Ateneo di Treviso

Ateneo di Treviso Associazione scientifico-culturale fondata da Napoleone I nel 1810 e riconosciuta con D.P.R. n. 556

Subentrato alle accademie settecentesche della Repubblica Veneta, l’Ateneo di Treviso è stato istituito da Napoleone I Re d’Italia, assieme agli Atenei di Venezia, Bergamo e Brescia, nel 1810, e da allora ha intimamente accompagnato la storia cittadina. La sua attività, pressoché continuativa lungo l’Ottocento e protrattasi sino agli anni Trenta del Novecento con l’ultimo segretario, l’abate Luig

i Bailo, è ripresa nel 1983 col riconoscimento del Consiglio di Stato e con nuovo Statuto approvato dal Presidente della Repubblica. I soci (distinti in onorari, ordinari, corrispondenti, e ripartiti in due classi: Scienze morali, Lettere ed Arti – Scienze matematiche, fisiche e naturali) sono eletti dall’assemblea in base a curricoli di riconosciuto valore. L’organico, determinato dallo Statuto, prevede anche la categoria dei soci sostenitori. Grazie all’opera disinteressata dei propri soci e al contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Veneto e del Comune di Treviso, l’Ateneo promuove il confronto scientifico, letterario e artistico con convegni, relazioni e discussioni di attualità, cultura e varia umanità, ed incoraggia ricerche d’ambito trevigiano. Cura inoltre due collane editoriali, pubblicando le conferenze mensili negli “Atti e Memorie” e accogliendo nei “Quaderni dell’Ateneo” monografie e saggi specifici. Come gli incontri aperti alla cittadinanza, le pubblicazioni sono offerte gratuitamente alle scuole e alle biblioteche, agli studiosi e ai principali istituti italiani ed esteri, e possono essere richieste alla Segreteria. Nell’attuale sede del Complesso di San Nicolò in Piazzetta Benedetto XI, 2, ospite del Seminario Vescovile di Treviso, l’Ateneo dispone di una cospicua biblioteca (peculiare è lo scambio di pubblicazioni con istituti italiani ed esteri) collegata al Sistema Bibliografico Nazionale, e conserva il suo archivio storico presso Biblioteca Comunale, dove – dopo alcuni trasferimenti: da Palazzo Filodrammatici a Ca’ Sugana – si è riunito dal 1879 sino al 2001. Incarnato nella dimensione municipale con respiro aperto a più ampi orizzonti (tra i soci più celebri ha annoverato Alessando Volta, Antonio Canova, Antonio Scarpa, Gioacchino Rossini, Luigi Carrer, Antonio Rosmini…), l’Ateneo ha conosciuto, tanto nel periodo asburgico quanto con l’unità italiana, stagioni di intensa vitalità confrontandosi coi problemi del tempo, coniugando il binomio cultura e progresso col vaglio delle questioni e delle scoperte emergenti, e perseguendo il miglioramento dell’agricoltura, dell’istruzione, delle condizioni igienico-sanitarie del contesto. La sua incisiva presenza è stata testimoniata da personalità come Gaspare Ghirlanda, Giovanni Battista Marzari, Giuseppe Bianchetti, Agostino Fapanni, Luigi Sartorio, Sebastiano Liberali, Paolo Marzolo, non solo col dibattito erudito ma anche con la lotta a mali endemici come la pellagra o la tubercolosi, con l’istruzione di uno dei primi asili d’infanzia nel Veneto, o col culto dei grandi italiani. Altri periodi importanti, collegati alle presidenze di Antonio Caccianiga, Matteo Ceccarel, Salvatore Mandruzzato, sino alla poliedrica operosità del Bailo, hanno caratterizzato l’istituto come luogo d’incontro fra cultura liberale e cultura cattolica, fondendo la fedeltà al nuovo Stato con l’attenzione ai problemi sociali come l’emigrazione, la salubrità degli alloggi, l’alcolismo, le scuole popolari, non senza celebrare forti segni d’identità nei centenari di Dante e Petrarca, Canova, Paris Bordone e Benedetto XI. Una storia, dunque, che merita d’essere conosciuta, sulla cui scia l’Ateneo attualizza il suo mandato nell’odierna società della conoscenza, configurando l’elaborazione di nuovi saperi capaci di armonizzare l’indispensabile ricognizione del passato con la somma dei dati sul presente tramite una riflessione rigorosa ed apprezzabile. Sempre più, del resto, accanto a quelli storico-umanistici, i suoi programmi accolgono temi di particolare attualità e rilevanza, come quelli della medicina e della bioetica, della salvaguardia ambientale, dell’economia, dell’integrazione culturale, anche nell’intento di sensibilizzazione su importanti sfide per la qualità della vita.

25/05/2026

VENERDÌ 29 MAGGIO 2026 DICIASSETTESIMA CONFERENZA
DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

ALDO SOLIMBERGO
Sviluppo economico-demografico della provincia di Belluno
nell’ultimo cinquantennio

PIERGIORGIO POZZOBON
Agli avvocati trevigiani Pietro Vianello e Massimiliano Locatelli:
un omaggio davvero singolare (1875)

Venerdì 29 maggio (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Pavan”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la diciassettesima conferenza dell’anno accademico 2025-2026. (Limite massimo di capienza: 80 posti)
Ultimo incontro all’Ateneo, come consuetudine due sono i relatori invitati: Aldo Solimbergo con Sviluppo economico-demografico della provincia di Belluno nell’ultimo cinquantennio e Piergiorgio Pozzobon con Agli avvocati trevigiani Pietro Vianello e Massimiliano Locatelli: un omaggio davvero singolare (1875).

Il consocio Aldo Solimbergo spiegherà l'interesse del caso bellunese (e questo vale anche per la provincia di Rovigo) il quale è legato al fatto che le tendenze economico-demografiche risultano in controtendenza rispetto alle dinamiche regionali (area centrale veneta).
Dunque il caso bellunese consente di spiegare perché a certe condizioni economiche e territoriali si ottengono risultati positivi (maggiore occupazione, minore disoccupazione, maggiore pil pro-capite come avviene in Provincia di Treviso) ed in altre condizioni lo sviluppo non è dato o avviene solo parzialmente (caso bellunese).

Il consocio Piergiorgio Pozzobon presenterà la figura dei due avvocati trevigiani Pietro Vianello e Massimiliano Locatelli, illustrando poi – con documentazione fotografica – le missive di maggiore interesse.
Legati a vario titolo da un rapporto d’amicizia profondo e diuturno con Niccolò Tommaseo, corroborato da un consistente scambio epistolare, pochi mesi dopo la morte dello scrittore dalmata (1874) i due avvocati trevigiani si videro ciascuno recapitare – per lascito testamentario – un omaggio davvero singolare: un album di 14 (Vianello) e 10 (Locatelli) autografi di celebri intellettuali, quasi tutti italiani (Manzoni, Lambruschini, Mamiani, Capponi, Rosmini ecc.), preceduto da una lettera del figlio di Niccolò, Girolamo, che ne spiegava genesi e significato. Ambedue gli album sono conservati nella Biblioteca “Giovanni Comisso” di Treviso.

19/05/2026

VENERDÌ 22 MAGGIO 2026 SEDICESIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

ARMANDO MAMMINO
Il ponte sullo Stretto di Messina: un regesto delle soluzioni alternative possibili rispetto alla soluzione approvata dagli organi tecnici dello Stato

ROSSELLA RISCICA
La Loggia dei Cavalieri: l’urgenza di un nuovo intervento conservativo

Venerdì 22 maggio (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Pavan”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la sedicesima conferenza dell’anno accademico 2025-2026. (Limite massimo di capienza: 80 posti)

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Armando Mammino con Il ponte sullo Stretto di Messina: un regesto delle soluzioni alternative possibili rispetto alla soluzione approvata dagli organi tecnici dello Stato e Rossella Riscica con La Loggia dei Cavalieri: l’urgenza di un nuovo intervento conservativo.


Il consocio Armando presenterà delle soluzioni “altre” rispetto a quella dello studio attuale del procedimento, già sviluppato a cura degli organi tecnici statali e formalmente pronta per l’appalto, fatte salve le precisazioni ingegneristiche ancora in itinere.
Una prima soluzione è l’aggiornamento ed il perfezionamento del progetto presentato dal prof. Sergio Musumeci in occasione del concorso internazionale di idee per l’attraversamento dello Stretto di Messina nell’anno 1969: il geniale schema statico messo in campo dal prematuramente scomparso prof. Musumeci consente una lunghezza maggiore rispetto a quella assunta nel progetto di base e, quindi, una migliore gestione dei problemi ambientali e paesaggistici.
Una seconda soluzione alternativa è il ponte subacqueo archimedeo rielaborato e sviluppato, rispetto alle numerose e datate idee del passato, fino ad uno stadio più dettagliato approfondito e verosimile: non esistono ulteriori alternative.


La consocia Rossella Riscica spiegherà come lo studio dei documenti storici abbia rilevato un'attenzione e un'attività solerte di conservazione e tutela della Loggia dei Cavalieri da parte dei nostri avi fin dalla metà dell'Ottocento. Anche dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, le istituzioni si sono attivate per la ricostruzione e la conservazione di questo monumento. L’ultimo restauro completo risale alla metà degli anni Novanta, quando si è intervenuti sia sulla statica che sulle pitture murali.
Oggi, nonostante la Loggia sia molto utilizzata e considerata uno dei simboli di Treviso, si trova in uno stato di conservazione precario, soprattutto per quanto riguarda gli affreschi che la decorano.
È quindi necessario interrogarsi su come trovare le corrette modalità tecniche e finanziarie per garantire la conservazione di questo monumento unico nel suo genere, a partire dall'analisi dello stato di conservazione e delle effettive necessità di intervento, anche alla luce delle nuove tecnologie e di tutte le indagini effettuate in passato.

Il consocio Armando Mammino sostituisce il consocio Steno Zanandrea impossibilitato a partecipare.

11/05/2026

VENERDÌ 15 MAGGIO 2026 QUINDICESIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

LUCIO DE BORTOLI
Ottavio Scotti architetto di Treviso

ANTONIO VARSORI
Storia di un fallimento: la politica italiana verso la Somalia dall'Amministrazione Fiduciaria a «Restore Hope» (1950-1993)


Venerdì 15 maggio (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “San Domenico”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la quindicesima conferenza dell’anno accademico 2025-2026.( Limite massimo di capienza: 80 posti)

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Lucio De Bortoli con
Ottavio Scotti architetto di Treviso e Antonio Varsori con Storia di un fallimento: la politica italiana verso la Somalia dall'Amministrazione Fiduciaria a «Restore Hope» (1950-1993).

Il consocio Lucio De Bortoli illustrerà la figura di Ottavio Scotti (1680-1748), discendente di una nobile e radicatissima famiglia trevigiana, studioso di architettura, il quale fu uno dei protagonisti del barocco in città e territorio.
A Scotti vennero attribuite molte opere, ma è per noi di grande interesse il suo “Studio di Architettura” del 1726, un manuale di architettura rimasto inedito e conservato nella Biblioteca di Treviso.
La figura di Scotti, piuttosto noto in vita, non gode di grande bibliografia di ricerca e merita pertanto un approfondimento che, quanto meno, dia conto dello spessore del suo trattato e dei suoi studi.

Il consocio Antonio Varsori, traendo spunto da un recente volume scritto a quattro mani con Annalisa Urbano, intende ripercorrere oltre 40 anni di politica italiana verso la Somalia.
Verranno prese in considerazione le varie fasi di tale politica: 1) l’amministrazione fiduciaria per conto dell’ONU fino all’indipendenza (1950-1960); 2) i rapporti con il nuovo stato caratterizzati da un modesto sostegno economico e dal noto “scandalo delle banane” (1960-1969); 3) il relativo peggioramento dei rapporti con l’arrivo al potere di Siad Barre e la svolta filo-sovietica fino alla guerra dell’Ogaden (1969-1977); 4) la ripresa di stretti rapporti che videro la Somalia protagonista dell’ambiziosa politica italiana di cooperazione allo sviluppo (1978-1990); 5) il drammatico coinvolgimento italiano nella crisi e nel crollo del regime, nonché nella fallimentare operazione “Restore Hope” (1991-1994).

20/04/2026

VENERDÌ 24 APRILE 2026 TREDICESIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

ADRIANO PAPO
Mohács 1526, una svolta nella storia dell’Europa

FERDY HERMES BARBON
Quando i muri parlano: indizi glittografici tra le città sacre del Perù

Venerdì 24 aprile (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Pavan”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la tredicesima conferenza dell’anno accademico 2025-2026.(Limite massimo di capienza: 80 posti)

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Adriano Papo con Mohács 1526, una svolta nella storia dell’Europa e Ferdy Hermes Barbon con
Quando i muri parlano: indizi glittografici tra le città sacre del Perù.

Il consocio Adriano Papo illustrerà come la disfatta ungherese subita a opera degli Ottomani a Mohács il 29 agosto 1526 fu un evento traumatico, che sancì la fine della potenza medievale magiara, ma anche l’insediamento degli Asburgo nel bacino carpatodanubiano e l’ingresso dei turchi nella politica centroeuropea.
Il relatore racconterà gli antefatti della battaglia: dall’ascesa al trono di Mattia Corvino, sotto il quale l’Ungheria attraversò l’ultimo periodo di floridezza della sua storia, alla decadenza del regno magiaro retto dalla debole dinastia lituano-polacca degli Jagellone.
Al declino dell’Ungheria concorsero diversi fattori: la cristallizzazione della società, l’assenza di una classe dirigente responsabile della modernizzazione del paese, la crisi economica e politica, la dissoluzione della temibile “Armata Nera” di Mattia Corvino. Saranno anche analizzate le conseguenze di Mohács, che determinarono la tripartizione dell’Ungheria: l’elezione di due re, la guerra civile e il ritorno perentorio dei turchi a Buda nel 1541, dopo che nel 1526 erano momentaneamente rientrati a Costantinopoli.

Il consocio Ferdy Hermes Barbon ci porterà tra le città sacre del Perù proponendo una rilettura critica dei segni e delle marche ancora presenti in numerosi siti delle Ande orientali, interpretati come tracce materiali di vicende in parte sconosciute, sviluppatesi in epoca contemporanea e successiva alla conquista sp****la.
Attraverso un inquadramento storico del contesto peruviano, caratterizzato da profonde trasformazioni politiche e culturali, verranno analizzati i rapporti tra maestranze europee e lavoratori indigeni di tradizione incaica.
Ne emerge un articolato fenomeno di sincretismo architettonico e religioso, espressione del contatto e della progressiva integrazione tra iconografia cristiana e cultura andina.

13/04/2026

VENERDÌ 17 APRILE 2026 DODICESIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

VALERIA FAVRETTO
Carolina – Lina – Risbeck (1848 –1928): meteora travolgente

RAFFAELLO PADOVAN
La cappellina della casa di riposo Rosa Zalivani

Venerdì 17 aprile (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Pavan”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la dodicesima conferenza dell’anno accademico 2025-2026.(Limite massimo di capienza: 80 posti)
Valeria Favretto con Carolina – Lina – Risbeck (1848 –1928): meteora travolgente e Raffaello Padovan con La cappellina della casa di riposo Rosa Zalivani.

La consocia Valeria Favretto, partendo dalla definizione data dall’amica fraterna Antonietta Giacomelli, intende ricostruire la complessa vita di Lina Risbeck: pianista, compositrice e maestra di canto; patriota italiana figlia di un ufficiale dell’impero asburgico e di una cognata di Daniele Manin; dama di ca**tà molto attiva nel Trevigiano.
I fondi archivistici a disposizione (in particolare i manoscritti Manin-Risbeck), per quanto sintetici e in parte dispersi fra vari istituti, consentono di tracciare un quadro preciso di questa trevigiana d’adozione ormai quasi del tutto dimenticata.

Il consocio Raffaello Padovan illustrerà la cappellina presente al piano terreno della Residenza per anziani "Rosa Zalivani" di Treviso ritornata fruibile grazie al suo recente restauro.
L’oratorio, ideato dal ca****lano spirituale mons. Luigi Brusatin (1870-1934), fu inaugurato il 7 marzo 1931 dal Vescovo di Treviso A. G. Longhin. Tale spazio (un tempo apparteneva a Villa Brugnera-Muratti–Fabbro, purtroppo oggi sconsideratamente demolita per esigenze funzionali) possiamo definirlo 'inusuale' perché esso non è un corpo isolato, ma una sala interna adattata per il servizio religioso.
Al suo ideatore spetta non solo la concezione del luogo, ma pure di ogni dettaglio sotto gli aspetti iconografici e simbolici nonché esecutivi, dal disegno delle parti murarie alle ricche ornamentazioni che lo connotano. Egli, oltre a eseguire opere proprie, inserì lavori del cugino pittore Luigi Gasparini (1856-1926) e altro di differenti autori ed epoche.

06/04/2026

VENERDÌ 10 APRILE 2026 UNDICESIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

SERGIO TAZZER
I 150 anni della Scuola Enologica di Conegliano

MATTEO MAZZONETTO
I Torretti, scultori asolani

Venerdì 10 aprile (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Pavan”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà l’undicesima conferenza dell’anno accademico 2025-2026. (Limite massimo di capienza: 80 posti)

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Sergio Tazzer con I 150 anni della Scuola Enologica di Conegliano e Matteo Mazzonetto con I Torretti, scultori asolani.

Il consocio dott. Sergio Tazzer ci riporterà alla raggiunta l'unità d'Italia, nuovo Stato che basava gran parte della sua economia sull'agricoltura, quando ci si accorse che mancava una istituzione di istruzione superiore che si occupasse della vite e del vino, simile a quelle già operanti in Francia, Germania e Austria-Ungheria.
Si mossero personalità della politica, dell'economia, della cultura per far assegnare a Conegliano questa nuova istituzione scolastica. Fra essi, Antonio Caccianiga (1823-1909), possidente, uomo di cultura, politico influente, che fu anche presidente dell'Ateneo di Treviso.
Alla fine, la scelta cadde su Conegliano.
Una realtà, la Scuola Enologica, che incise profondamente sullo sviluppo e sull'ammodernamento della viticoltura e dell'enologia italiana.

Il dott. Matteo Mazzonetto ci porterà nella Pedemontana, prima di Canova, dove un certo numero di mestieranti e artisti prepara il terreno alla grande vicenda umana e artistica del maestro di Possagno.
Le ville e le chiese di molti centri del Trevigiano e del Veneto custodiscono le opere di questi esecutori, ancora oggi non sempre identificati con sicurezza. Tra questi si distingue la dinastia degli asolani Torretti, versatili autori di ritratti a mezzo busto, come di soggetti sacri, capaci fin dagli esordi di trasmettere al giovane Canova una sensuale palpitazione delle superfici: dagli Angeli firmati dell'altare di S. Vito di Asolo, a quelli sull'altare maggiore della chiesa di Crespano; dal S. Giorgio su un finestrone del palazzo ducale in Venezia, ad un gruppo di Santi e angeli nella ca****la prepositurale del duomo di Asolo.
È una produzione che arriva a Venezia, Ravenna e oltre, contribuendo a costruire e diffondere i prodromi stilistici e tecnici, di cui Antonio Canova sarà il massimo interprete.

23/03/2026

VENERDÌ 27 MARZO 2026 DECIMA CONFERENZA
DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

MAURIZIO GALLUCCI
Parole che curano: la lettura come terapia

MARIA TERESA TOLOTTO
«Frassenè o Carbonere»? Dalla lite, tra i parroci di Piavon e
Fossalta Maggiore, il racconto del cambiamento

Venerdì 27 marzo, ore 17:30 (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Pavan”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario) l’Ateneo di Treviso terrà la decima conferenza dell’anno accademico 2025-2026. (Limite massimo di capienza: 80 posti).

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Maurizio Gallucci con Parole che curano: la lettura come terapia e Maria Teresa Tolotto con «Frassenè o Carbonere»? Dalla lite, tra i parroci di Piavon e Fossalta Maggiore, il racconto del cambiamento.

Il consocio Maurizio Gallucci approfondirà il rapporto tra linguaggio, scrittura, lettura e cura.
Il linguaggio è il risultato di una complessa attività nervosa che permette agli individui di comunicare stati mentali attraverso la produzione di suoni e segni che simboleggiano questi stati secondo le convenzioni proprie di una comunità linguistica. La scrittura è un codice secondario al linguaggio parlato; è un sistema organizzato di simboli in grado di fissare, comunicare, conservare e trasmettere nel tempo procedure mentali ed espressioni linguistiche in forme stabili.
La lettura è l'azione di decifrare un testo scritto o stampato. La pratica della lettura è un importante stimolo cognitivo; è anche una proposta culturale facile da usare e a basso costo. L'abitudine alla lettura di libri è scarsa nella popolazione anziana italiana di livello di istruzione medio o basso.
La relazione presenterà: alcuni cenni sulla nascita e sviluppo del linguaggio nella specie umana anche con l’esposizione di recenti evidenze archeologiche; la letteratura scientifica riguardante gli effetti della lettura sul cervello umano; un programma di intervento, condotto nel Trevigiano, volto a valutare gli effetti della lettura combinata ad attività motoria in persone anziane con decadimento cognitivo lieve (MCI) e a indagare come sia cambiato il loro stato di fragilità nel corso di un anno di osservazione.


La consocia Maria Teresa Tolotto racconterà una storia svelata che era rimasta nascosta nei documenti. Un paio di fascicoletti rinvenuti in fase di riordino dell’Archivio Parrocchiale di Oderzo, contenenti lettere e altri scritti fra cui una delle tante liti che nel tempo si accendevano tra parrocchie confinanti, sono rimasti per un lungo periodo senza una collocazione definitiva. Sembravano carte di nessuna importanza fino a quando sono stati ritrovati altri fascicoli comprendenti le registrazioni di battesimi, matrimoni e sepolture relative ai residenti nella località Frassenè di Oderzo.
La presenza delle registrazioni dei Sacramenti ha tuttavia richiamato l’attenzione per questioni più ampie. Lo studio della litigiosità tra i parroci e i loro vicini induceva ad un approfondimento. Infatti da queste carte, che ci riferiscono fatti accaduti tra il XIV e XVIII secolo, sono scaturite diverse riflessioni.
Come tutti i documenti la loro potenzialità è infinita e, senza necessariamente ricalcare ciò che altri già hanno fatto, vorrei provare a raccontare le trasformazioni di una zona, molto estesa, partendo proprio da quanto riferito dai due “bellicosi” presbiteri.

10/03/2026

VENERDÌ 13 MARZO 2026 OTTAVA CONFERENZA
DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

Filippo Boscolo
Testimonianze epigrafiche degli argini dell’Adige dalla
provincia di Padova (agro atestino)

Nadia Andriolo
I Trenta tiranni ad Atene nel 404 a.C., dopo la sconfitta
ateniese nella guerra del Peloponneso

Venerdì 13 marzo, ore 17:30 (presso il Seminario Vescovile di San Nicolò - Sala “Domenico”- Piazzetta Benedetto XI, 2 - Treviso, possibilità di parcheggio nel park riservato del seminario) l’Ateneo di Treviso terrà l’ottava conferenza dell’anno accademico 2025-2026.
(Limite massimo di capienza: 40 posti)

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Filippo Boscolo con Testimonianze epigrafiche degli argini dell’Adige dalla provincia di Padova (agro atestino) e Nadia Andriolo con I Trenta tiranni ad Atene nel 404 a.C., dopo la sconfitta ateniese nella guerra del Peloponneso.

Il consocio Filippo Boscolo ci porterà ad Ateste, una delle colonie dedotte da Augusto dopo la battaglia di Azio. Tra le operazioni effettuate per la parcellizzazione del territorio, furono realizzate anche delle arginature lungo il ramo dell’Adige che attraversava la colonia. L’alveo attuale del fiume scorre attualmente a sud di Este. Questi lavori sono attestati da due iscrizioni che contengono diverse informazioni sul numero di operai e sulla quantità di lavoro svolta. Lo scopo di questi lavori era quello di preservare dalle esondazioni gli agri assegnati ai veterani di Augusto.
Quello che si ricava dalle fonti epigrafiche risulta confermato dai ritrovamenti archeologici. Dalla seconda metà del I secolo d.C. e ancora di più nel secolo successivo le testimonianze epigrafiche atestine diminuiscono notevolmente. Questo è da imputare ad un aumento delle precipitazioni e al fatto che non furono fatte manutenzioni sugli argini. In seguito a ciò molte aree furono soggette a impaludamento e abbandonate.


La consocia Nadia Andriolo ci porterà ad Atene la quale, dopo aver subito la sconfitta di Egospotami ed aver tergiversato, accettò infine le condizioni di pace imposte da Lisandro e decise di nominare “trenta uomini”. Quindi, in origine, la loro nomina fu legale: i Trenta furono trenta syngrapheis con l’incarico di continuare il lavoro legislativo che altri syngrapheis avevano iniziato nel 411 a.C.
Essi furono eletti dal demos. La loro magistratura divenne “straordinaria” ben presto, quando non rispettarono il loro mandato, continuando a differire la stesura e la pubblicazione della nuova costituzione. Intervennero in ambiti che a loro non competevano; il potere dei Trenta si rafforzò, non risparmiarono alcuno ed iniziò il periodo del terrore. Essi governarono Atene dal settembre del 404 a.C. al maggio del 403 a.C.

17/02/2026

VENERDÌ 20 FEBBRAIO 2026 SETTIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

ALBERTO ALEXANDRE
La pianta della gioia: benefici e drammatici effetti dell’oppio

CAROLINA PUPO
Treviso nuova”, 1922-1927. I progetti urbanistici che avrebbero cambiato il volto della città


Venerdì 20 febbraio (presso Palazzo Rinaldi - “Sala Guadagnin” ex “Sala Verde” - Piazza Rinaldi, 1 – Treviso, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la settima conferenza dell’anno accademico 2025-2026.

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Alberto Alexandre con La pianta della gioia: benefici e drammatici effetti dell’oppio e Carolina Pupo con Treviso nuova”, 1922-1927. I progetti urbanistici che avrebbero cambiato il volto della città.


Il consocio Alberto Alexandre, partendo dall’assunto che non esiste il bene senza il male, spiegherà che ogni scoperta scientifica è un’arma a doppio taglio con vantaggi inevitabilmente connessi a rischi fisici e psicologici.
Purtroppo viene istintivo coglierne al volo i vantaggi e rimandare il momento di occuparci dei potenziali pericoli.
Questo è successo con la pianta della gioia. Il farmaco di dio, l’oppio, da un lato ha la sua efficacia terapeutica per la cura del dolore e per anestetizzare, dall’altro porta con sé terribili effetti sul fisico della persona e sulla vita sociale dei popoli.


La consocia Carolina Pupo illustrerà come intorno alla metà degli anni Venti del ‘900 a Treviso presero forma significativi progetti di riqualificazione di diverse zone del centro storico. Nei quadranti sud e sud-ovest, entrambe zone depresse e degradate dopo la dismissione di edifici militari, nel nome di una città moderna l’amministrazione comunale si proponeva di realizzare due importanti opere pubbliche.
La riviera “Lungo Sile” avrebbe abbellito il territorio lungo il fiume dall’attuale ponte De Gasperi fino alla città-giardino passando dietro il Collegio Turazza e il Seminario Vescovile. La sistemazione dell’area tra la stazione ferroviaria e il ponte San Martino, con la realizzazione di un sottopassante della linea ferroviaria, avrebbe offerto l’opportunità di nuove arterie stradali e di un vasto complesso residenziale e commerciale.

16/02/2026

VENERDÌ 20 FEBBRAIO 2026 SETTIMA CONFERENZA DELL’ATENEO DI TREVISO a.a. 2025-2026

LUCIANO MINGOTTO
Ca’ dei Ricchi a Treviso: un palinsesto architettonico e storico. Nuove evidenze

PAOLO ERVAS
Il paesaggio nella pittura di Giorgione, alcuni elementi di riflessione

Venerdì 20 febbraio (presso Palazzo Rinaldi - “Sala Guadagnin” ex “Sala Verde” - Piazza Rinaldi, 1 – Treviso, ore 17:30) l’Ateneo di Treviso terrà la settima conferenza dell’anno accademico 2025-2026.

Come consuetudine dell’Ateneo due sono i relatori invitati: Luciano Mingotto con Ca’ dei Ricchi a Treviso: un palinsesto architettonico e storico. Nuove evidenze e Paolo Ervas con Il paesaggio nella pittura di Giorgione, alcuni elementi di riflessione.

Il consocio Luciano Mingotto presenterà lo studio, effettuato per l’analisi preparatoria al restauro, riguardante la parte più antica e stratificata del complesso dei Ricchi e cioè l’angolata posta tra Vicolo S. Gregorio e Via Barberìa.
L’analisi stratigrafica ha posto in evidenza finestrature, strutture e decorazioni murali interne ed esterne che vanno dal XIII al XVI secolo con successive trasformazioni sino al XX secolo. Finestrature gotiche sono conservate all’interno e non evidenti all’esterno, preferendo il restauro evidenziare finestre quattrocentesche, mentre elementi romanici sono ancora in traccia muraria esterna. Importanti decorazioni sono al 1° piano (in monocromo verde) di metà Settecento con strumenti musicali, verzura, uccellini e anche parte di tappezzeria affrescata quattrocentesca.
Il palinsesto attuale è un’occasione di dibattito per verificare i rapporti tra la nuova immagine dell’edificio conseguente al restauro e la comprensione architettonica del manufatto nella sua evoluzione storica, artistica e architettonica, con scelte in cui non sempre le esigenze del mantenimento della stratigrafia si conciliano con le decisioni dei restauratori e degli architetti.

Il consocio Paolo Ervas intende approfondire la componente paesaggistica della pittura di Giorgione (1477-1478 – 1510) cercando di fornire le coordinate storiche, artistiche e letterarie che hanno maggiormente determinato la formazione di questo elemento nell’arte del maestro di Castelfranco.
L’analisi comporterà contestualmente anche un tentativo di parziale ridefinizione del catalogo del pittore, sia in termini attributivi che cronologici.
Ai fini della ricerca si svolgeranno soprattutto studi stilistici e comparativi e un’attenta rilettura critica di fonti storico-letterarie e documentarie già note, segnatamente le due biografie vasariane sull’artista e gli appunti sulle collezioni d’arte venete di Marcantonio Michiel.
Infine, si approfondirà l’eredità artistica e la fortuna storico-critica che il paesaggio giorgionesco ha lasciato nel corso dei secoli in ambito europeo.

Indirizzo

Piazzetta Benedetto XI, 2
Treviso
31100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

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