23/08/2026
Hai mai provato a tenere il cappello in testa mentre la bora spazza Trieste? A inizio Novecento la scena era così comica e così quotidiana che qualcuno la trasformò in una cartolina illustrata: non una fotografia, ma un disegno satirico, parte di una serie dedicata proprio alla bora.
La vignetta è tutta lì, davanti al Monumento Rossetti: passanti piegati in due, signore che si aggrappano alle gonne, cappelli che volano come uccelli impazziti, fogli sparsi sul selciato. E sul nastro in alto la scritta beffarda "Una riunione fallita". Perché a Trieste la bora non è solo vento: è un personaggio, quasi un'istituzione. Quando soffia da nord-est scendendo dal Carso, riesce a svuotare le piazze in pochi minuti, a rovesciare bancarelle, a mandare all'aria qualsiasi appuntamento all'aperto.
Il Monumento a Domenico Rossetti, dedicato allo storico e patriota triestino, resta al centro della scena come testimone impassibile della tragicommedia. Intorno, il verde del Giardino Pubblico fa da cornice a una città che viveva il suo momento d'oro asburgico, tra caffè letterari, traffici marittimi e una borghesia cosmopolita.
Ma la bora non guarda in faccia nessuno: né nobili né popolani, né riunioni importanti né passeggiate serene. E i triestini, invece di lamentarsi, hanno imparato a riderci sopra, al punto da spedirsi per posta la propria disfatta. Sulla cartolina resta ancora la data scritta a mano: 3 gennaio 1907. 🌬️
Qual è il vostro ricordo più forte di una giornata di bora a Trieste? Raccontatecelo nei commenti.