25/08/2026
Sette casi. Un’ombra su oltre novemilacinquecento persone.
Si è concluso l’incontro tra la direzione dell’Ulss 2 e le organizzazioni sindacali sull’incarico affidato a un’agenzia di investigazioni private per tutto il 2025.
Prendiamo atto: il direttore generale ha convocato le sigle e messo a disposizione le informazioni in suo possesso. È il primo atto di trasparenza in questa vicenda e lo riconosciamo.
I numeri che ci sono stati dati: sette le persone sottoposte a investigazione, 158.000 euro il costo, contratto concluso e non rinnovato. Tre casi trasmessi all’autorità giudiziaria, due procedimenti disciplinari, due casi chiusi senza alcun riscontro.
Sei delle sette persone controllate avevano un ruolo dirigenziale. Per mesi si è parlato di «furbetti del cartellino» e il sospetto è ricaduto su chi copre i turni e regge i reparti. I numeri dicono un’altra cosa.
Resta la domanda di fondo: se i sospetti erano sette, perché un contratto annuale da 158.000 euro? E perché il controllo gerarchico interno non ha funzionato? Quando un’azienda deve comprare da fuori la vigilanza che i suoi dirigenti dovevano garantire, il problema non è chi lavora: è chi organizza.
Attendiamo gli atti richiesti con l’accesso, la cui risposta è attesa entro il 10 settembre. Poi valuteremo ogni azione.
Questa pagina va chiusa. Ma va chiusa bene.