04/08/2026
Eccola.
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Qualcosa sta succedendo a chi ha acquistato Quello che lo specchio non vede.
Me lo stanno scrivendo. E le parole che arrivano non sono quelle che mi aspettavo, generiche, educate, cortesi. Sono parole precise, che vanno dritte al punto.
Chi mi ha scritto di aver sentito allentarsi una resistenza che portava attiva da troppo tempo. Chi ha detto che davanti a quello specchio interiore ha intravisto qualcosa di antico, quieto, che non aveva mai smesso di essere lì.
Questo è esattamente il cuore di questo percorso. Imparare a guardare il proprio corpo, la propria età, la propria trasformazione, con occhi diversi. Spostare lo sguardo da ciò che il tempo ha cambiato verso qualcosa di più antico e più continuo che nessuno specchio riesce a restituire.
Non è un risultato che si ottiene in un giorno. Ma evidentemente bastano poche meditazioni per sentire che qualcosa si muove, che qualcosa che era chiuso inizia ad ammorbidirsi.
Se questo tema ti riguarda, il percorso è disponibile sul sito. 27 euro, accesso permanente. Link in bio o su www.filippomanassero.it
04/08/2026
In casa tua c'è qualcosa di bello che non usi, e sai già cosa, perché lo vedi ogni volta che apri quell'anta o quel cassetto, e lo rimetti a posto con la stessa cura con cui lo avevi trovato, perché non è ancora arrivato il momento giusto, e quel momento giusto ha una forma precisa nella tua testa, una grandezza, un peso, e la vita ordinaria di tutti i giorni non raggiunge ancora quella misura.Eppure quel gesto, a guardarlo bene, ti sta indicando qualcosa: sa già che meriti il meglio, sta solo aspettando che tu sia d'accordo.
"Lezioni di Inutile" nasce da questa attenzione ai gesti che sembrano superflui e che invece, a guardarli con calma, portano con sé una direzione precisa, quasi un'intelligenza del corpo che agisce per ragioni che la testa non ha ancora formulato, qualcosa di sorprendentemente umano nascosto in ciò che facciamo senza pensarci.
Sono osservazioni di qualcuno che si è fermato a guardare la propria vita un po' più da vicino del solito.
Se anche tu hai un gesto inutile, uno che fai spesso, che apparentemente non serve a niente e che fai lo stesso, raccontamelo nei commenti. Potrebbe diventare oggetto di una mia prossima lezione.
Se invece ti interessano anche le cose utili, quelle le trovi al link in bio o su www.filippomanassero.it
03/08/2026
✨ Angelo 27 — Yeratel
Parola chiave: Offerta
Yeratel porta con sé la qualità dell'offerta, un invito a riconoscere che il cuore può diventare portale e passaggio tra ciò che è stato e ciò che sta per nascere, lasciando andare le vecchie forme con rettitudine e aprendosi alle nuove possibilità con benevolenza e fiducia.
Entrare nel campo di questo angelo significa onorare la dualità tra ego e divino, tra luce e ombra, cercando l'equilibrio che unisce invece di combattere ciò che appare opposto, portando nel mondo la frequenza di chi sceglie il cuore come guida e ponte verso ciò che è oltre.
È un invito a coltivare civiltà e pacifismo come qualità vive, sapendo che l'offerta autentica nasce quando siamo pronti a donare al nuovo ciò che il vecchio non può più contenere, diffondendo luce attraverso ogni gesto compiuto con presenza e felicità.
In quale area della tua vita senti che il cuore ti chiede di attraversare una soglia e aprire le braccia a ciò che sta per nascere?
✨ Dati tradizionali
Coro angelico: Dominazioni Giorni di reggenza: 3 – 7 agosto Giorni ulteriori: 30 giugno, 13 settembre, 25 novembre, 4 febbraio, 17 aprile Fascia oraria: 08:40 – 09:00
Gradi zodiacali: 10° – 15° del Leone Elemento: Fuoco Qualità riconosciute:
diffusione della luce, civiltà, rettitudine, benevolenza, pacifismo, felicità
✨ I 72 Custodi di Luce
Ogni cinque giorni di reggenza condividiamo con voi l'Angelo che attraversa il tempo che stiamo vivendo.
Le Carte dei 72 Custodi di Luce nascono dall'intuizione e dalla mano di Filippo Manassero, che ha dipinto e illustrato ogni immagine. I messaggi che accompagnano ciascun Angelo, e che troverai nella loro forma completa nel libro custodito dentro le carte, sono stati composti da Filippo insieme a Stefania Zani, in un incontro tra gesto pittorico, connessione e parola. Ciò che leggi qui è una sintesi, un primo respiro di ciò che ogni Angelo porta con sé. Se desideri lavorare con queste energie nella tua pratica personale, puoi trovare le carte sul sito STEFANIAZANI.IT nella sezione CARTE.
31/07/2026
Questa mattina mi sono svegliato con una strana sensazione. Un velo di tristezza, un umore con una nota diverso dal solito. Mentre iniziavo a rimproverarmi un poco, dicendomi che non avevo reali motivi per sentirmi così e mettevo a posto alcune cose, dal corpo è emerso un ricordo. All’improvviso mi sono ricordato che oggi, ventisei anni fa, mio padre moriva in autostrada, mentre tornava dalle vacanze. Un camper arrivato dalla corsia opposta, dopo aver perso il controllo, scavalcò il guardrail e lo travolse.
La cosa che continua a sorprendermi è questa: la mente aveva dimenticato la data. Il corpo, invece, la ricordava già.
Credo che il corpo custodisca una memoria tutta sua. Una memoria silenziosa, che scorre parallela ai pensieri e ai ricordi. Puoi attraversare un dolore, accoglierlo, farci pace. Eppure nel corpo resta una piccola scintilla che continua a vivere. Arriva un giorno preciso, una stagione, una luce, un odore, e quella scintilla si riaccende.
Alloa ho deciso di voler onorare questa data e questa emozione. Ho scritto e sono andato a scegliere nella galleria del telefono una foto. Quel bambino sul go-kart sono io. La fotografia l’ha scattata mio padre. Ho scelto questa foto senza pensarci troppo, mi ha fermato e mi sono accorto che non stavo guardando soltanto un bambino. Stavo guardando me stesso attraverso gli occhi di mio padre.
Oggi mi sono ricordato, ancora una volta, che il corpo conosce strade che la mente spesso dimentica.
E forse è proprio questo uno dei modi in cui l’amore continua a vivere dentro di noi.
31/07/2026
La luna e il pino si conoscono da sempre.
Parlano il linguaggio di chi sa stare nel silenzio senza perdersi.
Se senti che questa pratica ti appartiene, nel link in bio trovi un mondo intero che ti aspetta. Oppure direttamente su www.filippomanassero.it
30/07/2026
Quando è stata l'ultima volta che hai desiderato qualcosa senza vergogna, come da bambina, come da bambino?
10 agosto, notte di San Lorenzo
CHI DESIDERA IN TE?
info e iscrizione nel link in bio, oppure qui: https://www.filippomanassero.it/product-page/10-agosto-chi-desidera-in-te
30/07/2026
Yohaku (余白) è una parola giapponese che nelle arti visive nomina lo spazio vuoto, quello che nel dipinto, nel foglio, nella composizione rimane libero, custodito, respirante.
In Giappone quello spazio vuoto è considerato un elemento essenziale della composizione, forse il più importante. È ciò che permette agli altri elementi di esistere pienamente, di essere visti, di avere peso. Senza di esso tutto si comprime, si affolla, perde la possibilità di parlare.
Quando ho incontrato questa parola ho pensato subito a quanto raramente la applichiamo alla nostra vita. Alle giornate in cui ogni spazio è occupato, ogni pausa riempita prima che possa dirci qualcosa, ogni momento di silenzio colmato con uno schermo, una notifica, un pensiero che ne chiama un altro. Come se il vuoto fosse qualcosa da temere, qualcosa da correggere, qualcosa che indica mancanza.
Nel sumi-e, la pittura giapponese con l'inchiostro che pratico e insegno da anni, il bianco del foglio viene custodito con la stessa cura con cui viene tracciato il segno. Ogni pennellata esiste perché intorno c'è silenzio. È il vuoto che dà respiro al gesto, che lo rende visibile, che gli permette di parlare. Ho imparato più cose sul silenzio attraverso il pennello che attraverso qualsiasi libro.
Nel greco antico questa stessa qualità si chiamava Kenosis, lo svuotamento come atto creativo, il vuoto che crea spazio perché qualcosa di nuovo possa entrare. Una parola che la tradizione mistica ha usato per descrivere il gesto di farsi vuoti per essere pieni di qualcosa di più essenziale.
Yohaku e Kenosis dicono la stessa cosa attraverso culture lontanissime: il vuoto è la condizione della pienezza. E custodirlo, nella giornata, nel calendario, nella mente, è forse il gesto più necessario che possiamo fare.
Nel gruppo Instagram, che trovi in home al profilo, ho lasciato un approfondimento più intimo su questo tema, insieme a una piccola pratica da fare oggi, per imparare a custodire il tuo spazio vuoto.