03/09/2025
📢 Finalmente è arrivato il grande giorno: la nostra nuova, bellissima casa è pronta ad accogliervi!
🥳 Ora è davvero il momento di festeggiare, ed è per noi un onore avere ricevuto il patrocinio di per questo evento.
🌻 Vi aspettiamo numeros* venerdì 5 settembre dalle 16.30 alle 18.30 in via Monti 43/A.
♥️ Rincontriamoci, conosciamoci e assaporiamo insieme questo nuovo inizio!
01/09/2025
🌱 Una scuola non cresce da sola.
Intorno ai bambini e ai ragazzi c’è una comunità educante fatta anche di genitori: persone che organizzano, inventano, si danno da fare.
📌 Da anni esiste un’associazione genitori riconosciuta, che rende possibili momenti di incontro, confronto e festa.
Alcuni esempi? Il Bazar di Natale, la Festa di Primavera 2025 o gli incontri di approfondimento sulla genitorialità, come quello di questa primavera con Barbara Durand sugli adolescenti.
Sono occasioni che aprono la scuola al territorio, rafforzano i legami, fanno crescere il senso di rete e aiutano ad affrontare insieme anche le difficoltà quotidiane.
💛 Non sono eventi “di contorno”: sono parte del nostro modo di fare scuola.
Perché i bambini crescono meglio quando anche gli adulti si incontrano, parlano, si sostengono.
✨ Ogni iniziativa è un seme che cresce oltre i confini della scuola: coinvolge la città, crea legami, genera consapevolezza perché tutte le occasioni sono spazi aperti dove anche chi non ha figli nella scuola può trovare strumenti, stimoli, compagnia. Con il tuo sostegno possiamo moltiplicare queste occasioni e renderle un patrimonio condiviso.
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29/08/2025
📢 La nostra scuola ha ufficialmente cambiato casa!
🌈 Dopo settimane di duro lavoro in cui gli insegnanti, con l'aiuto dei genitori, hanno reso bella e accogliente la nostra scuola, siamo pronti per aprire le porte!
🥳 Vogliamo farlo in un giorno di festa, in cui oltre a poter vedere i nostri nuovi spazi staremo insieme assaggiando le prelibatezze preparate dalle nostre famiglie.
Vi aspettiamo venerdì 5 settembre alle 16.30 in Via Monti 43/A!
25/08/2025
Cosa succede quando una classe delle medie prende in mano Dante e lo riscrive?
A volte il metodo si costruisce trasformando lo studio in un’esperienza viva.
Così, alle medie, lo studio è diventato un viaggio dentro il testo, per provare a capirlo davvero e a riportarlo nel presente. Si è partiti dal lavoro sui testi della Divina Commedia: abbiamo letto alcuni canti, ascoltato il ritmo delle terzine a rima incatenata, riconosciuto immagini e ritmo.
Poi una domanda: se la riscrivessimo oggi, come sarebbero il nostro Inferno, il nostro Purgatorio, il nostro Paradiso?
E insieme è nata la traccia: l’Inferno era l’IKEA, con i corridoi senza fine e l’uscita sempre introvabile; il Purgatorio il viaggio per tornare a casa e il Paradiso la propria stanza, finalmente raggiunta dopo tanto peregrinare.
Dopo aver concordato insieme il canovaccio i ragazzi si sono suddivisi in gruppi: c’era chi scriveva i versi rispettando la rima incatenata, chi preparava scenografie e costumi, chi decideva ruoli e comparse.
Tutti hanno contribuito: dalla voce narrante allo staff di coordinamento.
Non è stato sempre lineare: si è discusso, si è cambiato, si è riscritto.
Qualcuno cercava parole più efficaci, qualcuno difendeva la coerenza del racconto, qualcuno teneva il tempo del testo.
Intanto si consolidavano cose molto concrete: lessico, metrica, struttura del canto; e cose meno visibili ma essenziali: progettazione, negoziazione, gestione dei tempi, responsabilità reciproca.
E soprattutto in questo processo i ragazzi hanno scoperto che Dante non è solo “un autore da studiare”: è un linguaggio vivo, che può essere riscritto, reinterpretato, fatto proprio.
Il risultato? Una Divina Commedia attualizzata e messa in scena a fine anno.
Ma sul palco non c’era solo un esercizio di fantasia.
C’era un lavoro di comprensione, rielaborazione e creatività.
C’era il segno che anche i grandi classici si possono abitare, se li si vive insieme.
E in più c’era la conquista del processo che lo aveva reso possibile: parole diventate di tutti, scelte condivise, un’opera costruita davvero insieme.
La prova che studiare può voler dire creare qualcosa che prima non c’era.
🌱 📌 Sostenere questa scuola significa permettere che esperienze come queste restino accessibili a più famiglie: laboratori aperti per i ragazzi delle medie del territorio e prime borse di studio per alleggerire le rette a chi ne ha più bisogno.
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20/08/2025
📚 Metodo non è solo organizzazione
“Gli manca il metodo.”
Una frase comune. Ma cosa significa, davvero?
Quando pensiamo al metodo di studio, pensiamo spesso a una scrivania ordinata:
mappe concettuali, post-it colorati, tabelle orarie, checklist.
Sono strumenti utili — a volte fondamentali —
ma non esiste una strategia che vada bene per tutti.
Il metodo non è solo tecnica: è costruzione personale.
È trovare il proprio modo di pensare, di affrontare un compito, di organizzare il tempo.
Un modo che funzioni davvero per sé.
E questo non si improvvisa.
Non si insegna con una lezione frontale.
Si costruisce nel tempo, insieme.
Serve qualcuno che cammini accanto.
Che non abbia fretta, che sappia aspettare,
che permetta anche di tornare indietro e riprovare.
Perché capire come si impara è, prima di tutto, un’esperienza.
Un metodo efficace non nasce dalla pressione sul risultato,
ma da un ambiente che valorizza il processo.
Che lascia spazio alla libertà di scegliere la propria strategia,
e all’errore come parte naturale del cammino.
🔁 Il metodo cambia con l’età:
alla primaria si fa con l’adulto, passo dopo passo,
alla secondaria si prova a restituire autonomia, senza lasciar soli.
👣 Ma in ogni fase c’è un punto fermo:
non c’è metodo senza fiducia nelle proprie capacità.
Non basta imparare cosa fare — bisogna credere di potercela fare.
Il senso di efficacia non si insegna con le parole.
Si coltiva attraverso esperienze in cui ogni bambino, ogni ragazzo
può sentirsi capace, anche in modo diverso dagli altri.
🌱 Quanti di noi hanno avuto davvero lo spazio per sperimentare un metodo personale, senza che fosse imposto dall’esterno? Sarebbe interessante scambiarci esperienze e riflessioni, parlarne insieme può aprire nuove prospettive, anche per chi oggi accompagna bambini e ragazzi.
📲 Questa rubrica nasce per condividere strumenti e riflessioni educative.
Se ti interessa, segui la pagina: ogni tanto fermarsi a leggere e confrontarsi, fa bene a tutti.
13/08/2025
📍 Cosa spinge una famiglia a cercare “un’altra scuola”?
A volte è una scelta lunga, meditata.
Altre volte è un’intuizione che arriva in un momento di stanchezza, o di disorientamento.
Più spesso, è un desiderio che cresce piano:
quello di essere parte attiva di un cammino educativo, non solo spettatori.
I genitori che arrivano qui non cercano una scuola perfetta.
Cercano un luogo dove contare, dove imparare a educare insieme, senza delegare tutto, ma nemmeno restando soli.
Cercano uno spazio familiare, dove sentirsi visti.
Una comunità in cui anche gli adulti possano mettersi in discussione senza sentirsi giudicati.
Chi sceglie questa scuola spesso lo fa per dare ai propri figli tempo, ascolto, relazioni vere.
Ma anche per provare a cambiare qualcosa, non solo nella vita dei bambini, ma nella propria.
Perché educare non è solo una responsabilità: è un’esperienza che trasforma. Anche da grandi.
🌱 Questa scuola esiste grazie al contributo di tante famiglie.
È un progetto collettivo, che cresce con l’impegno quotidiano di chi ci crede.
📲 Segui la pagina per continuare a conoscere la nostra scuola e i suoi progetti.
💛 Scopri la campagna di crowdfunding e aiutaci a rendere l’educazione accessibile a più famiglie
08/08/2025
Educare alla cittadinanza non è un’ora nel registro.
È il modo in cui si vive ogni giornata scolastica.
Non si insegna in teoria: si costruisce insieme, ogni giorno.
Si cresce cittadini anche così:
aspettando il proprio turno nel cerchio del mattino,
scrivendo insieme una ricerca senza prevaricare,
trovando un compromesso in un gioco di gruppo,
imparando a litigare con il supporto dell’adulto,
senza sentirsi sbagliati.
C’è chi lo chiama “educazione civica”.
Per noi è il cuore dell’educazione.
Non una materia in più, ma il modo in cui stiamo insieme.
Perché il mondo si cambia partendo da qui:
da un gruppo di bambini che crescono nel rispetto, nella responsabilità, nella cura.
Con il tempo, con l’esempio.
Non con le punizioni, né con le lavagne piene di parole.
📌 Sostenere questa scuola significa investire su una generazione che saprà davvero vivere insieme.
E farlo, fin da piccoli.
Con la nostra campagna di crowdfunding vogliamo creare le prime borse di studio,
per permettere a più famiglie di accedere a un’educazione di questo tipo.
📲 Segui la pagina per scoprire storie, progetti e volti.
🧡 E se ti risuona, sostienici con una donazione su Rete del Dono.
05/08/2025
🎒 Lavorare insieme si impara. A scuola. Ogni giorno.
I lavori di gruppo non si fanno “perché servono nel mondo del lavoro” o “perché oggi si usa così”.
Si fanno perché insegnano a stare insieme.
A cercare un risultato comune, non la supremazia personale.
Si parte da una lettura, da una ricerca.
Si leggono i testi, si scelgono le fonti, si discutono le idee.
Poi si decide come raccontare tutto. Una volta uno scrive, l’altro detta. Poi ci si scambia.
🌀 A volte ci si confronta. Si litiga anche.
Ma si impara a spiegarsi. A cedere. A cambiare idea.
A scoprire che l’idea dell’altro può piacermi più della mia.
A modulare i propri tempi, a fare un passo indietro se serve.
A collaborare davvero. Perché il risultato non è di uno: è di tutti.
📚 E non si mette un voto.
Perché valutare un lavoro collettivo in modo individuale crea ingiustizie e confronto.
Qui l’attenzione è sul processo, non sulla prestazione.
E i ragazzi imparano a conoscere sé stessi, non a temere il giudizio.
🧠 E sì: si imparano anche le cose.
Si scoprono concetti nuovi, si approfondisce davvero un argomento.
Ma si impara meglio, perché si è coinvolti. Perché il sapere nasce dal fare, insieme.
🌱 Questa è la scuola che vogliamo sostenere.
Con i laboratori gratuiti aperti ai ragazzi delle medie,
e con le prime borse di studio per alleggerire le rette a chi ne ha più bisogno.
💛 Perché imparare a stare nel mondo, insieme, si comincia da qui.
📲 Seguici per scoprire di più.
E se questa scuola ti risuona, guarda la campagna su Rete del Dono:
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31/07/2025
Prevenire non è intervenire.
La dispersione scolastica non inizia alle superiori.
Comincia molto prima.
Quando i segnali sono piccoli, opachi, facili da ignorare: un bambino che si chiude in silenzio e la scuola diventa un luogo dove si resiste, non si cresce.
Ma non sempre ce ne accorgiamo in tempo.
Perché crescere — e accompagnare chi cresce — è faticoso.
E chi educa, che sia genitore o insegnante, lo sa bene.
A volte vorremmo solo vedere risultati., raccogliere soddisfazioni.
Vorremmo pensare di stare facendo bene.
E quando qualcosa si incrina, cerchiamo spiegazioni.
Cerchiamo colpe.
Pensiamo che se un bambino “non funziona”, allora qualcuno ha sbagliato.
E così si alzano muri: tra scuola e famiglia, tra insegnanti e genitori, tra adulti che dovrebbero collaborare e invece si difendono.
È umano. Ma non funziona.
Nel frattempo, i ragazzi stanno in mezzo.
Ci guardano.
Non sempre sanno dirci come stanno — non ancora.
Parlano con i gesti, con l’assenza, con un compito non fatto, con una sbuffata o con un’espressione fissa.
Parlano con il quaderno dimenticato (non una volta, ma sempre), con il sedersi sempre all’ultimo banco, o proprio dietro alla porta.
Ci stanno comunicando anche quando si trattengono dal chiedere, anche quando non hanno capito, oppure dicendo “tanto non ce la faccio” prima ancora di iniziare.
E gli adulti, che magari li hanno visti imparare a camminare e parlare,
ora si aspettano che sappiano spiegare tutto a parole.
Ma non è così semplice.
I primi segnali di malessere non sono sempre chiari ed evidenti.
A volte sono mezzi sorrisi che non arrivano agli occhi, giustificazioni che sembrano eccessive,
o una battuta troppo cinica detta da chi ha già imparato a “non provarci”.
E invece bisognerebbe provare proprio lì.
Fermarsi.
Accorgersi.
Ascoltare prima di intervenire.
Stare vicino, anche senza sapere tutto.
Non per aggiustare, ma per restare.
L’educazione vera non è una gara,
e la scuola non dovrebbe esserlo.
Quando smettiamo di chiederci chi ha sbagliato,
possiamo finalmente chiederci:
“Che cosa serve davvero a questo bambino, a questa bambina?”
E iniziare a costruire da lì.
📌 Una scuola che vuole dialogare con chi educa.
Questa rubrica è per insegnanti, educatori e genitori: uno spazio per riflettere insieme.
Ogni tanto, una lettura può aprire un varco. E forse, anche una strada. Seguici se vuoi farlo con noi.
Scopri e sostieni la campagna:
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28/07/2025
🎒 Non è solo scuola. È un’altra idea di crescita.
Qui non si tratta solo di imparare nozioni.
Si tratta di imparare a vivere insieme, senza la corsa a chi arriva primo.
Di crescere esseri umani completi, non solo studenti performanti.
📚 Coltiviamo cooperazione ogni giorno, come seme sociale.
Perché se cresci imparando ad aiutare gli altri,
a metterti in cerchio invece che in fila,
domani potrai contribuire a costruire una società più sana.
🌱 Questa scuola è un luogo per chi sceglie di crescere i propri figli in modo diverso,
tra relazioni autentiche, senza etichette, senza competizione.
Un’educazione che fa bene a tutti, e che può diventare più accessibile grazie al contributo di molti.
✨ Vogliamo continuare a tenere lo sguardo rivolto alla cura reciproca, al tempo di qualità, alla comunità.
Vogliamo credere che si possa costruire un futuro sano.
Un futuro dove educare significa mettere al centro le persone, le relazioni, la libertà di essere sè stessi, facendolo insieme.
📲 Segui la pagina per conoscere i progetti, i volti, le storie.
E se ti risuona, condividila. Ogni condivisione è un passo in più.
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26/07/2025
Il ritmo che accoglie
🎶 Una canzone che ritorna, ogni giorno, alla stessa ora.
Un gesto ripetuto. Un movimento che accompagna il passaggio da un’attività all’altra.
Al giardino d’infanzia, il ritmo non è un orologio: le canzoni non servono a riempire il tempo, ma a contenere e rassicurare: sono segnali calmi che accompagnano i piccoli, aiutandoli a orientarsi e a sentirsi sicuri, anche quando qualcosa cambia.
Le maestre cantano, e i bambini – anche i più piccoli – imparano presto a riconoscere quei ritmi familiari: li fanno propri, li aspettano, li anticipano e diventano parte del loro modo di vivere la scuola, senza bisogno di istruzioni o pressioni.
Così crescono nella fiducia e nella gentilezza, non nell'agitazione.
🌀 Qui non c’è la corsa a stimolare continuamente.
C’è l’ascolto del tempo giusto, che nutre senza saturare.
🔬 E non è solo intuizione: vari studi dimostrano che le canzoni di transizione aiutano a regolare le emozioni, a ridurre l’agitazione e a favorire l’ascolto collettivo
💛 È un’educazione che fa bene a tutti.
E può diventare più accessibile, grazie al contributo di molti.
Per questo nasce la nostra campagna di crowdfunding
📌 Scopri e sostieni la campagna → https://www.retedeldono.it/progetto/la-scuola-non-e-una-gara
23/07/2025
📣 Aprire la scuola alla città non è solo un modo di dire.
È uscire, farsi vedere, incontrare.
È dire: “Quello che facciamo ogni giorno con bambine e bambini, con ragazze e ragazzi, riguarda anche te”.
Da settembre saremo in una nuova sede cittadina, più raggiungibile, più visibile.
E con questa campagna vogliamo renderla anche più aperta e inclusiva.
👉 I fondi raccolti sosterranno le prime agevolazioni economiche per le rette, per iniziare ad accogliere anche chi, fino a oggi, pensava che non sarebbe stato possibile.
🎯 Un piccolo passo concreto, per cominciare a costruire strumenti che nel tempo possano allargare davvero l’accesso a questa esperienza educativa.
Perché educare è una responsabilità collettiva.
E una scuola che mette al centro relazioni, tempi individuali e cooperazione,
può diventare un bene comune.
💛 Aiutaci a costruire tutto questo.
Condividi la campagna, fai conoscere la nostra scuola.
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