30/05/2025
Mia figlia ha 12 anni. Oggi leggevo il giornale e pensavo che dovevo parlarle di come funziona il mondo dei sentimenti, il mondo fra maschi e femmine, il mondo dell’amore che può in un attimo diventare quello dell’odio… e mentre raccoglievo i pensieri, mentre stringevo le paure già viste, già vissute, già sentite, mentre pensavo che avrei voluto posticipare questo momento, quest’età ancora per un po’… mentre pensavo e ripensavo sono tornata a casa, ho apparecchiato, ho aspettato che i miei tre figli tornassero da scuola, ho cucinato pensando e ripensando.
2 maschi e una femmina. 15, 13, 12 anni. Questi i miei figli.
Li ho visti entrare ridendo dalla porta di casa. Ho visto la mia bimba e ho pensato che la vorrei vedere felice per sempre e invece prima o poi raccoglierò lacrime, delusioni, mestiere che entra. L’ho vista e ho capito di averle insegnato fino ad ora ad essere libera, indipendente, autonoma… a bastarsi da sola… d’altronde ha visto una madre fare lo stesso… sa esattamente come deve essere una donna!
Si sono seduti a tavola, mi sono girata verso di lei e ho capito:non era a lei che dovevo parlare!
Ai miei due ragazzi però dovevo dire delle cose!
Ai miei figli maschi devo ribadire i concetti visti e rivisti su amicizia e amore, ma adesso che sono nel turbine dell’adolescenza, degli ormoni, delle manie di onnipotenza ora devo scolpire i principi e i discorsi nelle loro teste… ai maschi!
Alle femmine abbiamo già insegnato tutto! Ad aver paura, a doversi difendere, a scappare, a vivere da sole per se stesse… a non aspettare!
Ai maschi, ora dobbiamo rivolgerci ai maschi, più di prima, più della normale educazione, più di qualunque cosa si possa insegnare ora, oggi!