20/08/2026
Crisi del vino e dello ch*****ne: cause demografiche, normative e di stile di vita
Lo ch*****ne è in crisi, ma anche il resto del vino in crisi. Vediamo perché. Ci sono diverse ragioni, naturalmente demografiche, di wellness, di prezzo, di alternativa, vino, birra. Ma anche ragioni normative. I limiti per guidare, per esempio, si sono abbassati nel corso degli ultimi decenni e questo ha naturalmente avuto un impatto sui consumi, sia durante il pranzo sia durante la cena. Sociali morali, perché è difficilmente accettato oggi rispetto ad anni fa, un consumo diffuso ad ogni ora della giornata, così come facevano i nostri nonni e bisnonni. Cambio radicale degli stili di vita verso una vita più sana. Prezzi elevati. C’è un fattore di moltiplicazione del vino ogni volta che avviene un passaggio, cioè la cosiddetta catena lunga della distribuzione, che il prezzo aumenta, anche di molto, fino ad arrivare sulle tavole dei ristoranti a dei prezzi raddoppiati e triplicati rispetto al prezzo di cantina. Il comitato dello ch*****ne ha abbassato le quote che si possono vinificare a ch*****ne da dodici quintali all’ettaro, quindi la resa all’ettaro nel ‘23 erano dodici quintali, a nove nel ‘25, adesso a otto e otto, ma si abbasserà ancora. E poi c’è un piano di estirpazione delle piante, sia in Australia, sia in California, sia in Francia. E se ci fossero anche delle altre ragioni? Pensiamoci. Su otto miliardi di persone la metà è o indiana o cinese, un sapiens su due. E finché i paesi in via di sviluppo guardavano all’Europa, a noi, come modello di consumo andava tutto bene, ma ora che sono lo sviluppo, questo rappresenta un cambio di paradigma che cambia completamente le regole.
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