13/08/2025
Saluto e ringraziamenti del Dirigente Scolastico
Ai docenti, al personale, ai genitori e agli studenti
Scrivo queste ultime parole per salutare la comunità educante del Cottini.
Riprendo il saluto rivolto a docenti e personale e lo estendo ai genitori e ai nostri studenti: è semplicemente un modo per ringraziarvi.
Sono stati undici anni intensi, che hanno segnato profondamente la mia vita, lasciandomi ricordi vivi e indelebili.
Dal 1° settembre sarò Dirigente Scolastico di un’altra scuola.
Quando arrivai, undici anni fa, cercai di conoscere in anticipo il Cottini attraverso articoli di giornale… e Google Maps. Trovai una scuola viva e bella, accogliente, mai monotona o banale.
Per raggiungerla ho percorso, giorno dopo giorno, troppi chilometri in macchina. Eppure, fin da subito, quel luogo è diventato per me una casa, abitata da docenti e personale che, con il tempo, sono diventati amici e compagni di un’avventura straordinaria.
Un’avventura stimolante, che ci ha portati a costruire insieme una scuola inclusiva, aperta, dei diritti, capace di parlare di persone e non di numeri. Una scuola in grado di mettere davvero al centro lo studente, con le sue fragilità e le sue complessità.
In questi anni siamo cresciuti: undici anni fa trovai una scuola con 42 classi nel diurno; oggi lascio un Cottini con 10 classi in più e con un serale che è ormai un punto di riferimento unico nel panorama piemontese.
Ho visto crescere la reputazione del Cottini grazie a progetti di grande impatto e valore, anche attraverso un PCTO capace di trasformarsi in un ponte con il mondo esterno, offrendo agli studenti preziose opportunità di crescita.
Ho visto realizzarsi autentiche pratiche di inclusione e aumentare il numero di famiglie che hanno creduto nel lavoro dei nostri docenti.
Ho visto estendere i diritti, nonostante resistenze e ostilità: la comunità educante si è sempre mostrata compatta nel difendere i valori nei quali ci siamo riconosciuti.
Ho visto affermarsi il valore del bello come forza capace di cambiare la società e la capacità dei docenti di trasmetterlo agli studenti: penso agli ambienti della sede e della succursale, alla Gipsoteca, alla Galleria Cottini, al Bar, al murales della succursale. Luoghi, spazi e superfici che hanno rafforzato il senso di appartenenza alla nostra scuola, rendendolo un tratto distintivo.
Penso ai momenti in cui questo senso di appartenenza è stato riaffermato e celebrato, come l’Albo d’Oro Cottini o il Premio Cottini.
Un senso profondo di appartenenza che è racchiuso nel nome importante e, in un certo senso, “ingombrante” di Renato Cottini, giovane artista e partigiano ucciso dai nazifascisti.
Penso al quarantennale dell’intitolazione del nostro Liceo a Cottini, alle tante iniziative realizzate con l’ANPI, all’intitolazione del giardino alla staffetta partigiana Mariella Riva, ai canti partigiani delle Primule Rosse.
Rivedo le commemorazioni di maggio alla Buonaria, in ricordo dell’eccidio in cui fu trucidato Renato Cottini, e il mio saluto con il fazzoletto dell’ANPI – sezione Lanfranco – al collo.
Quel fazzoletto continuerò a portarlo con me, per ricordarmi che cottiniani e antifascisti si rimane per sempre.
Ho visto consolidarsi una scuola della legalità, a partire dalla mostra del 2016 su Falcone e Borsellino, che ci permise di instaurare un legame con il Movimento Agende Rosse e di diventarne, in seguito, il primo presidio scolastico in Italia.
Penso ai tanti incontri di sensibilizzazione contro la violenza di genere, ai manifesti per Torino e al video nazionale dello scorso anno.
Ho visto accompagnare i nostri studenti nei loro momenti di crescita come cittadini: penso ai contesti più formali, come le esperienze all’estero, i soggiorni linguistici e i viaggi di istruzione, ma anche – e soprattutto – a quando non sono mai stati lasciati soli durante la cogestione, nei momenti più complessi dell’occupazione o durante le manifestazioni del Fridays for Future.
Ho visto affrontare momenti difficili, come quelli vissuti durante la pandemia da Covid, e l’impegno per rendere “normale” ciò che normale non era, riaffermando la scuola come centro propulsivo della vita sociale.
Ho visto affrontare con determinazione e coesione il complesso confronto sulle lezioni in cinque giorni, forse uno dei momenti più critici della storia recente del Cottini, in cui l’unitarietà della comunità educante è stata messa alla prova.
Tutto questo grazie ai docenti e al personale del nostro Liceo.
Sono tantissime le immagini che mi tornano alla mente: undici anni sono davvero tanti.
Ci sono però due episodi ai quali tengo particolarmente, perché racchiudono forse l’essenza di quel poco che ho fatto personalmente al Cottini: l’avviso di garanzia ricevuto per avere ostinatamente difeso la dignità di un docente che oggi non è più tra noi, e la diffida personale da parte di un movimento contrario al regolamento per la carriera alias dei nostri studenti. Quel foglio di diffida strappato e gettato nel cestino è per me il simbolo dell’impegno a difendere, senza compromessi, i valori nei quali ho sempre creduto.
Non so se sarà possibile salutare uno per uno tutti i docenti e il personale, ma giunga con queste parole il mio saluto esteso anche ai genitori e agli studenti, e il ringraziamento per quello che avete fatto in questi anni e per avermi dato il privilegio di essere stato il vostro Dirigente Scolastico.
Un saluto particolare – che avrò modo di rinnovare in un’altra circostanza – va al mio staff, che in questi anni mi ha supportato e sopportato: sei professoresse straordinarie con le quali ho avuto la fortuna di lavorare e che considero una risorsa preziosa per tutto il nostro Liceo.
Ai genitori lascio il mio invito a continuare a credere con fiducia nella nostra scuola e nei nostri docenti.
Agli studenti rivolgo un saluto speciale: continuate a sognare, a crescere come donne e uomini liberi, cittadini consapevoli. Non perdete mai il vostro senso critico, la capacità di dissentire e di ragionare con la vostra testa. Portate sempre con orgoglio il ricordo degli anni passati al Cottini. Di voi mi porterò dietro la freschezza dei vostri sguardi e dei vostri volti, e le pagine degli annuari che raccontano il vostro e il nostro passaggio da questa scuola.
Fra qualche giorno, con il Cottini, lascerò anche la gestione di questa pagina Facebook, costruita undici anni fa e curata giorno dopo giorno per raccontare un’avventura unica.
Vi lascio con la consapevolezza che il collega che avrà la fortuna di dirigere il Cottini vivrà le stesse emozioni che io ho avuto il privilegio di provare.
Con affetto e riconoscenza
Il vostro Preside
“Si salutarono e nell’addio c’era già il benvenuto”
-Mario Benedetti-
25/07/2025
14/07/2025