive avete in programma di scrivere, fatelo puntando a un obiettivo tangibile.