17/02/2026
Il vostro cane è fobico?
Negli ultimi anni un termine che sentiamo sempre più frequentemente è: “fobico”; questo appellativo si riferisce normalmente a cani che hanno una reale e persistente paura di certe situazioni, oggetti o persone, che ne altera lo stato d’animo, che li portano a volte all’evitamento e addirittura al panico. Ovviamente questo ha come conseguenza un forte condizionamento sulla vita del soggetto e sul suo padrone. Normalmente la sfera di competenza di questa specifica condizione è riservata a specialisti, quali: gli addestratori cinofili e a veterinari comportamentalisti. Si sentono diverse opinioni a riguardo (soprattutto sul web) e per alcuni il soggetto si dimostra fobico o addirittura psicotico perché ad esempio: rincorre in maniera ossessiva la pallina, si eccita in maniera molto evidente in determinate situazioni, è sessualmente molto attivo, è molto territoriale, è alla continua ricerca di cibo in terra, ricorre in maniera vistosa un gatto, addirittura corre come un matto nei prati!
A questo punto direi che non ci siamo proprio e forse è meglio far un po’ di chiarezza! Se un giovane cane viene etichettato come fobico, il suo inesperto padrone si spaventa e di conseguenza desidera rimediare a questa situazione, di solito frequentando il campo del “professionista” e pagando profumatamente colui che gli risolverà il grosso problema. Le fobie dei cani sono invece semplicemente delle paure, che loro vivono per svariati motivi; i pelosi più colpiti sono quelli che provengono da esperienze negative di vita (randagismo, maltrattamenti, etc.). L’animale può essere diffidente nei confronti delle persone, avere paura dei rumori improvvisi (ad esempio petardi, temporali, serrande, cassonetti che sbattono, etc.), avere terrore di viaggiare in macchina, avere timore degli altri cani, essere titubante nei confronti di oggetti strani, reagire male se lasciato da solo a casa. La reazione spontanea del cane in queste situazioni è quella di evitare ciò che gli crea disagio, allontanandosi per tutelare la sua salute fisica e soprattutto psichica. In certi casi, se non è possibile sottrarsi, la bestiola potrebbe essere costretta ad affrontare il “nemico” dimostrandosi aggressivo (per paura, reazione difensiva aggressiva) e a volte combattivo (e mordere l’altra parte). Nel caso di ansia in casa, il soggetto potrebbe voler uscire a tutti i costi oppure lamentarsi in maniera evidente. In che caso un cane si dimostra fobico? Andiamo a vedere i casi più frequenti:
Carenze caratteriali (tempra e socialità);
insufficiente socializzazione in fase di vita giovanile;
scarsa familiarizzazione con l’autovettura o con il trasportino per cani;
atteggiamento scorretto del proprietario;
uso scorretto del guinzaglio e dei comandi di base;
esperienze di vita negative ripetute;
atteggiamento scorretto della persona sconosciuta;
maltrattamenti.
Lo stato d’animo del cane in situazioni di disagio derivanti dalla paura, risulta a volte fortemente alterato; in questi casi il malcapitato 4zampe non sta esibendo degli atteggiamenti errati, non si sta comportando male (come il ti**re al guinzaglio o aggredire qualcuno), ma è in una situazione di forte stress: di conseguenza lui non va corretto, ma gestito a modo, allontanandolo dal “pericolo”, distraendolo o addirittura impegnandolo mentalmente facendo eseguire degli esercizi di obbedienza di base (seduto, terra, passo).
Un lavoro preventivo da fare in caso di difficoltà dell’allievo in certe situazioni, è quello di abituarlo in maniera graduale al “problema” (assuefazione o desensibilizzazione), esponendolo per gradi e con pazienza, rinforzando ovviamente un atteggiamento coraggioso e sereno del nostro amico peloso. Il nostro compito è quello di aumentare i momenti di benessere fisico e psicologico del nostro amico 4zampe, per migliorare la sua esistenza al nostro fianco. È dovere invece del professionista cinofilo dire sempre la verità al proprietario, senza inventarsi però delle “patologie” inesistenti, ma che possono portare a facili guadagni. Inoltre e qua concludo, la somministrazione di farmaci e antipsicotici non sono una soluzione, l’unico lavoro sano e che funziona nel caso fossimo davanti ad una condizione “vera” di fobia è il lavoro su noi stessi e sul cane (facendovi aiutare e consigliare da “veri” specialisti) aiutando la creatura a reinserirsi nel contesto nel quale vive.
Autore: Massimo Visintin
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Is your dog phobic?
In recent years, a term we've heard more and more frequently is "phobic." This term typically refers to dogs with a genuine and persistent fear of certain situations, objects, or people, which alters their mood, sometimes leading to avoidance and even panic. Obviously, this has a significant impact on the life of both the individual and their owner. The expertise of this specific condition is usually reserved for specialists, such as dog trainers and veterinary behaviorists. There are varying opinions on the subject (especially online), and some claim the individual is phobic or even psychotic because, for example, they obsessively chase a ball, become very aroused in certain situations, are very sexually active, are highly territorial, constantly search for food on the ground, conspicuously chase a cat, and even run wild in the fields!
At this point, I'd say we're not quite there yet, and perhaps it's time to clarify things a bit! If a young dog is labeled as phobic, its inexperienced owner becomes frightened and consequently wants to remedy the situation, usually by consulting a "professional" and paying handsomely to solve the problem. Dog phobias, however, are simply fears they experience for a variety of reasons; the furry friends most affected are those who have had negative life experiences (stray dogs, abuse, etc.). The animal may be wary of people, afraid of sudden noises (e.g., firecrackers, thunderstorms, shutters, slamming dumpsters, etc.), terrified of traveling in cars, fearful of other dogs, hesitant around strange objects, or react badly if left alone at home. The dog's natural reaction in these situations is to avoid what makes him uncomfortable, moving away to protect his physical and, above all, mental health. In some cases, if escape is unavoidable, the dog may be forced to confront the "enemy," becoming aggressive (out of fear, aggressive defensive reaction) and sometimes combative (biting the other party). If anxiety develops at home, the dog may want to leave at all costs or complain visibly. When does a dog exhibit phobia? Let's look at the most common cases:
Character weaknesses (temper and sociability);
Insufficient socialization during youth;
Poor familiarity with cars or dog carriers;
Incorrect behavior by the owner;
Incorrect use of the leash and basic commands;
Repeated negative life experiences;
Incorrect behavior by an unfamiliar person;
Mistreatment.
A dog's mood is sometimes severely altered in situations of distress resulting from fear. In these cases, the unfortunate four-legged friend isn't displaying any inappropriate behavior or misbehaving (such as pulling on the leash or attacking someone), but he's experiencing severe stress. Therefore, he shouldn't be corrected, but managed appropriately, removing him from the "danger," distracting him, or even mentally engaging him by having him perform basic obedience exercises (sit, down, walk).
Preventive work to do if the student is having difficulty in certain situations is to gradually accustom him to the "problem" (habituation or desensitization), exposing him gradually and patiently, obviously reinforcing a courageous and calm attitude in our furry friend. Our task is to increase moments of physical and psychological well-being for our four-legged friend, to improve his life by our side. It's the dog training professional's duty to always tell the owner the truth, without inventing nonexistent "pathologies" that can lead to easy profits. Furthermore, and here I conclude, administering medications and antipsychotics is not a solution. The only healthy and effective approach, if we're dealing with a "real" phobia, is to work on ourselves and the dog (seeking help and advice from "real" specialists), helping the creature reintegrate into its environment.
Author: Massimo Visintin