12/08/2026
IL VERSO IN CUI SI SCIOGLIE
Il Nodo e la Cima — Libro secondo
In fondo alla corderia ci sono due scaffali di attrezzi, uno a destra e uno a sinistra del banco. L'apprendista chiede al vecchio cordaio perché non li tenga insieme.
«Perché a destra ci sono quelli per le corde che ha rovinato il mare. A sinistra quelli per le corde che ho rovinato io.»
«E sono diversi?»
«No. Sono gli stessi identici attrezzi. Ma io devo sapere da che parte sto andando, quando allungo la mano.»
Esce oggi il libro secondo del mio trattato sui nodi della vita e sull'arte di scioglierli.
I sei nodi del libro primo venivano da fuori: un pericolo, un'assenza, una perdita, un legame che si è rotto. I tredici di questo secondo libro hanno un'origine diversa. Non nascono da ciò che il mondo ha fatto, ma da ciò che abbiamo costruito sopra ciò che il mondo ha fatto: un'idea di sé, una regola, una ripetizione, un controllo, un senso o la sua mancanza.
Sono i nodi dell'identità, della vergogna e della colpa, del controllo e dell'ossessione, della ripetizione, della ruminazione e dell'incertezza, della dipendenza, del corpo — cibo, dolore, sonno — dell'umore, della rabbia, delle relazioni, del cambiamento e delle transizioni, del significato, del futuro.
Non chiedono di essere protetti. Chiedono di essere riconosciuti come opera propria. E cambia anche il punto di ingresso del lavoro: nei nodi del primo libro si comincia quasi sempre dal Regolare, perché c'è un sistema che sta ancora reagendo a qualcosa. Qui si comincia dal Rivelare, perché si apre una struttura che nessuno sta più attaccando, e che continua a stringere da sola.
Ci sono, in queste pagine, alcune delle cose che ho impiegato trent'anni a formulare. Che la colpa non si estingue soffrendo, si estingue rendendo, e la moneta è l'azione. Che la vergogna guarisce solo dentro un'esperienza in cui qualcuno sa e resta. Che non si ripete per masochismo ma per competenza, perché un dolore noto è governabile. Che il senso non si trova: si fa. Che il futuro non si raggiunge: si comincia.
E che, alla fine, non si cambia un destino: si cambia un'azione, e la si ripete. È la catena che il Tao ci ha lasciato e che non è una massima morale ma una descrizione tecnica del meccanismo — attenzione ai pensieri perché sono fatti di parole, alle parole perché sottendono le azioni, alle azioni perché ripetute diventano abitudini, alle abitudini perché forgiano il carattere. E poi tutto questo lo chiamiamo destino.
Il volume si chiude con la grande mappa terapeutica, i limiti e l'etica del metodo — perché un libro che propone metodi ha il dovere di dichiarare che cosa non sa fare — e l'appendice epistemologica.
Chi non ha letto il libro primo può cominciare da qui: si apre con una nota che riassume tutte le fondamenta in due pagine. Anche se, lo dico da autore e non da venditore, le fondamenta non si riassumono davvero. Si abitano.
LIBRO SECONDO — IL VERSO IN CUI SI SCIOGLIE
https://chisotti.medium.com/il-verso-in-cui-si-scioglie-ed3f1c056d3d
Non impongo, accompagno.
“” is published by Marco Chisotti - https://www.psyco.com.