Enza Maria Saladino - Career Coach, PCC

Enza Maria Saladino - Career Coach, PCC

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Ti aiuto a creare la carriera che desideri, a trovare un nuovo lavoro che ti valorizzi, trasformando i tuoi talenti in competenze.

Coach Professionale PCC, Empow-her coach, specializzata in career coaching, business coaching e digital marketing. Sono un Coach Professionale certificato PPC con ICF e mi occupo di coaching per privati e aziende. Sono specializzata in Career Coaching e Business Coaching. Sono esperta di marketing online e personal branding, specializzata in self-leadership e gestione del cambiamento. Stai cercand

07/08/2026

"In breve tempo mi ha aiutata a comprendere cosa volessi dalla mia carriera."

È la parte di questa recensione che mi ha colpita di più. Perché F. non era arrivata da me con un problema di CV: era tornata da un periodo all'estero e aveva bisogno di capire dove stesse andando.

È quasi sempre così. Si parte da "aiutami a sistemare il curriculum" e si scopre che la domanda vera è un'altra: chi sono e cosa voglio, adesso.

Solo dopo aver risposto a quella domanda gli strumenti - CV, LinkedIn, invio strutturato di candidature - iniziano a funzionare. Perché finalmente hanno una direzione da raccontare.

Grazie F. per aver condiviso la tua esperienza.

E per esserti fidata del processo, anche nella parte iniziale, quella meno comoda: quella in cui non si scrive niente ma ci si guarda, riscrivendo la propria storia e la propria identità professionale.

Se anche tu senti di dover fare chiarezza prima di muoverti, scrivimi in DM oppure prenota una call conoscitiva al link che trovi in bio!

06/08/2026

In questa foto sono in California.

Una delle vacanze più belle della mia vita. Posti incontaminati, la scoperta di una natura infinita, e la sensazione di aver realizzato un sogno che avevo da sempre: andare lontano, davvero lontano, grazie al mio lavoro.

Tutto perfetto, e in parte lo era.

Ma avevo cambiato lavoro da poco e non ero pienamente in me. Mi sentivo un pesce fuor d'acqua. Ero lì, in uno dei posti più belli del mondo, e la testa continuava a tornare a un'altra parte, a quello che avevo lasciato, a quello che non stava funzionando.

In valigia mi ero portata un libro: "The Power of Now" di Eckhart Tolle.

Mentirei se dicessi che l'ho letto tutto. L'ho letto in parte.

Ma forse mi è servito soprattutto averlo con me: era lì, sul comodino, a ricordarmi ogni giorno che dovevo essere in quel posto, in quel momento. A riempiermi gli occhi e il cuore di meraviglia.

È una cosa che ho capito tardi, e che oggi ritrovo in quasi tutte le persone che accompagno.

Rimandiamo continuamente.

Il riposo vero, la conversazione importante, la decisione. E intanto viviamo le cose belle come intervalli, parentesi rotonde tra un lavoro e l'altro, tra ciò che non funziona e ciò che vorremmo fare invece, con un occhio sempre altrove.

Quella vacanza mi ha insegnato una cosa che è diventata un principio guida per me, oggi.

Non avrei più vissuto delle parentesi nel mezzo della vita.

O meglio, non avrei più vissuto delle parentesi-vacanza, sospesa in una condizione di mezzo a causa di un lavoro sbagliato.

E tu, dove ti trovi? Stai vivendo una dolce parentesi o stai vivendo a pieno la tua vita?

05/08/2026

Hai 35 anni e pensi di essere in ritardo per cercare o cambiare lavoro?
Attenzione, ti stai sbagliando.
Focalizzati, piuttosto, su come fare a raccontare la tua esperienza in modo incisivo?
Non sei in ritardo, probabilmente o stai raccontando la tua esperienza in modo sbagliato o non la stai raccontando affatto.
Cosa ne pensi?
Condividimelo nei commenti oppure scrivi in DM. Parliamone.

04/08/2026

Per una vita intera "fare carriera" ha voluto dire salire.
Un gradino, poi un altro, sempre più su sull'invisibile scala del successo aziendale.

Poi arriva il momento in cui sali e non senti più niente. Forse non hai mai sentito niente, solo che ora questa sensazione risuona più forte. E capisci una cosa scomoda, come fosse un'epifania: forse quella scala non era nemmeno la tua. Ci eri finito perché era lì, perché "si faceva così" o "si è sempre fatto così". Perché sembrava l'unica direzione possibile, o perché ti hanno raccontato che quella era l'unica via possibile.

Un attimo e sei spaventato. L'attimo dopo sei libero.
Vedi, quando smetti di correre verso l'alto (che poi è anche faticoso correre in salita) hai finalmente le energie da dedicare a qualcos'altro: correre nella direzione che scegli tu.

Quindi ti sfido oggi a creare.
Non dovrai rinunciare alla scalata aziendale, dovrai solo maturare la consapevolezza che quella non è la tua corsa, non è una rinuncia.
Io l'ho fatto diversi anni fa e da allora non ho smesso di creare. Le scale in salita le faccio solo per raggiungere qualche luogo dal quale la vista merita tutta la fatica.

In questo periodo: stai ancora correndo verso l'alto, o hai iniziato a creare qualcosa di tuo?



Photos from Enza Maria Saladino - Career Coach, PCC's post 03/08/2026

Ti candidi, e il silenzio è totale.

E intanto, magari, qualcun altro con un profilo meno forte del tuo è già arrivato al colloquio.

Harvard Business Review ha ripreso una ricerca che ha osservato oltre 11 milioni di scambi tra chi cerca e chi offre lavoro.
Il risultato? Chi risponde più in fretta viene scelto più spesso. Anche quando non è il candidato migliore.
Se rispondi con una sola ora di ritardo abbassi del 46% le probabilità di esser scelto, oltre le 24 ore si arriva al 90%.

Chiaramente non voglio metterti ansia.
Però è un dato di fatto che forse pochi ti diranno.
I tempi di risposta a un annuncio sono importanti, e questa è un'evidenza.

Sia chiaro, però, che essere veloci nell'inviare la propria candidatura non è una competenza, e questa non è una gara.
Quindi? Punta sempre sul valore ma... fatti notare.

31/07/2026

Se vuoi cambiare lavoro devi seguire un metodo fatto di step, e no, mettere mano al CV non è il primo di questi step.
Ecco cosa dovrai fare:
Settimana 1–2 → Direzione. Una domanda sola, ma difficile: dove voglio andare, davvero? Quale ruolo, quale contesto, cosa non voglio più. Finché questo è confuso, ogni CV sarà confuso. Un curriculum non crea una direzione: la traduce.
Settimana 3 → Posizionamento. Quali problemi risolvi, per chi, con quali risultati. È il messaggio che sta sopra a tutto.
Settimana 4 → Gli strumenti. CV, LinkedIn, candidature. Arrivano per ultimi — non perché contino poco, ma perché senza le prime tre settimane sono un bel vestito senza un corpo dentro.
Direzione, posizionamento, strumenti. In quest'ordine.
Se stai per iniziare, salva questo Reel e parti dalla settimana uno. E se vuoi farlo con metodo, scrivimi CALL nei commenti.

30/07/2026

Cos'è il lavoro per me?
Me lo sono sempre chiesta, da che ricordi.
Da prima che iniziassi a lavorare.
Il lavoro mi avrebbe dato la libertà di iniziare una vita senza il peso di dover dare troppe spiegazioni ai miei genitori.
Il lavoro mi avrebbe anche dato le soddisfazioni di una vita passata a studiare sui libri: finalmente avrei visto i risultati di quelle notti in bianco e dello studio matto e disperatissimo per prendere un 30 all'università.
Avrei visto una casa tutta mia, la libertà di andare a bere un drink o andare a ballare una sera, e poi riuscire a costruirmi una famiglia e tanto altro.

Il lavoro ha sempre seguito i miei desideri, e ne è sempre stato il ponte.
C'è stato un momento della mia vita in cui il mio desiderio divenne trovare il lavoro giusto. Non so ancora oggi, a distanza di anni, se quel lavoro io l'ho trovato ma so che non ho mai smesso di cercarlo.

Mi sono sempre chiesta che forma avesse quel "lavoro giusto" per me?
Oggi, dopo anni di lavoro come freelance, posso dire che il lavoro giusto per me ha una massa informe, inclassificabile. Fatta di collaborazioni, clienti che arrivano, altri che escono, formazione su n° cose, richieste e preventivi, ricerca di nuove opportunità, entrate variabili. E, insieme a tutto questo, il desiderio di raggiungere quella meta lontana che a volte chiamo stabilità, altre volte chiamo serenità, felicità... modi diversi che finiscono con l'accento sulla "A" finale.

E tu cosa vedi all'orizzonte? Qual è la parola che vuoi raggiungere alla fine di questo viaggio? Ha anch'essa l'accento finale come la mia?
Raccontami un po'...

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29/07/2026

"Il mercato è cambiato e io mi sento indietro."
Me lo sento dire spesso. Ed è vero. Ma la domanda che faccio sempre è: indietro su cosa, esattamente?
Perché "mi sento indietro" è una sensazione. E le sensazioni sono generiche: coprono tutto, quindi bloccano tutto.
Prova a fare questo esercizio. Invece di "sono indietro", scrivi nero su bianco quali due o tre strumenti concreti non padroneggi davvero. Quasi sempre è una lista corta. E soprattutto è una lista di cose aggiornabili: un corso, un progetto, qualche settimana di pratica.
Non è chi sei. È cosa non hai ancora imparato.

Perché raramente sei indietro sulle competenze. Molto più spesso sei fermo sulla paura — e la paura, a differenza di un gap, non si colma studiando. Si scioglie guardandola in faccia.

La tua è una lista di competenze da aggiornare, o un'ansia da guardare in faccia? Scrivimelo nei commenti.

Photos from Enza Maria Saladino - Career Coach, PCC's post 28/07/2026

Luglio sta per finire.
E ciò vuol dire che restano gli ultimissimi post per le 20 call strategiche gratuite che ho aperto questo mese.
Una volta finite riaprirò più avanti, con altre condizioni.
Ti spiego cosa succede in quei 30 minuti.
In questo documento trovi tutto: a chi è rivolta, le fasi che affrontiamo insieme, cosa questa call non è e cosa ti porti a casa anche se decidessi di proseguire da solo.
Nessuna sorpresa, nessuna presentazione commerciale mascherata.

Se ti riconosci in almeno una di queste situazioni - vuoi cambiare ruolo, azienda o settore; fatichi a valorizzare il tuo percorso; ricevi poche risposte; hai molte competenze ma poca chiarezza - allora questa conversazione è per te.

Trenta minuti del tuo tempo. Niente di più.
Il link per prenotare è nel primo commento. Oppure scrivimi "CALL" in DM: rispondo personalmente a ogni richiesta.

27/07/2026

Questo è un post personale.

E se hai investito per anni, in un'azienda, ti riconosci dalla prima riga.

Oggi voglio parlarti di una delle esperienze che più mi hanno segnato, quando lavoravo in azienda. Di quella volta in cui ho deciso di andarmene non perché avessi trovato di meglio, ma perché mi sono sentita abbandonata da un luogo che per me era casa e a cui avevo dato tanto.

È successo lentamente. A cambiare sono state le persone, una ad una. Il mio capo se n'è andato, il vice è andato, la mia collega con cui condividevo il pranzo. Poi ne sono arrivate altre. Il capo nuovo ha iniziato a portare i suoi fedeli e a costruirsi l'isola felice dentro quel posto che conoscevo.

Nessuno me l'ha detto ma ci sono arrivata da sola. Quando le persone cambiano, cambiano anche le regole del gioco. Nessuno me l'ha detto. L'ho capito da sola, un pezzo alla volta, finché un giorno mi sono guardata intorno e ho realizzato che ero rimasta a giocare secondo regole che non esistevano più.

È stata una lenta erosion, l'ennesima delusione dopo altre delusioni, quella che arriva e non ti sorprende quasi più.

Ed è lì che ho capito una cosa: potevo restare ad aspettare che qualcuno se ne accorgesse, oppure fare qualcosa prima di cadere nel baratro.

Ho scelto la seconda.

Mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a cercare finché non ho trovato un altro lavoro e ho lasciato l'azienda.

Questa è una parte della mia vita ma anche uno schema che ritrovo spesso nei percorsi di coaching che intraprendo.

Le persone che decidono di fare un percorso con me sono senior, competenti, bravissimi. Non stanno scappando da un lavoro brutto e cattivo, stanno elaborando una perdita: quel patto implicito con un'azienda che, a un certo punto, ha cambiato le regole del gioco e non ha saputo spiegare perché quella persona lì dall'essere bravissima diventa fuori posto, a un certo punto.

Ti va di raccontarmi quando qualcosa si è incrinato sul lavoro?

L'hai capito subito e come?

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